Wednesday, September 18, 2019
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“E quando mi ricapita?” Ecco la frase che vi girerà in testa. Quando mi ricapita di vedere l’alba? Sappiamo che lo spettacolo del sole in rinascita si ripete ogni giorno, e certe volte rimandiamo. Mesi, anni e anni, senza vederlo, proprio nel momento esatto in cui spunta, tempi infiniti senza mai scorgere il sole levarsi sul mare, o cominciare ad affacciarsi dopo la traversata di una notte, magari dal pontile di una nave.

Ma torniamo a noi, ad Agrigento. All’alba condivisa fra storia, archeologia e mito, un viaggio nel tempo che si compie nello spazio in cui il buio si arrende alla luce.

Dopo la levataccia, la sveglia puntata, (oppure, se preferite, dopo aver tirato fino a tardi, chiacchierando con gli amici), ci si presenta lì, alla biglietteria per le Albe di Agrigento. Si affronta con leggerezza la fila (che comunque è spedita), si passa al metal detector e si entra,  sapete dove siete? Ai piedi del tempio del Giunone. Non è roba da poco. fra sbadigli e sguardi assonnati e un’infinità di coppie innamorate, che si baciano e si bisbigliano all’orecchio, nell’attesa che le guide, distribuiscano auricolari e radiotrasmettitori, perché tutti abbiano l’opportunità di sentire e seguire le spiegazioni.

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Questo per dire che quella dell’alba è un’esperienza di un romanticismo sperticato, commovente. Rivedere il sole che arrossa le colonne dei Templi è come incontrare di nuovo un grande amore, e ricordarsi cosa ci legava e quanto ci è mancato (perché sì, ci è mancato).

L’alba di Agrigento può essere vissuta benissimo anche se non si conoscono i miti greci.  Anche se non avete “gli studi classici”. Ogni figura verrà spiegata e introdotta dalle guide. Ma si può seguire persino se si staccano auricolari per un momento, si dà un’occhiata al cellulare (o sia ha l’urgenza di condividere qualcosa sui social) perché il sole che sorge non lo puoi ignorare, è la cosa più vera, più naturale, più potente che esista, il concerto del cinguettio degli uccelli si dà il cambio con le cicale, la musica invade la via Sacra, il passo leggero delle ninfe ti saluta al ritmo di “Benvenuto comune mortale”.

E lo spettacolo che prende il via con il mito di Prometeo. Con il fuoco. Che procede con Medea, Paride, cavalli di Troia, balletti, canti, puttini, Dioniso, il bacio di Amore e psiche.

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La visita teatralizzate (così si definisce tecnicamente questo incanto) è a cura di CoopCulture creata in collaborazione con Casa del Musical. Ispirato da “Al passo coi templi”, scritto e diretto da Marco Savatteri, con coreografie di Gabriel Glorioso. Di seguito ho aggiunto i nomi di chi ha reso possibile questa magia, è un piccolo elenco, ma ci tenevo, perché meritano.

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Sono tutte astuzie umane, create ad arte per accarezzarci il cuore. Tutti bravi e appassionati. Lo senti. Poi c’è qualcosa di tenero e magico lungo la via Sacra. Qualcosa che ti resta. Gli agrigentini hanno ragione. Quello che accade in questo luogo, mentre il sole sorge e infuoca architetture che resistono ai secoli, non ha eguali. Abbiatene cura (e segnatevi in agenda la prossima Alba di Agrigento, ovunque voi siate, correte qui, le domenica di agosto e la prima di settembre). Qui trovate tutte le informazioni tecniche. Quelle emotive dovete mettercele voi. Basta attraversare una notte e sarete ripagati.

 

Costumi e accessori: Valentina Pollicino
Coreografie: Gabriel Glorioso
Direzione Corale: Ernesto Marciante
Scenografie: Nicola Puleo
Trucco: Maria Castagna / Valentina Pollicino
Musiche originali: Marco Savatteri / Ernesto Marciante
Aiuto regia: Dino Mallia
Combattimento scenico: Turi Scandura
Arrangiamenti: Matteo Prina/ Ernesto Marciante/ Graziano Mossuto
Fonico: Pro Studios Vassallo
Coordinamento progetto: Leonardo Guarnieri/ Marilena Cusenza / Valerio Ambriola
Scritto e diretto da Marco Savatteri

 

In scena: Martina Aloisio
Matteo Bertolotti
Gloria Cacciatore
Emanuele Carlino
Gerlando Chianetta
Claudia D’agostino
Oriana Fabrizio
Gabriel Glorioso
Chiara Lo Faso
Ernesto Marciante
Chiara Peritore
Angela Potenzano
Nicola Puleo
Massimiliano Rizzo
Giulio Seminerio
Turi Scandura
Martina Scorsone
Elena Sisti
Sabrina Spampinato
Vincenzo Vanadia
Claudio Vasile

Svegliare la Valle. Un’esperienza sensoriale ed emotiva, prima che visuale. Entrare nella Valle dei Templi di notte e pian piano aspettare l’aurora con gli dei e le dee che si affacciano dalle pietre e raccontano anche le loro storie. Sono ritornate il 14 luglio e si ripeteranno (in fondo trovate le date) le Albe della Valle di Agrigento: quasi 300 spettatori – un successo inaspettato, con tantissimi stranieri che hanno atteso l’apertura del botteghino nella notte. Un rilancio per la città di Agrigento che da sempre combatte contro il turismo “mordi e fuggi” – hanno seguito gli archeologi e le guide e hanno imboccato la salita, la Via Sacra, che conduce ai templi per arrivare alla Concordia per lo spettacolo finale. I templi pian piano sono emersi dalla notte accolti dalla carezza dolce della luce morbida dell’aurora. Perché la Valle, per quanto imponente, esaltante, straordinaria, protetta dall’UNESCO, ti bisbiglia in un orecchio che è facile capirla, basta lasciarsi trasportare dalle suggestioni, abbandonarsi alle sensazioni, ai colori, persino agli odori.

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Ph. Daniele Rosapinta

Immersa in un silenzio irreale, rotto soltanto dai rumori leggeri della Natura: gli spettatori sono accolti da dei, eroi, eroine e diverse figure mitologiche, statue che si animano, tra rievocazioni di arcaici rituali, corse danzate, dispetti, litanie e versi tratti da opere di celebri autori dell’antichità, miscelati al racconto di guide esperte ed archeologi. Visite teatralizzate a cura di CoopCulture in collaborazione con Casa del Musical. Ispirato da “Al passo coi templi”, scritto e diretto da Marco Savatteri, coreografie di Gabriel Glorioso.

Il prossimo appuntamento alla visita teatralizzata alla Valle si ripeterà il 28 luglio, poi nelle  quattro domeniche di agosto (4, 11, 18 e 25) e nella prima di settembre.

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Ph. Daniele Rosapinta

Ma è anche possibile entrare nella Valle dei Templi al tramonto e fare il percorso inverso, ovvero immergersi pian piano nella notte che avanza. Ogni giorno da oggi al 15 settembre (in italiano e in inglese) si potrà seguire la guida, lungo un percorso tracciato da una collana luminosa che ogni visitatore porterà al collo. Per scoprire che i templi non dormono mai, anzi saranno animati da satiri, menadi, eroi, eroine e cortei di divinità che sembreranno quasi sbucare dalla penombra delle rovine archeologiche. Si potranno seguire percorsi tematici, negli ipogei sotterranei, tra le macchine edili antiche a grandezza naturale (è in corso la mostra “Costruire per gli dei”) alla scoperta dei monumenti più importanti o immersi nella natura.

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Orari
domenica 28 luglio
: ore 4,50 / ore 5
domenica 4, 11, 18 e 25 agosto
: ore 5 / 5,10 / 5,20
domenica 1 settembre: ore 5,10 / 5,20

meeting point presso il Tempio di Giunone.

Costo: intero € 20_ ridotto € 18,00 (under 12)

Per i biglietti, contattare il call center (0922/1839996) o acquistarli on line sul sito www.parcovalledeitempli.it ewww.coopculture.it e in biglietteria.

Le prime volte che andavo ad Agrigento mi sorprendevano sempre alcune riflessioni dei suoi cittadini, una in particolare, che riguarda la Valle: gli agrigentini sono persuasi della magia di questo luogo, tanto da essere capaci di persuadere anche te, mentre li ascolti. Se per esempio piove in centro, oppure tira vento, di solito chiedono “ok, qui c’è cattivo tempo, ma nella Valle?”, convinzione che li porta a dichiarare, con naturalezza: “sono passato dalla Valle e il cielo era sgombro. Ah qua piove”. Come se la Valle fosse un luogo a parte (dista solo 5 minuti di macchina da Girgenti – ah, sappiate che gli agrigentini si chiamano giurgintani, dal vecchio nome in voga fino agli anni Trenta: Girgenti – e a piedi ci arrivi in mezz’ora) dove le leggi della fisica, del meteo e della cronologia temporale, contano fino a un certo punto.

Ma la cosa più straordinaria di tutti, e qui dovete credermi, è che hanno ragione. Non deve essere proprio scontato dormire, vivere, mangiare e passeggiare, all’ombra dei Templi. Nella Valle, come testimonia la Festa del Mandorlo in fiore, la natura ha un suo microclima stupefacente, dove il rosa degli alberi si affaccia a trasformare il paesaggio (non a caso, miglior paesaggio italiano per il 2017) già alla fine di febbraio.  Agrigento è una città dalla storia millenaria, famosa nel mondo innanzitutto per la sua via Sacra, segnata da maestosi templi. Qui i Greci svilupparono un loro stile, un unicum.  Sono passati vent’anni da quando la Valle dei Templi è stata dichiarata patrimonio Unesco. I templi della Valle –  un tempo vistosamente colorati – scintillano al sole,  perché arrivano dalla sabbia, se li guardi bene trovi tracce di gusci e conchiglie persino nelle scanalature. Sono fatti di tufo, o calcarenite, ma non si sbriciolano, non tornano alla forma originaria, grazie a minuscoli spruzzi di luminescente quarzo – minerale inscalfibile – che permettono loro di sopravvivere ai secoli. Ecco una breve lista, fatta a modo mio, senza nessun criterio se non quello personale, basato su simpatie, interessi e divertimento, di cose da fare in questa città.

  1. Visitare la Valle in orari inusuali. In alcune stagioni, si organizzano spettacoli all’alba o di notte. Per tutte le info consultate https://www.lavalledeitempli.it/. Io ho visto di notte Elekta, per  esempio, con la regia di Vittoria Faro, ed è stato sorprendete vedere gli attori muoversi in questo spazio così mistico. Oltretutto si organizzano anche visite guidate ai percorsi sotterranei dell’area archeologica. Poi potete attraversare anche la Valle a cavallo, se  lo volete o siete appassionati, info qui.
  2. Partecipare alla festa del Mandorlo in fiore. Beh, vi emozionerete, e parecchio. Ballerete e vedrete suonare e sfilare gruppi folk da tutto il mondo. Cosa racconta, a una come me, la festa del mandorlo in fiore? Io sono abituata a feste patronali, a commemorazione di Santi suppliziati, pesti e martiri. Che mi dice questa festa? Le lacrime degli agrigentini non appena attacca il rullo dei tamburi? Che la Valle è davvero (a ragione) un posto magico, dove storia e mito fanno accadere meraviglie? Che l’amicizia e l’amore sono le uniche cosa che contano? Che bisogna restare vivi e ballare pazzi? Che il solo motivo per cui esiste la festa è questo: riconoscere la potenza di un incontro. Fra persone. E allora capite perché si piange? Chiunque piange di gioia, quando ritrova un amico.
  3. Vedere il mare dalla via Atenea. Agrigento è in collina, ed è bello lasciarsi avvolgere dalla luce che si rifrange sulla distesa azzurra. Ci sono bar e locali praticamente affacciati sul mare, dove prendere aperitivi o cenare con una vista da sogno. Come il Terracotta o il Matra. 
  4. Seguire l’itinerario per i cortili e gli angoli fioriti. L’Associazione Amici dell’Accademia ha creato un premio speciale, Girgenti in fiore, dedicato a quanto curano e abbelliscono, con piante e fiori, alcuni punti della città. Se vi capita di  passare in centro visitate la via Gubernatis, oppure concedetevi una cena a Vicolo Lo Presti,  al ristorante Perbacco, qui la vulcanica Valeria Lombardo ha coinvolto il vicinato e con il riciclo creativo ha creato un piccolo cortile suggestivo, oppure fate una visita al cortile Ribera, decorato dal B&B Mille e una notte.mappa_Girgenti_in_fiore
  5. Affacciarsi al belvedere Modugno. Domenico Modugno, dicono, fosse convinto di portare fortuna. Eh, sì, l’autore e interprete di Nel blu dipinto di blu, amava questa città. Una sagoma che guarda il mare, dono dell’Accademia di Belle Arti Michelangelo, lo ricorda. E chissà se sfiorarla non porti davvero fortuna, provare per credere. Da lì potete anche guardare il paesaggio grazie al binocolo panoramico dono del Rotary club di Agrigento. 
  6. Correre al tramonto al Viale della Vittoria. Questa via elegante e con vista mare, fra cespugli di fichi d’india e alberi, attraversata dal giardino e l’arena Bonsignore, la Villa Altieri e il Viale Cavour, arricchita dai vasi in ceramica creati dell’Accademia Michelangelo e “adottati” dai cittadini, è la scenografia preferita di una passeggiata tipica, quella per un gelato al pomeriggio. Qui, come se fosse una specie di appuntamento non dichiarato, al tramonto, si corre. Runner in tuta, scarpette e auricolari, cominciano a percorrerla su e giù, con un occhio al cronografo e l’altro al paesaggio.
  7. Assaggiare la mignolata (e i gelati). Per la mignolata, o ammiscata, passate dal foro di Dalli Cardillo (se non avete amici che la preparano in casa), lo trovate a piazza del Municipio a due passi dal Teatro Pirandello, si tratta di un pane speciale farcito con verdure e salsiccia, perfetto da portarsi appresso come spuntino. Per i dolci i nomi sono Infurna e le Cuspidi, qui, da quest’ultimo, provate il famoso gusto al formaggio pecorino declinato a gelato.
  8. Visitare la Chiesa di Santa Maria dei Greci (e conoscere i resti del Tempio). Entrate e vi lascerà a bocca aperta, si cammina con gli scavi a vista su un pavimento trasparente, perché la piccola chiesa a tre navate è stata edificata su un antico tempio dorico. Pare che gli agrigentini facciano a gara per sposarsi qui.800px-Agrigento-santa-maria-dei-greci-tempelfundamente-b
  9. Raggiungerla a piedi da Palermo (si può, amici camminatori). Arrivare ad Agrigento, attraversare porta di ponte, dopo una scarpinata lunghissima. La via dei pellegrini che univa due mari e due porti, così era definito questo percorso, si snoda per 160 km e tocca 15 comuni, 3 provincie e diverse diocesi, parliamo della Magna Via Francigena. In non l’ho ancora affrontato, per info visitate qui la pagina ufficiale, prendete la guida inoltratevi in questa viaggio nato sotto il segno della lentezza, della meditazione religiosa e della bellezza.
  10. Assistere alla festa di San Calogero. Le città del Sud hanno tanti problemi. Però un Santo come San Calogero mette un po’ i cuori in pace. In un rullo di tamburi scaccia malinconia e angherie. Ci fa sentire parte attiva del Mediterraneo. San Calò ha la barba bianca ed è nero. Nero. P.s. Ho chiesto se le donne potevano (sì, per rispetto di tradizione) e in salita ho ammuttato (spinto cioè) pure io la vara. Si tratta di un Santo alla portata dei cittadini, che lo abbracciano e lo baciano con gioia infantile. A cui lanciavano ( e in parte lanciano) il pane. Poi è bello gustarsi il panino benedetto, che viene preparato nei forni in quei giorni.  San Calò si celebra la prima domenica di luglio e termina la domenica successiva. La festa è annunciata dal suono dei “tammurinara” che riempie le via principale della città: via Atenea.

Domenica prossima 7 agosto, proseguono gli appuntamenti con i treni storici della Fondazione FS Italiane nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’assessorato regionale al turismo “I binari della cultura”. Due gli itinerari in programma: da Palermo, con il treno regionale 3924 delle 8.41, sarà possibile raggiungere Agrigento centrale dove alle 11.30 partirà il treno storico con destinazione Valle dei Templi, Porto Empedocle e la Scala dei Turchi.

L’accesso all’area archeologica, come ogni prima domenica del mese è gratuito per tutti, e consente ai turisti di poter visitare il più grande parco archeologico del mondo nella sua interezza. Il transfer da Porto Empedocle Succursale alla Scala dei Turchi, dove sarà possibile trascorrere una intera giornata in una delle spiagge più belle al mondo, sarà curato da City of the Temples. Il ritorno è programmato per le 18.30 da Porto Empedocle Succursale, mentre chi dovrà proseguire per Palermo usufruirà del treno regionale 3912 che parte alle 20.14 da Agrigento Centrale.

A Siracusa, sempre domenica 7 agosto, nuovo appuntamento con il treno del Barocco. Dopo il grande successo delle domeniche precedenti, questa volta le antiche e prestigiose carrozze centoporte raggiungeranno le città di Noto e Modica, dove sono previste escursioni guidate nei rispettivi centri storici. La partenza è programmata per le ore 9 dalla stazione di Siracusa.

E’ possibile acquistare i biglietti per viaggiare sui treni storici di Fondazione FS presso tutti i punti vendita autorizzati Trenitalia, le biglietterie di stazione, comprese quelle automatiche. Per tutte le informazioni, è attivo il numero telefonico 3138719696 e l’indirizzo email ferroviadeitempli@fondazionefs.it.