Thursday, August 24, 2017
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Rappresentano il cosmo e sono realizzati con intrecci di fili di vario colore, sono i nuovi mandala dell’artista palermitana Sangù. Li realizza all’uncinetto e li guarnisce con pietre multicolor, cuoio, nastrini e ferro zincato. Si possono appendere alle pareti oppure indossare come collane; le tinte spaziano dal verde, azzurro al magenta, dal nero all’ocra con velature di rosso, arancio e sfumature di bianco. Allegri e solari, hanno già conquistato tantissime palermitane che li indossano su abiti semplici per un tocco di originalità.

A Palermo li potete trovare da Spazio a Tempo Alab, in corso Vittorio Emanuele, da Gatto Matto (via Daita, 49) e prestissimo anche da Vem Mazzara (viale Strasbusgo, 262), la mecca della moda di Valentina ed Emanuela Lo Cascio.

Nella tradizione religiosa buddista e induista i mandala sono dipinti anche su stoffa con polveri di vario colore o affrescate sulle pareti dei templi.

Per vedere le creazioni Sangù cliccate sulla pagina https://www.facebook.com/Sangu-283345258539138/

 

E pensare che la coffa siciliana ha origini ‘virili’. Eh già, questo affascinante accessorio costruito grazie all’intreccio di foglie di palma nana, anticamente veniva utilizzato come contenitore per porre la biada ai cavalli, oppure come borsa per trasportare chili e chili di merce che veniva appoggiata sugli asini. Riuscite ad immaginare la scena? C’erano questi uomini possenti, in canottiera a costine e col volto bruciato dal sole che cavalcando muli, facevano la spola da un paesino dell’entroterra siculo all’altro, adornati da queste ceste di diverse dimensioni. Virile eccome, tanto che oggi, se solo gli uomini sapessero o meglio ‘ricordassero’ potrebbero tranquillamente indossarla come accessorio must per delle mise originalissime.

Ad ogni modo, quello che un tempo serviva anche come unità di misura per trasportare materiali, col tempo è diventato un accessorio fashion; gli stilisti di fama mondiale come Dolce & Gabbana hanno riproposto la ‘coffa’ in versione chic e siciliana al cento per cento perché tempestata di specchietti, bardature e passamanerie coloratissime. Ricalcando l’onda del passato in cui si potevano ammirare nei giorni di festa queste magie come elemento decorativo del carretto siciliano.

ri-coffa2

Nella storia della coffa, c’è pure una siciliana, Ida Di Bella che ha spopolato a Londra con un genere di coffa rivisitata, nel caratteristico quartiere di Notting Hill e più precisamente nella boutique della catanese Letizia di Guardo; le sue borse tradizionali sicule hanno uno stile molto elegante, romantico e bucolico e così gli inglesi sono impazziti.

Restando sempre in Sicilia la coffa è stata intrecciata di sana pianta da due artisti palermitani, Francesco Pellegrino e Simonetta Russotto in arte Sangù. La novità è che stavolta la caratteristica cesta viene lavorata all’uncinetto con filo di juta da cima a fondo, foderata con stoffe pregiate e completata con robusti manici in cuoio. Non ci sono decorazioni, ma si gioca coi colori che spaziano dal ‘naturale’ al vinaccia per arrivare al giallo ocra, verde acido e rosso come i pomodori di Sicilia. Ecco la Ri_Coffa.

“Sarebbe bello – commentano gli artisti – farle indossare anche agli uomini, ma siamo sicuri che il gentil sesso vincerà questa scommessa”.

Francesco Pellegrino e un'intrecciatrice

Francesco Pellegrino e un’intrecciatrice