Friday, December 14, 2018
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Una zagara, per un siciliano, non è solo un fiore, è un periodo dell’anno, è un profumo, è uno stato mentale.

Il nome deriva dall’arabo zahrah, e significa “fiore bianco“. Ogni albero, prima di prepararsi a dare i frutti, si adorna di circa 500 zagare.

Le zagare, amate dalla api, sono la base di un miele, sono un’essenza profumata (da spruzzare in fazzolettini ricamati), sono l’odore che conduce all’interno di agrumeti, sono il preludio alle luminarie, ai mandarini dolci e succosi, sono il viatico verso l’inverno.

I ‘fiori d’arancio’ sono l’augurio di matrimoni e unioni d’amore.

Dal 26 al 28 ottobre prossimi tornerà  tra i viali dell’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Palermo la XVII edizione della mostra-mercato Zagara, dedicata al giardinaggio e al florovivaismo, aperta alla partecipazione di vivaisti-produttori italiani e stranieri, che tornano tra i viali dell’Orto di via Lincoln ad esporre collezioni di piante e fiori rari, indigeni ed esotici.

Durante i tre giorni della mostra-mercato, i cui proventi saranno destinati al sostegno dell’Orto Botanico, il pubblico avrà la possibilità di riscoprire le strutture e gli spazi  dell’Orto, che vanta oltre duecento anni di attività, e di ammirare le sue ricche collezioni di piante.

Lungo i viali dell’Orto, l’esposizione di migliaia di piante tra cui numerose varietà di rose, orchidee, succulente, plumerie, gelsomini, epifite, aromatiche, oltre ad entità tipiche degli ambienti mediterraneo, tropicale e sub-tropicale.

Tra le novità di quest’anno, la presenza di 10 nuovi espositori provenienti da diverse regioni italiane (Piemonte, Toscana, Lazio, Basilicata, Emilia Romagna) e uno dalla Germania. Contribuiranno ad accrescere la qualità dell’offerta con nuove collezioni di salvie, ortensie, rose, acquatiche, bambù, carnivore e piante da frutto. L’elenco completo è in fase di definizione.

Durante la mostra-mercato, saranno organizzate visite guidate, seminari specialistici con la partecipazione di studiosi e tecnici nonché laboratori per adulti sulle tecniche di giardinaggio, sugli innesti, sulle realizzazione e manutenzione dei bonsai per lo più tenute dagli stessi vivaisti.

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L’Orto botanico di Palermo – tra i più importanti d’Europa e dell’area mediterranea –ha un patrimonio vegetale concepito come un’apertura alle piante del mondo. Giardino mediterraneo, dunque, terreno fertile. Come non associare questo esempio dal mondo naturale con un’apertura formale alle idee e agli uomini? Incontro, incrocio, intreccio: ecco che “Il giardino siciliano come metafora”, diventa metafora delle sfide che l’Europa e la Sicilia si trovano ad affrontare nell’età contemporanea. L’Institut français Palermo diretto da Eric Biagi e il Goethe-InstitutPalermo diretto da Heidi Sciacchitano invitano artisti e pensatori francesi, tedeschi e italiani ad aprire una prospettiva interdisciplinare sul tema della coesistenza, indagare il legame tra natura e politica e sviluppare spazi ed occasioni per pensare e praticare il bene comune.

Il progetto si inaugura venerdì 12 ottobre alle 17.30 con la conferenza sui giardini siciliani e, alle 19.00 con l’apertura della mostra. Saranno presenti la scrittrice Edith de la Héronnière, il fotografo Angelo Pitrone, gli artisti Anthony Carcone, Gaël Le Bihan e Christian Schreckenberger. L’iniziativa prevede un altro momento centrale il 4 novembre con il filosofo Emanuele Coccia.

Programma

 

Venerdì 12 ottobre 2018
Chiostro di San Domenico / Società Siciliana per la Storia Patria

Piazza San Domenico 1, Palermo

ore 17.30-19
Conferenza “Nei giardini di Sicilia”
Con Edith de la Héronnière e Angelo Pitrone
Moderano Giuseppe Barbera e Ida Rampolla del Tindaro

Un approccio al giardino e al paesaggio siciliano in letteratura con la scrittrice Edith de la Héronnière e la sua “guida” siciliana, il fotografo Angelo Pitrone.In Sicilia si sono incontrate e fuse diverse culture, dimostrando nei secoli che processi migratori e spostamenti di popolazioni sono fonte di ricchezza culturale, d’inventiva e di creatività. E’ proprio da questi incontri tra culture che ha avuto origine questa civiltà, lontana dall’Italia continentale, squisitamente siciliana, di cui oggi si apprezzano le opere architettoniche greche, arabo-normanne, barocche, pittoriche e letterarie.Unimmensopatrimonio artisticoe culturale che affonda le radici nella notte dei tempi.Una cultura millenaria eppure sempre attuale, nonostante i tentativi di omologazione, le difficoltà economiche e infrastrutturali, e nonostante i tentativi distruttivi operati soprattutto dalla criminalità organizzata. Così come millenaria e unica nel suo genere è la biodiversità presente sull’Isola.Che siano pubblici o privati, i giardini declinano a loro modo le tappe di questa integrazione culturale e di questa interpretazione delle civiltà del Mediterraneo. Possono essere visti come la porta d’ingresso principale in Sicilia.

 

ore 19-21
Inaugurazione mostra IL GIARDINO SICILIANO COME METAFORA

In presenza degli artisti Anthony Carcone, Gaël Le Bihan, Christian Schreckenberger

13 ottobre > 10 novembre

da martedì a sabato, ore 10 -17 (ingresso: 3 euro)

Prenotazione di visite guidate in lingua italiana, francese, tedesca e inglese: 39.091.7489995

 

Rinfresco gentilmente offerto da Don Nino

Per il calice di vino si ringrazia Planeta

“Le foto di Gaël Le Bihan ritraggono le piante da vicino, irrimediabilmente vicino, concentrandosi sulla superficie del dettaglio. Non è solo una visione macro quella che l’artista francese suggerisce, ma è, soprattutto, un’analisi su come le piante morfologicamente si rapportano al mondo. Le foglie porose ci rammentano della permeabilità del mondo, del filtro che le piante mettono in atto sempre, del loro fondamentale contributo alla creazione dell’atmosfera, le cortecce della loro capacità di estendersi sulla superficie del globo, di moltiplicarsi e ripetersi al di là dei recinti posti dall’uomo. La materia si trasfigura, la bidimensionalità delle fotografie di Le Bihan evoca la tridimensionalità e lo spazio delle piante, rompendo e avvolgendo il fuori campo. L’installazione sonora di Carcone che insieme alla fotografie di Le Bihan costituiscono l’opera “Intima Natura” nella sala Santa Barbara acuisce il senso archetipico della ripetizione, svelando “il principio e la forza responsabili della trasformazione di qualsiasi oggetto, cosa o entità”. L’installazione di Carcone si basa infatti sulla gamma che alcuni ricercatori attribuiscono alle piante, il suono del filtro continuo delle piante nell’atto della creazione dell’atmosfera, il respiro delle piante che avvolge gli spazi e conduce alla sacralità dell’atto della creazione. Si tratta di un continuo slittamento di prospettive che trasforma e attraversa i limiti fisici e mentali del giardino.
“LokaleGruppe”, l’opera di Christian Schreckenberger­, allestita al centro del chiostro di San Domenico, prende avvio dalle colonne del porticato del chiostro, le cui strutture a spirale denotano il passaggio delle forme archetipiche della natura alla forme sintetiche prodotte dall’uomo. Schreckenbergerassorbe la metafora del giardino creando un ritmo di forme e strutture in cui l’artificio si confonde nei rimandi continui alla forme naturali, gli oggetti sono segmenti di colonne, ma allo stesso tempo segmenti di tronchi, ripetizioni di geometrie strappate tanto alla natura quanto all’artificio. I confini del giardino implodono svelandone l’inefficacia. In questa installazione sembra che la natura ricordi all’uomo il debito infinito che ha nei suoi confronti. L’arte, l’architettura, gli oggetti, il pensiero, tutto ci riconduce al principio creatore della natura”.Alessandro Pinto

 

L’ingresso alle iniziative del 12 ottobre è libero.

 

 

Domenica 4 novembre
ore 10.30
Dal ficus di piazza Marina alla radice di Palazzo Butera
“Piante e migrazioni” – Passeggiata filosofica con Emanuele Coccia
Nell’ambito di Cultivons notre jardin – Nuovo ciclo di incontri italo francesi sul mondo di domani organizzato da Institut français Italia

La passeggiata filosofica prevede l’ingresso gratuito alla sala della radice di Palazzo Butera.
Partecipazione su prenotazione. +39.091.7489995, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

In linea con il tema guida di Manifesta 12, Il giardino planetario. Coltivando la coesistenza, che deve il suo nome al paesaggista Gilles Clément e affonda le sue radici nel contesto botanico di Palermo per approfondire i temi della migrazione e del cambiamento climatico, Emanuele Coccia affronterà la questione della sensibilità vegetale intesa come forma di comunicazione, e il nuovo approccio che lega l’uomo ad altre specie viventi. A lungo limitata ad un approccio ecologico, la riflessione sul rapporto tra l’uomo e le piante è stata oggetto di molti studi recenti. Basandosi sulle nozioni di mescolanza, circolazione e trasformazione degli esseri e sulle proposte di Bruno Latour e di Christopher Stone circa il riconoscimento delle piante come soggetti politici, Emanuele Coccia proverà a tracciare una nuova mappa del mondo partendo dalla capacità degli uomini di migrare e affrancare l’essere umano dalle nozioni di popolo e territorio, proprio come fa Gilles Clément con le piante vagabonde.

 

 

Partner
Università di Palermo |Amopa|Società Siciliana per la Storia Patria | CoopCulture | Palazzo Butera Palermo

Sponsor
Planeta | Don Nino

BIOGRAFIE

Giuseppe Barbera è un agronomo italiano, professore ordinario di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali all’Università di Palermo. Si occupa di alberi, sistemi e paesaggi agrari. È stato responsabile e consulente di progetti di ricerca e ha curato il recupero del Giardino della Kolymbetra nella Valle dei Templi e del giardino Donnafugata nell’isola di Pantelleria. È stato membro del Consiglio del Parco della Valle dei Templi (2000-2009) e assessore al Verde del Comune di Palermo (2012-2014). Tra i suoi ultimi libri, Pantelleria. Di luce e di vento, di pietra e di fiori (Rizzoli, 2016) e Abbracciare gli alberi (II edizione, Il Saggiatore, 2017).

 

Anthony Carcone è un artista sonoro che vive e lavora a Parigi. Realizza concerti, installazioni sonore, colonne sonore, pubblicazioni audio e programmi radiofonici. Alcuni dei suoi lavori sono stati presentati a festival radiofonici in Francia, a Bruxelles, in Scozia, in Canada, in Messico e in oltre venti paesi in tutto il mondo. Ha anche suonato dal vivo con la sua band ETC dall’Europa alla Cina. Anthony Carcone suona la chitarra preparata. Il suono di questo strumento, migliorato dall’uso di micro contatti, non è accompagnamento ma più scultura sonora. Suonando da solo o in gruppo, Anthony Carcone produce musica cinematografica e ambient.

 

Emanuele Coccia è un filosofo italiano. Specialista di filosofia medievale e di Averroè, insegna all’École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS, Parigi) dal 2011. I suoi libri si confrontano con il nostro rapporto con la realtà: La vita sensibile (Il Mulino, 2011), Il bene nelle cose (Il Mulino, 2014), sull’estetica della pubblicità. Ha pubblicato nel 2016 La vie des plantes. Une métaphysique du mélange, presso Payot et Rivages (La vita delle pianteUna metafisica della mescolanza, Il Mulino, 2017).

 Edith de La Héronnière è una scrittrice francese. Diversi suoi libri sono stati tradotti in italiano, tra cui La Ballade des pèlerins (La Ballata dei pellegrini, Sellerio, 2004), Mais la merdit non (Ma il mare dice no, L’Ippocampo, 2013). Nel 2009 ha pubblicato Le Labyrinthe de jardinou l’art de l’égarement (Klincksieck). Il suo interesse ventennale per la Sicilia si è dapprima concretizzato in un racconto, Du Volcan au chaos. Journal sicilien(Dal vulcano al caos, L’Ippocampo, 2004), poi in un saggio sui giardini siciliani: La Sagesse vient de l’ombre (Klincksieck, 2017)

Edith de la Héronnière

Edith de la Héronnière

 Gaël Le Bihan è direttrice artistica e fotografa da più di 10 anni. Dopo avere studiato storia dell’arte e scultura, ricerca, sperimenta, scava e cambia diversi mezzi di espressione artistica per arrivare all’immagine e in particolare alla fotografia come mezzo per “fissare un istante che accade una volta sola”. Da 5 anni collabora con l’artista del suono Anthony Carcone.

Gaël le Bihan

Gaël le Bihan

 

Angelo Pitrone si occupa di fotografia fin dagli anni ‘70. Dagli anni ‘80 ha pubblicato diversi volumi fotografici realizzati soprattutto sul territorio siciliano: da Agrigento, sua città natale, a Palermo.Dal 2001 al 2008 ha insegnato “Storia e Tecnica della Fotografia” presso la facoltà di Lettere dell’Università di Palermo. Hanno scritto di lui: Giuseppe Tornatore, Edith de La Héronnière, Matteo Collura, Roberta Valtorta, Diego Mormorio, Giuliana Scimè, Gaetano Savatteri, Andrea Camilleri, Melo Freni, Francesco Calabrese, Maurizio Calvesi, Renato Tomasino, Aldo Gerbino, Enzo Lauretta, Pippo Pappalardo.

 

Christian Schreckenberger vive a Düsseldorf. Dopo aver concluso gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, partecipa a diverse residenze di artista, tra cui nel 1999 a Etaneno in Namibia e nel 2007 a Villa Serpentara, Olevano Romano, in Italia. Ha esposto le sue opere in molte istituzioni, gallerie e musei in Germania e all’estero. Ha insegnato Scultura presso l’Università delle Arti di Siegen e Wuppertal, e dal 2015 è Professore di Forma Sperimentale presso l’Università delle Arti di Folkwang a Essen, Germania.

Stesso luogo, nuova formula, intanto, un biglietto d’ingresso, un gesto per educare alla fruizione della cultura? Le polemiche non mancheranno, ma il lettore e l’appassionato di libri del Sud  – sì, perché Una marina di libri si candida come festival del Sud, del tutto accessibile e fornito di servizi per diversabili, grazie alla collaborazione con Accessibilis, comunicazione attraverso LIS e audiodescrizioni per non vedenti –  con ogni probabilità non mancheranno di stupire.

Tutto lo lascia presagire l’affollata e partecipata conferenza di presentazione. Il festival è atteso. Nel tempo si è rivelato occasione di crescita professionale e umana del comparto isolano. Prima di allora l’editoria, in una cornice così onirica, non era stata visitata da tantissime realtà, in un clima festoso, vissuto all’insegna dello scambio. Giorni densi, capaci di arricchire ed emozionare, dove confluiscono stimoli e scoperte, talmente vissuti da lasciare strascichi di nostalgia.

Si continuerà dunque a camminare per i vialetti dell’orto Botanico (nato anche come “giardino coloniale”), che l’anno scorso, fra il laghetto dove prosperano ninfee e i profumi di gelsomini e fiori tropicali, hanno segnato percorsi all’insegna delle cultura, dell’incontro, dell’arte di raccontare e del sapere. L’appuntamento è dall’8 all’11 giugno. Di certo si punta a un pubblico più attento e l’obolo d’ingresso conterà come forma di attenzione all’ambiente che ospita la kermesse.

Un po’ di numeri: un tema, l’educazione, che sarà sviluppato in 3 seminari,  91 case editrici partecipanti, un poetry slam, un fitto programma di iniziative dedicate ai bambini (curato dalla libreria Dudi), un incontro quotidiano con la scrittura che manca, ovvero con un autore scomparso, seminari per studenti universitari, una mostra curata dall’accademia di belle arti di Palermo.

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L’ingresso giornaliero costerà 3 euro, il ridotto 2 euro (destinato a 12/18 e over 65), il cumulativo per le 4 giornate sarà un ridotto di 5 euro.

I bambini (0/12 anni) e gli universitari dell’ateneo palermitano entreranno liberamente. Gratis l’ingresso anche giovedì 8 giugno, per l’inaugurazione, si comincia alle 17.30.

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L’Orto botanico di Palermo, in via Lincoln, dal 23 al 25 ottobre, si veste a festa con i colori e i profumi d’autunno della mostra mercato Zagara d’autunno e celebra l’equinozio all’insegna del florovivaismo di qualità e del collezionismo botanico, dalle rose ai bambù, dalle orchidee alle succulente, dalle piante tropicali alle native mediterranee, e ancora gli immancabili agrumi, gelsomini, buganvillee, piante carnivore, bonsai, aromi e fragranze della nostra terra.
Tre giorni da vivere all’aperto visitando la mostra e seguendo le attività che in parallelo si svolgeranno: seminari, concerti, presentazione libri, laboratori per bambini, visite guidate. Informazioni e aggiornamenti sulle pagine Web e Facebook dell’Orto botanico (www.ortobotanico.unipa.it,www.facebook.com/ortobotanicodipalermo).

Cambia cornice, ma non spirito. I libri protagonisti a Palermo, di volta in volta, dai loro banchetti, invitano alla scoperta di luoghi, che vengono fruiti in un modo del tutto differente, proponendo una fitta rete di appuntamenti. La settima edizione di Una marina di libri, il festival dell’editoria indipendente, si svolgerà dal 9 al 12 giugno all’Orto botanico di Palermo, un vero e proprio monumento vivo, con le sue serre, i suoi anfratti e le sue piante esotiche.

80 editori da tutta Italia e incontro di ogni genere sotto il comune denominatore della parola scritta – anteprime, reading, dibattiti, presentazioni, letture e laboratori per i più piccoli, seminari – per quattro giorni all’insegna della cultura.

Fra gli appuntamenti quello con la presentazione di Storie assassine di Bernard Quiriny (tradotto da Marco Lapenna per L’Orma) una raccolta di racconti all’insegna del paradosso. L’incontro, previsto per il 10 giugno all’ombra del ficus, si terrà alle 18. Intervengono: Elisabetta Bucciarelli, Lorenzo Flabbi e sarà presente l’autore.

A questo link http://unamarinadilibri.it/wp-content/uploads/2016/06/Una-marina-di-libri-2016-programma.pdf il programma completo della manifestazione.