Tuesday, September 17, 2019
Home / Posts Tagged "ospitalità siciliana"

Prima regola, un cuoco/a siciliana/o, improvvisato che sia, se vi invita a mangiare a casa sua, è pressoché impossibile che a tavola vi proponga qualcosa di estremamente semplice, se gli chiedete “senti, non ti preoccupare, una cosa leggera, tipo un pesce appena scottato e condito con un filo di olio e limone”. Penserà che avete una costipazione di stomaco in corso e indagherà, “che hai, ti senti male?”. Le ragioni sono banali e fanno parte dei codici, atavici, della decantata ospitalità siciliana. Vige un vademecum, non scritto, di regole di ospitalità siciliana.

Intanto il cuoco/a padrone di casa, reputa sconveniente, povero e miserrimo, offrire un piatto sguarnito di contorno ripassato in padella (se il pasto è fra maschi, le porzioni saranno over, altrimenti vengono reputate poco virili).

La rosa di combinazioni, nel quale è capace di sconfinare in lungo e largo, fra pesce al forno, condimenti in agrodolce con cipolla, passolina e pinoli, alloro, capperi e fritture varie, è praticamente infinita. Basti pensare che la caponata, o le melenzane alla parmigiana, in Sicilia, sono considerate semplici antipasti. Vanno in tavola perché ci “devono” stare, fra un piatto e l’altro, vanno spiluccati.

ospitalità2

È questa che io reputo: generosità culinaria. Se avrete il privilegio di essere invitati a cibarvi in seno a una famiglia siciliana, magari in un pranzo pensato appositamente per voi, in onore della vostra presenza insomma,vi conviene prepararvi fisicamente e psicologicamente con almeno una mezza giornata di digiuno ascetico per assaporare come si conviene (cioè onorare la tavola con svariati ritorni) la sfilza di portate che una brava/o cuoco/a siculo/a è in grado di produrre. Il bis e la scarpetta finali sono importanti, per dimostrare di aver gradito la pietanza, se vi limitate a piccole porzione potreste non dare sazio, e capita sovente di sentirsi apostrofare dalla domanda “che c’è, non ti è piaciuto?”. Il menu tipo, semplice e tradizionale, di solito, è doppia porzione di pasta alla norma o pasta a forno (a forno, proprio  questa la dicitura), seguita da un secondo come spiedini di carne alla palermitana con contorno di melanzane in agrodolce. Se no pasta con le sarde, polpette con le sarde al sugo e sarde a beccafico a tignitè (a più non posso). Irrinunciabile, a fine pasto, un dolce della pasticceria siciliana. Di solito bombe caloriche, non vi fidate delle forme minute, tipo sciù alla ricotta, biscottini alle mandorle, cassatine e varie pasticcini versione mignon, tipo setteveli declinati al pistacchio o al cioccolato. Alla fine c’è il caffè.