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Catania: Turning the camera, la fotografia contemporanea di Paolo Pellegrin

Una pandemia inaspettata tanto quanto i successivi piani di contenimento del contagio, le restrizioni sociali, le chiusure totali (lockdown nazionali, divieto di spostamenti nazionali e di viaggi internazionali), i piani vaccinali e i tanti “se” e “ma” che hanno circondano un’unica certezza: in poche settimane, per il bene di tutti, le nostre vite sono cambiate, la nostra libertà è stata circoscritta come i nostri spazi vitali e qualcosa è cambiato a livello comunitario, mondiale e personale.

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Paolo Pellegrin, nel suo ultimo lavoro Turning The Camera che presenta il 16 Maggio a Catania presso lo spazio di Plenum Fotografia Contemporanea, ha fotografato la sua famiglia, una famiglia composta da lui, la moglie e due figlie in età scolare, che hanno dovuto imparare a convivere in spazi piccoli e periferici e a condividere un tempo lungo e dilatato che prima della pandemia non apparteneva alla loro quotidianità caratterizzata da un nomadismo lavorativo paterno che prevedeva delle pause sedentarie brevi ma intense.

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Paolo Pellegrin, fotografo di reportage nato a Roma, da anni vive a Londra, anche se è sempre in giro per il mondo, precisamente dove c’è una storia da raccontare o un evento da immortalare, come quando prima del lockdown dello scorso marzo 2020 si trovava in Australia, all'indomani degli incendi che l’hanno distrutta. Proprio in quei giorni, come ha raccontato lui stesso durante un’intervista, ha preso consapevolezza che la pandemia non riusciva a essere contenuta a livello mondiale e che lui e il resto sua famiglia, rientrata in Svizzera, rischiavano di restare separati per un tempo indeterminato, o peggio, di essere contagiati senza poter contare sulla reciproca presenza. È così che hanno deciso di stare tutti insieme, non nella loro piccola casa di Ginevra, ma nelle montagne svizzere, precisamente in una fattoria dove avevano trascorso le vacanze estive l’anno prima, aiutati dalla didattica a distanza e dalla chiusura totale. Niente imponeva loro di restare in città perché tutte le attività de visu erano state sospese.

Pellegrin dopo tantissimi anni decide di riporre nella custodia le macchine fotografiche da reportagista e di non coprire questo evento, perché, sebbene ne colga l’importanza epocale a livello mondiale, qualcosa lo spinge a restare vicino alla sua famiglia, a puntare il grandangolo sulle sue figlie, sui momenti di silenzio della vita familiare e della vita campestre.

 

Da qui la riflessione di taglio sociologico e urbanistico della mostra: il lockdown ha reso manifesta una voglia quiescente dell’uomo contemporaneo di allontanarsi dalle grandi città per ritrovare se stesso e un nuovo equilibrio nella periferia, in piccoli centri di montagna o di campagna o in isole semideserte, scelta impensabile fino a un anno fa dove/quando tutto strillava città, frenesia, metropoli, megalopoli, ecc… Istinto o scelta ponderata? Tendenza momentanea o cambiamento epocale? Spirito di sopravvivenza o decisione consapevole di chi ha colto l’importanza del momento storico per cambiare senso di marcia e dare un nuovo senso al proprio vivere quotidiano? Quale futuro per le città e le periferie? Continuerà l’antagonismo o entrambe vivranno contemporaneamente un’epoca d’oro dove la ridistribuzione della popolazione garantirà maggiore qualità della vita?

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Plenum – Fotografia Contemporanea

Plenum è una galleria di fotografia contemporanea che nasce con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento per la fotografia d'arte in Sicilia e nel sud Italia. La galleria si trova nel centro della città di Catania e vanta un’ampia area espositiva di oltre 60mq, oltre a un bookshop e a una sala lettura dove poter consultare i volumi presenti nella sua biblioteca. Accanto all’attività espositiva Plenum Gallery organizza incontri, workshop, stage e corsi, tenuti dai più autorevoli protagonisti del panorama fotografico italiano ed internazionale.

Paolo Pellegrin

Paolo Pellegrin è nato a Roma nel 1964. Dopo aver studiato architettura, il suo interesse si focalizza sulla fotografia. Dopo dieci anni all'Agence Vu, entra a far parte di Magnum Photos come nominee nel 2001, diventando membro a pieno titolo nel 2005. Ha lavorato a contratto per “Newsweek” per dieci anni. Nella sua carriera ha ricevuto molteplici riconoscimenti internazionali, tra cui il Robert Capa Gold Medal Award. Nel 2006 gli viene riconosciuto il W. Eugene Smith Grant in Humanistic Photography. Le sue foto sono state esposte in numerosi musei e gallerie tra cui: La Maison Européenne de La Photographie, i Rencontres d'Arles, il San Francisco Museum of Modern Art, la Corcoran Gallery of Art, il MAXXI di Roma, l’Aperture Foundation Gallery, il Foam Fotogra?iemuseum Amsterdam, e la Deichtorhallen di

Amburgo.

Vive a Londra.

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