Friday, November 16, 2018
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Sarà Alberto Barbera, Direttore della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, ad aprire con la presentazione del volume “Cinema e letteratura. 40 anni dell’Efebo d’Oro” (Silvana Editoriale) la 40. edizione del Premio internazionale Efebo d’oro, organizzato dal Centro di ricerca per la narrativa e il cinema, presieduto da Egle Palazzolo e diretto da Giovanni Massa.

Tra i numerosi appuntamenti di uno dei più longevi e prestigiosi premi di cinema, la masterclass condotta dal grande artista britannico Peter Greenaway, cui è assegnato il Premio Efebo d’oro per i nuovi linguaggi (consegna il 10 novembre) e il riconoscimento a Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini cui sarà assegnato il 3 novembre il Premio alla carriera della Banca Popolare S. Angelo. Una ricca rassegna delle opere dei premiati è in programma nell’arco dell’intero festival.

#Efebo40 propone, dal 3 al 10 novembre, due concorsi con 21 lungometraggi, 5 cortometraggi, 12 prime visioni, incontri con autori, registi, scrittori, attori, saggisti, giornalisti e critici in varie sedi: il Cinema De Seta, il Centro sperimentale di cinematografia ai Cantieri culturali alla Zisa, il Teatro Garibaldi. Tutte le mattine, al cinema De Seta, saranno effettuate proiezioni per le scuole.

Dal 4 novembre, al cinema De Seta dei Cantieri culturali alla Zisa, saranno proiettati i 7 film tratti da opere letterarie e le 4 opere prime sottoposte al vaglio delle due Giurie. In programma anche 3 proiezioni speciali.

In occasione della quarantesima edizione del Premio il Centro di ricerca per la narrativa e il cinema e la Banca Popolare S. Angelo hanno realizzato un volume dal titolo Cinema e letteratura sotto il segno dell’Efebo curato da Alberto Barbera e pubblicato da Silvana Editoriale, con i saggi di Nicola LagioiaEmiliano MorrealeOscar Iarussi, Giorgio Tinazzi, Emanuela Martini, Mauro Gervasini, Alberto Pezzotta, Giulia D’Agnolo Vallan, Egle Palazzolo, Giovanni Massa e Laura Busetta e con uno straordinario repertorio fotografico tratto dall’Archivio storico del Premio.

“Il volume – evidenzia Alberto Barbera – non si limita a celebrare l’unica manifestazione che, con accortezza e originalità, premia annualmente gli autori che hanno saputo trarre il meglio dal rapporto fra il cinema e la letteratura. La raccolta di testi inediti, realizzata con il contributo di alcuni dei maggiori critici italiani, offre un’articolata occasione di approfondimento su alcuni aspetti decisivi nel mettere in luce la centralità di un rapporto fra due forme espressive unite sin dall’origine della Settima Arte”.

Peter Greenaway

Peter Greenaway

L’artista britannico Peter Greenaway incontrerà il pubblico venerdì 9 novembre alle 20,00 al Cinema De Seta prima della proiezione del film The Greenaway Alphabet diretto da Saskia Boddeke, moglie del regista, presente all’incontro insieme alla figlia Zoe co-protagonista del documentario in cui il suo universo umano e poetico viene percorso e sviscerato lungo le lettere dell’alfabeto. Riceverà il premio nel corso della cerimonia conclusiva di premiazione al cinema De Seta dei Cantieri culturali alla Zisa sabato 10 novembre alle 18. Alle 20,30 seguirà la proiezione del film Efebo d’oro 2018, scelto dalla giuria composta da Egle Palazzolo, Presidente del Centro di ricerca per la narrativa e il cinema, il regista tedesco Volker Schlondorff, il regista e direttore della fotografia Daniele Ciprì, la fotografa Letizia Battaglia e Nicoletta Vallorani, docente di letteratura inglese e angloamericana, scrittrice e traduttrice. La Giuria Efebo speciale per il miglior regista esordiente è formata da Daniela Tornatore, giornalista, Daniela Gambino, scrittrice e Francesco Romeo, docente, scrittore ed editore.

Il riconoscimento per il miglior saggio di cinema va a Giannalberto Bendazzi per il libro in due volumi “Animazione. Una storia globale” (UTET).

La 40^ edizione dell’Efebo d’oro, organizzata dal Centro di ricerca per la narrativa e il cinema è realizzata con il contributo della Regione Siciliana, Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo – Ufficio speciale per il Cinema e l’Audiovisivo / Sicilia Film Commission nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei – Cinema e Audiovisivo, Città di Palermo, nell’ambito di Palermo 2018 – Capitale italiana della cultura. Main Sponsor Banca Popolare Sant’Angelo. In collaborazione con Fondazione Sicilia, Manifesta 12, Centro Sperimentale di Cinematografia-sede Sicilia, InstitutFrançais Palermo, Goethe Institut, Istituto Cervantes di Palermo, Liceo artistico statale Ragusa Kiyohara. Con il sostegno di Amat, Mazda-Isvautodue, Sallier de la Tour, Ferribotte film, Rotary Club Palermo Sud, Ande Palermo, Lions Palermo dei Vespri, St’orto, ZetaPrinting, Casa Stagnitta, Garajo, Kalòs, Cisam, Cappadonia.

Info
Premio Internazionale Efebo d’Oro
Centro di Ricerca per la Narrativa e il Cinema
www.efebodoro.it | efebodoro@gmail.com | facebook.com/efebodoro/

C’è la bottega della prima donna che in Sicilia si è laureata in Farmacia, a fine Ottocento; e c’è l’ex maresciallo che ha messo a frutto la passione per l’orologeria. Dalla torrefazione che sembra essere immobile nel tempo, all’artigiano che fa nascere mobili di vimini, al laboratorio dove accanto ai mobili veri, se ne costruiscono altri in miniatura; c’è chi sbozza le teste dei pupi come si faceva una volta e chi cuce abiti e intanto suona il mandolino; chi crea borse eccentriche e chi abiti talari…

Bottega Trapani ai calderai

Nascosti nei vicoli del centro o nelle ex borgate fuori dalla città antica. Negozi e botteghe artigiane che da secoli tramandano il mestiere e nuovi creativi che sono tornati a popolare i vecchi quartieri riprendendo e innovando tradizioni che sembravano scomparse. Sarti, ceramisti, cesellatori, tabaccai, erboristi, panifici, pupari, rivenditori di artigiani del cuoio, del tessuto, della carta, cioccolatieri, pupari, ultime osterie e gelaterie familiari: sono il patrimonio commerciale e artigianale, fattivo e senza tempo, di Palermo. Una ricchezza che si affianca a monumenti e siti, né più né meno, e come tale, viene raccontata tramite lo storytelling che è diventato il marchio de Le Vie dei Tesori. Che ha composto una guida cartacea e on line – affidandosi a un comitato di giornalisti e operatori culturali innamorati della propria città – che esprime profondamente l’identità della città, e la rende diversa dalle altre.

 Borsa del Pellegrino

La guida verrà messa on line durante il quinto ed ultimo weekend de Le Vie dei Tesori – il prossimo, dal 2 al 4 novembre: chiunque potrà costruirsi il proprio itinerario, cercando la bottega nascosta accanto al museo, il laboratorio artigianale ai piedi di un antico palazzo. Alcuni dei luoghi saranno aperti anche domenica prossima per partecipare a questo ultimo weekend di festa della città e altri offriranno sconti ai visitatori. Tesori monumentali e tesori umani, insieme, per raccontare la città, mettendo insieme gli occhi e le mani. Subito dopo, stampata, sarà distribuita gratis nei luoghi coinvolti e nella sede de Le Vie dei Tesori.

 trattoria Ferro di cavallo

Una guida in progress – che racchiude i primi cento luoghi scelti liberamente dal comitato formato da Antonella FilippiAlessia FrancoLaura GrimaldiAntonella LombardiPaola NicitaMario PintagroAlli Traina e Alessandra Turrisi, fotografie di Tullio Puglia, con il coordinamento di Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – che è diretta tanto al cittadino quanto al visitatore; una mappa che tralascia le grandi imprese commerciali che, pur se antiche e di qualità, hanno profondamente innovato sedie stili di vendita, per censire invece luoghi dove si possa fare ancora un’esperienza: tra insegne e arredi storici, personaggi e artigiani con i quali è ancora possibile stringere un rapporto; veri “tesori viventi” – vecchi e giovani – portatori di sapienze e competenze, che diano al visitatore (appassionato o curioso) la possibilità di conoscere una storia attraverso un oggetto o una pietanza. Posti dove puoi vedere, incontrare, conoscere, fare qualcuno o qualcosa di davvero tipico. Luoghi antichi e nuovi dove il tempo scorre ancora lento, scandito più dai tocchi degli scalpellini che dai rombi delle macchine. I vecchi sono gli ultimi che hanno resistito alla crisi, agli anni ciechi della guerra alle pedonalizzazioni, all’arrivo delle grandi catene. I giovani sono tornati in quella città antica che faticosamente ha trovato un nuovo respiro e una nuova vitalità. “Un tour ideale dove un palermitano porterebbe un amico per fargli conoscere i suoi luoghi “segreti”, lontano dai souvenir dozzinali e dalle esperienze standardizzate per turisti”, spiega Laura Anello, presidente dell’associazione le vie dei Tesori. “Un tesoro di artigianalità che anche noi come Museo contribuiamo a conservare”, interviene Emanuela Palmisano a nome del Museo Salinas. Un occhio poi alle insegne storiche: tante, troppe, quelle che sovrastano saracinesche ormai chiuse, ma qualcuna rivive con un’identità commerciale diversa.

Alla guida hanno lavorato:

Antonella Filippi

Alessia Franco

Laura Grimaldi

Antonella Lombardi

Paola Nicita

Mario Pintagro

Alli Traina

Alessandra Turrisi

Progetto e coordinamento: Laura Anello

Segreteria: Viola Vitale e Costanza Ricciardi

Mi è successo mentre ho attraversato la città di Palermo. A piedi. È come se avessi salutato ogni angolo. A un certo punto avevo persino le lacrime. Era, per usare una forma letteraria: non come se io fossi di Palermo, nata e cresciuta, ma Palermo fosse me.

C’erano posti dove sembrava fosse rimasta la mia ombra. Un pizzuddichio di me. C’ero io, a mangiare le crocché nel piattino di plastica, seduta alla focacceria Nni Francu u vastiddaru (che ora, dopo una vita, ha cambiato le mattonelle bianche). C’ero io in via Roma, alle poste centrali. Io che discendevo il Cassaro, in bici, e vedevo scivolare una nave – il traghetto della sera che salpa per Napoli – inquadrata come una cartolina, da Porta Felice. C’ero io, che guardavo dentro la vetrina di un negozio di mobili, compravo qualcosa a piazza Marina. C’ero io seduta a prendere un aperitivo ai Chiavettieri. Che leggo al tavolo della Feltrinelli, prendo un quotidiano o spulcio curiosa (e gratis) un libro. C’ero io, sulla panchina in fondo al molo Sailem, mentre guardo dondolare le barche della Cala e mi divido una Forst atturrunata.

cala

Ho continuato a camminare, perfettamente sola. Ero io la città. Ero la strada che mi porta a casa mia. I chilometri macinati in centro, le passeggiate del tramonto, i giri a fare shopping e l’attraversamento della via che si apre verso il mare. Poi ho pensato che la città era, ed è sempre stata, come la vedo io. Nelle mie età, nei miei ricordi, nelle mie amicizie, nei miei amori. Sono io il quartiere della mia scuola, il mio liceo. Nella nasca, nelle papille gustative. Sono la festa di quartiere, sono l’odore del torrone e dello zucchero filato. E ho pensato che avrei scritto tutto questo. Come fosse un appunto da non scordare, una lista in cui annotare certe facce che invecchiano e che riconosci, e ritrovi puntuali dietro banchi dei mercati, sugli autobus, per le strade Perché cambieranno, sì, ci saranno altre facciate, facce, odori e negozi (mi è capitato di andare in un posto e non ritrovarlo  o peggio, di vederlo sostituito). E io ne terrò conto, documenterò questi cambiamenti. Perché, vedete, non posso farne a meno, non posso smettere di essere una parte di questa città: è questa la mia vita. È questo che mi custodisce, in ogni angolo, e che io custodirò.

cassaro

Una palermitana

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Come molti palermitani conosco piccoli angoli magici dove la città smette di strillarti nelle orecchie e diventa più morbida, ti abbraccia con alberi, cespugli, ti offre persino frutti succosi, in questi momenti bucolici ti rendi conto che gli agrumeti sono alla portata di tutti. Fra poco saranno carichi di frutti tondi e dolci. In primavera, continuano a stordirti con il profumo della zagare, un odore struggente, che ti conduce per mano e ti ricorda come stavamo: eh, sì, qui era Conca d’oro. E se una conca risplende di oro, immaginatela questa bacinella verde e sfavillante, abbaglia.

Della potenza vitaminica della frutta ne sono accorti a Milano e a Roma, dove hanno varato Frutta urbana, una mappa social per scoprire un vero tesoro: tutti gli alberi capaci di dare frutti, arbusti di proprietà della municipalità. Attraverso una app chiunque può seguire le stagioni e segnalare, tramite computer, tablet o cellulare, una nuova pianta da inserire sulla mappa interattiva: fra poco saranno pronti, grossi come luminarie, arance, limoni, pompelmi, cachi, da poco si è spenta l’estate di albicocche, nespole e bacche di rosa, ciliegie, gelsi, dei fichi. Ecco, vogliamo parlare dei fichi, che crescono ovunque e sfidano il cielo? Alberi di Fichi sopravvivono persino sulle mura di palazzi storici diroccati. Ogni siciliano sa come raccogliere gli spinosi fichi d’india, parliamone, sono movimenti precisi, che bisogna imparare per non bucarsi le dita. Molti monasteri, hanno stupefacenti giardini interni, che prosperano fra le alte mura, come la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, in via dei Benedettini, potete visitarli.

In corso Alberto Amedeo, zona contraddistinta dal lavoro degli antiquari che hanno la bottega praticamente a vista sul marciapiedi, se alzate lo sguardo, potete intravedere il giardino pensile dei Bastioni di porta Guccia, detto anche della Balata o del Papireto (che prende il nome dal fiume sotterraneo che scorre sotto questo punto).
Sui bastioni si può intravedere il Palazzo del Marchese Guccia e il suo affascinante giardino pensile, una dimora elegantissima che risale alla fine del XVIII.

Fino a qualche anno fa il bastione era abitato anche da una coppia di pavoni, li potevi incontrare,  capitava che planassero per assistere da vicino ai restauri degli antiquari. L’ingresso del palazzo è in vicolo Guccia, accanto al convento della Cappuccinelle.

giardino

Io sono personalmente attratta dai luoghi della città che confinano con la campagna, mi spiego, non parlo di villette pubbliche, viali alberati, della Favorita oppure di Montepellegrino, che è persino riserva. No, io parlo di angoli inaspettati, dove puoi prendere il formaggio dal casaro, a due passi dal centro, dove puoi fare una passeggiata in un prato di margherite selvatiche, dove puoi comprare una bottiglia di latte appena munto. Se sei fortunato puoi assistere a una zabbinata, cioè alla cottura in diretta della ricotta, capita, è comprovato.

zabbinata

In questi punti disseminati, puoi respirare e vivere davvero la città di una volta. Io ho passeggiato nella natura costeggiando il laghetto di Villa Niscemi, per dire (tutta via San Lorenzo è soffusa di villette all’ombra di giardini nascosti) mi sono inoltrata in una stradina a metà fra la Favorita e la palazzina cinese e ho sentito odore di camino. Ho visto le mucche che avevano prodotto il latte che avrei messo sul fornello di casa, dietro viale Michelangelo, e le ho pure fotografate.

Non è un’intuizione tanto bislacca o poetica, ebbene in occasione di Palermo, capitale italiana della cultura 2018, fino al 4 novembre 2018, si terrà in città la biennale itinerante dedicata al contemporaneo: Manifesta 12, il titolo scelto è tutto un programma “Il giardino planetario. Coltivare la coesistenza”. Fra le installazioni parliamo di Fallen Fruit visibile nella carta da parati che avvolge alcune stanze di Palazzo Butera, è il prodotto di una collaborazione artistica iniziata nel 2004 a Los Angeles tra David Burns, Matias Viegener e Austin Young. Dal 2013, David e Austin continuano a lavorare insieme al progetto. Fallen Fruit ha portato un’iniziativa concreta, ovvero mappare tutti gli alberi da frutto nati sul suolo pubblico di Los Angeles. Una parte dell’esperienza è stata traslata a Palermo con La Public Fruit Map di Palermo (bellissima, ci sono suggerimenti sull’utilizzo della frutta, tipo “fatti una granita”) iniziativa che è parte di Endless Orchard, di respiro globale, intende mappare gli alberi che donano frutti commestibili dell’intero pianeta. Bello, no? La conca, il bacino assolato, abbaglia ancora.

palazzo butera

 

L’associazione culturale  “Distretto A- Faenza Art District”  e l’associazione culturale “Punta Comune” di Palermo  con il patrocinio dei Comuni di Faenza e Palermo, promuovono un concorso per la realizzazione di due opere in stile Street Art per le città di Palermo e Faenza. L’intervento si colloca all’interno delle attività portate avanti dal “Distretto A”, l’intento è avviare attraverso opere di street art interventi di valorizzazione e riqualificazione di spazi urbani del centro storico di Faenza e della periferia di Palermo. Si propone un bando di concorso che consentirà al vincitore di realizzare nelle due città la propria opera che dovrà essere in armonia con le architetture presenti nel territorio, promuovendo un dialogo fra arte e contesto urbano. Il vincitore riceverà un premio di 3.500 euro ed il termine ultimo per la partecipazione al bando è il 28 febbraio 2018 mentre per la realizzazione è prevista nei mesi di maggio-giugno 2018.

Le opere ultimate verranno presentate in occasione di “Distretto A- Weekend” di Faenza e della giornata dei “1000 Giovani per la Festa della Musica” di Palermo a cura del Mei.

Tra i Partner del progetto curato dall’ Architetto Canepa anche Extra Class Italia di Faenza, Skip La Comune e Stupor Mundi Bed and Breakfast di Palermo.

Un’occasione in più per porre un focus su Palermo Capitale italiana della cultura 2018.

Il cinema a Palermo ha il viso spigoloso di Alain Delon e gli occhi neri di Claudia Cardinale, la corsa forsennata di Salvo Ficarra e Valentino Picone per i vicoli della Vucciria, lo stecchino penzoloni di Roberto Benigni, i garibaldini che assaltano piazza Magione, i disgraziati sgraziati di Ciprì e Maresco e i banchi sbreccati dei ragazzi di “Mery per sempre”. Insomma Palermo è cinema puro, e non ha neanche tanto bisogno di allestirlo, un set, visto che è una scenografia naturale sia per una pellicola in costume che per un lungometraggio di maniera. Le passeggiate “Nei luoghi del cinema” condotte da un cinefilo appassionato come Mario Bellone, sono state di certo tra le più gettonate l’anno scorso tra quelle proposte da Le Vie dei Tesori. E quest’anno stanno replicando. E per chi parteciperà, c’è anche una sorpresa fuori programma: ogni domenica alle 12,30 al Rouge et Noir, è possibile assistere alla proiezione di un bellissimo filmato (dura poco meno di 15 minuti) con spezzoni di film girati a Palermo, montati in un’unica, affascinante  sequenza, dal giovane Valerio Bellone. Si entra al cinema con il coupon delle passeggiate.

 

Ecco un assaggio del momtaggio di “Nei luoghi del cinema” (2:05” minuti)

 

http://www.valeriobellone.com/video/Le-vie-dei-tesori_I-percorsi-del-cinema_Ciak-a-Palermo_Trailer_Copyright_Valerio-Bellone.mp4

 

L’enciclopedia dei film girati a Palermo si sta invece srotolando lungo dieci appuntamenti (due si sono già svolti, ne restano otto, due a settimana fino al 29 ottobre, quando chiuderà anche il festival). Questo weekend (oggi e domani, sempre alle 9,30) si parlerà della Kalsa e della Vucciria (che rivive nelle scene dei film, con le sue bancarelle traboccanti di frutta e verdura), da Pasolini a Ciprì e Maresco, da Roberto Andò a Ficarra e Picone; e ancora Francesco Rosi, Wim Wenders, Damiano Damiani, Roberta Torre, Marco Risi, Giuseppe Ferrara. Terzo week end (14 e 15 ottobre), ci si cala negli intrighi di Sciascia raccontati da Elio Petri in “A ciascuno il suo”, ricordando però anche “I cavalieri delle maschere nere” che Pino Mercanti girò nel 1947; per poi raggiungere il vicolo del mago Cagliostro. All’Olivella si arriverà nel quarto fine settimana (21 e 22 ottobre), per ritrovare i palazzi che hanno ospitato set famosi, scoprendo che in piazza Cavalieri di Malta si girò anche un pezzetto di “Nuovo Cinema Paradiso”. Da piazza Pretoria ci si sposterà verso i vicoli del Cassaro alla ricerca di Rosi e Amelio. Siamo alla fine, le ultime due passeggiate (28 e 29 ottobre) porteranno da piazza Croce dei Vespri sulle tracce delle (scomparse) arene di quartiere.

Una scena di Mery per sempre

Una scena di Mery per sempre

Si svolgerà sabato 9 settembre, a partire dalle ore 9, I Florio. La stagione Liberty a Palermo, il tour ideato e proposto da TACUS Arte Integrazione Cultura sull’affascinante e indimenticata Belle Époque palermitana, i cui ricordi rivivono nelle architetture liberty e nella storia di una delle dinastie imprenditoriali più celebri e floride d’Italia: i Florio.

Accompagnati da Valentina Molozzu, guida turistica autorizzata e storica dell’arte, partendo dalla visita all’interno di villino Florio all’Olivuzza e proseguendo verso villino Favaloro, ripercorreremo gli anni di quella “Palermo felicissima” scolpita nelle memorie cittadine, capaci ancora di far sognare, seppur con un velo di velata malinconia, le nuove generazioni.
Al termine della spiegazione artistica seguirà una parte letteraria, a cura di Flavia Corso, incentrata sulla storia della famiglia Florio, con curiosità e aneddoti divertenti.

Il raduno dei partecipanti è fissato, alle ore 9, presso l’ingresso di villino Florio all’Olivuzza in viale Regina Margherita, 38
Il contributo di partecipazione all’evento è di €6 (soci Tacus) – €8 (non tesserati) comprensivo di guida turistica autorizzata.

L’evento organizzato da TACUS è aperto a tutti previa prenotazione obbligatoria da effettuarsi al 3202267975

N.B.: In caso di condizioni meteorologiche avverse, mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti e/o altri disguidi organizzativi, lo staff si riserva di annullare e/o spostare l’evento in.programma dando tempestiva comunicazione ai partecipanti

La prima Randonnée ciclistica della provincia di Palermo si è tenuta nel marzo 2016. Un’occasione unica di sport, natura e cultura. Il cicloturismo in Sicilia scopre una nuova realtà, pedalare tutti insieme, conoscere  riconoscere la bellezza del paesaggio del circondario.

La randonnée non è una gara, ma una lunga pedalata in compagnia, che sicuramente necessita di impegno e di passione per la bicicletta, ma offre un nuovo punto di vista sul mondo, anche senza essere atleti.

La seconda Randonnée Palermo si terrà il 15 prile. Il percorso si sdoppia oltre alla classica 200 km offre la novità della 300 km, per veri randagi.

Al Teatro Massimo, in Piazza Verdì, da venerdì 14 aprile alle 16:00 fino alla notte di Sabato 15 animazione ed eventi presso il Rando Village. Intrattenimento, animazione, gelati, integratori e tanta buona musica.

Eco, una sintesi del programma:

i parte dal Teatro Massimo di Palermo, il più grande edificio teatrale lirico d’Italia, e uno dei più grandi d’Europa, terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna). Si attraversa la città passando dalla Cattedrale e Palazzo dei Normanni (il piu antico parlamento d’europa) , si esce da Porta Nuova (limite lato entroterra della città antica) per dirigersi verso la rocca di Monreale che con il suo Duomo sovrasta la Conca D’Oro, si continua a salire attraversando il paese di Pioppo e si arriva dopo 25 km dalla partenza al punto più alto della Randonneè a metri 670 di altezza (località Ponte di Sagana); si scende attraverso la ss186 in una stretta valle che dopo pochi km si apre sul golfo di Castellammare sovrastando i paesi di Borgetto, Partinico e proseguendo in pianura sulla SS113 per Alcamo.

Da qui parte la strada del vino attraverso morbide colline con filari sterminati fino ad arrivare, in salita allo scenario tristemente suggestivo dei paesi devastati dal terremoto del Belice del 1968 con i ruderi di Poggioreale e a seguire il famoso Cretto di Burri che altro non è che la perfetta riproduzione della pianta urbana della Gibellina originale(distrutta appunto dal terremoto),espressa nella più grande opera d’arte del mondo.

Info al sito http://www.randonneepalermo.com/

Dal Barocco all’antico Bohemien, dallo Shabby al Luxury, le principali tendenze del design e del fashion, influenzano il mondo della decorazione floreale, un hobby per rendere accoglienti le proprie case e una professione per rendere speciali gli eventi e i matrimoni. Da mercoledì 5 a domenica 9 aprile, Villa Boscogrande di via Tommaso Natale, 91 ospiterà “Wedding Style”, una rassegna dedicata all’arte floreale, con esperti del settore che illustreranno tecniche e segreti di stile. Le lezioni di floreal design saranno tenute dai palermitani Giovanni Brancato e Giocchino Vitale, dal catanese Rosario Alfino, da Pasquale Sostini da Caserta e, da Mosca, Anastasyia Afanasieva.
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Sabato 8 aprile, alle ore 21, Gran Galà floreale con una cena barocca, diretta da Natale Di Mariagestore di Villa Boscogrande, che si concluderà con la presentazione di una cassata siciliana a tema, realizzata dal maestro pasticcere Salvo Albicocco. Domenica 9 aprile, infine, mostra aperta al pubblico, dalle 10 alle 20,00, con tutte le creazioni realizzate dai professionisti di Wedding Style. Saranno basate su quattro temi, lo “Shabby”, che fa rivivere vecchi oggetti a nuova vita, con voliere e vecchi lampadari che diventano basi per deliziosi i progetti floreali; il “Barocco”, tipico siciliano, dove l’opulenza e la ricchezza di materiali e tessuti usati è al suo apice; il “Boho chic” che trae ispirazione dall’antico bohémien del 1800, dallo stile gitano; e, infine, il “Luxury”, fredda e moderna eleganza con un tripudio di scintillii, colori freschi, argenti, Swarovski e cristalli.

Accanto ai fiori la moda con l’esposizione degli abiti di Giodana Spose in linea con i quattro temi di Wedding Style. L’evento sarà seguito anche da Turista a Palermo, guida gratuita patrocinata dal Comune di Palermo dell’editore Francesco Andolina e dal fotografo ufficiale della manifestazioneSerafino Geraci.
www.facebook.com/lenuovetendenze

Ad aprile, il pianeta Giove si presenta visibile nei cieli con tutta la sua maestosità e in occasione di questo appuntamento astronomico, Sabato 8 aprile 2017 dalle ore 18:00 alle ore 24:00 il Planetario di Villa Filippina (Piazza San Francesco di Paola, 18) e la Extroart, renderanno omaggio con una Notte Bianca, al fisico, astronomo e filosofo pisano: Galileo Galilei.
Un doppio appuntamento da non perdere, perché oltre a poter osservare Giove, il più grande dei pianeti del nostro Sistema Solare, sarà anche possibile mirare la Luna.

Una notte, ricca di attività sia per grandi che per i più piccoli. Con delle zone dedicate alla ludoteca e accoglienza. Il programma prevede di far rivivere i primi momenti in cui l‘astronomo italiano, con l’utilizzo di un elementare cannocchiale, cambiò totalmente l’approccio allo studio del cielo e dell’Universo, e oggi, dopo quattro secoli, e i notevoli sviluppi tecnologici siamo in grado di scoprire e osservare nuovi sistemi planetari, spinti proprio dalla sua intuizione e dal suo coraggio.
Nella notte delle osservazioni, così come allora nel cielo, si ritroveranno la Luna e Giove come Galileo li traguardò per la prima volta, scoprendo rilievi, valli ed i crateri che si trovavano sulla Luna e i 4 principali satelliti i che ruotano intorno algigante del nostro Sistema Solare.

Un viaggio fantastico, indietro nel tempo ripercorrendo la sua meravigliosa esperienza proiettata nel futuro.
Il Planetario si aprirà al pubblico a partire dalle ore 18,00 con un percorso dedicato ai bambini dai 5 ai 10 anni, con una breve introduzione sulla Luna e Giove, e a seguirei piccoli “astronomi” saranno impegnati in un laboratorio, colorando due grandi sfere, in cartapesta realizzate appositamente per l’evento, che rappresenteranno i due corpi celesti.
Subito dopo, inizierà un percorso all’interno del Museo della Scienza e della Terra con uno spettacolo 3D (circa 30 minuti, che si ripeterà ogni ora), permettendo al pubblico di condividere le scoperte di Galileo, viaggiando tra i crateri e la superficie della Luna e guardando da vicino il sistema di Giove e delle sue Lune.
Nell’area esterna, del chiostro di Villa Filippina, saranno disponibili diverse postazioni con dei potenti telescopi che saranno puntati sul nostro satellite e sul pianeta Giove nel suo periodo di massima osservabilità, con possibilità di fotografare i corpi celesti con l’uso di camere reflex o semplicemente con il proprio Smartphone.
Eccezionalmente, per l’evento, una postazione sarà dedicata, a chi vorrà guardare con gli “occhi di Galileo”, infatti sarà disponibile una ricostruzione identica di cannocchiale galileiano, lo stesso che nel 1609, diede la possibilità di osservare per la prima volta la Luna e Giove, un tuffo nel passato, per riprovare le stesse emozioni di Galileo Galilei.
Grazie alla collaborazione con Astroshop sarà possibile provare il visore di realtà aumentata Universe 2GO, che con una App scaricabile gratuitamente sul proprio Smartphone, mostrerà tutti i segreti della volta celeste.

Il laboratorio sarà a numero chiuso (30 bambini) con prenotazione obbligatoria, a cui sarà permesso anche l’accesso allo spettacolo 3D, previsto delle ore 19:00 al Planetario

Programma:
Ore 18:00 Laboratorio per i bambini (prenotazione obbligatoria)
Turni al Planetario
Ore 19:00/ore 20:00/ore 21:00/22:00 (si consiglia la prenotazione)
Laboratorio bambini € 5,00.
Ingresso Planetario: adulti € 5,00 – Bambini dai 5 ai 10 anni € 3,00
Per info e prenotazioni: 328 3669549 / 347 5374646 (o inviando sms al 3397152542) planetariopalermo@gmail.com – www.planetariovillafilippina.com