Tuesday, November 21, 2017
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Scoprire di notte piazza Pretoria da un punto d’osservazione privilegiato come può essere il balcone di un antico palazzo. E chiedersi se quell’alcova stranissima, che ha il nome della dea dell’amore, abbia ospitato nobili e dame. Lo si potrà fare sabato prossimo, quando Palazzo Bonocore aprirà le sue porte dalle 20,30 alle 23, come è già successo due settimane fa per Le Vie dei Tesori
Si entrerà nel palazzo settecentesco affacciato sul cuore antico della città e si camminerà tra l’alcova di Venere e la sala di Saturno: le guide vi condurranno attraverso le sale della mostra “Divino Amore – L’enigma dell’amore nell’arte contemporanea”, che è stata prorogata fino al 30 aprile (orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 17).
Ispirata alla tela di Tiziano del 1514, “Amor sacro Amor profano”, la mostra – curata da Alba Romano Pace, direzione artistica di Lucio Tambuzzo – si interroga, sull’eterno enigma dell’amore attraverso il linguaggio visivo dell’arte. Le opere esposte – video, installazioni, tele e sculture – intrecciano tecniche e linguaggi differenti ed innestano identità culturale ed evocazioni sensoriali focalizzando sull’interazione uomo-natura. Il proposito è quello di creare una sorta di fenomenologia dell’amore, mettendo in evidenza contrasti e affinità che corrono tra le sue due più forti espressioni, la celeste e la terrena,. Si mostra così come ogni elemento dell’amore può essere l’uno e il suo contrario, ma mandare un unico messaggio di pace richiamando l’attenzione su un “patrimonio immateriale ed universale”.
Il percorso espositivo si articola in cinque stanze, una per ogni tema, di cui si presentano due aspetti (terreno e celeste): Il Chiarore e l’Oscurità; Corpo spirituale e corpo materiale; L’Acqua purificatrice e la Fonte della vita; L’Eden e il Giardino delle delizie; Veneri e Sante.
Espongono: Giuseppe Agnello, Salvo Agria, Francesco Balsamo, Momo’ Calascibetta, Cinzia Conte, Rita Casdia, Gaetano Cipolla, Sergio Fiorentino, Grazia Inserillo, Carlo Lauricella, Charles Maze, Maurice Mikkers, Andreas Söderberg – Collettivo Moment22, Collettivo Studio Forward, Collettivo mammasONica, Domenico Pellegrino, Giuseppe Pulvirenti, Ignazio Schifano, Marco Stefanucci, Giuseppe Zimmardi.
Ingresso €4.
Palazzo Bonocore, Piazza Pretoria n.2

Un mondo variopinto, con bizzarri personaggi che saettano nello spazio e occhieggiano al visitatore per un inatteso sberleffo, sta per mettersi in mostra a Catania. E’ il mondo stravagante di Ugo Nespolo, esplorato e raccontato nell’antologica “That’s Life” dal curatore Danilo Eccher in una mostra ideata e promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo e ospitata negli spazi della Fondazione Puglisi Cosentino dal 2 ottobre 2016 e fino al 15 gennaio 2017.

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“Tavolo” di Ugo Nespolo

Piemontese, 75 anni, Nespolo è uno degli interpreti più singolari nella pittura del Novecento italiano e questa sarà la sua prima mostra nell’isola. “A Catania e alla Sicilia – scrive il curatore Eccher – il compito di ridistribuire le carte per una nuova lettura del piemontese Nespolo, recuperare tracce importanti che raccontano di leggerezza goliardica nell’analizzare le dinamiche logico-matematiche, l’ironia profonda, dai profumi situazionisti, per una drammatica crisi sociale che nel 1969 gli farà realizzare opere come ‘Champagne-Molotov’, i giocattoli giganti di un poverismo metafisico, gli anagrammi e gli incastri da cui poi prenderanno vita le figure e i paesaggi immersi nelle esplosive atmosfere deperiane”.

In mostra a Catania sono oltre 170 opere, provenienti da collezioni private, realizzate dall’artista in un arco temporale di circa cinquant’anni, fra il 1967 e il 2016. Insieme ad un corpo di disegni, figurano sculture, installazioni, mobili e tappeti di design, costruzioni in legno che sono la cifra identificativa del maestro piemontese. Una sezione, in particolare, è dedicata al cinema sperimentale degli anni Settanta.

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Giancarlo Giannini visto da Ugo Nespolo

Scrive Eccher nel suo saggio introduttivo: “Come spesso capita, attorno alle cose che si pensa di conoscere molto bene si scopre invece un’infinità di aspetti ignoti e di elementi sorprendenti; di un artista conosciuto e apprezzato, anche dal grande pubblico, come Ugo Nespolo, si pensa di conoscere tutto, ci si illude di esaurire l’intera sua ricerca nei legni policromi. Invece, il percorso creativo di Nespolo nasconde brusche sterzate, inattesi inciampi, improvvise impennate, nasconde un mondo visionario e acrobatico che si lascia solo intuire nelle opere più note. A Catania proporremo un itinerario a ritroso per ritrovare alcune pagine ancora oscure della storia dell’arte contemporanea ma anche per ricostruire la complessa mappa artistica di un grande e singolare protagonista dell’arte italiana. Significa ricostruire le prime esperienze ‘fluxus’ con Ben Vautier, le mostre da Arturo Schwarz, rileggere le critiche di Pierre Restany, scorrere i primi film sperimentali con Lucio Fontana attore, cogliere l’ironia e lo sberleffo che accomunava Nespolo all’amico Alighiero Boetti. Togliere le incrostazioni interpretative legate alla bellezza superficiale per scavare nei pensieri più ruvidi, nella poesia più intima dell’arte di Ugo Nespolo, è quello che la mostra siciliana di Catania intende restituire. Non un artista diverso ma più completo, non una semplice mostra ma una ricerca curiosa e interessante”.

“Sono sinceramente molto felice di aver contribuito in maniera determinante a realizzare questa mostra che può considerarsi una retrospettiva del percorso culturale ed artistico del mio caro amico Ugo Nespolo. – afferma il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo e promotore dell’iniziativa, il quale aggiunge – Dopo anni in cui le nostre vite non hanno più consentito di incontrarci, grazie all’amabilità del gallerista Enrico Lombardi ho avuto modo di rivedere alcune sue opere e con grande emozione ritrovare, attraverso di esse, quel periodo così gradevole che ha caratterizzato la mia vita giovanile negli indimenticabili anni Sessanta, in cui i grandi protagonisti erano Arturo Schwarz e la sua meravigliosa galleria, il caro amico Giorgio Marconi ai primi passi della sua avventura professionale e gli artisti a quell’epoca considerati rivoluzionari, ovvero Baj, Crippa, Dova, Bertini, Harloff, Tadini e Del Pezzo, dei quali faceva parte, appunto, anche Nespolo. In mostra abbiamo portato un compendio di opere che sintetizzano l’intera e variegata sua parabola artistica, a cominciare dalle sculture di fine decennio, per continuare con le incursioni nell’Arte povera dei primi anni Settanta, con i tappeti ed i ricami degli anni Settanta ed Ottanta e con la poliedrica produzione dell’ultimo ventennio, incluse l’esperienza cinematografica che lo ha visto autore di pellicole e manifesti di film e le opere di ispirazione deperiana. Sono dunque molto felice che questa retrospettiva complessiva di Ugo Nespolo sia stata realizzata su mio impulso grazie alla Fondazione che presiedo, non solo come omaggio ad un rapporto amicale antico attualmente rinnovatosi, ma soprattutto quale testimonianza concreta del fatto che – in un’epoca così convulsa, in cui il mondo accelera in maniera sorprendente giorno dopo giorno – i valori culturali che mi avevano suggestionato tanti anni fa mantengono inalterato il loro effetto trascinante ancora oggi.”.
“Nespolo – dice Allegra Puglisi Cosentino, Presidente della Fondazione Puglisi Cosentino – ha l’abilità di ‘portare l’arte nella vita’, spaziando attraverso settori completamente diversi e sempre con il proprio stile inconfondibile. Si tratta di un artista incredibilmente poliedrico, capace di esplorare nel corso della sua vita mondi sempre nuovi come la grafica pubblicitaria, il design, il cinema, il teatro, l’illustrazione, l’abbigliamento. La sua ricerca spazia attraverso materiali, supporti, tecniche differenti, sempre guidata da uno spirito ludico e da un’inondazione di colori che travolgono inesorabilmente lo spettatore. Un artista senza confini, che si slega dalle tradizionali forme d’arte come la pittura o la scultura affrontando con coraggio sfide sempre diverse e arrivando a progettare tra le tante cose anche un orologio Swatch, un’etichetta Campari e la maglia rosa del Giro d’Italia 2003. Siamo entusiasti di ospitare questa mostra negli spazi della Fondazione Puglisi Cosentino dando l’opportunità ai visitatori di conoscere da vicino l’arte di un grande interprete del Novecento”.

 

Alla mostra “That’s Life”, che vede il coordinamento generale di Enrico e Lorenzo Lombardi, è dedicato un prezioso catalogo-volume edito da Franco Maria Ricci che, insieme a immagini e documenti inediti con cui si ricompone lo straordinario percorso artistico di Ugo Nespolo, raccoglie con il testo del curatore Eccher anche un’accurata antologia critica di saggi dedicati al maestro da studiosi e storici dell’arte nel corso della sua decennale attività.

Orari: dal martedì alla domenica: 10-13 e 16-20. Biglietto: intero 8 euro, ridotto 5 euro. Info visite guidate e laboratori 329 45.71.064

Cuori, baci, fiori e attese. Creare il sentimento più profondo con colori e matite.

Parte la mostraNicuzza – La magia dell’amore, frutto del concorso “Illustramente – Festival dell’illustrazione per l’infanzia“. Per l’occasione vengono esposte più di 50 deliziose illustrazioni selezionate dall’edizione 2015 (la quarta) organizzata da Rosanna Maranto.

Il tema, nel 2015, è stato “La magia dell’amore”. Il “format” prevede che le opere scelte diventino parte di una mostra itinerante. Si comincia il 4 aprile alle ore 17.30, con ingresso libero da Cantunera.

Qui, in questo crocevia di spettacoli e arte attento al gusto (si può anche cenare), si potrà assistere (il 16 e il 22 aprile alle ore 21.15) alle performance di Sara Cappello, padrona di casa, che interpreterà l’amore della tradizione popolare siciliana. Ma non finisce qui: è stato organizzato anche un atelier creativo per bambini, domenica 17 alle ore 10.30 condotto dall’illustratrice siciliana Ambra Mediati.

Per tutte le informazioni e per le prenotazioni al “Cantunera”: 329.5670724
Per la mostra 347.7561652

Oppure visitare i siti www.illustramente.it o www.cantuneraculture.it e le pagine Facebook corrispondenti

La serra Carolina la conoscete? Lo spazio dedicata alla regina di Napoli? Antonella Sgrillo, cuoca sopraffina, scrittrice, artista, fotografa, una donna multitasking, sensibile ed emozionante, il primo aprile all’interno dell’Orto botanico di Palermo, apre una mostra fotografica proprio in questo luogo, che venne attraversato anche dall’estro dell’architetto Carlo Giachery, un giardino d’inverno che si apre ai colori della primavera. L’esposizione si preannuncia anche profumatissima, visto che si svolge nell’ambito della “Zagara, mostra mercato”, proprio nel periodo in cui si schiudono i fiori d’agrumi, simbolo di Sicilia.

Ma come nasce l’idea della mostra?

Il mio amore infinito ed estatico per il mondo vegetale, la grande madre terra che tutti nutre e accoglie in una dimensione fatata e incantata… La mia voglia di entrare in contatto con l’universo silvestre, a volte mi sento un albero, un fiore, un piccolo virgulto.

Questo mondo lo hai già raccontato e interpretato con i colori e le tele realizzando dei quadri molto belli. Non ti limita la fotografia rispetta alla pittura?

La magia, sin da bambina ho sempre creduto nel regno delle fate, un luogo di bellezza e ristoro per l’Anima. Le mie foto sorgono dall’oscuro mondo e diventano esplosione di luce, di vita; la forza che irrompe nel  buio.

 

Un contesto di sogno per un sogno raccontato attraverso le immagini. Ma non ti sei limitata a miscelare luce e immagini, hai voluto esplorare le forme, cambiare la loro prospettiva mostrare il lato nascosto, quello che ai più sfugge e hai oltrepassato il confine che separa fotografia e pittura.

Al contrario, la fotografia mi permette di giocare finalmente nel mio mondo interiore, dove la realtà perde la forma e la fantasia ha la sua casa… la mia casa!!

Il titolo che ho dato alla mostra è un piccolo dono di parole di una delle mie poetesse preferite: Ingeborg Bachmann

“Entrammo in spazi incantati

e illuminammo il buio

con la punta delle dita”.

Entro in spazi incantati e la fotografia diventa sogno, si trasforma, si veste di altro.

Guardando le tue realizzazioni in molti si chiedono se si tratta di quadri o fotografie. Pensi che possa ancora esistere una divisione così rigida? Oppure dopo essere state la riproduzione fedele del reale, la foto, almeno quella artistica, sta compiendo un’evoluzione simile alla pittura e quindi scompone, travalica, miscela, propone una rivisitazione quasi penetrando il soggetto raffigurato o sorvolandolo come un orizzonte?

Non esistono confini, non esistono regole imposte… è sentire che dietro la foto c’è altro, quello che non ti aspetti ma senti che c’è, il tuo io è li che attende paziente, senza fretta, ma imperioso, possente, necessario.

In questa mostra racconti i fiori, le piante, soggetti semplici e quotidiani che trasformi in universi sconosciuti e complessi. E l’Orto botanico sembra davvero il luogo adatto a ospitarli.

La Serra Carolina la amo di un amore senza riserve, come si ama il luogo da cui provieni, sai che è quello…

Il luogo fatato mi attende… sapeva che un giorno sarei stata sua! I miei fiori non aspettavano che questo momento.

Se volessimo sintetizzare in una frase: scopri la luce anche dove sembra smarrita, fai battere il cuore anche dove regna il silenzio, restituisci altra vita a soggetti destinati all’oblio.

Scorgi la luce da lontano, è flebile, può essere poco visibile, ma è là che aspetta solo te.

 Grazie Antonella, non resta che visitare la mostra nella meravigliosa Serra Carolina