Wednesday, November 14, 2018
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Fermare il tempo con un semplice scatto, fotografando la natura e quella magnificenza capace di farti sentire libero. Sono queste le sensazioni che prova e che trasmette a chi osserva le sue foto Alberto Bilardo, giovane fotografo palermitano con la passione della fotografia, alla quale si dedica da subito dopo il diploma. La sua voglia di regalare al mondo le sue emozioni arriva forte e chiara in tutte le sue azioni, tanto più nelle fotografie che fa conoscere attraverso le tante mostre che organizza.

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Salinità”, la prossima che si inaugura alle 17 di sabato 12 maggio al Coordinamento H, in via Belgio 4/d, è l’ulteriore dimostrazione che, anche con una disabilità come la sua – problemi motori e di linguaggio sin dalla nascita – si può fare e dare tanto. E questi 20 scatti delle saline di Trapani e Marsala lo dimostrano in pieno.

«Paesaggi dalla singolare bellezza e dei suoi impatti allo sguardo – sono le sue parole – che producono un’emozione unica provocata dai volumi e dalle forme sui quali si riflettono impasti di colori dall’inedita temperatura. Un miraggio che, come in un sogno, rende concrete le figure stagliandole sull’orizzonte».

Vasche colorate, cumuli di sale in cristalli luccicanti, romantici mulini a vento, isolette spontanee e sentieri disegnati dall’acqua che Alberto Bilardo ci regala con ii suoi scatti, dandoci modo di sognare orizzonti lontani e spiagge sempre pronte ad accoglierciVibrazioni, dunque, allo stato puro, da vivere insieme a lui.

La mostra si potrà visitare dal 14 al 19 Maggio, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.

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La Sicilia è attraversata dalla cosiddetta “via del sale”, un tragitto di 29 chilometri che si snoda da TrapaniMarsala lungo la SP21. È lo Stagnone, che dal 1984 è riserva naturale orientata e costituisce una tappa significativa di questo percorso che affonda nelle tradizioni dell’isola.

Dallo Stagnone – dall’acqua stagnante, appunto – si ricava il sale che viene ammonticchiato in cupolette coperte da tegole. Non stupitevi se vedrete dei mulini, qui fanno parte del processo di estrazione del sale, considerato fondamentale per lo sviluppo della zona. La laguna comprende quattro isole: l’isola Longa, la più grande; Santa Maria, coperta di vegetazione; San Pantaleo, il nome nuovo di Mothia, la più importante, eSchola, che si chiama così perché ospitava una scuola di retorica durante l’epoca romana.

Io vi segnalo Mamma Caura, una piccola pensione con un bar, che nell’ora di pranzo dispensa pane cunzatu (panino locale costituito da fette di pane rimacinato e cotto a legna, condito con olio, pepe, fette di pomodoro e alici) accanto a panini con ingredienti meno autoctoni, e arancini. Ma soprattutto, Mamma Caura serve gli aperitivi all’aperto, con vista su Mothia. E chi ama l’ora dell’aperitivo, con il tramonto che arrossa il cielo, sa di quale piacere sto parlando.