Friday, September 20, 2019
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Artemisia e il Teatro Atlante insieme sul Monte Jato per unire cammino in montagna, paesaggi naturali e culturali,  poesia, parola e narrazione. Preziosa Salatino, attrice del Teatro Atlante, propone il Juke-box delle Parole, una performance interattiva in cui gli spettatori hanno la possibilità di scegliere, come si faceva con i brani musicali di un juke-box, fra diversi argomenti: Mare, Notte, Amore, Terra, Fuoco, ecc. Ad ogni argomento è associata una poesia, un canto o un breve racconto che l’attrice offre al suo pubblico in un clima di intimità ed empatia.
Domenica 31 marzo 2019 
Juke-box delle parole a Monte Jato (S. Giuseppe Jato e San Cipirello – Pa) 
Voce narrante: Preziosa Salatino;
Guida: Giuseppe Ippolito.
Il Monte Jato, scelto come contesto per questa esperienza di teatro in natura, non è un monte qualsiasi. La sua cima è stata abitata per circa venti secoli. L’ininterrotta presenza umana dall’antichità al medioevo è testimoniata da tracce anche grandiose. Sulla cima (m 852) è un teatro ellenistico, alcune case a peristilio, opere difensive medievali, strade selciate o scavate nella roccia. Fu città indigena, forse elima, poi assunse aspetto ellenistico-romano e infine fu abitata dai musulmani di Sicilia fino al 1246 d.C., anno in cui la città fu vinta dall’assedio Federico II di Svevia e i suoi abitanti furono deportati a Lucera di Puglia. La montagna domina la valle del fiume Jato e le morbide e fertili colline del sud.
 
Preziosa Salatino è autrice, attrice e formatrice teatrale. Dal 2006 dirige, assieme al regista Emilio Ajovalasit, il Teatro Atlante.
 
Programma
 
Raduno per la partenza alle ore 8,30 in Piazza John Lennon (Piazzale Giotto) e partenza alle 8,45 per San Cipirello (Pa). Altri appuntamenti, per chi non abita a Palermo, da concordare con la guida. A piedi per uno dei sentieri che portano alla sommità del Monte. Pausa pranzo e attività teatrale in cima e ritorno alle auto seguendo un percorso diverso.
 
Scheda tecnica
 
Difficoltà: facile (un omino).
Natura del percorso: sentieri ben tracciati che riprendono gli antichi percorsi che dalle valli raggiungevano la città di Jato.
Dislivello: m 300 circa;
Lunghezza complessiva: km 5 circa.
 
Equipaggiamento:
Scarponcini da montagna e indumenti idonei per proteggersi da eventuale vento, pioggia o freddo.
 
Quota di partecipazione: €10,00.
Per la condivisione delle spese di trasporto indichiamo un contributo individuale di € 5,00.
 
Per adesioni e informazioni: Giuseppe Ippolito 3403380245;
 
Artemisia per il turismo naturalistico e culturale, via Serradifalco, 119 90145 Palermo. Mail: artemisianet@gmail.com; Telefono: 340 33 80 245

“La Sicilia, più di ogni altra regione italiana, ha in sé tracce e sedimenti di varie culture che nel tempo, a volte, si è cercato di rimuovere o dimenticare e che oggi si cerca di riscoprire e recuperare. E’ il caso della civiltà araba il cui lascito principale non sono tanto i monumenti, bensì una vasta produzione di poesia in arabo le cui origini risalgono al periodo della dominazione arabo – normanna (827-1091).

Partendo dalla presa di coscienza dell’esistenza di una poesia arabo-sicula, Carlo Ruta cura un’antologia su questa tradizione poetica, partendo dalle traduzioni fatte in italiano in merito a questa produzione poetica dallo storico e patriota Michele Amari nella seconda metà dell’800. Il volume in questione, pubblicato nel 2001, spiega come una rimozione culturale torna a vivere e a comunicare emozioni, non solo letterarie. Persino nel mondo arabo la produzione lirica siciliana ha corso il rischio di scomparire, a causa della perdita dell’antologia “La perla preziosa” redatta da Muhammad ibn al Qattà(1041) e di un’altra opera simile raccolta dal poeta di origine isolana, Maibar ibn Muhammad ibn M ajbar.

Dopo la conquista della Sicilia da parte normanna, entrambi gli scrittori erano andati esuli in Egitto. Nell’isola rimase una esigua minoranza di poeti che spesso divennero adulatori di corte dei nuovi conquistatori con grande disprezzo dei connazionali esuli. Fra questi ultimi ricordiamo Abd al- Jabbar ibn Hamdis. Quello che nella poesia araba preislamica e classica era stato il motivo della nostalgia della donna amata, divenuto uno stereotipo, in lui lo diventa la nostalgia struggente ed idealizzata per la propria terra (… continua dal sito Giro di vite)”

A partire dalle ore 17:00, nella cornice del castello della Favara-Maredolce, sarà possibile assistere ad un suggestivo reading di poesia arabo-sicula, accompagnato da interventi di musica orientale e danza colta.
L’evento, nato dalla collaborazione tra le Cattedre di Storia dei Paesi Arabi e Islamistica e Letteratura Araba (Dipartimento di Scienze Umanistiche – Università degli Studi di Palermo) e l’Associazione Castello e Parco di Maredolce, è curato dagli studenti dell’Area di studi.