Thursday, October 19, 2017
Home / Posts Tagged "Trapani"

La Cantina Siciliana esiste a Trapani, nell’ex ghetto, in via della Giudecca, dal 1958.

Pino Maggiore, lavora qui in questo locale storico, da quando aveva 6 anni “facevo i domicili”mi racconta. Era lui che a piedi portava nelle case il cous cous già pronto. Qui il cous cous trapanese, da non confondere con il cous cous tunisino, che certo conserva simili radici –  si prepara ogni giorno ed è incocciato come vuole la tradizione, senza prodotti preconfezionati. Una volta, visto il suo lungo processo di preparazione – ci vogliono almeno 4 ore – , il cous cous arrivava sulle tavole solo il venerdì, il giorno preposto a mangiare il pesce.

Il cous cous ha la caratteristica di crescere, una volta irrorato con il brodo di pesce pare prendere vita per conto suo e avviare un processo che lo fa sviluppare. Preparato a pranzo e perfetto da gustare a cena perché i sapori si sono accordati del tutto. In cucina, dove regna lo chef Pino, la regina dei fornelli è la trentaquattrenne Hajer Aissi, che lavora qui da vent’anni.

Il cous cous trapanese, dice Pino “non è una paella” non ci sono molluschi, ma solo pesce, è ammessa solo una variante con il pesce fritto come ritunnu e minnola.

A La Cantina Siciliana, per la sua composizione, suddivise in piccole stanzette – qui lavorava lo spiritaro Scarcella è c’è una bella atmosfera positiva, racconta Pino – che invitano alla privacy, si comincia con antipasti, tris di crudi macerati e bruschette all’uovo di tonno.

Si può alternare al pesce locale un assaggio di formaggi presidi Slow food (il locale è arte dell’allenza dei cuochi di Slow food) e finire assaporando il tipico tagliancozzo con zibibbo. Di fronte trovate una bella bottega siciliana, se volete portavi a casa sapori e odori di questo posto.

 

È sempre stato un mio desiderio, pur essendo siciliano e abitante a pochi km da Trapani, visitare una salina durante la raccolta del sale e finalmente dopo aver contattato la SANIMA, azienda che gestisce la Salina Galia riesco a prenotare e trascorrere una mattinata insieme ai salinari. La salina Galia è situata a sud di Trapani lungo la Via del Sale che, costeggiando una delle zone umide più estese della Sicilia, giunge fino a Marsala. Ricevuto dalla gentilissima Alberta, moglie di Massimo D’Antonio uno dei principali soci dell’azienda, il mio arrivo in mattinata con un vassoio di cornetti freschi e caffè, viene accolto con gioia dai salinari che, iniziando l’orario di lavoro alle 6 per concluderlo alle 14,30, approfittano volentieri di una breve pausa per la colazione. Un susseguirsi di vasche dal colore cangiante si possono ammirare già dalla strada di collegamento ma è sicuramente addentrandosi nell’intricato reticolo di vasche e canali che porta verso il mare, che lo spettacolo diventa assolutamente unico e interessante. Alberta mi presenta il curatolo, gestore, amministratore della salina e uomo di fiducia, che segue le varie fasi della lavorazione e procaccia i lavoratori stagionali.

Mentre essi spalano il prezioso sale dal fondo della salina sulle carriole e poi sul nastro trasportatore, egli spiega che ci sono saline posizionate direttamente sul mare e saline con vasche di acqua di mare indirette, in cui l’acqua  evapora per l’irraggiamento solare. Di questa secondo tipologia sono quelle di Trapani, dove l’acqua vergine viene prelevata dal mare e incanalata nella prima vasca (detta fridda) da idrovore fino a passare, attraverso un canale detto d’acqua crura, a vasche  intermedie costituite dalle ruffiane dette anche messaggere, ed infine a vasche d’acqua fatta o cauri e alle santine dove l’acqua è per l’appunto fatta, cioè vicina al punto di saturazione, in cui si concentra la soluzione del sale.  Per concludere l’acqua viene fatta arrivare attraverso i canali alle vasche finali salanti (dette caselle o caseddari), dove avviene la sua finale evaporazione e la precipitazione del sale, fase in cui la densità dell’acqua raggiunge i 25,7 °Baumé.

Qui si assiste alla cristallizzazione del sale che viene infine raccolto da una o due squadre di venti operai (venne), diretti e sorvegliati dal curatolo, e sistemato in cumuli munzidduna da 200 a 400 tonnellate ricoperti di tegole di terracotta ciaramire sulle adiacenti piattaforme di terra ariuni. L’inizio del processo di produzione del sale avviene con la formazione della Mammacàura, un residuo della campagna salinifera costituito dalla fanghiglia mista a solfati di calcio e magnesio. Essa viene utilizzata per risagomare e compattare il fondo delle caselle salanti, delle calde e degli argini ad apertura della nuova campagna per le sue proprietà impermeabilizzanti. Il ciclo completo produttivo del sale dura da giugno a settembre. Se il tempo lo permette, il primo raccolto si fa dopo circa 50 giorni dall’inizio della coltivazione, il secondo dopo 30 giorni. Il sale viene raccolto a mano dagli operai detti salinari con pala e carriola, e si fanno cumuli di sale negli arioni, ossia negli spazi davanti alle vasche salanti. Non c’è tristezza nei loro sguardi, ma traspare una atavica consapevolezza, quella tramandata dai fenici di fare uno dei lavori più antichi del mondo!    I salinari si conoscono da tempo e, con ritmi scanditi dal tipo di lavoro di squadra, ognuno svolge la propria mansione con automatica routine in un clima disteso e sereno. Conoscono il sole, il sale e i loro pericoli, proteggendosi la testa con un cappello e i piedi con pratici stivali di gomma. Alle 11,30 circa il lavoro sotto il sole cocente dei salinari viene interrotto dal clacson di un’auto in arrivo.

E’ quello di Maria Pia, simpatica donna trapanese che dal nulla si è inventato un lavoro adoperando il bagaglio dell’auto come il bancone di una putia: fare il giro ambulante delle varie saline e vendere pagnotte di pane, panini imbottiti, zuccherini e brioches dolci ai vari salinari. Di ogni operaio Maria Pia ha imparato a conoscere i gusti e ad assecondarli quotidianamente; con il proprio panino e cibo preferito e seduti a semicerchio vicino le auto parcheggiate,  Tommaso, Angelo, Peppe e gli altri mangiano e bevono ristorandosi. La Salina Galia ricade all’interno del territorio della Riserva Naturale delle Saline di Trapani e Paceco, estesa oltre mille ettari, gestita dal WWF, splendido risultato del  connubio  tra lavoro umano e natura, in cui si possono vedere molti uccelli acquatici, tra cui:  Fenicotteri, Aironi bianchi, Garzette,  Spatole, Anatre, Avocette, Cavalieri d’Italia e il Martin pescatore. L’esistenza delle saline risale al tempo in cui i Fenici vivevano nel territorio siciliano occidentale. Furono  proprio essi, abili commercianti, che intorno al primo millennio a.C. cominciarono a fondare le proprie colonie in luoghi strategici per i loro viaggi di mare, dove potersi rifornire di acqua e conservare cibi…appunto con il sale. Già nel 1154 durante il periodo della dominazione normanna in Sicilia il geografo arabo al-Idrīsī, noto come Edrisi, descrive Trapani, come “una città bianca, in prossimità della quale sorge una salina”. Federico di Svevia istituì il monopolio di stato ma in seguito, grazie agli aragonesi le saline tornarono private e raggiunsero il loro apice durante la dominazione spagnola quando il porto di Trapani divenne il più importante centro europeo di commercio del sale. Le vasche insieme ai lunghi canali coprono un vasto territorio che arriva fino al mare, mentre, antichi mulini  a vento (molti oggi con le pale spezzate o in disuso) si intravedono  tra bianchi  cumuli di  sale. Oggi la pala con cui si raccoglieva il sale dalle vasche è stato sostituito da un mezzo simile all’aratro, un nastro trasportatore viene oggi utilizzato al posto delle ceste di canna cartedde di 25 o 30 Kg. caricate un tempo sulle spalle degli uomini o in gobba ai muli, le pale dei mulini da pompe a gasolio o elettriche, mentre il fondo delle vasche è rullato da macchine schiaccia sassi al posto del rullo di legno o di pietra tirato a mano. Mentre il nastro trasportatore porta il sale in alto, depositandolo nei candidi arioni, alla periferia delle saline si stagliano silos e capannoni industriali insieme alle case di Trapani, dai cui tetti si distinguono le cupole delle chiese e la sagoma di mastodontiche navi da crociera, che da tempo hanno iniziato ad ormeggiare presso il porto.

All’orizzonte invece si erge nel suo splendore Monte Erice con il suo cappello di nuvole, specchiandosi nell’acqua delle saline. Salutati i gioviali salinari tra pacche sulle spalle e inviti a ritornare a trovarli, ringrazio Alberta e faccio un breve giro per la riserva tra mulini abbandonati e panoramiche acque stagnanti, dove fenicotteri ed aironi sembrano aspettare per un saluto la fine del lavoro dei loro amici che tornano a casa dopo una giornata di lavoro nelle saline. Ripongo nella custodia la fedele macchina fotografica che mi ha seguito in questa breve ed intensa esperienza e mi accorgo solo adesso di avere la pelle secca, rattrappita dalla forte irradiazione riflessa dal bianco sale, sensazione che il succedersi istantaneo dei click fotografici ha rimandato. Mentre bevo un lungo sorso d’acqua, torno alla guida per rientrare a casa, riflettendo che il sale è sapienza e dopo questa esperienza anch’io ne trarrò profitto.

 

Giuseppe Russo viaggiatore, fotografo, reporter. Trovate i suoi racconti di viaggio anche sul suo blog Zoom,Andata&Ritorno https://russogiuseppefotoeviaggi.wordpress.com/ 

http://www.siciliafan.it/trapani-una-giornata-con-i-salinari-salina-galia-saline-di-trapani/ 

Volete immergervi dentro luoghi stupendi, pedalare, vento in faccia, e ammirare bellezze che si propongono verso la candidatura Unesco?

Domenica 26 giugno 2016 la FIAB di Trapani –  Federazione Italiana Amici della Bicicletta organizza la seconda edizione della Passeggiata in bicicletta alla Riserva Naturale delle Saline di
 Trapani e Paceco. Da Trapani al Museo del Sale di Nubia lungo la
 ciclabile delle saline.
 L’iniziativa ha il patrocinio gratuito del Comune di Trapani – e importanti collaborazioni fra cui l’Ente gestore della Riserva Naturale delle saline di Trapani e Paceco.

fiab

L’auspicio di FIAB è anche quello di riprendere al più presto il progetto della “Ciclovia del Sale” che collegherebbe, su pista ciclabile e strade a basso traffico, la città di Trapani con quella di Marsala attraverso due Riserve Naturali Orientate.

In occasione dell’iniziativa La Via del Sale in Bicicletta sarà in distribuzione gratuita, la mappa della ciclabile “La Via del Sale in Bicicletta – da Trapani al Museo del sale di Nubia”, realizzata dalla FIAB in collaborazione con Trapaniwelcome.

Per la preiscrizione all’escursione ed eventuale 
prenotazione del pranzo inviare una e-mail a: 
fiabtrapani@gmail.com 
indicando per ogni singolo partecipante:
nome e cognome, e-mail, contatto telefonico.
In considerazione del numero limitato dei posti per il pranzo è
richiesta la prenotazione obbligatoria.

Info: + 39 333 5705550 – 340 5371325www.fiab.trapaniwelcome.it. Le bici si possono affittare in loco.

Una tre giorni dal 18 al 20 maggio tra escursioni in bicicletta ed immersioni su siti archeologici. Il cicloturismo si lega alla storia e alle tradizioni e diventa attivo. E dire che in questo scorcio di Paradiso, il “Porto di Dio” le bellezze non mancano: dalle vecchie anfore ed ancore di Capo Boeo a Marsala, al relitto di una nave commerciale nei pressi della Tonnara di San Vito Lo Capo, passando dal relitto delle anfore e quello delle macine vicino al Porto di San Vito Lo Capo, anfore, ancore e lingotti a Punta Tracino di Pantelleria.  E poi i percorsi da fare in bici dalla Riserva dello Zingaro alla Tonnara di Bonagia, da Trapani a San Vito Lo Capo, La via del sale da Trapani a Marsala; il mare, il vino, il pescato e un tuffo nella storia da Marsala a Mazara; scoprire su due ruote Favignana e Pantelleria. Ci saranno anche incontri destinati a tour operator e giornalisti specializzati che andranno alla scoperta delle bellezze della Provincia di Trapani.

Bike’n’dive Educational Tour è un tassello del progetto Culturas sul turismo attivo e sostenibile, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma ENPI di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Tunisia 2007-2013 di cui la Regione Siciliana – Dipartimento della Programmazione – è l’Autorità di Gestione Congiunta.

percorsi di archeologia subacquea nei territori della Provincia di Trapani e nei Governatorati di Nabeul, Bizerte e Jendouba sono stati selezionati in Italia dalla Soprintendenza del Mare ed in Tunisia dall’Institut National du Patrimoine. Per la scelta dei percorsi, entrambe le istituzioni hanno utilizzato dei parametri comuni, condivisi in una logica di stretta cooperazione, legati alla valenza storico culturale dei siti, all’attrattività scenica e alla bellezza e varietà dei fondali.

Bike’n’dive Educational Tour. Ricco il programma, che prevede a partire da mercoledì 18, a Trapani, la visita del Centro di Cultura Gastronomica Nuara, dove gli ospiti parteciperanno ad una “cooking class” sul cuscusuper apprendere i segreti di questa splendida tradizione gastronomica. A seguire, la visita delle suggestive saline Infersa di Marsala, a bordo di un battello si navigherà tra la laguna e l’oasi naturalistica. Il giorno successivo, a San Vito Lo Capo, giornalisti e tour operators potranno scegliere sia di cimentarsi in una immersione guidata in un emozionante sito archeologico, grazie al supporto della Soprintendenza del Mare, che partecipare al percorso bike con guide specializzate. Nel pomeriggio di giovedì 19 Bike’n’dive Open Day a Marsala, nella cornice di Palazzo Fici, un incontro di promozione sugli itinerari cicloturistici e archeologici subacquei tra  operatori del turismo, giornalisti e tutti gli stakeholders del territorio. La giornata si concluderà con degustazioni delle tipiche eccellenze enogastronomiche e musica dal vivo.  Venerdì 20 l’educational prevede la visita della splendida cittadina di Erice, dove gli ospiti potranno godere della straordinaria testimonianza architettonica che il borgo offre nonché gustare la deliziosa pasticceria locale.

Bike’n’dive Open Day.

Le nuove frontiere del turismo transfrontaliero, il cicloturismo e l’archeologia subacquea tra Sicilia e Tunisia. Appuntamento a Marsala il 19 maggio, alle 16,30 a Palazzo Fici, per il Bike’n’Dive Open Day. Chilometri di piste tabellate e segnate, dive spot archeologici mappati, per promuovere ad appassionati e non questa nuova forma di turismo slow. Una giornata di incontri e dibattiti tra gli operatori turistici del territorio insieme a giornalisti di settore per valorizzare in tutte le sue valenze questi due nuovi approcci alla vacanza. Si comincia alle 17 con i saluti di Anthony Emanuele Barbagallo, assessore Regionale Turismo, Sport e Spettacolo, del sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo e del console generale di Tunisia a Palermo Farhat Ben Soussi. Interventi: Giuseppe Avenia, coordinatore generale del Progetto Culturas Assessorato Beni culturali; Maria Sabrina Leone, coordinatore Tecnico Scientifico Progetto Culturas; Anna Maria Santangelo, Libero Consorzio di Trapani; Roberto La Rocca, archeologo Soprintendenza del Mare Regione Sicilia – La tutela archeologica alla luce dell’Istituzione degli itinerari archeologici subacquei; Pietro Selvaggio, responsabile Tecnico Itinerari Subacquei, Soprintendenza del Mare Regione Sicilia – Fruizione dei beni culturali sommersi e turismo. Nuove prospettive in Sicilia; Simone Morgana, coordinamento FIAB Sicilia – Il cicloturismo in Sicilia: tra mobilità nuova e turismo internazionale. Confronto con gli operatori del territorio, partecipano: Salvatore Lombardo, presidente Associazione Strade del vino Marsala; Giuseppe Pagoto, presidente Distretto Turistico Sicilia Occidentale; Paolo Salerno, associato Distretto Turistico Sicilia Occidentale. A seguire degustazioni e cooking show dello chef Peppe Giuffrè con “La cassata in bicicletta”, a cura di FIAB Trapani. Infine spettacoli ed intrattenimento Gruppo folklorico Marsala Antica.

Gli Itinerari

Archeo-sub: Capo Boeo – Marsala; Kent – San Vito Lo Capo Tonnara ; San Vito Lo Capo Relitto delle anfore; San Vito Lo Capo – Porto; Pantelleria – Punta Tracino.

Bike: Tra la Riserva dello Zingaro e la Tonnara di Bonagia, da Trapani a San Vito fino alla Riserva dello Zingaro lato San Vito lo Capo e ritorno alla Tonnara di Bonaria vicino Trapani; La via del sale da Trapani a Marsala; Lungo il mare tra vino, pescato e storia, da Marsala a Mazara; In bici sulla Farfalla delle Egadi, alla scoperta di Favignana; Dal borgo medievale di Erice alla Tonnara di Scopello; La perla nera in mountain bike, Pantelleria; Viaggio nella Perla nera del Mediterraneo, Pantelleria; Dalla Riserva dello Zingaro alla Cantine Florio di Marsala, da Trapani si va allo Zingaro lato San Vito Lo Capo e si arriva al porto di Marsala.

Archeo-sub in Tunisia: Itinéraire des Lingots de plomb, Pilau; Parcours du Cimetière des Ancres, Pilau; Itinéraire des Amphores, Pilau; Itinéraire de l’ancre, Tabarka.

Bike in Tunisia: Circuit Errihane; Circuit Andalous; Circuit Alaoui; Circuit Ezzahra; Circuit Mansour; Circuit Abène; Circuit Tella; Circuit Fernena; Circuit Fatma.

 

Operatori Bike Partners

Custonaci

Associazione Custonaci è Turismo – tel. 347 8300762 info@custonaciinsicily.it

Trapani

Agriturismo Sanacore – tel. 0923 86 42 79 prenotazioni@sanacore.it

Agriturismo Valle Benuara – tel. 335 56 84 795 margherita.scognamillo@gmail.com

FIAB Trapani fiabtrapani@gmail.com

Cicloturismo Sicilia Guida turistica – tel. 348 72 21 418
cicloturismodepasquale@gmail.com

Officina Gastronomica Resort – tel. 0923 53 25 94 info@officinagastronomica.com

Hotel Vittoria – tel. 0923 87 30 44 info@hotelvittoriatrapani.it

Tra i Venti Casa Vacanze – tel. 373 75 45 157 info@traiventi.it

Valderice

B&B Al Frantoio – tel. 0923 83 69 51 – 339 14 79 688

Marsala

Casa Solare Rakalia – tel. 339 41 21 871 casasolarerakalia@gmail.com

Baglio Oneto Resort and Wines – tel. 0923 74 62 22 info@bagliooneto.it

Disio Resort – tel. 0923 99 83 57 manager@disio.eu

Camping Lilybeo Village – tel. 0923 99 83 57 info@trapaniturismo.com

San Vito Lo Capo

El Bahira Camping – tel. 347 51 65 661 info@elbahira.it

Hotel Mediterraneo – tel. 0923 62 10 62 medimare@libero.it

Ristorante Mediterraneo – tel. 0923 972027 medimare@libero.it

Baglio la Luna B&B – tel. 335 83 62 856 info@baglioluna.com

Hotel Baia di Venere – tel. 092362 14 66 info@baiadivenere.com

Albergo Auralba – tel. 0923 62 14 47 info@albergoauralba.it

Y.M.C.A Climbing San Vito Lo Capo -tel. 0923 3030762 info@ymcaclimbingsanvito.it

Calatafimi Segesta

Tenute Gucciardi – tel. 338 50 82 944 antonino1.gucciardi@libero.it

Case Sante Erice

Brezza Grecale Casa Vacanze – tel. 0923 56 68 69 arcipelagosrl@virgilio.it

Favignana

Noleggio Plaia – tel. 339 101 76 20 noleggioplaia@libero.it

Plaia Casa Vacanze +- tel. 339 101 76 20 info@plaiacasevacanza.com

Insula Hotel – tel. 339 14 79 690 arcipelagosrl@virgilio.it

Aegusa Hotel – tel. 339 14 79 688 arcipelagosrl@virgilio.it

Pantelleria

Hotel Village Suvaki – tel. 333 53 23 459 direzione@hotelsuvaki.it

Viva Pantelleria Agenzia Escursionistica – tel. 0923 91 32 83 info@pantelleriaisland.it

Corte dell’Itria Casa Vacanze – tel. 373 75 45 157 info@cortedellitriapantelleria.it

 

Operatori Dive Partners

Custonaci

Associazione Custonaci è Turismo – tel. 347 8300762 info@custonaciinsicily.it

Favignana

Aegusa Hotel – tel. 0923 92 24 30 arcipelagosrl@virgilio.it

Insula Hotel – tel. 0923 92 54 37 arcipelagosrl@virgilio.it

Trapani

Brezza Grecale – Casa Vacanze – tel. 0923 56 68 69 arcipelagosrl@virgilio.it

Albergo Vittoria tel. 0923 87 30 44 info@hotelvittoria.it

Tra i Venti – Casa Vacanze – tel. 373 75 45 157 info@traiventi.it

Marsala

Camping Lilybeo Village – tel. 0923 99 83 57 info@trapaniturismo.com

Casa Solare Rakalia – tel. 339 41 21 871 casasolarerakalia@gmail.com

Pantelleria

Hotel Village Suvaki – tel. 333 53 23 459 direzione@hotelsuvaki.it

Dammusi Al Qubba – resort – tel. 349 31 54 621 alqubbaresort@libero.it

Corte dell’Itria – casa vacanze – tel. 39 373 75 45 157 info@cortedellitriapantelleria.it

GreenDivers – centro diving – tel. 393 97 65 560 info@greendivers-sub.com

San Vito Lo Capo

El Bahira Camping – tel. 347 51 65 661 info@elbahira.it

Hotel Mediterraneo –tel. 0923 62 10 62 medimare@libero.it

Hotel Baia di Venere – tel. 0923 62 14 66 info@baiadivenere.com

Nautisub Diving Center – tel. 347 35 37 764 info@nautisub.it

Diving Center Sea Diver – tel. 347 05 69 628 info@seadiver.it

Under Hundred Diving Center – tel. 339 87 76 555 info@underhundred.it

 

www.culturas-italietunisie.eu

www.bikendive.com

La primavera siciliana, sopratutto in questo 2016, è particolarmente calda. Se fate un giro per i social vi renderete conto, dalle foto che vengono postate, che i siciliani vanno già al mare, a prendere il sole in spiaggia e i più temerari a fare addirittura il bagno. La Sicilia, come una bella donna ,conserva sempre il suo fascino, in ogni stagione.

Quindi, per cominciare, direi di non evitare spiagge storiche, pluripremiate e riconosciute, come quella di Menfi e di Sanvito lo Capo.

Ecco la prima cosa dunque: spiaggiarsi, magari scoprire una delle piccole calette della Riserva dello Zingaro, visto che il sole non è ancora cocente potrete contattare una delle associazioni che organizzano escursioni e farvi una bella scarpinata per i sentieri senza sudare troppo.

E la seconda? Visto che siamo nel trapanese consigliamo di visitare il baglio di Scopello, concedersi un aperitivo, fare un giro per i negozietti di artigianato, mangiare un bella porzione di pane cunzato.

La terza è visitare Mozia con tutta la sua cornice (sì perché non si arriva nei luoghi solo per goderne, già lo spostamento in sé diventa un’esperienza che arricchisce di odori, visioni e sapori) imperdibile al tramonto la vista sulle saline e sui mulini, potrete assistere a questo spettacolo prendendo un aperitivo ( vista la posizione geografica, assaggiare il marsala è d’obbligo, insieme ai pregiati vini del comprensorio) e poi imbarcarvi, affrontare il breve tratto di mare e sbarcare come marinai in questa piccola isola fondata dai Fenici ricchissima di storia e natura, dove visitare il museo Whitaker (e poi tornare pure a casa con un pugno di sale integrale come ricordo…).

La quarta tappa? Trapani naturalmente, dopo due passi al lungomare una visita alla Torre di Ligny, ecco che consigliamo il centro storico ormai zona pedonale e i palazzi nobiliari, con il passio serale e i locali aperti la città ventosa vi stregherà (poi dal porto si possono raggiungere le Egadi con traghetti e aliscafi, ma questa è un’altra storia).

La quinta tappa è Erice. Da Trapani potrete arrivarci tramite una funivia, il panorama mozzafiato è assicurato. Lì potrete assaggiare i dolci della pasticceria Grammatico, passeggiare per il balio, osservare la cura per i dettagli (tendine ricamati alle finestre, cortili aperti e piene di fiori, pulizia e decoro) comprare qualcosa nelle botteghe artigianali e ammirare le piccole chiese.

La processione dei Misteri si svolge a Trapani il Venerdì Santo, da 400 anni. Questa processione molto suggestiva ed evocativa di rituali tradizionali è molto antica, avendo origini spagnole che risalgono alle antiche Cazasas, ed attira oggi moltissime persone provenienti da tutta l’Italia, coinvolgendo la città intera. Essi sono la rappresentazione artistica della morte e passione di Cristo in una lunga processione, composta da 20 gruppi sacri. Furono concessi in affidamento, tramite atti notarili, dalla Confraternita di San Michele Arcangelo, che istituì il rito alle Maestranze locali (termine con cui si indica una “moltitudine di mastri” ovvero “Maestri d’arti manuali”) con l’impegno di curarne l’uscita in processione. Essa ha inizio alle 14 del Venerdì Santo partendo dalla Chiesa delle Anime del Purgatorio, per concludersi ventiquattro ore dopo, e viene  per questo considerata la più lunga manifestazione religiosa italiana dopo la Sagra di Sant’Efisio che dura 4 giorni. Fu la Confraternita del Preziosissimo Sangue (oggi Confraternita di San Michele) che nei primi anni del XV secolo provvide alla costruzione dei primi gruppi statuari, rimettendo tale incarico agli artisti trapanesi, che dopo un lungo iter fu affidato nel 1612 alle Maestranze.

Maestranza

Maestranza

A ciascuna di esse si concesse in uso un Mistere mediante la stipula di atti notarili rogati fra il 1612 e il 1782, nel cui contenuto emergeva il diritto-dovere di condurre il proprio gruppo in processione e di abbellirlo a proprio piacimento. Le Maestranze avevano l’obbligo di partecipare alla Processione sotto la diretta partecipazione o supervisione del Senato grazie al quale, come afferma Burgio, la processione raggiunse un elevato stato di bellezza e motivo di grande orgoglio da parte dei trapanesi. Attorno all’800 non furono più le maestranze a portare in spalla il Gruppo scultoreo  come tradizione e devozione voleva, ma affidarono questo oneroso compito ai Massari.

Massari

Massari

Per la realizzazione di questi gruppi non ci si ispirò all’iconografia classica, ma ad episodi citati nei sacri testi o nei vangeli apocrifi ed interpretando, secondo l’abilità degli artisti trapanesi, quella dinamicità rappresentativa, che rimane ancora unica nel panorama delle rappresentazioni sacre. Dal 1950 si iniziò a coprire i cavalletti con un sontuoso mantello nero (a’ manta), su cui è impresso il nome del ceto di appartenenza. Scenograficamente la rappresentazione dei Misteri è ambientata nel periodo medievale, come giustificato dalle divise che indossano i personaggi, ispirati a soldati spagnoleggianti che indossano i pennacchi.   La tecnica di realizzazione delle statue, iniziata da Giovanni Matera, consiste nello scolpire nel legno i volti, le mani ed i piedi, così come di legno è lo scheletro. Sono internamente sostenuti da ossature in sughero, sui quali si modellavano gli abiti grazie al fatto che la stoffa, precedentemente immersa in una mistura di colla e gesso, permetteva una maggiore naturalezza degli abiti e  maggiore plasticità espressiva, secondo una tecnica tipicamente trapanese, detta carchèt, consentendo nei drappeggi dei vestiti la realizzazione delle pieghe che diversificavano ogni figura dall’altra. Le statue sono fissate ad una base lignea detta vara, con un procedimento particolare, al fine di consentire una certa oscillazione durante il trasporto, tale da esprimere una scenica rappresentatività al gruppo, nota come annacata. Attualmente i membri del gruppo che vengono chiamati consoli, si occupano  della scelta dei  massari (figure che portano in spalla le vare), della banda musicale, degli addobbi floreali e di tutto quanto occorre alla processione, mentre a capo di ogni gruppo c’è un capoconsole.

Capoconsole e Massari

Capoconsole e Massari

Oggi i gruppi sono custoditi durante l’anno nella Chiesa delle Anime del Purgatorio, nel centro storico di Trapani. Qui, durante i sei venerdì quaresimali, avvengono i Scinnute (in siciliano, discese): uno dei Sacri Gruppi, accompagnato dalla banda musicale, viene spostato al centro della chiesa, dove si celebra la S. Messa, mentre prima e dopo la funzione religiosa la banda musicale intona all’esterno della chiesa alcune tipiche marce. Alle 14 in punto di venerdì, le porte della Chiesa del Purgatorio si aprono ed inizia la processione. L’uscita dalla chiesa dei gruppi sacri è uno dei momenti più emozionanti: prima passa lo stendardo della maestranza, poi i figuranti, poi i massari con in spalla la vara ed infine la banda musicale che intona le marce funebri. Uno dopo l’altro i gruppi escono dalla chiesa e si incamminano lungo le strade di Trapani, alternati dalle immancabili annacate e circondati dalla folla che ne ammira il passaggio con devozione. Tramontando il sole, cambia la luce e la conseguente atmosfera che accompagna la processione; mentre la sera le statue, illuminate sapientemente dalla luce artificiale, assumono un aspetto diverso, che accentua la tragicità di ciò che rappresentano, la notte le bande smettono di suonare ed i Misteri continuano a girare, in religioso silenzio, accompagnati solo dai tamburi. Dalle 8 del mattino seguente i Misteri iniziano a rientrare in chiesa e terminano la processione attorno alle 14. Si chiude così il sipario su questa grande manifestazione

La sosta

La sosta

I Misteri sono composti dai seguenti 20 gruppi sacri (più precisamente da 18 gruppi scultorei più 2 simulacri, quelli di Gesù Morto e di Maria Addolorata) e maestranze:

  1. La Separazione‘A Spartenza ( o Licenza ) a cura del ceto degli Orefici
  2. La Lavanda dei piedia cura del ceto dei Pescatori
  3. Gesù nell’orto dei Getsemania cura del ceto degli Ortolani
  4. L’arrestoa cura del ceto dei Metallurgici
  5. Caduta al Cedrona cura del ceto dei Naviganti
  6. Gesù dinanzi ad Hannaa cura del ceto dei Fruttivendoli
  7. La Negazionea cura del ceto dei Barbieri e Parrucchieri
  8. Gesù dinanzi ad Erodea cura del ceto dei Pescivendoli
  9. La Flagellazionea cura del ceto dei Muratori e Scalpellini
  10. L’incoronazione di spinea cura del ceto dei Fornai
  11. Ecce Homo!a cura del ceto dei Calzolai
  12. La Sentenzaa cura del ceto dei Macellai
  13. L’ascesa al calvarioa cura del ceto del Popolo
  14. La Spogliazionea cura del ceto Tessili e Abbigliamento
  15. La sollevazione della Crocea cura del ceto dei Falegnami
  16. Ferita al costatoa cura del ceto dei Pittori e Decoratori
  17. La Deposizionea cura del ceto dei Sarti e Tappezzieri
  18. Il Trasporto al sepolcroa cura del ceto dei Salinai
  19. Il Sepolcroa cura del ceto dei Pastai
  20. L’Addolorata a cura del ceto dei Camerieri, Cuochi, Cocchieri, Autisti, Baristi, Pasticcieri, Albergatori, Ristoratori e Affini.

Testo e Foto sono di Giuseppe Russo

seguite il suo Blog ZOOM,ANDATA&RITORNO  https://russogiuseppefotoeviaggi.wordpress.com/

Si possono vedere altre foto cliccando al link 

https://www.flickr.com/photos/giuseppe_russo/albums/72157666189023852

 

La Deposizione

La Deposizione