Sunday, September 15, 2019
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La moda etica, che ha ricadute positive sull’ambiente e sulle persone. Perché vestirsi è un atto denso di significati sottesi, ci racconta. E quando si sceglie un capo vale la pena chiedersi da dove arriva e chi lo ha confezionato.

Dal 9 al 14 aprile la Sartoria Sociale di Palermo è tra gli espositori della Milano Design Week con il progetto TWILL – Transforming your Workshop in Learning Line, in partnership con l’atelier parigino Coco et Rico, capofila del progetto.

Durante la sperimentazione si è testata una nuova configurazione spaziale delle postazioni di lavoro, con un layout circolare che agevola le interazioni sociali tra i lavoranti, la trasmissione di conoscenze durante l’arco di produzione e la valorizzazione della creatività nell’industria tessile.

Sabato 13 e domenica 14 aprile l’evento milanese aprirà al pubblico e si potranno visionare i manufatti prodotti con il sistema TWILL: una collezione di accessori ispirati alla convivenza dei popoli e alle atmosfere del Mediterraneo come luogo di scambi, relazioni e storie.

Sartoria Sociale Milano design Week

Il progetto TWILL nasce per trovare un’alternativa etica alla struttura produttiva della grande industria tessile, dove il singolo operaio è privato dell’iniziativa personale e chiuso nella ripetizione monotona della propria micro-mansione.

Si stima che dei 40 milioni di operai tessili dei Paesi in via di sviluppo, la maggior parte lavori in condizioni psico-fisiche disumane e alienanti, sviluppando frustrazione, ansia e depressione, fino a sperimentare malori, disturbi mentali e suicidi.

Il modello vuole rispondere all’esigenza di una moda più sostenibile e socialmente responsabile, con un modello applicabile non solo alle piccole realtà artigianali ma anche agli standard di efficienza e velocità della produzione industriale: postazioni e macchinari hanno un assetto “a elica” che permette ai lavoranti di confrontarsi tra lorocondividere conoscenze acquisire abilità. Fondandosi su principi di ergonomia e antropologia sociale, crea un ambiente di “lavoro circolare” sano, attraente e stimolante.

Il sistema TWILL non è solo sostenibile per l’uomo, ma anche efficiente per la produttività. Anzi, è efficiente proprio perché è sostenibile. Migliorando la qualità del lavoro, migliora la tracciabilità dei processi e quindi la qualità del prodotto.

Gli accessori prodotti durante i 12 mesi di sperimentazione sono esposti da Superstudio Più (Via Tortona 27 – Milano) nel Padiglione del Worth Partnership Project.

Succede a Palermo. Nella città dai mille problemi, esistono realtà operose, funzionanti. Attive. Soprattutto nell’ambito del sociale, in quel piccolo, grande cosmo che molti sconoscono, ma che opera per l’integrazione e soprattutto per la valorizzazione dei soggetti cosiddetti svantaggiati.

Parliamo delle associazioni di volontariato Viviamo in Positivo, MenteLibera, ass. Famiglie Down e la Coop. Sociale “ 5atuttotondo”, che grazie all’appoggio dell’Asp 6 Distretto di Salute Mentale hanno dato corpo e anima al progetto Ress, “recupero equo solidale sociale”, con la realizzazione di una vera e propria sartoria sociale. La Bottega solidale, in cui, riciclando tessuti e vestiti, si è avviata una linea di abbigliamento a tutti gli effetti: la Creizy line.

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Gli stilisti di questa collezione tutta palermitana? Loro, i ragazzi della comunità terapeutica assistita Lares e dell’associazione Famiglie persone Down, che hanno dato sfoggio di bravura e incredibile creatività.
Questi bravissimi stilisti cuciono e decorano a mano ogni singolo capo di abbigliamento e hanno pure in cantiere un altro progetto, “Mi cambio d’abito”, in cui i vestiti realizzati verranno devoluti in segno di solidarietà ad altri centri di accoglienza.

La sartoria della Bottega solidale, ospitata nei locali dell’Asp di Via La Loggia a Palermo, è un contenitore creativo aperto al pubblico dal lunedì al mercoledì. Dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 17, dove tutti possono andare per dare un’occhiata agli abiti e agli oggetti realizzati a mano.

Sostenere idee e progettualità a Palermo. Lo fa “Sartoria Sociale”, che realizza da anni, abiti e oggetti personalizzati, e allo stesso tempo offre al pubblico una gamma di prodotti già pronti.

“Qui si avviano laboratori e servizi nel campo del restyling e upstyling di stoffe e abbigliamento – spiegano  –  il tutto, sia per la casa che per la persona o semplicemente per il nuovo look di un’azienda”. In questo caso entra in campo il marchio Al Reves – società cooperativa sociale”. Insomma si tratta di un progetto che riunisce stilisti, sarti e amanti del cucito di varie etnie in un laboratorio in cui lavorano insieme anche giovani italiani stranieri in difficoltà umane, relazionali, occupazionali o esistenziali. Inoltre da qualche anno viene data la possibilità ai cittadini di devolvere il 5 per mille, scelta che consente al contribuente di decidere il beneficiario a cui versare le proprie tasse. Molti gli eventi che sono stati organizzati dalla sartoria, dall’ultima asta di beneficienza (lo scorso luglio), in cui sono state esposte e messe in vendite opere di noti artisti siciliani all’aperialoe, un aperitivo all’aloe in cui l’amica Ileana ha parlato degli effetti benefici di questa pianta e dei suoi campi di applicazione per stare meglio.

Sartoria Sociale si trova in Largo Zuccarello, 28 a Palermo per info contattare sartoria sociale@libero.it.

O la pagina fb che porta l’omonimo nome.