Thursday, August 24, 2017
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Nei week end del 12 – 13 e 19 – 20 agosto 2017 si svolgerà a Bivona, in provincia di Agrigento, la 32esima Sagra della PescaBivona, tipico prodotto della terra agrigentina, anche Montagnola, perché prodotta in un’area collinare e montana, quella dei Monti Sicani.
32esima edizione che ha deciso di accostare alla consueta tradizione tipica della sagra, la più moderna ed innovativa figura del social  network, affidando la promozione live alla influencer e presentatrice siciliana (Sciacca per l’esattezza) Roberta Mandalà, che avrà il compito di raccontare i momenti salienti della festa tramite il suo profilo instagram @robymandala_ . “Io e gli organizzatori di questa importantissima sagra siamo entusiasti di essere i primi in Sicilia ad introdurre una manifestazione dal forte carattere popolare all’interno del piu innovativo social network fotografico, instagram. Esso rappresenta ormai una grande e radicata realtà per quanto riguarda la promozione del territorio, ed io sono orgogliosa di poter raccontare e trasmettere la passione di una festa tanto sentita da tutta la comunità locale ai miei piu di 110 mila followers.” dice la Mandalà.
“Come gia successo per il Carnevale di Sciacca, di cui sono la social testimonial, spero di riuscire anche questa volta ad unire tradizione e modernità, per far si che tutti possano godere in pieno delle emozioni che solo un evento dal forte coinvolgimento popolare sa dare.”
Numerosi saranno gli eventi che l’Amministrazione Comunale ha in calendario, realizzati con la preziosa e fattiva collaborazione delle imprese locali, degli agricoltori e delle Associazioni bivonesi, al fine di valorizzare e promuovere la PescaBivona che si pregia del marchio di qualità IGP (Indicazione Geografica Protetta).Nel calendario ufficiale della Sagra che prevede numerose manifestazioni d’eccellenza, trovano posto: il Laboratorio del Gusto curato da Slow Food Sicilia e col patrocinio dell’Assessorato Regionale al Turismo; i percorsi di degustazione della PescaBivona curati dall’Istituto Alberghiero “Lorenzo Panepinto”; i laboratori di educazione ambientale e i percorsi ecoturistici lungo i sentieri del Parco dei Monti Sicani; la Fiera dell’artigianato e dei prodotti tipici; la gara di alta pasticceria dedicata alla PescaBivona; la degustazione di piatti e vini d’eccellenza ispirati alla PescaBivona, che vedrà la partecipazione delle cantine e degli chef siciliani di maggior pregio; spettacoli musicali e pièces comiche; altri eventi culturali e di interesse agricolo-alimentare, legati alla valorizzazione della PescaBivona.

 

C’è un secondo manifesto del Carnevale di Sciacca, edizione 2017. Ritrae Roberta Mandalà, social testimonial dell’evento. Il manifesto è affisso anche sulle navi della compagnia di navigazione Tirrenia, che coprono la tratta Napoli-Palermo. Una promozione gratuita del Carnevale di Sciacca, informa l’organizzazione, di uno sponsor tecnico che questa mattina ha pure ospitato i coreografi della prossima edizione della festa che hanno posato in maschera all’interno delle navi.

L’Amministrazione comunale ringrazia Roberta Mandalà per l’attività di promozione gratuita del Carnevale di Sciacca.

A parlare per primo del carnevale saccense fu nel 1889, Giuseppe Pitrè che ne fece cenno nella sua opera Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane.

Ma le origini del carnevale di Sciacca, città della provincia di Agrigento, risalgono ad un periodo molto più antico, forse all’epoca romana, quando venivano festeggiati i saturnali ed il loro re veniva sacrificato; o meglio, con più probabilità, al 1616 quando il viceré Ossuna stabilì che l’ultimo giorno di festa tutti si dovevano vestire in maschera. Da annotare una rivalità che c’è con il carnevale di Acireale.

Le prime manifestazioni sono ricordate come una festa popolare, in cui venivano consumate salsicce, cannoli e molto vino; ed il popolo si riversava per le strade, travestito in vari modi. Successivamente furono fatti sfilare i primi carri addobbati alla meglio, che portavano i mascherati sulle sedie in giro per le viuzze della città.

Negli anni venti compare una grande piattaforma addobbata, trascinata da buoi o cavalli, che portava comitive in maschera. Essi recitavano in dialetto locale, seguite da piccole orchestrine improvvisate. Lo stufato, le salsicce ed il vino distribuito rappresentavano già un momento d’incontro e scambio fra compaesani.

Nel dopoguerra i carri vennero intitolati, ed iniziavano a fare chiaro riferimento alle novità del progresso. Stelle filanti e coriandoli incominciavano ad essere lanciati dai carri in movimento, creando un clima di festa, che invogliava i partecipanti a divenire i veri protagonisti di una gioia collettiva. Dopo pochi anni ancora, la folla in delirio faceva sorgere le prime Compagnie di rivista, venendo anche allestiti carri allegorici sempre più sofisticati che facevano riferimento a temi e personaggi locali in chiave satirica.

Con la sperimentazione dell’amplificazione sonora, il carnevale di Sciacca si evolveva ancora di più e venivano allestiti carri con figure sempre più grandi e i cui movimenti divenivano sempre più sofisticati. La satira politica locale lasciava più spazio a personaggi noti ad un più vasto pubblico, oppure rappresentava temi di attualità che riguardavano interessi nazionali.

(da Wikipedia)