Monday, September 16, 2019
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Gli agrigentini sono fortunati, ma probabilmente non si parla abbastanza delle loro coste e forse per questo non hanno imparato ad apprezzarle a pieno, perché si potrebbe fare molto, ad esempio evitare di lasciare rifiuti, per non contaminare questi paradisi con resti di cibo, plastiche e addirittura sfabbricidi. In effetti, in questi anni, sono state molte le iniziative di monitoraggio e difesa degli arenili cittadini. Dobbiamo riconoscerlo e apprezzarlo, perché tutti ne trarremo vantaggio.

Ma torniamo a noi, che da un po’ siamo impegnati nel tentativo di stilare un censimento di spiagge siciliane (favolose) un po’ fuori dai soliti circuiti, luoghi che grazie alla loro bellezza possono e devono riscattarsi, come è il caso di Maddalusa

Maddalusa la trovate a due passi da un lungomare più noto e frequentato, quello di San Leone. Maddalusa nel nome richiama la città immaginaria di Camilleri: Montelusa. Non è un caso, lo scrittore di Porto Empedocle, come gesto amorevole, ha  citato nelle opere pubblicate, quasi ne fossero i protagonisti, i luoghi del suo immaginario, . Maddalusa è pure un’espressione siciliana che rimanda alle piantagioni di mandorlo, di cui il territorio è ricchissimo tanto da punteggiare di rosa l’intera Valle Templi nel mese di marzo.

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Ecco la voce wikipedia dedicata a Maddalusa:

Maddalusa, antico nome dell’area rivierasca a sinistra del fiume San Leone (Akragas-Hypsas) è un quartiere di Agrigento. In alcuni antichi documenti cinquecenteschi redatti dall’ingegnere toscano Tiburzio Spannocchi viene citata come Mendolosa, in quanto a ridosso delle dune sabbiose della costa dovevano abbondare diversi mandorleti ma il toponimo viene indicato altrimenti come Montelusa, nome importante in archeologia in quanto la contrada ospita la più arcaica delle necropoli akragantine cioè quella collegata all’Emporio, reso famoso dalla penna di Andrea Camilleri in luogo di Agrigento. Vi sorge un antico palazzo settecentesco opera del grande vescovo Lorenzo Gioeni de Cardosca (1730-1754), del quale costituiva la residenza estiva, ed un’antica torre di guardia costruita nel Cinquecento dallo Spanocchi e nominata Torre di Santo Lio oggi inglobata in una masseria.

La spiaggia di Maddalusa è bellissima, innanzitutto per la sua conformazione originale a piccole baie. Vista dall’alto è una concatenazione di piccole insenature, golfi di sabbia chiara, qualche ciottolo, chiusi da frangiflutti che sembrano piscine naturali. Poi perché si rivela, fra le dune, come se fosse un tesoro che si offre allo sguardo, da un folta vegetazione.

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La spiaggia mandorlosa è ricca di gigli bianchi e quest’esplosione di colori è una cadenza che discende verso il mare, un’esperienza che potete sperimentare attraversando il boschetto. Non è, ovviamente, una spiaggia attrezzata.

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Per questo segnaliamo un altro luogo accogliente, completo persino di foresteria, da vivere a tutte le ore, lo stabilimento Maddalusa beach, che si raggiunge da via NisidaIMG_20190826_192643

Lido perfetto per trascorrere una giornata al mare, dalla colazione alla cena, passando per il solarium, sdraio, nuotata e aperitivo al tramonto.

Per concedersi quell’indolenza tutta da vacanza, contemplare il tramonto scenografico, farsi un lungo bagno e aspettare di chiudere il giorno in bellezza, con un cocktail e buona musica, in un luogo di relax.

Maddalusa è una spiaggia da scoprire e salvaguardare, straordinaria con la sua macchia mediterranea e la vicinanza con la città.

 

La passeggiata all’interno della Riserva della Foce del Platani inizia percorrendo un viale che attraversa un fitto bosco dominato dalle conifere. All’ombra dei pini si può osservare il rigoglioso sottobosco di lentisco, mirto, palma nana e altre specie vegetali tipiche della bassa macchia mediterranea. Dopo circa un chilometro e mezzo, come la rivelazione al compimento di un percorso iniziatico, si apre l’incantevole vista sulla foce del Platani.

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Il fiume disegna due splendide anse che si ricongiungono prima di versare le acque sul mare, in un orizzonte che contiene il bagliore di Capobianco, un promontorio di marna calcarea modellata dal vento e dall’acqua.

L’ampia e splendida spiaggia di sabbia finissima si estende per tutta l’ampiezza della riserva ed è lambita dal mare cristallino. Sull’altipiano prospiciente il litorale di Capobianco sono conservate le rovine dell’antica Eraclea Minoa, colonia greca di probabile epoca Micenea, e del suo teatro, oggi martoriato dal degrado.

La città venne chiamata Eraclea in onore di Eracle mentre Minoa sembra collegarsi al mito di Minosse che avrebbe inseguito Dedalo fino in Sicilia per punirlo dell’aiuto dato ad Arianna e Teseo per salvarsi all’interno del labirinto. Minosse sarebbe poi stato ucciso proprio in questi luoghi dal re sicano Kokalos presso cui Dedalo aveva trovato rifugio. Il regno di Kocalos era infatti situato lungo le rive del fiume Platani.

L’associazione culturale Parru cu tia, in collaborazione col Public Sea, vi invita al primo appuntamento della rassegna estiva di cinema sotto le stelle, ideata e curata dal professore Domenico Aiello, esperto di cinematografia e docente di storia e filosofia presso il liceo classico “F. Scaduto” di Bagheria.
Le proiezioni si terranno presso il lido balneare del Sea Public alle 21:30 e saranno anticipate da un aperitivo servito al tavolo, per il quale bisogna sempre prenotarsi al numero 3318012975 (risponde Nico Caputo).

A voi direttamente l’invito del professore D. Aiello:
L’estate siciliana esalta la luce, i colori, l’azzurro intenso del nostro mare e la voglia di stare insieme e all’aperto. Da sempre Aspra è l’Estate dei baarioti e non solo. La piccola rassegna di tre film vuole sottolineare tre parole: Colori/Musica/ Vita, perché il cinema vive di luce e di ombre I tre film raccontano la vita con le sue gioie e i suoi drammi e, soprattutto, come esprimere i colori che abbiamo dentro”. Si comincia con il film che apre la rassegna, legato alla prima parola della nostra tripletta, ovvero “colori”, si tratta di Frida (2002, Julie Taymor; USA, Canada, Messico).”

La spiaggia di Torre Salsa è luogo simbolo per la tutela degli ambienti costieri siciliani. Si è cercato qui di raggiungere un equilibrio tra la necessità di tutela del sito e le spinte per la realizzazione di nuove strutture per il turismo. Le grandi strutture ricettive, costruite fuori dai centri abitati e a ridosso di ambienti di grande fascino paesaggistico, sono considerate portatrici di sviluppo economico, ma sono causa di degrado irreversibile e a fronte di altissimi costi ambientali alimentano solo indirettamente l’economia locale. Alternativa preferibile è l’accoglienza turistica nei centri abitati con formule di ospitalità diffusa e paese-albergo lasciando integre le aree di grande pregio naturalistico. Il turismo sostenibile non comporta nuovo consumo di suolo e la ricaduta economica è diretta sulla popolazione locale.

A Torre Salsa il WWF è incaricato attualmente della gestione di una riserva regionale inserita in un più vasto sito di interesse comunitario. Per questo ambiente proponiamo una visita in punta di piedi, attenti alla tutela di habitat importanti per entità faunistiche e botaniche rare e isolate. La Torre Salsa propriamente detta fu una delle torri di difesa militare spagnola della costa siciliana. Il Torrente Salso, poco distante, è un corso d’acqua che, prima della piccola foce sulla spiaggia, si espande a formare un vasto acquitrinio lussureggiante di piante idrofile. Il torrente scorre tra aree coltivate a vigneto, rupi gessose e rupi marnose. Oltre la zona dunale è una magnifica ampia spiaggia di sabbia quarzosa, considerata tra le più belle di Sicilia e potenziale sito di nidificazione delle tartarughe marine. Le falesie e le colline che contornano la spiaggia e il pantano sono interessanti per visualizzare parte della storia geologica del Mediterraneo. Sono evidenti infatti una alternanza di strati di gesso e di argilla datati al Miocene terminale, seguiti stratigraficamente da bianche marne plioceniche. Secondo l’ipotesi affascinante, e ben supportata da prove, del disseccamento del Mediterraneo, avvenuto circa 5 milioni di anni fa, argille e gessi si sarebbero depositati con il Mediterraneo isolato dall’Atlantico ed in forte evaporazione. Le marne, invece, dopo l’apertura dello Stretto di Gibilterra con l’ingresso di acque atlantiche e il ripristino delle normali condizioni di salinità.

A proposito della riserva:
http://www.wwftorresalsa.com/p/la-riserva.html
e della Crisi di salinità:
https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_di_salinità_del_Messiniano

Programma

Raduno alle 7,30 e partenza con auto proprie, alle ore 7,45 per Sciacca e Montallegro. A piedi su sterrata e sentiero fino alla spiaggia. Proseguimento lungo la spiaggia (anche a piedi nudi) fino alla foce del Torrente Salso e ritorno per lo stesso itinerario. Sosta per il bagno e per il pranzo al sacco. Rientro a Palermo previsto per le 19.00.

Equipaggiamento
Scarpe per l’escursionismo, anche aperte, ma con cinchia al tallone e suola scolpita, zaino con acqua e pranzo al sacco, abbigliamento leggero, costume da bagno, telo da mare, occhiali e cappello per il sole. Si consiglia di portare anche una lente di ingrandimento almeno 10x (contafili o da filatelia) e un binocolo 8X o 10x.

Scheda tecnica
Lunghezza del percorso: km 8 circa;
Dislivello: m 200 circa in discesa ed in salita;
Percorso: sterrata, sentiero, spiaggia di sabbia;
Tempo di percorrenza: 3 ore circa;
Difficoltà: facile (1 omini).

Quota di partecipazione: €8. Condivisione spese di viaggio (per chi fruisce di passaggio): €9 a passeggero.

Per prenotazioni ed informazioni telefonare a Giuseppe 3403380245;

Giuseppe Ippolito

Passeggiata a piedi nudi, chi vuole anche con le scarpe, lungo la spiaggia di Eraclea Minoa fino alla foce del fiume Platani (il nome greco di questo fiume era Halycos). Dalla spiaggia, salita sulla scogliere fino al sito archeologico di Eraclea, piccolo insediamento greco che fu colonia selinuntina fondata intorno al 570 a.C. La passeggiata consente di osservare le dune di sabbia chiara sulle quali si insedia vegetazione alofila e psammofila e la falesia di Capo Bianco, la grandiosa bianca scogliera del Pliocene. Altri punti di interesse naturalistico sono la flora ripariale del Platani e la sorprendente entomofauna delle dune di sabbia. Il Capo “bianco” è tale per il colore delle marne a globigerine del Pliocene di cui la scogliera è costituita.

Le marne sono un misto di argilla e calcare ed è interessante osservare sul posto (con dettagliate spiegazioni della guida) i ritmi regolari nella percentuale di calcare nella successione sedimentaria che registrano variazioni periodiche millenarie dei parametri orbitali terrestri.

Programma
Il raduno per la partenza è fissato alle ore 8,15 in Piazza John Lennon (Piazzale Giotto). In auto per la Palermo-­Sciacca e quindi SS115 in direzione di Agrigento. Il percorso si sviluppa prevalentemente lungo la spiaggia con un breve tratto sulla scogliera. Possibilità di bagno di mare. Pranzo al sacco condiviso. Il rientro è previsto per il pomeriggio intorno alle ore 19,00.

In occasione della festa dei lavoratori prevediamo letture di testi a tema durante la sosta pranzo, chi vuole può proporre un proprio contributo.

Scheda tecnica:
Dislivello: circa m 50
Lunghezza circa km8
Difficoltà: facile, un omino.

Si prevede il trasferimento con auto proprie. Chi ne è sprovvisto può trovare passaggio al momento della partenza. Si raccomanda di comunicare alla guida la propria partecipazione sia per assicurarsi il passaggio auto sia per offrirlo.

Si consigliano scarpe comode, anche aperte, ma con cinghia al tallone e suola scolpita, soprattutto per il tratto sulla scogliera. La spiaggia è percorribile anche a piedi nudi. Chi ritiene può portare il costume da bagno.

Quota di partecipazione: €8,00 euro. Ingresso facoltativo area archeologica di Eraclea Minoa €4/2 (intero/ridotto). Per la condivisione delle spese di trasporto indichiamo una quota individuale di circa €9 euro.

Recapiti telefonici: Giuseppe 3403380245

Quest’estate sulle spiagge trionfa il costume da bagno etnico, retrò e rigorosamente con imbottitura.

Eh già, le fantasie etniche non si impongono solo sugli accessori e sull’abbigliamento, ma anche su coloratissimi bikini, trikini e intero da sfoggiare insieme alla tintarella sulle spiagge più belle delle vacanze.

È anche un tripudio di stampe caraibiche e animalier che unendosi creano nuovi pattern digitali, colorati e molto dinamici. Le ultime tendenze in fatto di costumi però impongono anche due pezzi realizzati in tessuti tecnici con tagli molto pratici e sportivi, il tutto per migliorare le performance in acqua, non tralasciando mai lo stile.

Inoltre, tornando ai tessuti con stampa, ecco la nuova tendenza: ecco la classica stampa hawaiana: palme, hibiscus, fiori e uccelli tropicali popolano i bikini 2016 creando nuove fantasie e giochi di colore.

Si parla anche di tagli retrò, volants e stampe vintage: i nuovi bikini si ispirano infatti anche agli anni cinquanta.

Mentre per chi ha l’anima da globetrotter: il beachwear dalla stampa paisley, etnico e colorato.Ed è anche un ritorno al classico coi bikini a mini & maxi righe bicolori o multicolori.

Tutti i reggipetto, senza esclusione di colpi, sono rigorosamente imbottiti e regalano alle donne almeno una taglia in più.

E mentre vi ricordiamo che il primo maggio la Mondello Italo Belga apre le sue spiagge attrezzate, ninetepopodimeno, il Lido Valdesi,  sì proprio quello all’altezza di piazza Valdesi – che vedete in foto in tutto il suo splendore- sarà ad ingresso gratuito tutto il giorno, dalle 9 alle 19.

Vi ricordiamo che Mondello è una spiaggia unica, anche perché ha un posto d’onore nel cuore dei palermitani. Scenario privilegiato di infanzie, adolescenze e primi amori. Abbiamo già segnalato che la spiaggia quest’anno è anche bandiera verde, ovvero luogo perfetto per vacanze con bambini.

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Sull’onda delle emozioni, abbiamo provato a stilare per voi una piccola guida di dieci cose che puoi fare solo a Mondello.

1 Fare una passeggiata: Mondello praticamente si può percorrere in lungo e in largo in tutte le stagioni. Anche se c’è cattivo tempo e tira vento ti senti rassicurata, in un ambiente familiare.

2 Fare una partita di Pallavolo in acqua: puoi anche improvvisare una partita di beach volley in uno dei cortili, ma ancora più bello quando dei ragazzi si dispmngono inprissimità della riva e si palleggiano il classico Super Santos ( il re delle estati). Decisamente meno molesti dei racchettoni sulla battigia.

3 Comprare il cocco bello cocco fresco oppure una bibita dagli ambulanti quelli che vagano con la borsa frigo alla spalla abbanniando: cocacolaranciataaaaabirraaaaa, un urlo che ad arocchio umano arriva come se fosse una parola sola.

4 Mangiare un ciambella fritta al tramonto: dopo aver nuotato, corso sulla spiaggia ecco che passa il venditore di ciambelle. Che ve lo diciamo a fare? Mentre il sole tramonta e sapete che quello è l’ultimo giro del venditore fatevi servire una bella ciambella fritta con tutti i suoi granelli di zucchero…

5 Addentare un panino e panelle in spiaggia (oppure una porzione di anelletti al forno). Non faticherete a trovarle visto il numero di locali affacciati sulla piazza.

6 Sentire l’odore delle creme solari abbronzanti, sempre pungente, presente e piacevole. E inebriarsi. Perché anche questo senso, l’olfatto, ci riporta prepotentemente in mente il concetto di estate (da annoverare anche l’odore delle alghe).

7  Scorgere la cima del vulcano Etna nelle giornate limpide di grande visibilità. Un fenomeno osservato e straordinario. Mondello e l’Etna, due meraviglie sulla stessa traiettoria.

8 Comprare qualche giocattolino dai mercatini spontanei dei bambini, che dispongono la loro mercanzia su un telo da mare e si mettono lì ad aspettare. Una specie di rito che segna un paggio dell’età. Ecco che i giochi che hanno fatto parte di un ciclo vengono dismessi (a un euro al massimo, di solito).

9 C’è una gara di tuffi dal moletto, che non ci sentiamo di consigliare (insomma non ci provate), ma è un rituale di iniziazione per molti ragazzini della borgata. Ragazzi che brillano nel sole come pesci che saltano fuori dalle onde.

10 In ultimo, ma non in ordine di importanza: prendere il gelato seduti sugli scalini della fontana della Sirenetta.