Thursday, October 19, 2017
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Per me la costa jonica della Sicilia ha qualcosa, nella luce e nei colori, che mi sa di cartolina. Di accoglienza d’altri tempi. Di una cortesia dai modi raffinati.

Sant’Alessio Siculo è qui, contenuta da fra Capo dei Greci e Capo Sant’Alessio – detto Capo d’argento Arghennon akron. Sulla sommità l’ex fortino arabo trasformato dai normanni in monastero -, ma è di più, è straripante, è l’entusiasmo di Veronica e Mimma, di Coralie, della giovane amministrazione comunale da poco insediata che ha voglia “di fare cose”. Marefest è una di queste e proseguirà fino al 30 luglio, anche con interventi urbani come riempire di graffiti i muri grigi e ridipingere la cancellata del mare “tutti insieme”.

Fra le serate organizzate accade che mi chiamano come giurata (ossignur che bellezza!) per il Concorso i sapori del mare. I ristoratori locali si mettono in mostra, ognuno di loro elabora un piatto o un cocktail, che farà assaggiare alla giuria (io li avrei mangiati per intero, ma per il ruolo purtroppo basta una forchettata). Ognuna di queste specialità è offerta a un prezzo speciale per tutta la durata della manifestazione (se cercavate un motivo per visitare Sant’Alessio Siculo eccolo).

Su queste spiagge arrivavano in vacanza le svedesi, qualcuna di loro, complice il mare, l’aria stupefacente dell’estate, si è innamorata di giovani siciliani e ha composto famiglie dai destini incrociati: un po’ isolani, un po’ teutonici, con nuove prospettive di vita e opportunità.

La prima cosa da fare toccato il suolo di Sant’Alessio è, attraversata la minuscola stazione, fiondarsi al mare. Dagli altoparlanti dello stabilimento Nautilus dalle sdraio arancioni, si diffondono le hit della mia infanzia, da Donatella Rettore a Pupo, passando dalle note sensuali di Sapore di mare. Un posto per dimenticare il mondo, non a caso la head line sulle magliette rosse è sazio a nuddu (che tradotto sarebbe più o meno: soddisfazione a nessuno). Intanto la voce di Gino Paoli rimbalza fra le onde.

Poi torno di corsa al Donna Rosa, che è anche una persona che conosco personalmente, un hotel dalla piccola hall dove trovare libri, oggettistica e ceramiche. È una tettoia incannucciata dove fare colazione con torte di limone profumato, è la cortesia di Coralie e Tatiana. Apro il mio Pc sulla loro scrivania e scrivo.

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Virginia Carnabuci mi fa conoscere l’offerta e l’accoglienza di altri alberghi, anche solo per lo spazio di un caffè e di una stretta di mano, posti dove ho scattato alcune di queste foto grazie ai loro panorami: Elihotel (con terrazza), a cui aggiungo l’Hotel Pagano, l’hotel Grotta, Il Capo Li Greci, il Kennedy e il Solemar.

Nel giro incontriamo anche Il corner del mastro birraio Andrea Mancuso, sul lungomare. dove trovate anche il Via di Fuga, l’Accabanna (con il pergolato di vite) la Perla nera, l’Happy, Il Chiosco (tutti con i cocktail speciali a prezzo stracciato).

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Parlo un po’ con Rosario, del Nautilus, anche loro avrebbero dovuto presentare un piatto, involtini di costarelle, così scopro la storia di questi pesci migranti, che vengono in queste acque solo per riprodursi e spesso finiscono nelle pance dei tonni.

Il mare è una magia. Intriso di sacralità. Il 16 luglio, si festeggia la Madonna del Carmelo, che arriva in barca, tagliando la baia.

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Nella piccola villa comunale, dal prato curato,  mi colpisce, da scrittrice, la narrazione dei piatti che ogni ristoratore affronta per partecipare al concorso. Sarà la scuola Masterchef, ma ognuno ha una competenza che è un piacere ascoltare: la vodka di mare del primo cocktail presentato da Davide, i profumi di arance e gelsomino della madama Rossa, il modo in cui Isabella introduce il gelato di more (dove il frutto è ingrediente essenziale anche della panna). Le more non vivono solo un mese e mezzo, qui diventano un sapore eterno, intriso di ricordi. Non sono solo l’estate, da cogliere al volo, sono una stagione da serbare in ricordo, ricca di antiossidanti, un valore aggiunto alla memoria e al corpo.

Una passione che seduce, che ti fa dire: io a Sant’Alessio tornerò.

 

 

Lunedì 8 agosto, dalle ore 20.00, il Centro Commerciale Naturale “Cento Archi” di Ficarra, con il patrocinio dell’Unione dei Comuni “Terra dei Lancia”, organizza un evento etno-gastronomico dedicato ai sapori del territorio e alle sue eccellenze, con esibizioni di artisti e musicisti lungo il percorso del centro storico di Ficarra.

Con un unico coupon, i visitatori possono degustare un ricco menù di specialità locali, preparate dai commercianti del luogo: affettati di suino nero dei Nebrodi; caponata con pancetta di suino nero dei Nebrodi; cous cous di pesce; scanzonate alla contadina; pannocchie di granturco; arrosticini e “Pasti ‘i mennula”, dolce tradizionale di origine araba, oggi De.Co. di Ficarra.

“Sapori, vicoli e cortili” è un evento volto alla valorizzazione dell’identità territoriale, ma anche un viaggio fra sapori e colori del mediterraneo, fra profumi di tè orientali, danza del ventre e sonorità popolari.

Ogni angolo offre un’emozione diversa, ogni cortile apre le sue porte, ogni vicolo si accende di suoni e profumi. La piazza principale sarà inoltre animata da un mercato mediterraneo, dove commercianti e artigiani propongono ai visitatori i loro prodotti, accompagnati da esibizioni di trampolieri e giocolieri e da spettacoli musicali itineranti.