Sunday, October 21, 2018
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Nella dimora estiva che fu di Tomasi di Lampedusa, in via dei Quartieri, 104 a Palermo, si inaugurerà venerdì 29 dicembre alle ore 19,00 la mostra “Mini antologica di Guido Guzzo”, che apre il ciclo di appuntamenti “Arte e cucina al Gattopardo” ideati dallo chef Beppe Fontana e da Daniela Blandi Puleo, mecenate che nella primavera del 2017 ha rilevato il locale di Villa Lampedusa. Musica del jazzista palermitano Filippo Cuticchio al piano, accompagnato da Samuele Davì alla tromba. Ingresso gratuito.

Nella mini antologica, curata da Maria Sole Cinà, saranno esposti una decina di quadri di Guido Guzzo di tre differenti periodi: “I Cementi”, punto di partenza dell’esperienza teatrale, scoperti durante la realizzazione di scenografie; le “Combustioni”, informali con carte, colori e colla; l’astrattismo con plastica impastata al colore e bruciata. La sua arte materica si sviluppa su pannelli di compensato, tele e MD, assemblati a cementi, colle, sabbia, colori, e si alterna alle plastiche combuste, impastate con il colore e bruciate con il cannello.

Il risultato sono rilievi e superfici che conferiscono sensazioni tattili e varie sfumature di colore, «attraverso una generica percezione di inquietudine figlia della espressività dell’anima che i miei quadri contengono» afferma Guzzo. Nato a Palermo e laureato all’Accademia di Belle Arti, ha collaborato con il Teatro Massimo e con il Biondo come realizzatore scenografico. Tra i suoi lavori teatrali il Principe Costante con la regia di Cesare Lievi e Il Racconto di inverno di William Shakespeare. Ha esposto in gallerie palermitane, a Roma, Milano e Londra.

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Beppe Fontana, palermitano, autodidatta ha scoperto i fornelli a 14 anni. È  considerato uno “chef architetto”. Il suo percorso culinario, infatti, prende spunto dalla cucina siciliana rivisitata e si caratterizza, oltre che per l’assenza di soffritti e fritture, anche per la progettazione dei suoi piatti, abbinando forme e colori. «Credo che la creatività sia una cosa sola che si esprime in forme diverse – afferma Fontana -. Ospitare arte e cultura al Gattopardo è il modo giusto per omaggiare l’uomo di cultura a cui è dedicato».

Dal Barocco all’antico Bohemien, dallo Shabby al Luxury, le principali tendenze del design e del fashion, influenzano il mondo della decorazione floreale, un hobby per rendere accoglienti le proprie case e una professione per rendere speciali gli eventi e i matrimoni. Da mercoledì 5 a domenica 9 aprile, Villa Boscogrande di via Tommaso Natale, 91 ospiterà “Wedding Style”, una rassegna dedicata all’arte floreale, con esperti del settore che illustreranno tecniche e segreti di stile. Le lezioni di floreal design saranno tenute dai palermitani Giovanni Brancato e Giocchino Vitale, dal catanese Rosario Alfino, da Pasquale Sostini da Caserta e, da Mosca, Anastasyia Afanasieva.
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Sabato 8 aprile, alle ore 21, Gran Galà floreale con una cena barocca, diretta da Natale Di Mariagestore di Villa Boscogrande, che si concluderà con la presentazione di una cassata siciliana a tema, realizzata dal maestro pasticcere Salvo Albicocco. Domenica 9 aprile, infine, mostra aperta al pubblico, dalle 10 alle 20,00, con tutte le creazioni realizzate dai professionisti di Wedding Style. Saranno basate su quattro temi, lo “Shabby”, che fa rivivere vecchi oggetti a nuova vita, con voliere e vecchi lampadari che diventano basi per deliziosi i progetti floreali; il “Barocco”, tipico siciliano, dove l’opulenza e la ricchezza di materiali e tessuti usati è al suo apice; il “Boho chic” che trae ispirazione dall’antico bohémien del 1800, dallo stile gitano; e, infine, il “Luxury”, fredda e moderna eleganza con un tripudio di scintillii, colori freschi, argenti, Swarovski e cristalli.

Accanto ai fiori la moda con l’esposizione degli abiti di Giodana Spose in linea con i quattro temi di Wedding Style. L’evento sarà seguito anche da Turista a Palermo, guida gratuita patrocinata dal Comune di Palermo dell’editore Francesco Andolina e dal fotografo ufficiale della manifestazioneSerafino Geraci.
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Un talento rivelato dal costante e intimo contatto con la macchina fotografica e dall’osservazione di ciò che lo circonda, il palermitano Zino Citelli, ha scoperto timidamente la sua arte, quasi come un rapporto rubato con qualcuno che era destinato a fare altro ma che, alla fine, ha ceduto al richiamo dell’obbiettivo. Ed il risultato è esplosivo. La sua prima mostra ufficiale, “La luce nella terra” si inaugurerà a Palermo, alla galleria Bobez Arte Contemporanea, in via Isidoro La Lumia, 22, dalle ore 19,00 di sabato 18 marzo e sarà visitabile fino al 28 marzo. Giunge dopo l’acclamazione pubblica del suo talento sul web, sono stati i social, infatti, a diffondere la forza che ogni suo scatto ha dentro, e l’emozione evidente che Citelli prova per tutti i singoli colori del creato, arrivando all’attenzione della critica e trasformandolo in un fotografo apprezzato e premiato prima ancora, che maturasse la sua coscienza d’artista. Mecenate della mostra è la stilista palermitana Marcella Milano, creatrice della collezione di fashion bag “Peace” che si ispira alla filosofia dello ying e yang, che sarà presente, all’inaugurazione, insieme all’artista. Collaborano all’iniziativa Barrel 44 e cantine Feudo arancio. Ingresso libero, orari di apertura mar-sab 10.00-12.00 e 17,00-19.30.

«Non nasco fotografo, – racconta Zino Citelli – sono un impiegato e ho una laurea in economia, ma ho sempre avuto questa grande passione e soprattutto la curiosità di guardarmi attorno. Fin da piccolo, rubavo la macchina fotografica a mio padre perché vedevo in prospettiva cose che gli altri non notavano, istanti che meritavano di durare per sempre. Ho smesso per gli studi e per il lavoro, ma una ventina di anni fa ho ripreso la macchina in mano, con un’evoluzione tecnica, una Olympus analogica. Ho continuato a seguire la mia passione, ma solo grazie ai social ho avuto il coraggio di condividere i lavori che avevo nel cassetto, non nascondendomi più. Sono state le critiche più feroci che ho ricevuto nei gruppi di fotografia, la mia prima vera scuola di formazione».

Le opere della mostra Le luce nella terra di Zino Citelli

Saranno ventitre le opere esposte alla galleria Bobez Arte Contemporanea, stampate su pannelli in forex 50×70 e un metro x 70. È una raccolta di foto dal 2008 a oggi, tutte a colori, “perché la vita è a colori”, realizzate con varie tecniche e stili. Tra queste c’è anche “Uno spicchio di Sicilia”, foto multi premiata (l’ultimo riconoscimento è del 2016, il premio Arte e sicilianità),  che Citelli considera la sua fortuna e che nasce per caso dopo un cocktail a bordo piscina a Punta Spalmatore a Ustica. L’imperfezione della luce, con un sole troppo acceso, ha dato allo spicchio una brillantezza particolare che la rende vivida e succosa. È stata notata da una giornalista di Parma che ha commissionato a Citelli un reportage sui piatti raccontanti nella fiction Il Commissario Montalbano. È ancora la sua foto più venduta.

Frammenti di tempo_ph Zino Citelli

Tra gli altri scatti, c’è “Passo a due”, del 2014, primo classificato nel 2016 ad un concorso nazionale organizzato dalle cantine Franciacorta, simula un tango tra due cavatappi; “Il bacio blu”, due labbra che Citelli ha visto in un riflesso di un peschereccio alla Cala; “I colori dell’anima” realizzata a Tusa, durante la pittura di un murales multietnico, “Burqa” dei teli esposti dai cinesi in via Bandiera; “Frammenti di tempo” una goccia colta nell’attimo prima di cadere; “Il viaggio nella mente” due donne straniere molto diverse tra loro, fotografate a loro insaputa al Foro Italico; “Manhattan” che nasce da un lavoro di bricolage in giardino, con delle viti che evocano la skyline più famosa del mondo; “Novecento” scattata del 2008, in un piccolo paese con 22 chiese, San Marco d’Alunzio, in provincia di Messina, con tre fratelli quasi centenari che si sono ritrovati. E, ancora “Sacro e Profano”, “Il Siculo”, “Il Paradiso”, “Anima Azzurra”, proiettata sulla parete della chiesa Teatina per i giochi di luce di Piazza Pretoria; “Sensazioni sonore” pubblicata su Vogue, “La luce nella terra” che ritrae la sua musa, la figlia Chiara Citelli scattata in un campo di grano a Piana degli Albanesi e le pozzanghere che restituiscono arte riflessa, molto amate da Citelli.

Anima Azzurra_ph Zino Citelli