Friday, September 20, 2019
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Non è uno sport per signorine. Nel senso che è trasversale, può, davvero, praticarlo chiunque. Avete voglia di sudare? Di compiere 27 giri del track sui pattini in 5 minuti? Senza distinzioni di genere? Siete curiosi? Date un’occhiata a un incontro. “Anzi, noi cerchiamo fresh meat”, mi dicono, ovvero, carne fresca. Affrontando un piccolo test attitudinale, in occasione degli open day di reclutamento, si può ambire ad entrare in una squadra di Roller Derby. Quando io conosco le due squadre, bastava solo contribuire all’affitto della pista, comprare l’equipaggiamento e amare il gioco di squadra. Per esempio nelle fila delle Holy Roses, che nel logo porta l’effige della Santuzza – con tanto di cerotto, giusto per rivendicare la tradizione della nostra Patrona – ci sono due maschietti barbuti, uno è Marco, il coach. Ma l’allure, di uno sport da ragazze pin up, persiste, anche se il sogno, per chi non è addetto ai lavori, di assistere a una baruffa fra ragazze, rimane disatteso. Intanto, perché “imponi i tuoi fianchi”, il colpo d’anca e una della tecniche per bloccare la Jammer, colui/colei che deve segnare, ed hai superato il blocco, proprio quando, i tuoi fianchi sono oltre. È chiaro no? Sembrano infinite le regole, di partite disputate rigorosamente in inglese, di Roller Derby. Pattini colorati, caschetti in tinta, con una nota da bad girls, gomitiere, ginocchiere e persino paradenti, che le ragazze mi mostrano chiusa nelle loro scatoline e io annuisco, “sì, avevo qualcosa di simile quando facevo arti marziali”. Se volete uno sport di contatto, che richiede resistenza e senso dell’equilibrio (ci vuole tecnica e la forza non è preponderante e le squadre per questo sono miste), dove allenarsi tre volte a settimana, dal tramonto fino a sera inoltrata, il Roller Derby è quello che fa per voi. Ma, c’è un ma, il Roller Derby è rubricato come sport estremo. In verità, mi spiegano, la presunta pericolosità è assimilabile a quella del rugby, da giocare sul filo della stabilità su rotelle, insomma, “non è come fare paracadutismo” mi assicurano. Non è importante nemmeno sapere pattinare, nel senso che alcuni giocatori hanno imparato esercitandosi, non l’avevano fatto prima, ed hanno età fra i 22 e i 30 anni.

L’allenamento, nella struttura che sorge, sembra dal nulla, in via Giuseppe Mulè, un quadrilatero che confina con viale Regione Siciliana, è stata tirata su a olio di gomito, autofinanziandosi. C’è voluta una vera ristrutturazione della pavimentazione, che portava i segni della prima destinazione d’uso: pista di pattinaggio sul ghiaccio. Adesso mostra i segni del tracks, così si chiama il circuito dove si giocano le partite di Roller Derby. La sera mancava l’illuminazione e i ragazzi avevano fatto colletta per un gruppo elettrogeno. Lo spazio viene affittato ai privati per piccole cifre, e qui si allenano anche le squadre di Hockey. Conquistare via Mulè è stato entrare un territorio nuovo. Ad ora il campetto è in mano ai vandali, mi fanno sapere dalle Poison Kittens, in disuso, il Comune non lo ha ancora affidato a nessuna associazione sportiva.

Le Poison Kittens ad oggi  si allenano al Dopolavoro ferroviario ( a Palermo, alla stazione Notarbartolo) il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 19:30 alle 22:00.
Per usare un aggettivo inglese, tanto in voga adesso, il Roller Derby è uno sport vintage. Vintage a cominciare dall’equipaggiamento, perché rispolvera i pattini quad, ovvero i pattini con quattro rotelle, che dopo l’avvento dei roller blade, i pattini a lama, con le ruote sulla stessa linea, sembravano destinati a rimanere in soffitta come residuato nostalgico, e invece sono l’oggetto del desiderio, per i giocatori di Roller Derby, che li bramano, acquistano su internet, con prezzi che, mi spiega Giorgia delle Poison Kittens, si aggirano dalle 240 fino alle 400 euro, soprattutto se cambi alcuni pezzi fondamentali, come le rotelle.

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Al momento, il Roller Derby conta due squadre palermitane, nate dallo stesso nucleo, che si sono scisse nelle Poison Kittens e nelle Holy Roses. Non esiste una federazione, o un vero campionato, in Italia non esiste una vera federazione ma in America è la “W.F.T.D.A” che stabilisce le regole del Roller Derby attuale. Si giocano partite che si potrebbero definire amichevoli, chiamate Scremage. Non a caso, essendo uno sport nato negli Stati Uniti – precisamente negli anni ’30 in Texas, per poi formalizzarsi una trentina danni dopo – almeno un paio di volte al mese, ci si incontra con la squadra nata nella base militare americana di Sigonella. Ma per chi ha voglia di conoscere le squadre nostrane, o di imparare il Roller Derby, non resta che contattare le fila delle Holy Roses che hanno un profilo FB ed email holyrosesrollergirls@gmail.com, e le Poison Kittens, sempre profilo Fb, contatti all’indirizzo email poisonkittenspalermo@gmail.com. Giorno 06 aprile 2016, al Dopolavoro Ferroviario si terrà la fase successiva agli opend day, ovvero il reclutamento per la squadra di Roller Derby Poison Kittens, il “Fresh Meat Day”