Sunday, October 21, 2018
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la Pasqua in Sicilia è una festa molto sentita. La rinascita, anche in senso rituale e primaverile, segna unan serie di eventi, fra cui rappresentazioni dal vero, Misteri e d eventi che coinvolgono molte città.

I riti della settimana santa di Ispica (RG) sono organizzati dalle due principali confraternite storiche del paese, quella di Santa Maria Maggiore, detta dei cavari (di colore rosso) e quella della Santissima Annunziata, detta dei nunziatari (di colore azzurro). Il ciclo di festività si apre con l’ultimo venerdì di quaresima e con la domenica delle palme, per culminare con i riti del giovedì santo, del venerdì santo e della Pasqua. Le manifestazioni, molto numerose, sono costituite da processioni e vere e proprie sacre rappresentazioni rifacentisi a riti antichi già praticati nel XVII secolo, i quali rivestono una doppia valenza, sia mistico-religiosa che popolare, attraverso i loro più salienti e riconoscibili tratti iconografici.

In Sicilia non c’è Pasqua senza . E non è un’eresia, perchè uno degli appuntamenti irrinunciabili dopo avere ottemperato alle rinunce quaresimali, per un siciliano è “la mangiata” “lo schiticchio” o la tavolata. Se variabili e personalizzati possono essere i menù del giorno che celebrano la Resurrezione di Cristo e che nella maggior parte dei casi inneggiano tutti al più pagano ritorno della primavera, univoca è la sceltà del dolce da consumare a tavola con parenti o amici.

La cassata siciliana, accompagnata da pupi con l’uovo, i cuddureddi e le uova di cioccolata, ambite soprattutto dai bambini, è la regina incontrastata dei dolci pasquali. Non la battono neppure i pur famosi cannoli.

Solo a guardarla ci si riempie gli occhi: il tripudio di colori e le decorazioni barocche rendono da sempre questo dolce uno tra i più scenografici al mondo. Ad esempio, la mia amica Francesca, dietro le sagge istruzioni della sua nonna paterna, ogni anno, due giorni prima di Pasqua, si barrica in casa e svolge puntigliosamente i dettami della ricetta. Non risponde nè al telefonate nè agli eventuali appelli di Chi l’ha visto. Lei dedica un intero giorno solo alla cassata.

In effetti, per preparare a dovere tutto e alla perfezione, del resto, il tempo deve essere un alleato paziente. La cassata siciliana è frutto di un’eredità poderosa, ci son voluti arabi, normanni e spagnoli per renderla così avvenente e golosa.

E in effetti, imbattersi nella preparazione della cassata è davvero un’impresa titanica, che necessita di tempo, pazienza, cura meticolosa, oltre naturalmente di una notevole predisposizione per cucinare i dolci.

cassata1

Per preparare una cassata tradizionale, perchè poi, in realtà in Sicilia ne esistono diverse varianti, occorrono: 6 uova, 6 cucchiai di acqua, 200 gr di zucchero, 300 gr di farina ed una bustina di lievito per dolci, da bagnare con 200 ml di acqua, 70 gr di zucchero, 1 tazzina di liquore dolce, 1 buccia di limone. Poi per la farcitura occorrono 1 kg di ricotta di pecora molto fresca, 270 gr di zucchero a velo, 1 cucchiaio di essenza di vaniglia, 120 gr di gocce di cioccolato fondente. Per glassare 350 gr di zucchero a velo e 3 cucchiai di acqua e per guarnire 100 gr di marzapane, colorante alimentare verde q. b. e canditi misti.

Si comincia l’ardua impresa con la preparazione  del pan di Spagna. Occorre quindi separare i tuorli dagli albumi e montare gli albumi a neve che bisognerà lasciare da parte.  I tuorli vanno lavorati con l’ acqua bollente e a questi va aggiunto lo zucchero, la farina ed il lievito setacciati. A questo punto, bisogna amalgamare il tutto e unire poi gli albumi con movimenti delicati. Il composto va versato in una teglia da 26 cm. Imburrata ed infarinata, e infine infornata a 180° per 30 minuti.

A parte, bisogna preparare la farcitura mescolando la ricotta passata, lo zucchero a velo e la vaniglia e unirvi le gocce di cioccolata, e mettere tutto in frigo. Una volta pronto il pan di Spagna, occorre tagliarlo e bagnarlo, preparando uno sciroppo con acqua, zucchero e liquore sul fuoco, poi farcitelo con la crema di ricotta ormai fredda, ponete un peso sopra e lasciate in frigo per 3 ore. Impastate intanto il marzapane con il colorante e ritagliatelo dopo averlo steso, nelle forme che preferite e tenete da parte. Quindi preparate la glassa sciogliendo sul fuoco lo zucchero a velo nell’ acqua, colatela sulla torta e spalmatela bene, infine, decorate con il marzapane ed i canditi di ciliegia, di manderino, con la zuccata e i fichi.