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Sul sito www.unamarinadilibri.it è on line il bando per partecipare alla nuova edizione di "Una marina di libri", festival del libro di Palermo promosso dal CCN Piazza Marina & Dintorni in collaborazione con l'Università degli Studi di Palermo, le case editrici Navarra e Sellerio e con la libreria Dudi. La fiera dell'editoria indipendente che quest'anno vi aspetta al Parco Villa Filippina, da giovedì 16 settembre fino a domenica 19.
 
Il tema della dodicesima edizione di "Una marina di libri 2021" sarà: "Per l'alto mare aperto". È tempo di alzare le vele e di riprendere i venti del destino. E’ ora di mollare gli ormeggi, di tornare a navigare per l'alto mare aperto. La marina, si sa, è approdo, ma come ogni marina è anche partenza. Per troppo tempo siamo stati nella bonaccia, ancorati in rada, congelati dagli obblighi della quarantena. Ora è tempo di ripartire. Per l’Italia, per Palermo e per la Sicilia tutta. Ripartire da “Una marina di libri”, da un nuovo porto – quello di Villa Filippina - e inseguire nuovi orizzonti, senza dimenticare le albe già solcate. Come abbiamo fatto. Come desideriamo ricominciare a fare.
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Il Direttore artistico è il giornalista e scrittore Gaetano Savatteri accompagnato da un comitato scientifico costituito da Matteo Di Gesù, Salvatore Ferlita e Masha Sergio.
 
L'ingresso a "Una marina di libri" prevede il pagamento di un biglietto di 3 euro al giorno. In alternativa al giornaliero sarà possibile acquistare un biglietto cumulativo che permette l'ingresso a tutti i 4 giorni della manifestazione al costo ridotto di 8 euro. La mattina di venerdì 17 settembre - novità dell'edizione 2021 - sarà invece a ingresso libero e gratuito per tutti: un segno importante per la città e soprattutto per le scolaresche di ogni ordine e grado cui prevalentemente il programma del venerdì mattina sarà dedicato.
 
Potranno inoltrare domanda solo case editrici indipendenti che non facciano parte o siano partecipate da un gruppo editoriale, e cioè che siano proprietarie contemporaneamente di più marchi editoriali, società di promozioni, distribuzione, e che non pubblichino con richiesta di contributo all'autore. Le domande d’iscrizione verranno accettate in ordine cronologico e fino a esaurimento dei posti disponibili.

 

Si inserisce in un percorso di attenzione e cura dell’individuo rafforzato dal fatto che aprile 2021 è il mese dedicato alla Prevenzione della Salute, il prossimo incontro in streaming, in programma alle 11.30 di giovedì 29 aprile, del progetto “Io, Giovane Attore, Campagna di prevenzione alla ludopatia”, che l’Associazione “Elementi” sta portando avanti nell’ambito di un intervento di prevenzione e contrasto dei problemi legati alle dipendenze, tra cui anche la ludopatia. Un percorso di 9 mesi, sostenuto con le risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali art. 72-73 del codice del terzo settore annualità 2017 - Avviso Prevenzione e contrasto della ludopatia - Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali, del Lavoro - Regione Sicilia, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Un intervento che tesse una trama educativa rivolto a studenti, genitori e insegnanti che diventa una rete sociale degli istituti scolastici di Bagheria, di Carini e di Isola delle Femmine, con la collaborazione di 2 Osservatori di area di “ Distretto 3-4 e del Distretto 8”, l’Unità Operativa di Educazione alla salute degli Ospedali riuniti di Villa Sofia e Cervello di Palermo, con il Comune di Palermo, il Garante dell’Infanzia ed adolescenza, l’Assessorato attività sociali, i Comuni di Bagheria e Carini e il Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio fisico e della Formazione Università di Palermo.

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Ad animare il dibattito, giovedì 29 Aprile, sarà Amelia Bucalo Triglia, Presidente dell’ associazione "Elementi", sollecitando un parterre di presenze che consentiranno di entrare sempre di più nello specifico di un tema come le ludopatie, che va affrontato in maniera multidisciplinare.

Saranno, quindi, in collegamento: Salvo Siciliano, Responsabile aziendale delle Attività di Educazione alla Salute Villa Sofia - Cervello Palermo; Maria Rosa Sampieri, pedagogista del Servizio di Tossicodipendenza di Bagheria; Brigida Rosa, responsabile dell'Area Educazione e

Promozione della Salute Distretto 34 Carini; Elena Pistillo, autrice del corto “Nativi Digitali”, che concluderà il meeting online.

Una mattinata che si annuncia interessante, durante la quale si parlerà di Life Skills, abilità, emotive, relazionali e cognitive di base, che consentono alle persone di operare con competenza sia sul piano individuale che su quello sociale. Si parlerà anche di empowerment nell’ambto della promozione della salute, il processo di rafforzamento delle abilità e delle competenze personali attraverso il quale le persone acquisiscono un maggiore controllo rispetto alle decisioni e alle azioni che riguardano la propria salute. Interessante sarà sviscerare e analizzare i dati espad  #iorestoacasa 2020, che ci dicono che il gioco d’azzardo più diffuso fra gli adolescenti tra i 15 e i 19 anni è il gratta e vinci.

Se, poi, consideriamo che il progetto “Io, Giovane Attore” ha deciso di utilizzare il teatro in quanto strumento, non l’unico ovviamente, per stimolare socializzazione e creatività, andremo a scoprire come l’attività creativa teatrale tiene conto dei pensieri e delle emozioni dei bambini, instaurando una dialettica di confronto e di crescita che, attraverso il corpo, le emozioni, il pensiero creativo e fantastico, coinvolge la globalità psicofisica rappresentando un’opportunità per i giovanissimi di sviluppo di tutte le competenze alla vita in un contesto di gruppo protetto.

«Abbiamo unito la nostra esperienza sulle campagne di prevenzione e l’esperienza del Teatro del

Fuoco, nel quale proponiamo discipline diverse - spiega Amelia Bucalo Triglia, presidente dell’associazione “Elementi” - per creare un percorso formativo sulle competenze alla vita rivolto a insegnanti e genitori, comunità educanti, stimolando la fantasia e l’immaginazione dei bambini delle elementari di territori come Carini, Isola delle Femmine e Bagheria e Palermo con le relative istituzioni. Territori passati sotto la lente degli Osservatori sulla Dispersione scolastica, nostri partner, per un confronto rispetto alle esigenze dei bambini e relative famiglie con i quali c’è e ci sarà un’interazione costante. La cultura stimola la crescita, quindi racconteremo ai ragazzi la nascita del teatro e i miti, dando loro consapevolezza attraverso linee guida che consentano loro di affrontare le difficoltà, aumentate con l’arrivo del Covid, nella cui rete siamo caduti comunicando solo attraverso pc e telefonini».

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Un intervento che, dunque, coinvolgerà bambini della scuola primaria, insegnanti e genitori attraverso un percorso che svilupperà abilità funzionali al miglioramento della qualità della vita dei ragazzi. Sino a luglio il progetto proseguirà con laboratori di prevenzione dedicati settimanalmente ai bambini della 4^ e 5 ^ elementare per far loro sviluppare un cambiamento di comportamento ed il desiderio di socializzazione e attraverso la pratica di attività che valorizzano le loro concrete abilità creative. Tra il 26 e il 31 luglio 2021 tutti i bambini che avranno partecipato ai laboratori di Bagheria e Carini si riuniranno a Palermo per la preparazione della rappresentazione

finale e la realizzazione del video nei quali saranno coinvolti attivamente. Sarà l’occasione per presentare pubblicamente il risultato di questo progetto. Il montaggio del video, inoltre, diventerà uno stimolo efficace per attivare contenuti e immagini, creando allo stesso tempo uno spazio di relazione in cui ci si ritrova e ci si racconta. Accompagnerà questa ultima fase anche la distribuzione di materiale informativo sui rischi connessi ai Giochi d’azzardo.

All’inizio del nuovo anno scolastico, infine, tra settembre e ottobre 2021 sarà organizzata la proiezione video dell’attività nell’ambito di un momento pubblico aperto a scuole, famiglie e città. Durante questo evento verrà proiettato pure il corto “Nativi Digitali”, di cui parlerà giovedì 29 aprile la sua autrice, l’attrice Elena Pistillo.

 

 
Per partecipare è necessario iscriversi al seguente link
https://us02web.zoom.us/.../reg.../WN_fxxF8doMTh61uqUZy3UJxg

La rete dei partner:

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali, del Lavoro - Regione Sicilia

Comune Palermo Assessorato Attività Sociali, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Azienda Ospedaliera ospedali Riuniti Villa Sofia - Cervello

Università di Palermo Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio fisico e della Formazione

Comune di Carini e Bagheria

Ics. Istituto I. Buttitta Bagheria

Istituto DD Cirrincione di Bagheria

Istituto Comprensivo IV ASPRA di Aspra

Istituto Comprensivo Aiello di Bagheria

Istituto 1 Circolo Bagnera di Bagheria

Istituto G. D’Alessandro di Bagheria

Istituto Pirandello di Bagheria

Osservatori Dispersione Scolastica di Area Distretto 3-4 Bagheria e Distretto 8

Istituto Giovanni Falcone di Carini

Istituto Comprensivo Riso di Isola delle Femmine

Istituto Carini Calderone-Torretta

Istituto Laura Lanza di Carini

Associazioni: Il Genio di Palermo, Pergamo, Panagiotis.

Progetto dell’Associazione Elementi APS


 

Una pandemia inaspettata tanto quanto i successivi piani di contenimento del contagio, le restrizioni sociali, le chiusure totali (lockdown nazionali, divieto di spostamenti nazionali e di viaggi internazionali), i piani vaccinali e i tanti “se” e “ma” che hanno circondano un’unica certezza: in poche settimane, per il bene di tutti, le nostre vite sono cambiate, la nostra libertà è stata circoscritta come i nostri spazi vitali e qualcosa è cambiato a livello comunitario, mondiale e personale.

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Paolo Pellegrin, nel suo ultimo lavoro Turning The Camera che presenta il 16 Maggio a Catania presso lo spazio di Plenum Fotografia Contemporanea, ha fotografato la sua famiglia, una famiglia composta da lui, la moglie e due figlie in età scolare, che hanno dovuto imparare a convivere in spazi piccoli e periferici e a condividere un tempo lungo e dilatato che prima della pandemia non apparteneva alla loro quotidianità caratterizzata da un nomadismo lavorativo paterno che prevedeva delle pause sedentarie brevi ma intense.

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Paolo Pellegrin, fotografo di reportage nato a Roma, da anni vive a Londra, anche se è sempre in giro per il mondo, precisamente dove c’è una storia da raccontare o un evento da immortalare, come quando prima del lockdown dello scorso marzo 2020 si trovava in Australia, all'indomani degli incendi che l’hanno distrutta. Proprio in quei giorni, come ha raccontato lui stesso durante un’intervista, ha preso consapevolezza che la pandemia non riusciva a essere contenuta a livello mondiale e che lui e il resto sua famiglia, rientrata in Svizzera, rischiavano di restare separati per un tempo indeterminato, o peggio, di essere contagiati senza poter contare sulla reciproca presenza. È così che hanno deciso di stare tutti insieme, non nella loro piccola casa di Ginevra, ma nelle montagne svizzere, precisamente in una fattoria dove avevano trascorso le vacanze estive l’anno prima, aiutati dalla didattica a distanza e dalla chiusura totale. Niente imponeva loro di restare in città perché tutte le attività de visu erano state sospese.

Pellegrin dopo tantissimi anni decide di riporre nella custodia le macchine fotografiche da reportagista e di non coprire questo evento, perché, sebbene ne colga l’importanza epocale a livello mondiale, qualcosa lo spinge a restare vicino alla sua famiglia, a puntare il grandangolo sulle sue figlie, sui momenti di silenzio della vita familiare e della vita campestre.

 

Da qui la riflessione di taglio sociologico e urbanistico della mostra: il lockdown ha reso manifesta una voglia quiescente dell’uomo contemporaneo di allontanarsi dalle grandi città per ritrovare se stesso e un nuovo equilibrio nella periferia, in piccoli centri di montagna o di campagna o in isole semideserte, scelta impensabile fino a un anno fa dove/quando tutto strillava città, frenesia, metropoli, megalopoli, ecc… Istinto o scelta ponderata? Tendenza momentanea o cambiamento epocale? Spirito di sopravvivenza o decisione consapevole di chi ha colto l’importanza del momento storico per cambiare senso di marcia e dare un nuovo senso al proprio vivere quotidiano? Quale futuro per le città e le periferie? Continuerà l’antagonismo o entrambe vivranno contemporaneamente un’epoca d’oro dove la ridistribuzione della popolazione garantirà maggiore qualità della vita?

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Plenum – Fotografia Contemporanea

Plenum è una galleria di fotografia contemporanea che nasce con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento per la fotografia d'arte in Sicilia e nel sud Italia. La galleria si trova nel centro della città di Catania e vanta un’ampia area espositiva di oltre 60mq, oltre a un bookshop e a una sala lettura dove poter consultare i volumi presenti nella sua biblioteca. Accanto all’attività espositiva Plenum Gallery organizza incontri, workshop, stage e corsi, tenuti dai più autorevoli protagonisti del panorama fotografico italiano ed internazionale.

Paolo Pellegrin

Paolo Pellegrin è nato a Roma nel 1964. Dopo aver studiato architettura, il suo interesse si focalizza sulla fotografia. Dopo dieci anni all'Agence Vu, entra a far parte di Magnum Photos come nominee nel 2001, diventando membro a pieno titolo nel 2005. Ha lavorato a contratto per “Newsweek” per dieci anni. Nella sua carriera ha ricevuto molteplici riconoscimenti internazionali, tra cui il Robert Capa Gold Medal Award. Nel 2006 gli viene riconosciuto il W. Eugene Smith Grant in Humanistic Photography. Le sue foto sono state esposte in numerosi musei e gallerie tra cui: La Maison Européenne de La Photographie, i Rencontres d'Arles, il San Francisco Museum of Modern Art, la Corcoran Gallery of Art, il MAXXI di Roma, l’Aperture Foundation Gallery, il Foam Fotogra?iemuseum Amsterdam, e la Deichtorhallen di

Amburgo.

Vive a Londra.

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Apri un armadio e ti investe l'odore di una primavera. Passi vicino a un cespuglio di gelsomini ed è subito Sicilia. Apri il doposole e invade subito il ricordo di una gita. Il tabacco è tuo nonno, il dopobarba tuo padre, la cannella è la torta della domenica mattina. Il tuo naso riesce a farti viaggiare nel tempo, senza che tu te ne accorga.
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Quando arriva un pacchetto dalla Francia, che racconta una storia di famiglia, una storia siciliana, che sa di ricordi, di sentimenti, di limoni, gelsomini. E tu la vuoi fotografare. Sulla scrivania di casa. Con i fiori secchi.
Magari in modo artigianale. Stefano Alderuccio ha ridato nuova luce all'azienda di famiglia. Sulle tracce del nonno, fra gli alambicchi, dal cielo che compare dal tetto divelto dell'antico laboratorio, rinasce così, Viadeimille, da Noto si trasferisce in Francia.
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I profumi dell'infanzia da conservare, usare, curare, regalare. Una vera esperienza olfattiva. Perché noi siamo anche questo: scie di profumo

E le cose belle sanno di buono e scatenano sensazioni, niente ci riesce meglio di un odore.
Da provare, Dolce Kaos, un profumo ispirato ai luoghi di Luigi Pirandello
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Una bottiglia de Le schette, se te la portano a casa, in Sicilia, la noti. A cominciare dal nome. Le schette, in siciliano significa, le zitelle, adesso diremmo le singles, per eccesso di political correct, ma le schette, sono altre, sono donne autonome, piene di vigore. Come questi vini, che partendo dalle schette, che in verità è il nome della contrada, proseguono con la precisa volontà di farsi bere e riconoscere nel ricco panorama delle Terre siciliane.
Diciamolo, in questo momento la Sicilia si è distinta per un ricchissimo parterre di etichette e un’infinità di riconoscimenti.
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Ma se date un’occhiata all’offerta delle Cantine La Vite, vi troverete davanti a una vera e propria dichiarazione d’intenti: far bene, lavorare insieme e creare un relazione con gli acquirenti, fatta da scelte precise.

Una linea bio, uno spumante rosé con un nome che suona come una promessa “P’amuri” (con un nome così, quando lo stapperemo, se non per suggellare un momento di poesia?) una rinnovata cura nel packaging dove si affaccia un indomito babbaluci, ovvero una chiocciola, o una coccinella – insetti fondamentali per le colture bio – per rinnovare la veste dei loro monovarietali Urries e Rahalmet.

E poi le intramontabili Le Schette, Isola persa e Falconera, punte di diamante, come Altariva, a cui si affianca Butherae.
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Uno sguardo diligente alle politiche commerciali, un’attenzione verso le richieste della clientela, sempre più accorta e orientata verso le aziende sostenibili.
Perché il buon bere per i winelovers passa anche dall’amore verso l’ambiente.
 
I numeri delle Cantine La Vite sono questi: una azienda e due doc, 1400 ettari di superficie vitata di cui 230 in bio.
Produzione che vira verso l’ uva a bacca nera (circa 80%), uve autoctone bianche siciliane e uva Nero d’Avola, di cui l’azienda è la maggior produttrice in Sicilia.
Poi c’è tutto quello che non si può contare: la dedizione, la passione, l’impegno. Si possono contare gli anni, questi sì. Ma questa realtà di Riesi, questo territorio, questo vino che crea indotto, dove confluisce lavoro, non solo di soci, ma di produttori, conferitori e altri protagonisti del comparto. Che sembrano i fiumi, ettolitri, di vino da imbottigliare, è creato nel tempo, da intuizioni, relazioni e sinergie.

Perché la fida resta sempre quella: mettere insieme, le identità, le “teste di ognuno” creare sistema. Crescere, curare la terra e i suoi frutti.

“La Cantina La Vite viene fondata nel 1970 per volontà di 43 soci che decidono di unirsi per dare il via a quella che è diventata una delle realtà vitivinicole più produttive e floride dell’intera Sicilia. Grazie all’utilizzo delle più innovative tecniche di produzione e soprattutto operando nella massima attenzione e rispetto per l’ambiente la Cantina La Vite è conosciuta in tutto il mondo per la qualità dei propri prodotti”.
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Un fiume di idee, che diventa street art, la stessa che ricopre i silos, attinge alle radici in un muto scambio. Sono opere del duo di graffiti artists siciliani Rosk & Loste  sono loro a ricoprire di colore la cantina a rimettere in scedownloadna i volti senza tempo di divi pop come Totò, Alberto Sordi, Vittorio Gassmann, Ciccio e Franco, Sophia Loren, ma anche l’uva e la volpe o il gatto.
Attingere al nostro immaginario, quello della cinematografia, dei modi di dire, per dare nuove sfumature al vino. Creare un ambiente fruibile, da un punto di vista estetico e artistico.
Rendere onore alla natura e alla tradizione.
Perché il vino è espressione culturale e a Riesi, in contrada Le Schette, lo sanno.
 

Pubblicato il volume “Volti di Palermo”, ricca antologia di preziosi scatti fotografici realizzati dal fotografo professionista Massimiliano Ferro. Tra le pagine del volume Volti di Palermo l’autore interpreta la città di Palermo attraverso i suoi protagonisti, attivi e presenti che divengono simbolo di resistenza e di resilienza; una preziosa galleria di ritratti che riesce a trasmettere l’essenza della città, la sua forza, la sua storia, la sua vita.

 

Volti di personalità delle istituzioni, del mondo ecclesiastico, professionisti, imprenditori, artisti, sportivi e uomini impegnati nel mondo della cultura; sguardi profondi che, attraverso l’interpretazione dell’autore, divengono specchio di una grande città. Il libro è stato prodotto dalla casa editrice Edizioni Ex Libris ed è inserito nella collana “Il fotogramma – Cataloghi culturali”. La prefazione è del prof. Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo; la postfazione è di Nino Giaramidaro, giornalista e critico fotografico. I dettagli su http://www.edizioniexlibris.com/2021/03/17/volti-di-palermo/


La staycation, la vacanza di un giorno che si fa senza partire, arriva in Sicilia. Nata come idea contro lo stress da città, oggi la pausa a chilometro zero è l’antidoto migliore alla monotonia da lockdown. Secondo Daybreakhotels.com, la startup nata per affittare di giorno stanze e servizi in hotel di lusso e che oggi consente agli alberghi di reinventarsi con nuove soluzioni per lo smart working e per il leisure, sono il 25% in più rispetto al periodo pre pandemia i siciliani che hanno deciso di concedersi un momento tutto per loro in una struttura deluxe. “Le persone hanno sempre più bisogno di trovare un’alternativa alle mura domestiche che però sia prima di tutto una soluzione sicura, come quella offerta dagli alberghi a cinque stelle del nostro network” dice Simon Botto, ceo della startup che aggrega di 5000 hotel nel mondo. Il relax di una vacanza ma senza andare lontano Che si scelga una camera con accesso spa (ancora possibile in alcune strutture prenotando prima) o con jacuzzi, un pranzo o una cena servita al ristorante o in stanza: non serve andare lontano per godere di un pausa rigenerante. Scegliendo su Daybreakhotels.com un albergo nella propria città, direttamente dal sito o dall'applicazione, è possibile infatti prenotare una stanza selezionando i servizi desiderati. “L’idea è semplice - dice ancora Botto - già prima della pandemia gli alberghi avevano delle camere invendute e servizi di altissimo livello che non venivano utilizzati, la nostra intuizione è stata quella di portare “clientela sveglia” negli hotel. Ora, con lo stop forzato a turismo e viaggi di lavoro, con la formula “hotel da vivere di giorno” aiutiamo da un lato i clienti a regalarsi delle brevi vacanze e dall'altro il settore alberghiero, che è in grande difficoltà, ad avere prenotazioni e clienti nuovi”. DayBreakHotels.com è diventato infatti in Sicilia il primo o secondo canale di vendita dell’hotellerie: basti pensare che solo nei primi mesi dell’anno sono 42 gli alberghi che si sono affiliati alla start up in regione, con un aumento delle affiliazioni del 62% in più rispetto a qualsiasi altro quarter del passato. Cena in camera ma non solo. Cosa cercano i siciliani Ma cosa cercano i siciliani? Secondo il ceo di DayBreakHotels.com “In primo luogo chi sceglie una staycation vuole allontanare quelle “sensazioni da pandemia” come nervosismo e agitazione, ma anche stress e disturbi del sonno”. Secondo una rilevazione sullo stress degli italiani condotta dall’Istituto Piepoli, infatti, oggi l’indice di disagio psicologico è di 62 su 100. Ma quali sono i servizi preferiti? Una camera per riposarsi e una spa negli hotel che lo permettono sono sicuramente tra i servizi più apprezzati dai siciliani. Ma c’è anche chi sceglie di lavorare senza stress e ha bisogno del servizio business: smart-working room, quindi, magari con business lunch servito in camera, o affitto di una piccola sala meeting per mezza giornata. Un servizio, questo, che in Sicilia sta avendo particolarmente successo facendo registrare una crescita del 280% tra giugno e marzo 2021. Ad usufruire dei servizi di DayBreakHotels.com sono in particolare uomini (56%) e donne (44%) nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 50. I prezzi e le strutture Sono circa 200 le strutture siciliane affiliate a DayBreakHotels.com. Le camere e i servizi sono prenotabili, in diverse fasce orarie generalmente di 6-8 ore tra le 8 alle 24 con uno sconto rispetto alla tariffa notturna anche del 70%. In media i prezzi di una camera per 2 persone per 6-8 ore in un hotel 4 stelle con accesso SPA, jacuzzi o welcome drink partono da 49 euro. Per prenotare su Daybreakhotels.com (www.daybreakhotels.com) non occorre carta di credito, il pagamento si effettua direttamente in hotel.

“Narrazioni e rappresentazioni del sacro femminile”, domani la presentazione degli atti del convegno in memoria di Giuseppe Martorana, a cura di Daniela Bonanno e Ignazio E. Buttitta (Edizioni Museo Pasqualino)

 

Nuovo appuntamento con il ciclo #presentazioniedizionimuseopasqualino. Domani, martedì 13 aprile alle ore 18, verrà presentato in streaming il volume Atti del convegno internazionale di studi in memoria di Giuseppe Martorana, a cura di Daniela Bonanno e Ignazio E. Buttitta, pubblicato dalle Edizioni Museo Pasqualino.

Alla presentazione, che sarà possibile vedere in diretta dalla pagina Facebook e sul canale Youtube del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, parteciperanno Massimo Cultraro (CNR/Istituto per i beni archeologici e monumentali) e Marianna Ferrara (Università Sapienza di Roma). Interverranno Daniela Bonanno (Università di Palermo) e Ignazio E. Buttitta (Università di Palermo). Modererà Rosario Perricone (Direttore delle Edizioni Museo Pasqualino).

Link per la diretta:

www.facebook.com/museoantonio.pasqualino

www.youtube.com/channel/UCB4FEyRenKlkSNrgVi-SCkw

“Narrazioni e rappresentazioni del sacro femminile”

Con Il riso di Demetra (1985), Giuseppe Martorana, professore ordinario di Storia delle Religioni presso l’Università degli studi di Palermo, esplorava le forme di religiosità al femminile in Sicilia, individuando tracce di continuità e persistenza che dai culti locali anellenici conducevano fino a forme di devozione cristiana. I contributi raccolti in questo volume intendono rendere omaggio alla sua memoria e riprendere criticamente i temi delle sue ricerche, indagando le narrazioni e le modalità di rappresentazione del sacro e del divino che coinvolgono l’elemento femminile, lungo un arco cronologico che dall’età del bronzo giunge all’età contemporanea e attraversa uno spazio geografico che dal Vicino Oriente conduce fino alla Grecia peninsulare e alla Sicilia.
Tra le questioni sollevate, vi sono le minacce legate al mondo femminile; la consapevolezza del potenziale di rischio che alle donne è attribuito; l’agentività ad esse riconosciuta nello svolgimento dei rituali e nella partecipazione agli stessi; il ruolo del femminile nella tradizione narrativa.
Ricorrenti sono inoltre i tentativi di ricostruzione degli spazi riservati al femminile, all’interno di culti specifici. Insieme a questi temi si avanzano riflessioni sulle continuità e sulle risemantizzazioni di elementi pertinenti a una religiosità antica al femminile osservabili in pratiche rituali tutt’ora vigenti. Un filo rosso attraversa i saggi: il necessario inquadramento storiografico di categorie e nozioni abusate come quella di “Grande madre”, di “religione mediterranea”, di “sostrato”, insieme a un ripensamento della categoria, fluida e sfuggente, di “sacro”.


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