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Come un libro (e la scrittura) ti cambiano: 101 cose da fare in Sicilia almeno una volta nella vita

Credo siano trascorsi dieci anni. Magari di più. Ho scritto questa guida, 101 cose da fare in Sicilia almeno una volta nella vita, per caso, su commissione. Significa che qualcuno ti chiede di mettere insieme un progetto, per una collana già avviata. Credo che la lista delle 101 cose da fare almeno una volta nella vita sia un format americano, ma forse mi sbaglio.

Io ho risposto "ok, vi mando una proposta". In quel periodo, come sempre, lavoravo molto. Quando dico lavoravo, intendo tutte le quelle attività amatissime, come addetto stampa, giornalista o responsabile di comunicazione, che svolgo da anni e mi consentono di arrivare a fine mese, pur sottraendomi energie e tempo.

Credo di aver ricavato, un buco di tempo, per mettere giù l'ossatura del libro, di notte o di mattina presto, seduta al tavolo della cucina. Si scrive in questo modo, seduti e dolorosamente fermi, concentrati su un barlume di idea. A volte hai come una specie di tono, di ritmo, che comincia a condurti.
Quando arrivi all'alba, sai che hai tracciato un piccolo segno, un rigo in più, sul tuo componimento personale, sulla tua idea di bellezza e magia.

Io lavoro assai da anni anche se in proporzione non guadagno lo stesso, ci tengo a dirlo perché sui soldi aleggia un grande mistero e pudore, soprattutto sulle maniere in cui un creativo si guadagna da vivere.
La scrittura, comunque, a causa di questa mancanza (cioè è pagata poco o niente) nella mia vita, ha sempre rischiato di diventare secondaria. Di essere vissuta clandestinamente, come un appuntamento proibito.

La scrittura, diciamolo, non è mai stata conveniente per me, una continua eviscerazione, un parto lunghissimo, eppure io ho scritto e adesso, fotografo, di tutto.

Ho scritto di politica, sanità, diritti civili, ricette della caponata, televisione, radio, moda, artigianato, letteratura, cinema, ho scritto persino di smaltimento di rifiuti, make up, automobili, viaggi, animali.

Io credo per un solo motivo: la scrittura è come l'amore, c'entra, in ogni cosa. E siccome l'amore non è quasi mai conveniente, non decidi quando e di chi innamorarti, lei mi ha dimostrato questo aspetto in tutta la sua luminescenza. Sì perché questa scrittura sconveniente mi ha illuminato la vita. Fin dal primo libro, pubblicato a 24 anni dalla gloriosa casa editrice di Letizia Battaglia, la scrittura non mi ha mai tradita ma, anzi ha riempito di senso e di luce, ogni anfratto, ogni trauma, ogni delusione, della mia esistenza.

Ma torniamo a noi e alla guida, la proposta mi venne accettata e io mi misi al lavoro. Sempre col mio entusiasmo pacchiano e un poco fastidioso per gli altri (quando sono entusiasta divento monotematica). Ho comprato un nuovo taccuino e ho cominciato a prendere i miei appunti illeggibili. Mi sono seduta nei caffè, nelle sale d'aspetto, una volta ho scritto appoggiata sulla cassapanca di un hotel, un'altra su una botte di vino.
Ho dato il meglio di me, in termini di ricordi, esperienze. In un certo senso ho percorso, pionieristicamente, un itinerario sentimentale ed emotivo che adesso è diventato cifra stilistica.
Ormai scrivere di viaggi in prima persona è la norma. Ormai dire cosa suscita un posto è quasi un obbligo. Prima no, io non avrei mai immaginato di dare il via a un giro dell'Isola che non si è ancora concluso.
Io ho voluto popolare i miei 101 punti di incontri, profumi, leggende. Viaggi in pullman, in treno, in auto, in moto, giri in bici, a piedi, in barca.
Tuttora è il mio libro più venduto. Tuttora, persone come Emilio Valente, vanno in giro con il mio libro, lo fotografano, per vivere e condividere le esperienze con me. Su Instagram è protagonista di foto stupende.

101cose2È un libro con una storia lunga, rivisto due volte, che continua a vendere.
Continua a brillare, a creare connessioni, darmi motivi ed espedienti per continuare a girare la Sicilia. Oltre le 101, sono cose che non avrei mai immaginato.

 

1010cose3Per questo, oggi, mi viene voglia di ringraziarlo e ringraziare tutto quelli che lo hanno letto.
Un libro non è solo un pagine e parole. È quello che provoca, quello che fa scaturire. Anche questo blog (fra pochi giorni del tutto operativo e favoloso, ovviamente),

grazie, davvero, di cuore.

Cattura

 


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