Thursday, June 27, 2019
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Il traffico, come ebbe a sancire la pellicola Johnny Stecchino, è la vera e propria piaga di Palermo. Il problema principale che l’affligge, non c’è scusa che tenga, generiamo traffico, siamo ostaggi delle macchine, ne vediamo ovunque, sui marciapiedi, sulle piste ciclabili, sugli scivoli per disabili, persino sulle strade. Basta salire su un’auto per accorgersi di come sia arduo tentare imprese che in altre città sarebbero all’ordine del giorno: tipo andare in centro, posteggiare in tempi ragionevoli, fare due passi, o dare una guardata alle vetrine per saperne parlare. Dopo avervi svelato, tramite uno studio personale, quali sono i 5 piatti siculi preferiti dagli stranieri, qui vi metteremo a parte, attraverso uno studio svedese (molto personale, lo svedese in questione è un lontano nostro cugino), degli atteggiamenti più comuni del guidatore tipo palermitano.

1) Il posteggio è selvaggio, all’arma bianca, il principio inoppugnabile è “dove c’è spazio mi infilo”, e se non c’è “me lo invento”: dicasi posteggio creativo, indi di traverso, di sguncio, di lato, a testa sotto, ricavando spazio: dando piccole spinte avanti e indietro coi parafanghi – prova ne sono le automobile palermitane stricate, ammaccate e con parafanghi penzolanti – o posteggiando dove vige un passo carrabile.

2) Uno studio approfondito meritano quelli che posteggiano in seconda fila e lasciano mogli e figli (spesso sotto il sole) – si registrano sovente anche casi in cui ad essere lasciati sono suocere e anziani genitori (di solito davanti agli uffici delle poste per riscuotere la pensione) -. I soggetti vengono assunti ad honorem a sentinella del divieto. Nel primo caso vedi l’auto che vive di vita propria perché i bambini la centifrugano coi loro movimenti, al suono della hit del momento sparata a palla dai sub woofer taroccati, mentre la moglie, all’arrivo dello sconosciuto che deve uscire con la sua auto bloccata, risulta quasi sempre sprovvista di patente (costringendo lo sconosciuto a entrare in macchina e spostarla).

3) Non esiste la coda ordinata del traffico a Palermo. Segnatevi questo punto, molto importante, una specie di legge non scritta. C’è sempre il creativo che decide di passare bellamente da una coda all’altra, incapace di decidere capricciosamente cosa gli vada bene, senza avanzare di un passo, convinto di raggiungere la meta, mentre si limita a intasare maggiormente la faccenda e contribuire alla piaga panormita.

4) Da sapere assolutamente: agli incroci passa per primo quello del Suv. E se si incontrano due Suv? Beh, vince quello più nuovo e costoso, è ovvio. Stop.

5) Menzione speciale dedicata al genio impavido dell’insulto, ovvero quello che parcheggia in terza fila, costui di solito scende dall’auto come se fosse davanti a un ipotetico pubblico, con l’indice sollevato come a dichiarare “perderò un minuto”. Non è vero, di solito ci impiega una vita a prendere il caffè al bar, comprare la frutta, giocare la schedina o altre attività fondamentali che giustificano il suo posteggio impavido e smisuratamente azzardato.