Friday, September 20, 2019
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Il progetto triennale di Rio Mare realizzato insieme all’Area Marina Protetta delle Isole Egadi continua a dare ottimi frutti: se lo scorso anno è stata registrata una riduzione dell’80% della pesca a strascico illegale sotto costa attorno alle Isole Egadi, quest’anno il risultato è ancora più soddisfacente, poiché è stata raggiunta una diminuzione dell’85%. Grazie infatti al posizionamento di dissuasori antistrascico ripopolanti – 20 dei quali installati grazie a Rio Mare – è stato possibile ridurre la pesca illegale che danneggia i fondali, distrugge la prateria di Posidonia oceanica e riduce gravemente la fauna ittica. Alla riduzione della pesca a strascico illegale si è aggiunto un altro tassello: a partire da settembre 2015, infatti, sono stati salvati 21 esemplari di tartarughe Caretta caretta, di cui il 64% ha raggiunto la completa riabilitazione dopo che queste erano state ferite o si sono trovate in difficoltà a causa di ingestione di plastica o lenze da pesca, interazioni con rifiuti galleggianti o impatti con barche. Non solo, grazie a una delle 7 foto trappole che Rio Mare ha contribuito ad installare nelle grotte delle Isole Egadi è stato anche registrato il ritorno della Foca monaca nelle coste siciliane, evento unico considerata la rarità di questa specie e la scarsità di informazioni sulla sua presenza nei nostri mari. Sono questi i risultati dell’iniziativa di Rio Mare, una delle prime di questo genere per durata e investimento realizzata da privati in Italia, volta a salvaguardare la biodiversità e a favorire una gestione sostenibile delle risorse naturali delle Isole Egadi attraverso il finanziamento di 3 progetti. Oltre alla tutela della Posidonia oceanica – il “polmone verde” del Mediterraneo che fornisce rifugio e nutrienti a innumerevoli specie, contrasta l’erosione delle coste e combatte i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale – il progetto comprende il sostegno al Centro di Primo Soccorso delle Tartarughe marine a Favignana per il ricovero di esemplari feriti o in difficoltà e che svolge anche la funzione di centro visite, centro di educazione ambientale e laboratorio didattico, importante nell’ottica della sensibilizzazione di turisti, bambini e studenti sul rispetto delle specie marine protette. 4.800 persone hanno visitato il Centro tartarughe nel 2016 e i numeri nel 2017 sono in forte crescita.

Inoltre, l’iniziativa fortemente voluta da Rio Mare ha previsto anche la gestione dell’Osservatorio della Foca monaca nel Castello di Punta Troia a Marettimo, uno spazio dedicato allo svolgimento delle ricerche finalizzate allo studio della Foca monaca oltre ad essere, in estate, centro visite e info point aperto al pubblico. «Siamo molto orgogliosi dei risultati raggiunti da questa iniziativa – dichiara Luciano Pirovano, Corporate Social Responsibility Director di Rio Mare – Il sostegno all’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, la prima iniziativa di questo genere in Italia, rappresenta appieno la sensibilità dell’azienda per la Responsabilità Sociale d’Impresa ed è un esempio tangibile dell’impegno di Rio Mare per la tutela dell’ecosistema marino, dell’ambiente e per la valorizzazione del territorio italiano, poiché mira a preservare uno dei patrimoni naturali più belli del nostro Paese, creando così valore condiviso sia per la comunità locale che per l’Italia. Questo progetto, inoltre, ribadisce i valori fondamentali per Rio Mare per una pesca sostenibile e la salvaguardia delle risorse dei mari quali la lotta alla pesca illegale, il rispetto delle riserve marine e delle aree di ripopolamento. La pesca sostenibile e la tutela dell’ecosistema marino rappresentano, infatti, uno dei pilastri della nostra strategia di sostenibilità “Qualità Responsabile”. Ci auguriamo, quindi, che il successo e gli ottimi risultati ottenuti dall’iniziativa spingano anche altre aziende a sostenere e valorizzare una straordinaria risorsa, quali sono le aree marine protette, per il territorio italiano». “Il contributo di Rio Mare è stato determinante in questi anni per sostenere i nostri progetti più importanti, in un periodo in cui i finanziamenti statali si sono drammaticamente ridotti – dichiara Stefano Donati, direttore dell’Area Marina Protetta “Isole Egadi” – Si tratta di un partenariato che ha pochi raffronti, e un esempio di come le aziende socialmente e ambientalmente responsabili possono giocare un ruolo importante anche per la salvaguardia dei beni comuni, come sono gli habitat e le specie protette.

Grazie a questo supporto, di cui li ringraziamo, abbiamo preservato la Posidonia oceanica dallo strascico, debellato la pesca illegale, salvato tartarughe, sensibilizzato migliaia di persone, e, incredibilmente, accertato il ritorno della foca monaca in Italia, un risultato di conservazione che ha poche analogie in Italia.” L’iniziativa è espressione del più ampio progetto di Corporate Social Responsibility di Rio Mare “Qualità Responsabile”, le cui aree di azione sono la sostenibilità della pesca e la tutela dell’ecosistema marino, il rispetto dell’ambiente, il rispetto delle persone e la corretta alimentazione. L’impegno dell’azienda, infatti, è quello di offrire ai consumatori una qualità a 360° perseguita responsabilmente lungo tutta la filiera, nel rispetto dell’ambiente e delle persone, dal mare alla tavola.

Sacche dove sdraiarsi e telai balneari per riparare dal sole, oggetti che alla fine del periodo estivo non si conservano, ma rientrano nel processo di smaltimento naturale. Cosa c’è di più bello di sentirsi comodi in riva al mare? Ecco un progetto sostenibile che sposa il design e l’ambiente.

Si parte da questa domanda: come riutilizzare la Posidonia spiaggiata nel design? Noi abbiamo già segnalato l’azienda Maressentia che produce una linea fitocosmetica di qualità utilizzando questa pianta acquatica, ma ecco un’altra collaborazione eccellente, che vede protagonista le risorse siciliane.

Medonia è un progetto di ricerca di design sostenibile, a cura dell’Università di Roma “La Sapienza”, il centro di ricerche ENEA e l’Area Marina Protetta “Isole Egadi”. Il 7 aprile alle  15.00 si presenta a Palazzo Florio a Favignana.

L’obiettivo principale è la salvaguardia e il riuso della biomassa vegetale spiaggiata come risorsa attiva. Questo porta a dei vantaggi: il miglioramento della balneazione e l’aumento al contempo della capacità di carico degli arenili, tutto questo rendendo fruibili superfici di costa rocciosa altrimenti non balneabili.

Il progetto, sperimentale, è possibile grazie alla collaborazione di tre aziende partner, la Unopiù® , la Plastitex® e la Gottifredi Maffioli® prevede la realizzazione di alcuni “arredi da spiaggia”, ovvero: sedute “a sacco”, imbottite di biomassa vegetale, destinate ad agevolare la fruizione e la balneazione degli utenti soprattutto su superfici rocciose e telai balneari in legno, coperti da sacche imbottite con la biomassa suddetta per creare delle zone d’ombra destinate agli utenti. I prodotti verranno usati a scopo sperimentale e temporaneo per il periodo estivo prossimo (giugno 2016- agosto 2016), senza scopo di lucro, ai fini di proporre un nuovo modo di riusare tale biomassa, rispettandone, contemporaneamente, l’importante ruolo ecologico che svolge per l’habitat marino, poiché le sacche, terminato il periodo estivo, saranno svuotate per rimettere in natura la biomassa. L’Area Marina Protetta “Isole Egadi” ha previsto, tramite manifestazione di interesse, la richiesta di collaborazione a titolo gratuito dedicata agli operatori locali che offrono servizio al turismo balneare, per il posizionamento di sacche e telai, la loro gestione. Dopo, tramite un questionario, chiederanno al pubblico se hanno gradito l’eco-innovazione.

Esiste una crema che può rappresentare due donne come noi? Abbiamo provato in anteprima Maressentia, la linea cosmetica estratta dalla Posidonia delle Egadi.

Una start up che ha sede a Favignana, in buona parte siciliana, che trae i suoi principi attivi da una pianta, in un processo naturale e rispettoso delle risorse ambientali. La Posidonia che esiste da 120 milioni di anni, dalla terra si trasferisce al mare. Cambia completamente ambiente, ma rimane se stessa: mantiene le radici, il suo rizoma fiorisce, dà persino i frutti. I suoi principi attivi terrestri invece di indebolirsi, si combinano, traggono nuova forza e complicità dal mare, eccola che si rafforza in un ambiente salino estremamente ostile. Un’energia e una capacità di adattamento esemplari. La Posidonia che rimane spiaggiata, sulle coste siciliane, a volte semplicemente spostata e considerata rifiuto, in realtà è una risorsa. L’abbiamo vista tutti, senza conoscerla a fondo.

Tutto nasce da un’intuizione e da una prateria di Posidonia, quella dell’area marina protetta delle Egadi, formata da ottomila ettari di questa pianta straordinaria che rilascia ossigeno ed è in grado di assorbire – lo provano studi scientifici –  CO2 due volte e mezzo in più di quanto avvenga con le piante dell’Amazzonia superiore.

La resistenza della Posidonia affascina e stimola, e da molto amore e passione per questo pugno di isole: le Egadi.

 

Mario Corica ha una casa a Favignana è siciliano di origine ma vive da trent’anni lontano dalla sua isola. A Favignana ha instaurato rapporti di conoscenza, stima con le amministrazioni locali, ma n anche con personaggi del luogo che fanno la storia di questo posto, come i tonnaroti, come la cuoca Maria Guccione. Qui, dove cresce la pianta più protetta del pianeta – “non è un’alga” mi spiegano -, e una barca non può gettare l’ancora, ma deve prenotare una boa per stazionare, il dottor Corica decide di intraprendere un’avventura che si riassume in una nuova start up, un’azienda cosmetica che trae il suo ingrediente principale dalla Posidonia, che non testi i prodotti dagli animali, che si lega al territorio – firma un protocollo d’impresa con la riserva marina protetta – in un processo sostenibile di produzione di benessere, bellezza che tenga conto del marketing e della commercializzazione di prodotti a marchio Maressentia, sotto l’egida di Egadi Cosmesi.

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L’intuizione del dottor Corica e della dottoressa Bianchi, si lega al lavoro di Laura Cornara. Il primo contatto avviene su internet, la professoressa Corvara – che si occupa di piante officinali e piante di interesse cosmetico – in collaborazione con il CNR di Genova, si era concentrata sulla risposta di questa pianta a un ambiente così ostile, con una concentrazione così alta di sale.

Due anni di ricerca scientifica sulla Posidonia oceanica – in collaborazione con i dipartimenti dell’Università di Genova, del Piemonte Orientale, di Palermo e del CNR – . La dottoressa Corvara conferma che la Posidonia di Favignana è particolarmente ricca, “grazia all’acqua pulita: è uno dei siti migliori”.

Alta la concentrazione di acido cicorico e composti (per capirci uno dei principali componenti delle radici di echinacea). Il potere  antiossidante della Posidonia è paragonabile a quello delle bacche di Goji. Stimola la produzione dei fibroblasti, inibisce anche la produzione di macchie cutanee.

Dopo aver testato le proprietà cosmetica, della ricerca sulle cellule coltivazione in vitro, si è passati ai test sulle persone, fase curata con il cosmetologo Rigano che ha valutato l’efficacia dei cosmetici facendo alcune prove con delle volontarie.

Ebbene, i risultati sono stati sorprendenti. Anche per noi, donne, siciliane, attente all’ambiente. Trasformare le nostre risorse in realtà imprenditoriale, si può, perfino in confezioni da tenere in borsa.