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Andare in giro per Palermo: percorsi di street art (dove spararsi selfie favolosi)

Ora voi avete aperto questo link e io, effettivamente non so chi siete, voi potete leggere qualcosina, sulla mia persona, sulla quarta di copertina dei miei libri, ma io no. Non so se siete snob, avete la puzza sotto il naso, se siete sprovveduti, se fate giri camminando baldanzosi sulle balate scivolose della Vucciria coi tacchi, oppure avete le infradito e vi scantate (impaurite) dei batteri che vi potete prendere, dei cani randagi, della verdura marcia e della munnizza ornamentale (quella non manca mai).

 Io però vi immagino ardimentosi, curiosi, gente di mondo, abituata a partenze non organizzate dai tour operator, in una definizione  “picciotti di bella”. Tranquilli, picciotti ha un po’ perso il suo significato negativo (picciotto, un tempo denominava soldato di mafia che raccoglieva i soldi del pizzo) per dire, ora picciotto di bella, indica un amante del bello, capace di relazionarsi disinvoltamente con l’ambiente. I picciotti di bella sono accollativi, raccolgono piccole sfide e vanno in giro senza preconcetti. Allora, che dite. se siete picciotti di bella, accollativi, che fate appena arrivati? Un bel giro in centro, per la zona pedonale, che poi non è un semplice area interdetta alle auto, è inclusa nell’itinerario arabo normanno, decretato patrimonio dell’ umanità nientemeno che dall'Unesco. Vi ricordiamo che Palermo è stata Capitale della cultura nel. 2018.voi direte, un anno fa, ma se io vi dico che qualcuno è stato mister universo o miss Italia, anche se in passato, non vi viene voglia di conoscerlo ugualmente? Diciamo che molti writers hanno cominciato a firmare il centro storico della città e a trasformarlo in un luogo cult (evvai di inglesismi). Proviamo a tracciare un piccolo percorso, dove unire l'utile - una bella foto da likes a piovere -, col dilettevole, conoscere posti che vi arricchiranno, perché noi umani, si sa, abbiamo bisogno di bellezza, storia, radici e un panino con panelle che ci ristori ogni tanto. Nel percorso ho aggiunto una sosta in friggitoria, ovviamente.   murale Intanto, avete lo smartphone no? Se volete fare a meno di me, cliccate qui https://www.streetartfactory.eu/palermo/ Troverete una mappa digitale da scaricare, oppure, se volete la versione cartacea, fate un salto allo Lo Studiolo in Corso Vittorio Emanuele 273 / Lun-Sab / 09-13 | 16-19. Potete anche osservare e acquistare le stampe in vendita e sostenere il progetto. Ora immaginiamo di inoltrarci, piano piano. Se percorrerete il lungomare che porta verso via Messina Marine, alla Cala, proprio di fronte al piccolo porticciolo turistico un pochino chic, potrete vedere il grande murale opera di Rosk e Loste. Raffigura Falcone e Borsellino, ripresi dalla famosa foto di Tony Gentile. I due magistrati sono allegri, rilassati e molto complici, così come ci piace ricordarli. falcone e borsellino Siete a due passi dalla chiesa di Santa Maria della Catena - si chiama così perché nei giorni di tempesta o in caso di pericolo, da qui partiva la catena che proibiva la navigazione e non faceva lasciare il porto - da visitare, è un gioiellino gotico-catalano. Proprio dietro se è domenica mattina, vi consiglio un salto al mercatino di piazza Marina. Dai vinili, ai pizzi della nonna, dai cocci di ceramica, ai vecchi libri e alle cartoline d'epoca, c'è di tutto, qui si riversano le cantine sbarazzate di mezza Sicilia. Ma anche se non è domenica, avete l’imbarazzo della scelta, dal giardino Garibaldi con il suo ficus Magnolia monumentale, che conta centinaia di anni, si pensi che l’architetto Giovan Battista Filippo Basile che sistemò la villa pubblica, fece piantare  i ficus nel 1863 - al palazzo Abatellis, posto magnifico che come recita wikipedia:

"Manifestazione esemplare di stile chiaramontano derivato dal singolare innesto di forme normanne e gotiche, amalgamate in un'arte e in un contesto esclusivamente siciliani di palazzo signorile, dimora regia, sede dei governanti,”

fu sede dell’Inquisizione spagnola nel ‘500 e merita una visita con tanto di tour guidati alle carceri sotterranee. Street art al quartiere Kalsa: l’Eletta come la chiamavano gli arabi che confina a piazza Magione (già che ci siete date un’occhiata alla meravigliosa chiesa scoperchiata dello Spasimo). Qui fioriscono murales realizzati nell’ambito di Pangrel 2018. Un esperimento di arte pubblica reso possibile grazie alla collaborazione nata tra la Fondazione Federico II, il Dipartimento dei Beni Culturali, la Galleria Regionale Abatellis e il Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro. Ma, soprattutto, merito di cinque artisti di fama nazionale come Basik, Camilla Falsini, Mbre Fats  e i già nominati Rosk E Loste. Ecco qui mia foto in cui mi sparo l'agognato selfie. selfie Or dunque  ci sembra umano mettere la sosta ‘Nni Francu U vastiddaru e invitarvi a molteplici assaggi di panelle e crocchè. Oppure andare a mangiare un panino con la milza alla Focacceria San Francesco (nella piazza omonima). A Ballarò Igor Palminteri dipinge patrona e co-patrone di Palermo, con “Viva Santa Rosalia“ e alle sue spalle, sulla parete di una chiesa cinquecentesca ormai crollata, pittura uno sconfinato San Benedetto il Moro in scarpe da tennis, che sembra pronto a giocare una partita di calcetto, proprio come fanno i ragazzini nei vicoli. Alla convivenza tra rovine e costruzione in città vi conviene abituarvi, la trovate ovunque nei quartieri storici sul tema “Fides” ecco infatti il  murale in via Luigi Villanueva, a pochi passi, firmato da Andrea Buglisi: ritrae un colibrì che sposta macerie, ma inoltriamoci e ammiriamo “La gente di Ballarò” di Alessandro Bazan che si stende sul grande muro dell'ex arena Tukory in via Di Cristina, il Franco Franchi di Angelo Cazyone e Fulvio Di Piazza, autore del murales "Turbo Ballarò", che trovate a Porta Sant'Agata, un turbine di pesci volanti da far venire voglia di andare al mercato e cominciare a osservare tutte i banchi dei pescivendoli  e fotografarli, sperando di trovare il mitico pescespada (cosa niente affatto rara). [caption id="attachment_10531" align="alignleft" width="720"]San Benedetto il Moro foto di Antonio Curcio San Benedetto il Moro foto di Antonio Curcio[/caption] Altri posti da vedere? C’è l’imbarazzo della scelta, al mercato storico della Vucciria (sì quello riprodotto nel famoso dipinto di Guttuso) oltre a fermavi alla Taverna Azzurra per un bicchiere di sangue (niente di vampiresco è zibibbo bello duci duci), o concedevi una serata di movida per i vicoli, mangiando cibo di strada cotto direttamente sulla griglia davanti a voi, la cooperativa Terradamare propone un itinerario di street art alla scoperta dei graffiti che riproducono le opere di Caravaggio e il walking toru cartoline da Ballarò. [caption id="attachment_10532" align="alignleft" width="1200"]cartoline da ballarò-walking tour terradamare - foto vincenzo russo cartoline da ballarò-walking tour terradamare - foto vincenzo russo[/caption] “A Palermo, il Caravaggio lo rubano, è noto; è successo anche all'artista francese C215, ovvero Christian Guémy- ci racconta Paola Nicita sul dorso palermitano del quotidiano Repubblica – che ha pensato di omaggiare il grande pittore con una serie di graffiti realizzati sulle cassette della poste del centro storico, e per una coincidenza, proprio a pochi passi dall'Oratorio di san Lorenzo, dove è avvenuto il furto della tela di Caravaggio. Molte delle cassette con graffiti sono sparite, rubate nottetempo”. Da scoprire la piccola chiesa di Santa Sofia dei Tavernieri, salvata dall’abbandono, nascosta in un cortile tra corso Vittorio Emauele e la Vucciria, piazzetta Santa Sofia. [caption id="attachment_10540" align="alignleft" width="1200"]Ph, dal magazine Le vie dei Tesori Ph, dal magazine Le vie dei Tesori[/caption] Nel portale in ferro, Il ritratto “pop” della santa,  Santa Sofia protettrice dei Tavernieri, insieme alle tre figlie Pistis, Elpis e Agape (Fede, Speranza e Carità). Opere di Marco Mirabile, pensate con l’Accademia di Belle Arti di Palermo e un gruppo di sette studenti. Altri posti trasformati dalla street art? Il quartiere Mandamento Tribunali , il parcheggio dell’Ibis Hotel, la piazzetta Mediterraneo, e fuori, dai soliti circuiti, Borgo Vecchio. Ma mi faccio un giro approfondito e ne riparliamo, ok? Potete anche segnalare su Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


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