Monday, August 21, 2017
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Chili e chili di plastica raccolta dalle spiagge con oltre cento bambini, una tartaruga tornata libera in mare e sette gabbie metalliche a forma di lettera per comporre la parola PLASTIC.

Alle Egadi è conto alla rovescia per l’inaugurazione dell’installazione, promossa da Area Marina Protetta Isole Egadi e Comune di Favignana, che porta la firma di Pablo Dilet.

L’opera artistica, nata per accendere i riflettori sulle tematiche ambientali legate al mare, al pericolo della plastica che vaga e viene ingerita dai suoi esseri viventi e sulle buone azioni da intraprendere per arginare questo genere di inquinamento, sarà inaugurata a Favignana il 15 luglio.

In seguito l’installazione PLASTIC sarà trasferita a Marettimo (13 agosto) e a Levanzo (20 agosto) per completare il suo tour fra le isole che compongono l’arcipelago delle Egadi.

Un progetto iniziato diversi mesi fa, quello di Pablo Dilet (pseudonimo del giornalista Dario La Rosa), che ha visto come protagonisti oltre cento bambini che hanno contribuito alla raccolta della plastica fra le isole e donato un tappo dopo una giornata all’insegna dell’educazione ambientale.

Dell’opera fa parte anche una tartaruga, Cassiopea, diventata il simbolo vivente dell’installazione stessa. Salvata proprio nei giorni in cui si lavorava alla raccolta, la tartarughina non riusciva a nuotare a causa di un tappo di plastica che aveva ingerito. Questo tappo è stato inserito all’interno della lettera “S”. Cassiopea, invece, è tornata in libertà.

Le lettere metalliche realizzate dall’artista si sono trasformate così in vere e proprie gabbie in cui, simbolicamente, è stata inserita la plastica tolta dalle spiagge per far emergere la forte necessità di porre un freno a questo genere d’inquinamento di rilevanza globale.

 

“La plastica è colorata e attraente – spiega l’artista – nasconde grazie alla sua composizione attraente il reale danno che produce. Volevo quindi metterla davanti agli occhi della gente perché è dalle nostre azioni quotidiane che il trend può cambiare”.

“La plastica sta diventando l’elemento più presente negli oceani – dichiara il direttore dell’AMP, Stefano Donati –: forma isole galleggianti, ricopre spiagge, si deposita sui fondali, entra nella catena alimentare e ingabbia e uccide migliaia di organismi. Solo una corretta gestione dei rifiuti a terra, la riduzione degli imballaggi e del ricorso ai materiali plastici, a livello mondiale, ci consentirà di fermare questa metamorfosi, letale, dei nostri mari. Le tecnologie per risolvere questo problema già esistono”

 

“Il lavoro di sensibilizzazione ambientale – aggiunge il sindaco delle Egadi Giuseppe Pagoto – è fatto di buone azioni ma anche di stimoli culturali che possano spingere la gente ad assumere comportamenti virtuosi. E’ per questo che l’amministrazione sta investendo su diversi fronti che riguardano l’ambiente marino e la raccolta differenziata affinché le Egadi possano essere un modello anche su questo fronte.

L’arte contemporanea per accendere i riflettori sulla vita sottomarina nel Mediterraneo, messa sempre più a repentaglio dalla plastica, e per sensibilizzare ad una raccolta differenziata che possa essere attenta e sostenibile per l’ambiente. E’ Plastic, il progetto promosso dall’Area Marina Protetta delle Egadi e dal Comune di Favignana, ai nastri di partenza nelle tre isole dell’arcipelago delle Egadi.

Il progetto, che porta la firma di Pablo Dilet, pseudonimo artistico del giornalista Dario La Rosa, inizierà con un weekend (19-20 maggio – info@ampisoleegadi.it) che servirà a ripulire dalla plastica proveniente dal mare le spiagge di Levanzo, Marettimo e Favignana e a creare la materia simbolo dell’installazione artistica che sarà inaugurata in piena estate. Venerdì 19 e sabato 20 maggio, infatti, associazioni, studenti e turisti potranno unirsi insieme all’artista ed al personale dell’AMP e del Comune per due intere giornate mirate alla sostenibilità ambientale.

La plastica sta mettendo a repentaglio la vita del Mediterraneo. L’AMP e il Comune delle Isole Egadi, per accendere i riflettori su una tematica ambientale di altissima importanza, lanciano un progetto che mette insieme sensibilizzazione e azione concreta. Il tutto nel segno dell’arte contemporanea, ovvero con una installazione che consentirà di riflettere sulle tematiche ambientali, sul pericolo della plastica abbandonata in mare e sull’importanza di una raccolta differenziata attenta, soprattutto nel periodo estivo, che è quello più complesso da gestire considerata la mole di turisti che popolano l’arcipelago. Da quella che si scioglie creando un brodo inquinato, a quella che viene ingerita da delfini, tonni e tartarughe sino a quella che arriva sulle nostre spiagge, la fotografia del mare è preoccupante. Ed anche la vita sottomarina, come confermato da recenti ricerche scientifiche, si avvicina ad un possibile punto di non ritorno.

Ecco allora la scelta dell’artista Pablo Dilet, quella di creare una installazione che potesse fisicamente ingabbiare la stessa plastica che inquina il nostro mare. Lettere di metallo che compongono la scritta “Plastic” saranno riempite proprio con la plastica sottratta dalla mercé di pesci e volatili.

Un progetto dal forte impatto visivo oltre che simbolico che si muove in linea con i programmi di tutela ambientale dell’AMP e del Comune.

“Il rispetto dell’ambiente – spiega il sindaco delle Isole Egadi e Presidente dell’AMP, Giuseppe Pagoto – è stato un tema cui la nostra amministrazione si è dedicata con impegno, portando a casa importanti risultati grazie ai progetti nelle scuole e anche alla sensibilità mostrata dai cittadini. Voglio ricordare che il Comune di Favignana è stato premiato a Roma per il riciclo a km 0 degli imballaggi in acciaio nell’ambito dell’iniziativa di Legambiente “Comuni Ricicloni”. Alla nostra Amministrazione è stato consegnato un riconoscimento come esempio di “best practice” dal Consorzio Ricrea. Occorre che questo impegno possa portare a risultati migliori anche nel periodo estivo, in cui il trend turistico aumenta le difficoltà di gestione”.

“La plastica – aggiunge Stefano Donati, direttore dell’AMP – è il killer silenzioso dei nostri mari. Quando recuperiamo le tartarughe marine in difficoltà, presso il nostro Centro di Primo Soccorso a Favignana, portano sempre i segni dell’incontro drammatico con la plastica, avendone ingurgitata una grande quantità o restandone fisicamente imprigionate. La plastica sta entrando nella catena alimentare e, accumulata nei tessuti dei pesci che mangiamo, arriva fino a noi. Non c’è più tempo da perdere, per salvare gli oceani, la biodiversità e anche noi stessi”.

“La plastica ha i colori della bellezza, ma nasconde i suoi veleni come la mela di Biancaneve – afferma Pablo Dilet -, ecco allora il desiderio di ingabbiarla per mettere davanti agli osservatori dell’opera una delle principali cause della distruzione del nostro ambiente. Una gabbia che ha anche il valore della speranza, ovvero di tutte quelle azioni concrete che ciascuno di noi può fare per l’ambiente che ci circonda”.

“Pane è insieme un grido di dolore e di speranza. Un atto di fede ed un gesto quotidiano. Pane è condivisione, pane è legame. E’ presente e futuro. Pane è insieme tradizione e contemporaneità”.

Con queste premesse si sviluppa l’installazione a firma di Pablo Dilet, pseudonimo del giornalista Dario La Rosa (Palermo 1980) dal titolo “Pane”, che sarà protagonista a Salemi, in provincia di Trapani, dal 12 marzo al 9 aprile.

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E’ proprio intorno a questa parola così carica di significati che ruota l’intero progetto artistico site specific per il Comune di Salemi e per la sua festa di San Giuseppe, tra le più importanti d’Italia per la vecchia tradizione legata ai pani artistici, realizzati come fossero sculture di piccolissime dimensioni.

Il progetto dell’amministrazione è infatti finalizzato all’apertura di un museo del pane in cui tradizione e contemporaneità si mischiano insieme.

L’installazione di Pablo Dilet, che ruota interamente intorno alla parola Pane ed ai valori cui la parola stessa rimanda, è composta da una scritta impressa e reiterata lungo le strade cittadine e da una cornice all’interno della quale “galleggia” un pane inchiodato.

La parola è impressa in bianco sulle strade di marmo del centro storico e, come in un percorso guidato, conduce l’osservatore all’interno del castello medievale, dove è invece appeso il “Pane chiodato” all’interno di una cripta a vetro.

Thank You, grazie, la parola che sta alla base delle relazioni umane. Una parola che è già un’opera d’arte di grandezza e semplicità. Un’opera che, sotto forma di piccoli mattoncini di plastica rossi, sarà realizzata da alcuni bambini per il taglio del nastro di un progetto artistico/educativo che vede insieme la Farm Cultural Park e l’artista Pablo Dilet.
Grazie ad un laboratorio artistico che si svolgerà anche fra i cortili artistici di Favara oggi 7 dicembre dalle ore 17 i bambini potranno non solo cimentarsi con la realizzazione dell’opera, ma anche e soprattutto con i valori intrinseci che questo lavoro artistico vuole trasmettere. Dalle 20, invece, l’installazione sarà fruibile all’interno del Farm Cultural Park.
Il Thank You di Pablo Dilet, realizzato con piccoli mattoncini di plastica, nasce infatti dalla necessità di recupero di alcune parole che stanno perdendo parte del loro significato a causa della velocità della comunicazione. Parole che invece, anche sotto il profilo educativo, hanno necessità di essere parte integrante del processo di crescita.
Le opere realizzate insieme ai bambini saranno donate dall’artista e da Farm Cultural Park alle scuole che aderiranno al progetto, in modo che studenti e insegnanti possano confrontarsi con i valori della parola grazie anche in futuro, lavorando con l’aiuto di un’opera d’arte presente a scuola.
“Gli uomini e le loro idee – affermano Pablo Dilet e Florinda Sajeva, che di Farm è la mente operativa – sono la più grande risorsa artistica del nostro Paese. La possibilità di trasmettere allo stesso tempo emozioni agli adulti e messaggi educativi per la crescita futura dei bambini è uno stimolo non solo prettamente artistico ma anche umano che intendiamo continuare a cavalcare”.
Per le informazioni sul laboratorio è possibile contattare Farm Cultural Park ai numeri 0922/34534, 3480471865

Love, ovvero l’amore come sentimento da costruire. E’ con queste premesse che nasce l’opera d’arte contemporanea “Love” di Pablo Dilet.

Esposta da oggi e per tutto dicembre presso la galleria d’arte contemporanea Drago di Bagheria (Palermo), l’opera realizzata con l’utilizzo di mattoncini di plastica rossi sarà anche protagonista, l’11 dicembre, di una colazione in galleria per un incontro con l’artista.

Piccola come un bonsai ma grande come uno dei sentimenti più belli, Love fa parte della serie “Bricks”, ovvero le installazioni realizzate con piccoli mattoncini di plastica rossi.

Love è la seconda di tre opere che rappresentano singole parole. Insieme ad essa ci sono “Welcome” e “Thank You”, il lavoro artistico inaugurato a Palermo con una installazione a piazza Pretoria.

Love – spiega Pablo Dilet – è una parola che corre sui social e sembra effimera e abusata. Ma guardandola da vicino e potendola toccare con mano, come in un’opera d’arte, riaffiora più vivo che mai il valore del sentimento legato all’amore”.

L’opera Love – bricks di Pablo Dilet è realizzata in dieci esemplari numerati.

ALTRE INFO

Opera: Pablo Dilet – Love – Bricks 2016

Tecnica: 28 mattoncini di plastica

Dimensioni: cm 25 * 7

Galleria: in mostra presso Drago Arte Contemporanea fino al 31 dicembre – via Prigione 5 – Bagheria (Pa)

Contatti: pablodilet@gmail.com – instagram: @pablo_dilet

Quasi cinquanta fazzoletti, uno per ogni albero di un tratto della via più elegante di Palermo, via Libertà. Sopra, una semplice dicitura impressa a mano con un pennarello rosso: “I am only a tree”, sono solo un albero.

Ecco l’installazione, patrocinata dal Comune di Palermo, che porta la firma dell’artista Pablo Dilet e che sarà fruibile a Palermo lunedì 21 novembre, in occasione della giornata dell’albero (ore 10-18).

Fazzoletti di carta che invitano a riflettere sulla natura e sulla sua importanza.

“Gli alberi sono il nostro più grande patrimonio – dice l’artista -. Sono quelli che ci danno la vita ma sono anche inermi di fronte alle nostre azioni più cruente. L’albero è solo un albero, non ha colpe e si può far di lui ciò che si vuole. L’uomo ha il compito di rispettarlo”.

Le opere saranno installate proprio sugli alberi, come i vecchi “Wanted” del Far West (nel tratto di via Libertà che va dal Politeama a piazza Croci). E’ lì, sulla loro corteccia, che campeggia una scritta che invita ad una personale riflessione. Il materiale usato è volutamente quello che proviene dagli alberi e che sta a contatto anche con il corpo. La carta di un fazzoletto.

Albero dopo albero, l’installazione guida lo spettatore lungo un mini percorso artistico in cui l’albero stesso si presenta davanti al suo osservatore/interlocutore.

L’AUTORE

Pablo Dilet è lo speudonimo del giornalista Dario La Rosa (Palermo 1980), impegnato in un progetto artistico concettuale basato sul linguaggio e sulla comunicazione.

L’ultima sua installazione, un Welcome di filo spinato, ha fatto parte della Giornata nazionale del Contemporaneo.