Friday, December 15, 2017
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Un mondo magico fatto di piccoli accessori che ricordano i colori del nostro mare, della nostra frutta e poi le immancabili mini coffe in tutte versioni. È quello di Ciurì, uno dei tantissimi laboratori marchiati Alab, in cui Antonella e Valentina creano dagli orecchini alle collane, dai ciondoli ai tantissimi altri coloratissimi accessori con grande manualità e professionalità.


“Le coffettine – spiega Antonella Picone – sono in cotone, faccio ciondoli per collane, orecchini, portachiavi e calamite, su richiesta li creo anche più grandi come svuotasche, piccoli cachepot”.
Poi ci sono le clic clac, i borsellini di una volta con chiusura a scatto insomma, fatti ad uncinetto, un prio a guardarli tutti insieme, ed ancora i tantissimi orecchini realizzati da Valentina che usa tinte accese, oppure nuance che ricordano le nostre spiagge cristalline.
Questi monili, si vede che sono fatti col cuore, hanno anch’essi un’anima limpida e sono creati senza trascurare il minimo dettaglio, praticamente perfetti, e il bello è che sono fatti a mano.
Il filo conduttore è la bardatura, l’elemento siculo che addobba il carretto siciliano: pendagli, merletti, specchietti, passamanerie tipiche, che Antonella e Valentina applicano nei loro oggetti senza trascurare l’originalità, la maestria e quel tocco in più che le contraddistingue dai soliti accessori di questo filone.
Trovate Ciurì, in corso Vittorio Emanuele 427.

Ve lo ricordate il chiacchierino? Vi rinfreschiamo la memoria: era un tipo di merletto costruito con una serie di anelli, nodi e catene, eseguito con spoletta e fili sottilissimi grazie ad una spoletta. Patrizia Bilardello Farina, lo fa ancora e tra le sue preziose creature ci sono anche collier e orecchini impreziositi con luminosi swaroski. “La mia passione per il creare nasce per caso – spiega l’artigiana – sin da piccola mi è sempre piaciuto usare attrezzi, fra cui l’uncinetto e anche altri ovviamente. Osservavo il mio papà che ne utilizzava altri e mi piaceva stare con lui per imparare cose nuove. Oltre all’uncinetto mi piace infatti creare con molti materiali”.

Patrizia passa infatti dall’uncino ai, ferri, o al chiacchierino appunto; ma anche al filo di wire. Crea forme e a volte si diverte a dare un senso a degli oggetti, riciclando materiali. “Insomma – aggiunge – mi piace dare vita un po’ a tutto”. Per creare ecco che si eclissa in un mondo dove i pensieri su tutto ciò che è il quotidiano non esistono, nel senso che per lei diventa una sorta di antidepressivo. “Poi – prosegue – vorrei che questa mia passione potesse trasformarsi in vero e proprio lavoro, sarebbe bellissimo, ma credo che la strada sia ancora lunga, lunga purtroppo”. A Palermo comunque, grazie all’associazione Alab, ha aperto insieme ad altre artigiane un grazioso laboratorio che si chiama Spazio a Tempo, in corso Vittorio Emanuele, 297. Potete scoprire lì tutte le sue creazioni e prendere una pausa anche voi dal quotidiano.