Friday, November 16, 2018
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Alla luce della luna il Palazzo della Zisa sembra immenso; e di notte, i mosaici della Cappella Palatina splendono di più; persino il Ponte dell’Ammiraglio appare diverso e la  Cattedrale  balza fuori dai secoli. Un’esperienza camminare lungo i viali dei Giardini Reali, scoprendo le scenografie delle aiuole; come anche passeggiare lungo i chiostri perfetti immaginando monaci lontani, ritrovando i loro silenzi, e da lì entrare nel duomo immenso. Ritorna la Notte Bianca dell’UNESCO a Palermo, Monreale e  Cefalù, che già lo scorso anno attirò oltre 50 mila visitatori, degno corredo all’ultimo weekend de Le Vie dei Tesori. Venerdì prossimo (9 novembre) sarà possibile visitare gratuitamente e in notturna, dalle 19 a mezzanotte (ultimo ingresso alle 23,30), i siti palermitani che fanno parte del percorso arabo normanno protetto dall’UNESCO: la Cattedrale; la chiesa di San Giovanni degli Eremiti; la bizantina Santa Maria dell’Ammiraglio (La Martorana) e la purissima San Cataldo; il sollazzo normanno della Zisa e il Ponte dell’Ammiraglio. Sempre dalle 19 a mezzanotte (ultimo ingresso alle 23) visite anche alla Cappella Palatina e al Palazzo Reale, voluto da Ruggero II, dove si potranno visitare eccezionalmente i giardini reali. A cura della Fondazione Federico II.

Ph. Igor Petyx

San Cataldo. Ph. Igor Petyx

Sabato (10 novembre), la Notte Bianca si sposterà a Monreale e aprirà il chiostro benedettino e il duomo normanno (sempre dalle 19 alle 24, ultimo ingresso alle 23,30); alle 19,30, sarà possibile partecipare ad una visita guidata e ad un concerto nel duomo. Domenica (11 novembre), dalle 20 a mezzanotte (ultimo ingresso alle 23,30) la Notte Biancaavvia il suo terzo capitolo a Cefalù dove saranno aperti gratuitamente duomo e chiostro, e proposte visite guidate. Ma è proprio la cittadina normanna ad ampliare l’offerta: dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 18,30 sarà aperto alle visite anche il Teatro “Salvatore Cicero” dove, alle 19,30, è in programma il concerto “La musica della Grande Guerra tra storia e memoria” a cura dell’associazione culturale musicale Santa Cecilia di Cefalù, sul podio Giuseppe Testa; la storia del teatro verrà raccontata da Vincenzo Garbo.

Capitelli del Duono di Cefalù. Ph. Igor Petyx

Capitelli del Duono di Cefalù. Ph. Igor Petyx

Nello stesso weekend saranno programmate anche le passeggiate de Le Vie dei Tesori saltate lo scorso finesettimana per il maltempo. Info su www.leviedeitesori.it

Cattedrale, tomba di Costanza d’Altavilla, particolare del baldacchino. Ph. Igor Petyx

Cattedrale, tomba di Costanza d’Altavilla, particolare del baldacchino. Ph. Igor Petyx

A Palermo Le Vie dei Tesori è la più grande manifestazione dedicata alla promozione del patrimonio culturale della città, sotto l’egida di Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, ministero dei Beni Culturali. Quest’anno il Festival è inserito nelle manifestazioni a massimo richiamo turistico dell’assessorato regionale al Turismo, è iniziativa direttamente promossa dell’assessorato regionale ai Beni culturali, incluso nelle manifestazioni dell’Anno europeo del Patrimonio culturale e nel programma ufficiale di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.

Il primo fu Goethe: che nel suo “Viaggio in Italia” raccontò del principe illuminato che collezionava reperti archeologici, ma che venticinque anni prima aveva aperto le porte dei suoi granai agli affamati decimati dalla carestia del 1763. Ignazio Paternò Castello, quinto principe di Biscari, desiderava ardentemente il più bel palazzo di Catania. C’è riuscito e la dimora è lì, straordinaria, di un rococò quasi impalpabile, con le sue statue “mostruose” per scacciare la paura: sarà il cuore del terzo ed ultimo weekend catanese de Le Vie dei Tesori, da domani (venerdì 2 novembre) a domenica. Si entrerà di soppiatto, guidati del proprietario, il nobile Ruggero Moncada, per scoprire il salone delle feste, lungo 20 metri e largo 11, stucchi a profusione su tre livelli.  Al terzo, la loggia della musica, guardata a vista dal dio Vulcano, dove i musicisti arrivavano salendo un’ardimentosa scala a forma “di fiocco di nuvola” in stucco bianco, che pare sospesa e ha sfidato ogni legge della fisica nei secoli. Una curiosità arriva dalla storia: Seconda Guerra Mondiale, gli inglesi arrivano dal mare e Palazzo Biscari sorge ancora proprio a ridosso del porto: per montare le batterie dei cannoni, da Londra giunse l’ordine di demolire il secondo piano. Ma anche gli ufficiali britannici hanno occhi e cuore e, quando entrarono nelle sale rococò, fecero marcia indietro. Tornarono dopo pochi giorni, però, con secchio e pennello, due racchette da tennis e una pallina. E fu così che, sotto gli occhi esterrefatti dello stesso dio Vulcano (sempre lui), tra un camino intagliato e uno specchio appassito, una doratura e uno stucco, dipinsero sul pavimento antico con la vernice bianca, il primo campo da tennis indoor che Catania ricordi. Sabato (3 novembre) alle 19 si potrà anche partecipare ad una visita d’autore con degustazione finale di vini Planeta. Su prenotazione  www.Leviedeitesori.it

CT_Palazzo Biscari1

E se volete proseguire nella scoperta della Catania nobiliare, ecco Palazzo Asmundo di Gisira, costruito nel 1704, dopo il terremoto del 1693, tra i primi edifici a essere eretto nella piazza, all’epoca di San Filippo, oggi Mazzini., su cui si affaccia. Nato su progetto dell’architetto Giuseppe Palazzotto e per volere di Adamo Asmundo, oggi è stato trasformato in albergo di alto profilo. Ospita in questi giorni una personale pop di Max Ferrigno.

Ogni famiglia nobiliare aveva la sua monaca, certo, ma si distinguevano per lignaggio: Gravina e Moncada rinchiudevano le loro fanciulle a San Giuliano, le altre venivano poi accolte a San Placido o tra le Clarisse, ultime (più povere) le monache di santa Chiara, chiamate “le biscottare” perché producevano dolci e accoglievano borghesi e popolane. Per Le Vie dei Tesori aprono anche questo weekend (su prenotazione e a gruppi) i camminamenti segreti delle monache a Santa Chiara e a San Giuliano. Chi invece vuole percorrere il camminamento sopra Porta Uzeda, può farlo sabato dalle 9,30 alle 13. Un ultimo posto da riscoprire (aperto venerdì, poi sabato, solo la mattina fino alle 13) è la cappella romana all’interno della caserma “Santangelo Fulci” nell’ex convento carmelitano di Maria Santissima dell’Annunziata: è il più grande edificio funerario antico della città, per tradizione indicato come il sepolcro consacrato al poeta greco Stesicoro. Ha una storia controversa, per parecchio tempo è stato inaccessibile perché occupato come magazzino dai commercianti della vicina a fera ‘o luni.

Le Vie dei Tesori lavora a Catania in sinergia con il Comune, la Diocesi, la Soprintendenza, l’Università e il Polo museale regionale, l’Esercito, e con l’aiuto della Wondertime, partner del progetto, delle guide di Etna ‘Ngeniousa, degli studenti dell’Istituto Concetto Marchesi di Mascalucia, e del gruppo Disum. Si acquista  un unico coupon – da 10 euro per 10 visite guidate; da 5 euro per 4 visite guidate, un solo ingresso costa 2 euro – . Ai sei luoghi su prenotazione si accede con un  coupon da 3 euro su www.leviedeitesori.it

C’è la bottega della prima donna che in Sicilia si è laureata in Farmacia, a fine Ottocento; e c’è l’ex maresciallo che ha messo a frutto la passione per l’orologeria. Dalla torrefazione che sembra essere immobile nel tempo, all’artigiano che fa nascere mobili di vimini, al laboratorio dove accanto ai mobili veri, se ne costruiscono altri in miniatura; c’è chi sbozza le teste dei pupi come si faceva una volta e chi cuce abiti e intanto suona il mandolino; chi crea borse eccentriche e chi abiti talari…

Bottega Trapani ai calderai

Nascosti nei vicoli del centro o nelle ex borgate fuori dalla città antica. Negozi e botteghe artigiane che da secoli tramandano il mestiere e nuovi creativi che sono tornati a popolare i vecchi quartieri riprendendo e innovando tradizioni che sembravano scomparse. Sarti, ceramisti, cesellatori, tabaccai, erboristi, panifici, pupari, rivenditori di artigiani del cuoio, del tessuto, della carta, cioccolatieri, pupari, ultime osterie e gelaterie familiari: sono il patrimonio commerciale e artigianale, fattivo e senza tempo, di Palermo. Una ricchezza che si affianca a monumenti e siti, né più né meno, e come tale, viene raccontata tramite lo storytelling che è diventato il marchio de Le Vie dei Tesori. Che ha composto una guida cartacea e on line – affidandosi a un comitato di giornalisti e operatori culturali innamorati della propria città – che esprime profondamente l’identità della città, e la rende diversa dalle altre.

 Borsa del Pellegrino

La guida verrà messa on line durante il quinto ed ultimo weekend de Le Vie dei Tesori – il prossimo, dal 2 al 4 novembre: chiunque potrà costruirsi il proprio itinerario, cercando la bottega nascosta accanto al museo, il laboratorio artigianale ai piedi di un antico palazzo. Alcuni dei luoghi saranno aperti anche domenica prossima per partecipare a questo ultimo weekend di festa della città e altri offriranno sconti ai visitatori. Tesori monumentali e tesori umani, insieme, per raccontare la città, mettendo insieme gli occhi e le mani. Subito dopo, stampata, sarà distribuita gratis nei luoghi coinvolti e nella sede de Le Vie dei Tesori.

 trattoria Ferro di cavallo

Una guida in progress – che racchiude i primi cento luoghi scelti liberamente dal comitato formato da Antonella FilippiAlessia FrancoLaura GrimaldiAntonella LombardiPaola NicitaMario PintagroAlli Traina e Alessandra Turrisi, fotografie di Tullio Puglia, con il coordinamento di Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – che è diretta tanto al cittadino quanto al visitatore; una mappa che tralascia le grandi imprese commerciali che, pur se antiche e di qualità, hanno profondamente innovato sedie stili di vendita, per censire invece luoghi dove si possa fare ancora un’esperienza: tra insegne e arredi storici, personaggi e artigiani con i quali è ancora possibile stringere un rapporto; veri “tesori viventi” – vecchi e giovani – portatori di sapienze e competenze, che diano al visitatore (appassionato o curioso) la possibilità di conoscere una storia attraverso un oggetto o una pietanza. Posti dove puoi vedere, incontrare, conoscere, fare qualcuno o qualcosa di davvero tipico. Luoghi antichi e nuovi dove il tempo scorre ancora lento, scandito più dai tocchi degli scalpellini che dai rombi delle macchine. I vecchi sono gli ultimi che hanno resistito alla crisi, agli anni ciechi della guerra alle pedonalizzazioni, all’arrivo delle grandi catene. I giovani sono tornati in quella città antica che faticosamente ha trovato un nuovo respiro e una nuova vitalità. “Un tour ideale dove un palermitano porterebbe un amico per fargli conoscere i suoi luoghi “segreti”, lontano dai souvenir dozzinali e dalle esperienze standardizzate per turisti”, spiega Laura Anello, presidente dell’associazione le vie dei Tesori. “Un tesoro di artigianalità che anche noi come Museo contribuiamo a conservare”, interviene Emanuela Palmisano a nome del Museo Salinas. Un occhio poi alle insegne storiche: tante, troppe, quelle che sovrastano saracinesche ormai chiuse, ma qualcuna rivive con un’identità commerciale diversa.

Alla guida hanno lavorato:

Antonella Filippi

Alessia Franco

Laura Grimaldi

Antonella Lombardi

Paola Nicita

Mario Pintagro

Alli Traina

Alessandra Turrisi

Progetto e coordinamento: Laura Anello

Segreteria: Viola Vitale e Costanza Ricciardi

La scrivania su cui Boris Giuliano stette chino per giorni, a “studiare le carte”: il Capo della Mobile, ucciso nel 1979 da Leoluca Bagarella che gli sparò sette colpi alle spalle, era un grande investigatore, puntiglioso e attento. E amava passare ore nel suo studio per collegare minuziosamente uomini e fatti. La Polizia di Stato ha deciso di partecipare a Le Vie dei Tesori aprendo per la prima volta il chiostro ottocentesco della Questura (piazza della Vittoria) dove sarà ricostruito lo studio di Giuliano, con la sua scrivania, i faldoni e i fascicoli delle inchieste. Sullo sfondo, una sagoma del poliziotto in compagnia del figlio bambino. Un’operazione di grande valore civile, che entra di getto nel circuito del festival e a cui si potrà accedere – da domani, venerdì (19 ottobre) a domenica dalle 10 alle 15.

Palermo 26102017 ( FOTO PETYX PALERMO) Banca D'italia

Palermo 26102017 ( FOTO PETYX PALERMO) Banca D’italia

Ma questa sarà soltanto una delle sorprese di questo nuovo weekend palermitano che conta di superare ancora i suoi numeri già eccezionali: lo scorso fine settimana, infatti, nonostante il maltempo, sono stati oltre 52 mila i visitatori nei luoghi del festival che, sommati ai precedenti 36 mila, porta i primi dati a sfiorare le 90 mila presenze, a Palermo, negli stessi giorni in cui debuttano sia la città di Catania con 32 siti – dall’alto al basso, dagli sconosciuti camminamenti “aerei” delle monache alle terme romane, dalle collezioni universitarie ai palazzi barocchi – che un’edizione pilota nel Nord Italia: 30 luoghi spalmati tra Milano, Mantova e la Valtellina.

Ma torniamo a Palermo e alle novità del weekend: apre i battenti su prenotazione l’imponente Banca d’Italia, il cui progetto – marcatamente Liberty – è firmato da uno degli allievi prediletti del Basile, Salvatore Caronia Roberti. La costruzione iniziò nel 1925 e terminò cinque anni dopo, giusto in tempo per la guerra. Rimase miracolosamente in piedi, anche quando una bomba inesplose si incastrò nel solaio e il 22 marzo 1943, all’esplosione della nave portamunizioni “Volta” ferma al porto, un’ancora, di diversi quintali, venne catapultata e colpì il palazzo. Che conserva ancora un bel mobilio Liberty, marmi pregiati e vetrate policrome, gli arredi originali realizzati dalle officine Ducrot e numerose opere d’arte. (visite venerdì dalle 15 alle 17.30, sabato e domenica dalle 10 alle 16.30, solo su prenotazione www.leviedeitesori.it)

Quintetto-Sikelikos

Quintetto-Sikelikos

Già sold out le visite su prenotazione allo straordinario monastero di clausura di Santa Caterina che circa sei mesi fa ha aperto al pubblico un’altra ala, le celle delle monache e le cucine. È facile immaginare percorrendo i lunghi corridoi, le suorine timide che nelle lunghe giornate estive cercavano refrigerio sui piccoli terrazzini abbelliti con qualche fiore. Una vita silenziosa, tutta preghiera e lavoro, tra ricami, uncinetto, studio e cucina, visto che le monache erano famose per i dolci di mandorla venduti attraverso una ruota. Oggi le suore domenicane non ci sono più, in compenso il monastero ospita una bellissima mostra sui preziosi arredi ritrovati. Ma se da un lato le visite al convento sono già tutte prenotate, dall’altro è disponibile alle visite la chiesa di santa Caterina: rococò, bellissima, un tripudio di stucchi dei Serpotta e marmi mischi, decorazioni ed affreschi, a cui nel ‘700 fu aggiunta la cupola e nel 1863, il coro. Sono ancora visibili le grate da cui le monache seguivano la messa senza essere viste. Sarà aperta sabato e domenica, dalle 10 alle 17.30 ma attenzione, si può entrare solo con visite singole (contributo di 2 euro) non con i coupon multipli. Per chi vuole esplorare gli immediati dintorni, consigliamo di raggiungere la minuscola Chiesa dei Tre Re, altra novità di quest’anno, costruita nel 1578 da alcuni confratelli della Compagnia dei Tre Re, venditori di frutta secca, su  sulla preesistente chiesa di San Giorgio lo Xheri. La chiesetta ebbe alterne vicende, perse persino uno dei portali originali e si è vista sparire gli affreschi di Vito D’Anna con le storie dei Re Magi realizzati nel 1751; ma oggi rinasce dopo anni di abbandono.

Marmi mischi, affreschi, trompe l’oeil, stucchi, decorazioni: nell’oratorio delle Dame (o del Giardinello) si riunivano le nobili signore caritatevoli delle Dame dell’Aspettazione del Parto della Vergine, che esiste tuttora e si occupa ancora delle partorienti disagiate dell’Albergheria. L’oratorio è aperto solo questo weekend e il prossimo (venerdì e sabato, nel prossimo finesettimana anche la domenica) dalle 9 alle 12.30.

Un altro consiglio che Le Vie dei Tesori offre al suo pubblico: non perdete  gli incunaboli e le cinquecentine conservate, tra oltre centomila volumi, nella bibliotecadell’Istituto Gonzaga, fondato nel 1919 dalla Compagnia di Gesù. Da scoprire in questa occasione, la cappella dedicata a San Giuseppe negli anni Venti, e la biblioteca che conserva, tra i suoi 32 mila volumi del fondo moderno e i 24 mila del prezioso Fondo librario antico, la memoria storica della  Compagnia dì Gesù. Venerdì e sabato aperto dalle 10 alle 17.30, domenica dalle 10 alle 13.

Ultimo, ma non per importanza, ecco il silenzioso e poco sconosciuto (soprattutto ai palermitani) Mulino di Sant’Antonino nell’ex convento secentesco di Sant’Antonio da Padova, a pochi passi dalla stazione centrale che divenne “caserma della sussistenza” a fine Ottocento, dopo aver degnamente servito l’intero quartiere per secoli, e lo testimoniano i macchinari artigianali enormi, veri esempi di  archeologia industriale e dove è allestita una mostra curata da Maurizio Carta per Manifesta.

Domani sera, venerdì, dalle 19 si potrà anche partecipare a una delle gettonatissime “visite guidate d’autore seguita da una  degustazione di olio Planeta. Su prenotazione su www.leviedeitesori.com. Contributo 7 euro. Sono anche da prenotare, a palazzo Asmundo, ogni sabato, le cene da “gattopardi” per sole 40 persone.

Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami (per un problema di infiltrazioni d’acqua), la chiesa degli Agonizzanti, l’Oratorio di Santa Maria La Savona tra i luoghi di Itinerario contemporaneo. Riapre il Miqveh ebraico ma solo su prenotazione; restano invece chiusi, solo per questo giro, le sorgenti del Gabriele, il giardino di Villa Tasca e, la domenica, Villa Whitaker. A Palazzo Sant’Elia è in corso la mostra sui cento capolavori dalle residenze imperiali russe: chi entra con i coupon de le Vie dei Tesori, otterrà un biglietto ridotto per l’esposizione.

DICIOTTO LUOGHI SU PRENOTAZIONE. Difficile ormai trovare posto, soprattutto in alcuni siti: oltre al Monastero, è sold out dalla prima ora, il carcere Ucciardone. Si riesce a partecipare al secondo itinerario dentro l’aeroporto di Boccadifalco, ma non ci sono più posti per le visite aeree sul Piper; aperti la catacomba di San Michele Arcangelo, sotto Casa Professa, dove nicchie e cappelle raccontano storie inverosimili; Palazzo Branciforte con il suo Monte di Pietà restaurato da Gae Aulenti; Palazzo Utveggio, nel cuore elegante della città, disegnato dal Basile; la collezione di ceramiche Athena (solo sabato dalle 16 alle 18); lo Stand Florio (solo domenica), i depositi della GAM (sabato e domenica, mattina e pomeriggio); il Grand Hotel Piazza Borsa (solo la domenica, dalle 10,45 alle 17,30), la fabbrica di Anice Tutone (sabato e domenica).

 

LE NOTE PER SALVARE L’AFFRESCO. Dopo Mosca, Catania, Ragusa Ibla e Parigi, il Grand Tour” del quintetto Sikelikos tocca Palermo. Con un intento sociale: il ricavato dai biglietti (costo 10 euro), sarà utilizzato per il restauro dell’affresco di Santa Rosalia, all’interno della chiesa del Santissimo Salvatore, dove si svolgerà il concerto, sabato (20 ottobre) alle 21. I quintetto è nato in seno al Teatro Massimo Bellini di Catania ed è composto da Alessandro Cortese e Antonio D’Amico ai violini, Aldo Randazzo alla viola, Gerardo Maida al violoncello e Giuseppe Giacalone al contrabbasso. Brani tratti dai diari dei più famosi viaggiatori del Grand Tour, ovvero ispirati agli appunti di Goethe, Maupassant, Dumas, Brydone e Vullier, interpretati da Valentina Ferrante sulle musiche di Marinuzzi, Laporte, Eliodoro Sollima, Casella, Mascagni e Musumeci.

ITINERARIO CONTEMPORANEO. L’Itinerario Contemporaneo, curato da Paola Nicita, si arricchisce della nuova mostra di Minimum Studio: saggi e romanzi sull’amore che raccontano “I Never Promised You a Rose Garden. Archipelago”, collettiva che racchiude installazioni, testi e opere di Ange Leccia,  Brian Kuan Woo, Dora García, Jean-Philippe Toussaint, Joanne McNeil, Jocelyn Allen, Leah Clements; Lee Mckinnon; Minna Pöllänen. A cura di Magali Avezou e archipelago project. Tra gli altri quattro siti, si possono visitare  i Magazzini di Tessuti Parlato con un progetto  di Isabella Ducrot; dalle 18 alle 22, i tre piani più il sotterraneo di Palazzo Oneto di Sperlinga, con i giovani studenti dell’Accademia di Belle Arti, e le opere degli ospiti della Casa Terapeutica assistita (CTA) Karol che si occupa di pazienti psichiatrici. Casa Spazio accoglie le proposte dei colleghi marchigiani di Casa Sponge e Le Mosche continua nelle sue “indagini”.

 

LE PASSEGGIATE. Questo weekend le passeggiate de Le Vie dei Tesori scopriranno gli immediati dintorni della città: dalla Moarda, le colline a sud, verso il bacino del fiume Oreto, al santuario di Montepellegrino, a grotta Conza, alle pendici di Monte Gallo. Per chi invece vuol restare in città, può dedicarsi alle statue di piazza della Vergogna (raccontate ad una ad una) oppure al vecchio corso del Papireto… le passeggiate sono tutte sabato e domenica, si prenotano sul sitowww.leviedeitesori.it

KIDS… con la family card. Se si hanno dei bambini, allora si deve avere la family card, che si acquista in tutti gli hub, ma anche online e nei cinque luoghi – chiesa dell’Origlione, Palazzo Asmundo, Teatro Biondo, Archivio comunale ed ex Mulino di Sant’Antonino – dedicati alle famiglie. La card non segue un circuito obbligatorio e non scade, ognuno può seguire l’itinerario che decide e spezzettarla nei tre weekend ancora a disposizione. I luoghi chiudono alle 18, tranne il Teatro Biondo che serra le porte alle 15. Nelle piazze Castelnuovo, Marina, Bellini e Verdi, ci saranno 4 gazebo dove bambini e ragazzi potranno partecipare a laboratori su Teatro dei Pupi, palazzi del ‘700, la scuola dei Serpotta e le maioliche.

Le Vie dei Tesori è la più grande manifestazione dedicata alla promozione del patrimonio culturale della città, sotto l’egida delle più alte istituzioni dello Stato (Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, ministero dei Beni Culturali). Quest’anno il Festival è inserito nelle manifestazioni a massimo richiamo turistico dell’assessorato regionale al Turismo, è direttamente promosso dell’assessorato regionale ai Beni culturali, incluso nelle manifestazioni dell’Anno europeo del Patrimonio e nel programma ufficiale di Palermo Capitale Italiana della Cultura.

Dalla torre di controllo ai due bunker della seconda guerra mondiale a Villa Natoli con la camera dello scirocco. Si tratta di un viaggio nel cuore nascosto dell’aeroporto di Boccadifalco quello proposto da Le Vie dei Tesori: si potrà scoprire – per la prima volta – attraverso due distinti percorsi (uno su prenotazione) da venerdì prossimo (5 ottobre) al 4 novembre, per i cinque weekend del Festival che apre 130 luoghi in tutta la città. E per chi vorrà, ci sarà anche la possibilità di un volo in Piper, prenotabile a parte.

 Ne parleranno domani (4 ottobre) alle 13,30 a BoccadifalcoAntonino Buttafuoco, direttore aeroportuale Sicilia Occidentale di Enac – che ha concesso il patrocinio -, nelle vesti di padrone di casa, il sindaco Leoluca Orlando, i responsabili de Le Vie dei Tesori e i rappresentanti delle numerose realtà che operano dentro l’aeroporto. Seguirà una visita all’aeroporto e ai luoghi che saranno aperti.

Duecento tesori di interesse artistico, scientifico, storico, naturalistico, molti dei quali inediti, aprono alle visite guidate in Sicilia grazie al Festival “Le Vie dei Tesori”, che da Palermo – Capitale italiana della Cultura 2018 – si allarga quest’anno ad altre quattro città siciliane. Nei weekend del 15-17 e del 22-24 settembre il progetto sbarca ad Agrigento (19 luoghi) svelando luoghi di solito non visitabili della Valle dei Templi e presentando tesori inediti come gli ipogei che corrono sotto il centro storico della città; a Caltanissetta, cuore dell’Isola, con le sue abbazie, le sue dimore storiche, i suoi musei nascosti (14 luoghi); a Messina con i luoghi sopravvissuti al terremoto del 1908, le ville nobiliari e i forti a difesa della città (28 luoghi); e a Siracusa (29 luoghi), tra i vicoli bianchi di Ortigia, alla ricerca di memorie ebraiche, biblioteche, cortili e un carcere borbonico chiuso da vent’anni.

E per il prossimo anno, si annuncia un’edizione ancora più importante con altre città siciliane e tre siti nazionali, da Nord a Sud.

Nei cinque fine settimana compresi tra il 29 settembre e il 29 ottobre, il Festival vivrà la sua undicesima edizione a Palermo, con 120 luoghi aperti alle visite (anche per non udenti e non vedenti), un Festival Kids dedicato ai bambini; oltre 110 tour urbani guidati da storici, botanici, urbanisti, accademici; un “Itinerario contemporaneo” che aprirà contestualmente gallerie private e atelier d’artista; una serie di concerti in luoghi non convenzionali, in collaborazione con “Piano City”, progetto pilota del festival che per la prima volta esce dai confini milanesi; un percorso dedicato al cinema con visite sui luoghi della città che sono stati set, dal “Gattopardo” a Ciprì e Maresco; e ancora, incontri e spettacoli teatrali. Il Festival, insignito anche quest’anno della medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica, l’anno scorso ha chiuso con 215 mila visite in 15 giorni, poco meno del Colosseo, il luogo più frequentato d’Italia.

La Sicilia si mette in mostra: a iniziare dal suo capoluogo dove, a ogni nuova edizione, si aggiungono siti che avviano racconti. Quest’anno, spigolando tra 120 luoghi, salta agli occhi un castello normanno dimenticato come l’Uscibene; la grotta miracolosa dell’Acquasanta e la villa nobiliare tanto amata dallo Zar Nicola I da volerne riprodurre un salotto a San Pietroburgo; il Palazzo delle Poste, vero piccolo “museo futurista” con le tele di Benedetta Cappa Marinetti; la Casina Cinese, debito pagato al gusto per l’esotico del Regno delle Due Sicilie; l’archivio storico con il documento cartaceo più antico d’Europa; le “camere dello scirocco” dove i nobili sfuggivano all’afa; i qanat, cunicoli arabi, le catacombe paleocristiane che corrono nelle viscere della città e l’unico Miqveh, il bagno ebraico; gli oratori serpottiani, veri pizzi e merletti in stucco, oppure le ville nobiliari, ancora con gli arredi originali, che raccontano una Palermo Felicissima al passo con le corti europee. E i nove siti entrati a far parte del percorso arabo normanno dell’UNESCO: saranno i protagonisti di una Notte bianca gratuita nell’ultimo weekend di ottobre. Scorrendo le altre quattro province, l’elenco si allunga a dismisura: dal Carcere Borbonico di Siracusa, dimenticato e chiuso da vent’anni, alle chiese nascoste e i fortini a guardia dell’antica Messina, ai percorsi ipogei e all’appena scoperto Teatro ellenistico nella Valle dei Templi di Agrigento, fino all’azienda dell’amaro Averna di Caltanissetta.

 

Un tentativo di collaborare in Sicilia a un sistema innovativo e virtuoso di gestione dei beni culturali, con un grande apporto tecnologico (un portale unico che mette a sistema i luoghi, una app che consente di smarcare i coupon di ingresso e di “tracciare” le visite dei partecipanti). Un percorso di appropriazione e di riconoscimento da parte dei cittadini, ma anche un grande volano per il turismo. Ne è conferma l’interesse del tour operator I Viaggi dell’Elefante che ha stretto un accordo con gli organizzatori del Festival per realizzare un’attività di incoming turistico sulle città coinvolte dalla manifestazione. Un’attività che proporrà itinerari in luoghi inediti e che avrà una programmazione annuale, veicolata sul mercato nazionale e internazionale.

 

Stamattina la presentazione alla stampa, al Ministero dei Beni culturali a Roma, conl’assessore alla Cultura Andrea CusumanoPoste italiane, main partner del progetto; l’amministratore delegato di Viaggi dell’Elefante, Enrico Ducrot; il presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori, Laura Anello; il presidente dell’associazione Amici dei Musei siciliani, Bernardo Tortorici.

 

Palermo 3092013 ( FOTO PETYX PALERMO) nella foto: palazzina cinese

Palermo 3092013 ( FOTO PETYX PALERMO) nella foto: palazzina cinese

“Da piccola manifestazione locale, Le Vie dei Tesori è divenuta negli anni un vero e proprio evento culturale di dimensione nazionale – sottolinea il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando -. Un evento che collega luoghi fisici, epoche storiche e soprattutto culture diverse. Evento che è divenuto uno fra i principali momenti del calendario culturale di Palermo e ora dell’intera Sicilia, accogliendo decine di migliaia di visitatori e turisti, divenendo esso stesso motivo e stimolo per migliaia di cittadini a riscoprire le proprie città e i propri territori. Tutto questo è possibile grazie ad un infaticabile gruppo di appassionati e innamorati di Palermo e della Sicilia, della cultura e del bello che hanno costruito un’importante sinergia con le istituzioni pubbliche e private realizzando un risultato di cui tutti siamo allo stesso tempo grati e orgogliosi”.

 

“Le Vie dei Tesori è un’iniziativa che è cresciuta di anno in anno, e oggi raggiunge numeri importanti sia in termini di pubblico che di monumenti aperti, così come di riscontro sulla stampa- spiega Andrea Cusumano, assessore alla Cultura del Comune di Palermo -. L’unico dato finora rimasto invariato era il nome della città: adesso questo modello tutto palermitano di polo museale diffuso, viene esportato ad altre sedi siciliane. Palermo parte da qui come capitale della cultura italiana: ed immagina, costruisce ed esporta modelli culturali vincenti, in una sinergia costante tra pubblico e privato”.

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“Facendo tesoro dei risultati straordinari ottenuti a Palermo in questi ultimi dieci anni, d’intesa con gli ideatori dell’iniziativa, abbiamo voluto estendere il modello vincente de Le Vie dei Tesori anche ad altre città dell’Isola – interviene l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Carlo Vermiglio – come Messina, che sta riscoprendo il proprio potenziale culturale e artistico, e Siracusa, da sempre città d’arte inserita pienamente negli itinerari turistici nazionali ed internazionali. È una scommessa che quest’Amministrazione, seguendo un preciso indirizzo politico-culturale, intende giocare fino in fondo, investendo sulla bellezza del patrimonio e costruendo un sistema strategico tra istituzioni pubbliche, associazioni e fondazioni per sviluppare modelli di interpretazione e valorizzazione dei beni in maniera condivisa; e puntando su un maggiore coinvolgimento del settore privato in linea con le esigenze della società contemporanea.Le Vie dei tesori non è solo una manifestazione di alto rilievo culturale, caratterizzata da una comunicazione innovativa ed efficace, ma è un’occasione di sviluppo del territorio e negli anni ha contributo a costruire un senso di appartenenza alla cultura e all’arte come bene comune primario per tutti“.

 

“Le Vie dei Tesori valorizza il territorio con iniziative capaci di coinvolgere il pubblico contribuendo alla circolazione di idee, informazione e sapere – spiegano i responsabili di Poste Italiane, main partner della manifestazione – ; il taglio divulgativo e inclusivo lo rendono particolarmente affine ai valori di Poste Italiane azienda che, da oltre 150 anni, è presente su tutto il territorio nazionale svolgendo un ruolo di primo piano per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese. Una delle tappe, tra l’altro, riguarderà il Palazzo delle Poste di Palermo, definito dagli storici dell’arte “un piccolo museo futurista”. Progettato da Angiolo Mazzoni, architetto e ingegnere dell’allora Ministero delle Comunicazioni e inaugurato il 28 ottobre del 1934, l’edificio è un magnifico esempio di architettura negli interni e negli arredi, tra cui cinque grandi tele di Benedetta Cappa, moglie di Tommaso Marinetti”.

 

“Il turismo culturale è la risorsa primaria del nostro Paese, come dimostrano i recenti report – interviene l’amministratore delegato di Viaggi dell’Elefante, Enrico Ducrot -.  Cultura, natura, artigianato sono un immenso patrimonio concentrato in un territorio relativamente piccolo. Le Vie dei Tesori ha come obbiettivo non solo quello di valorizzare e far scoprire monumenti non facilmente accessibili, ma anche di aprire luoghi di alto valore esperienziale in diverse città, contemporaneamente. L’alleanza con Viaggi dell’Elefante ha per scopo la programmazione e la vendita di itinerari in Sicilia di alto valore culturale, sia per il mercato nazionale che per quello internazionale. Il mio legame familiare con la Sicilia, e particolarmente con Palermo, ha ulteriormente rafforzato questo coinvolgimento”.

 

“Questo è il risultato dell’impegno di un gruppo di giornalisti e di operatori culturali palermitani – dice Laura Anello – alcuni dei quali tornati nell’Isola dopo esperienze di studio e di lavoro fuori, decisi a vivere il loro impegno di cittadini in modo attivo, e di contribuire a quella messa a sistema del patrimonio culturale, materiale e immateriale, che costituisce un grandissimo valore per la Sicilia. Un piccolo miracolo che si ripete ogni anno. La manifestazione di Palermo, a parte qualche piccolo supporto pubblico, si sostiene con il contributo dei visitatori e con l’intervento di partner e sponsor. Ma l’anno scorso il Festival a Palermo ha prodotto una ricaduta di ricchezza turistica di oltre due milioni e mezzo di euro”.

 

“Siamo partiti aprendo luoghi inediti e di solito chiusi – dice Bernardo Tortorici, presidente dell’associazione Amici dei Musei siciliani, partner de Le Vie dei Tesori – adesso anche grandi istituzionali museali e culturali della Sicilia partecipano a questa grande festa, consapevoli della crescita esponenziale dei visitatori e del grande effetto promozionale. Le Vie dei Tesori – aggiunge – non apre e basta. Apre e racconta. Le visite guidate sono il valore aggiunto della manifestazione, quelle che possono trasformare anche un rudere in un luogo imperdibile, se custodisce una bella storia. Per questo voglio ringraziare i nostri volontari che anche quest’anno, con enorme fatica, accoglieranno i fiumi di visitatori, coadiuvati dagli oltre 600 ragazzi delle scuole siciliane, formati in percorsi di alternanza scuola-lavoro”. A supporto dell’accoglienza, quest’anno, anche trenta “minori stranieri non accompagnati”, giovani migranti arrivati in Italia sui barconi, oggi ospiti delle comunità, che hanno imparato l’italiano e hanno accettato con entusiasmo di partecipare all’iniziativa.

 

Il Festival mette a rete cinquanta tra istituzioni e associazioni siciliane, tra cui i Comuni, le Soprintendenze, le Diocesi, le Università, la Fondazione Unesco Sicilia. Tutti mettono a disposizione i loro beni (in gran parte di solito chiusi) per aprirli alle visite guidate e agli eventi. Un coupon da 10 euro “vale” 10 visite, un coupon da 5 euro consente di farne 4, un coupon da 2 euro serve per 1 visita singola. Non sono personali e possono essere utilizzati da gruppi e familiari. Quest’anno c’è anche una card che consente di visitare tutti i luoghi in Sicilia e che sarà promossa sui treni siciliani, grazie a un accordo con Trenitalia che riserva uno sconto a chi decide diviaggiare verso Palermo, Messina e Siracusa tra il 12 settembre e il 29 ottobre.

Secondo week end di apertura per Le Vie dei Tesori che permetteranno di visitare dieci luoghi d’arte della città, in notturna: saranno infatti aperti con visita guidata domani (venerdì 3 marzo) e sabato (4 marzo), dalle 20 alle 24, con la Biennale Arcipelago Mediterraneo, promossa dall’assessorato comunale alla Cultura. Si verserà 1 euro a luogo, e il ricavato servirà a restaurare un piccolo ma prezioso bene della città, da votare sul sito www.leviedeitesori.it. Il sondaggio è già aperto, basta scegliere tra cinque tesori: per esempio, la coda di uno dei leoni di bronzo forgiati dal Civiletti per il Teatro Massimo: ne penzola un pezzetto, sacrificato da un atto di vandalismo di qualche anno fa. E’ il leone che rappresenta la Tragedia, l’altro (quello sano), sul lato opposto, rappresenta la Lirica ed è firmato da Mario Rutelli. Oppure si può scegliere di destinare i fondi al restauro della “tabella per misurare il tempo”, un codice misterioso su tela settecentesco conservato all’Archivio storico comunale; o anche, al ripristino della scala dell’oratorio di San Mercurio: quattro gradini soltanto, in marmo di Billiemi, realizzata nel 1719 da Pietro Bivona e Rocco Russo. E infine, i fondi potrebbero anche servire per recuperare il delizioso salottino ottocentesco di Palazzo Mirto oppure il ritratto di Michele Amari, parte del famoso Famedio, realizzato da Onofrio Tomaselli.
Nel frattempo, ecco altri due giorni di visite a dieci luoghi strettamente legati all’identità mediterranea della città, alle sue stratificazioni e incroci di culture: l’Oratorio di San Lorenzo; San Giovanni dei Napoletani; il Museo delle Marionette; i saloni affrescati di Palazzo Bonocore; la Biblioteca comunale; le terrazze del SS. Salvatore con la vista sulle cupole di notte;  San Giorgio dei Genovesi; la chiesa del Piliere e il Conservatorio. Non saranno semplici visite: il pubblico passerà attraverso “porte di luce”, installazioni d’arte curate da Sinergie Group, create da Luca Pulvirenti. E non finisce qui: a San Giovanni dei Napoletani alle 20, si potrà assistere al concerto “No/Stress” di Paolino Canzoneri; oppure, allo stesso orario, ma alla Chiesa del Piliere, preferire la performance “Cartesian” che vede insieme tre sperimentatori come Lino Costa, Orazio Maugeri e Francesco Calabria.
All’Oratorio di San Lorenzo si potrà anche scoprire la mostra Natività di Daniele Franzella ispirata alla tela trafugata di Caravaggio. Fuori percorso, ma aperta all’Oratorio di San Mercurio, anche la mostra Sacrosanctum, 16 opere di arte contemporanea ispirate al sacro.
I SITI
– Chiesa di San Giovanni dei Napoletani
– Chiesa di San Giorgio dei Genovesi
– Oratorio di San Lorenzo
– Museo delle Marionette
– Il Conservatorio di musica
– Biblioteca comunale
– Archivio storico comunale
– Palazzo Bonocore
– SS. Salvatore
– Chiesa del Piliere

Scoprire di notte il clone della Natività trafugata o che le cupole del centro storico sono bellissime quando le ritagli dal buio; che l’Archivio storico sorge su un’antica sinagoga e che al Museo delle Marionette i pupi stringono la mano ai burattini; che la chiesa di San Giorgio la costruirono i genovesi e San Giovanni si deve alla Congregazione della Nazione dei Napoletani. E tanti altri luoghi: sono dieci i luoghi che Le Vie dei Tesori apriranno con visita guidata domani (24 febbraio) e sabato e poi il prossimo weekend, sempre dalle 20 alle 24, con la Biennale Arcipelago Mediterraneo, promossa dall’assessorato comunale alla Cultura.

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Dieci tesori, strettamente legati all’identità mediterranea della città, alle sue stratificazioni e incroci di culture: l’Oratorio di San Lorenzo con gli stucchi di Serpotta e il “clone” della Natività trafugata, capolavoro di Caravaggio in fuga tra le isole del Mare Nostrum; San Giovanni dei Napoletani, una delle chiese delle Nazioni “straniere”; il Museo delle Marionette e le collezioni di opere del Sud del mondo; i saloni affrescati di Palazzo Bonocore, nella piazza simbolo della città; la Bibliotecacomunale, che racconta la storia del Mediterraneo; l’Archivio Storico comunalesorto su una sinagoga ebraica; le terrazze del SS. Salvatore con la vista sulle cupole di notte; la chiesa di San Giorgio dei Genovesi, che racconta la presenza di un’altra grande nazione marinara in città; la chiesa del Piliere, che richiama la spagnola Madonna del Pilar (solo sabato, non domani); il Conservatorio, custode da 400 anni della complessa identità musicale della città.

Ma non si tratterà di semplici visite: il pubblico passerà attraverso “porte di luce”, installazioni curate da Sinergie Group, create da Luca Pulvirenti. All’Oratorio di San Lorenzo potrà scoprire la mostra Natività di Daniele Franzella ispirata alla tela trafugata di Caravaggio, ma si potrà anche assistere, alle 20, al live di Alessandrio Librio, “Orient/Occident” ispirato all’incontro di sonorità multiculturali. Fuori percorso, ma aperta all’Oratorio di San Mercurio, anche la mostra Sacrosanctum, 16 opere di arte contemporanea ispirate al sacro.

Palermo 2682014 ( FOTO PETYX PALERMO) Palazzo Bonocore

Palermo 2682014 ( FOTO PETYX PALERMO) Palazzo Bonocore

I visitatori verseranno 1 euro per sostenere il restauro di un bene della città, che potrà essere votato sul sito www.leviedeitesori.com.

  

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Finale col botto per Le Vie dei Tesori: il festival che apre oltre 90 luoghi di Palermo, ha già raccolto numeri da record – oltre 160 mila visitatori nei primi quattro weekend – ma si ripromette di raggiungere il massimo della sua lunga storia che dura da dieci anni. E lo farà durante la lunga Notte Bianca dell’Unesco durante la quale saranno aperti gratuitamente i siti che formano il percorso arabo normanno. Dai mosaici lussuosi dei re normanni alla semplicità delle cupole islamiche, dalle muqarnas cesellate alle iscrizioni simbolo di convivenza: un percorso unico, un viaggio affascinante che segna di fatto l’avvio del 51° sito dell’Unesco. Domani (venerdì 28 ottobre) la cerimonia di inaugurazione ufficiale con il Capo dello Stato Sergio Mattarella, dalle 20 a mezzanotte saranno visitabili la Cattedrale, la chiesa di San Cataldo, la Martorana, San Giovanni degli Eremiti,  Ponte Ammiraglio, il Palazzo della Zisa (navetta gratuita da piazza Indipendenza); ingresso libero a Palazzo Reale e alla Cappella Palatina già sin dalle 19. La Notte Bianca sarà poi sabato a Monreale dove apriranno il Duomo e il chiostro, dalle 20 alle 24; e domenica a Cefalù, sempre Duomo e chiostro, dalle 17 alle 21.  
Ma questo ultimo weekend riserva moltissime sorprese: come la scoperta di Villa Chiaramonte Bordonaro, in quella che un tempo fu la Piana dei Colli, la villeggiatura dei nobili palermitani. La ex casina di caccia dei Marchesi Geraci fu poi acquistata dai Bordonaro che la trasformarono e la ammodernarono dotandola di due belle terrazze con il pavimento in maiolica. Ma non è tanto la struttura a riservare sorprese quanto l’interno: la villa – ancora oggi abitata dai proprietari e aperta venerdì e sabato dalle 10 alle 17,15 -, conserva la più importante collezione d’arte privata di Palermo: è parte della collezione di Gabriele Chiaramonte Bordonaro (1834–1914), collezionista dal sicuro gusto internazionale, che acquistò opere di grande importanza da galleristi europei: dai dipinti del ‘300 e ‘400 fiorentino ai fiamminghi del ‘400 e agli olandesi del ‘600 fino alle tele da attribuire a Van Dyck. Una pinacoteca straordinaria, dimenticata per decenni e mai aperta al pubblico, che si mostra per la prima volta grazie alla collaborazione dei suoi proprietari. E proprio per questo motivo è stato chiesto l’aiuto di giovani specialisti di storia dell’arte guidati da Claudio Gulli, che ha studiato per due anni la collezione. Il percorso di visita comprende i saloni al primo piano (ma non il parco) attraverso le diverse collezioni del senatore Bordonaro (maioliche, antichità greche, libri d’arte), a partire da un suo ritratto del pittore umbertino Antonio Zona. In seguito, tre giovani studiosi presenteranno alcune opere, sulle quali hanno condotto specifici approfondimenti. Martina Bordone (Università di Firenze) si occuperà di un polittico integro di inizio ‘400; Giovanni Pescarmona (Università di Firenze) si concentrerà su una cuspide di un polittico smembrato, “Dio Padre che regge il Crocifisso” di Gherardo Starnina; e Clare Kobasa (Columbia University) presenterà una “Testa di apostolo” di grande impatto scenico, probabilmente da attribuire ad Anton Van Dyck.
E un’altra sorpresa, solo per questo ultimo weekend: non solo sarà possibile visitare sabato e domenica (dalle 9 alle 13,30), il Conservatorio Bellini, ma lo si farà sulla scia delle note: si scoprirà che sorge sulla trecentesca chiesa della SS.Annunziata, di cui rimangono il campanile, il colonnato dell’ex chiostro, il portale chiaramontano e un bassorilievo del ‘400. E tutta la  casa dei giovani talenti risuonerà di musica: dalle 10, in sala Sollima, si esibiranno un Ensemble di trombe diretto da Nicola Genualdi; Giorgio Morello al pianoforte, il duo Riccardo Lo Coco e Domenico Pecoraro a mandolino e chitarra, il duo Nina Cannella e Gioacchino Tubiolo a sax e pianoforte. In contemporanea, dalle 9 in sala Scarlatti, il duo pianistico Elisa Filippello e Paola Gino Grillo, lascerà il posto ai soprani Antonella Infantino, Federica Faldetta, Chiara Fiorani, al sopranista Giuseppe Montagno, al tenore Andrea Schifaudo, accompagnati al piano da Adele Mazzi. Altri giovani musicisti e cantanti si esibiranno domenica.
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I LUOGHI APERTI. Basta? No di certo. Per chi finora non fosse riuscito a visitare il gigante fascista con i dipinti futuristi di Benedetta Cappa Marinetti, avrà questo weekend una doppia possibilità: Palazzo delle Poste aprirà infatti sia venerdì dalle 9 alle 16 che sabato dalle 9 alle 12,30. Tornano ad aprire le loro porte, per questo ultimo fine settimana di “tesori”, tre luoghi del Comune: dalle 10 alle 17,30, il Miqveh, il bagno rituale ebraico nell’atrio di Palazzo Marchesi, tra i pochissimi rimasti in Europa; e le catacombe di San Michele Arcangelo a cui è legata una particolarissima leggenda, in cui entrano un sacrestano ladro, una falsa immagine della Madonna e delle lacrime vere. Dalle 10 alle 17, infine, riapre anche l’Archivio storico comunale, con i suoi 7000 metri di scaffalature lignee che custodiscono la memoria della città. Saranno possibili le ultime visite dietro le quinte del Teatro Massimo, che però raddoppia: sarà infatti aperto dalle 13 alle 17 del sabato e dalle 13 alle 15,30 della domenica.
Il GIOCO DEL LOTTO RADDOPPIA. Un raddoppio anche per il Gioco del Lotto, main sponsor del Festival: permetterà di visitare gratuitamente sabato (dalle 10 alle 17,30) l’oratorio di San Lorenzo, il tripudio di stucchi di scuola serpottiana che venne violato dai ladri che rubarono la famosa Natività del Caravaggio; domenica toccherà invece alla Camera dello scirocco di Villa Naselli, per comprendere appieno l’abitudine dei nobili di riservare uno spazio adeguatamente ventilato nelle giornate torride.
Un incontro con il più celebre teorico della “decrescita felice”: Serge Latouche, filosofo ed economista francese, sarà venerdì alle 17 allo Steri per spiegare il suo modello di “decrescita felice”. In un mondo in cui si vive in maniera frenetica, senza riuscire a godere appieno dei risultati raggiunti, Latouche propone un’inversione di tendenza, una prospettiva economica alternativa basata sul benessere inteso come un bien vivre che tiene conto di aspetti immateriali e normalmente “dimenticati”, quali la cultura, il tempo libero, le relazioni umane. Serge Latouche ne parlerà con l’antropologo siciliano Franco La Cecla.
Questo weekend anche l’ultimo appuntamento con la musica: domenica alle 11, nella chiesa del SS.Salvatore, un concerto straordinario che però non è come appare. David Fernandéz, eclettico artista spagnolo berlinese d’adozione, si presenta con il suo Ecce Cello, un violoncello che però, pian piano, si scomporrà fino ad assumere un nuovo aspetto e dare alla luce sonorità impreviste. Fernandéz mixa classica, elettronica e jazz, amalgama Bach e Sex Pistols, Shostakovich e Eminem, Arvo Pärt e Piazzolla. In collaborazione con PromoArtPalermo di Aura Lopes. Direzione artistica: Roberto Bellavia. Biglietto: 10 euro. Parte del ricavato verrà utilizzata per progetti di reinserimento di ex detenuti del Malaspina.
LE VIE DEI SAPORI. Stavolta è il grano siciliano il vero protagonista a San Lorenzo Mercato per “Le Vie dei Sapori”, in collaborazione con Le Vie dei Tesori, il corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Università e l’associazione Cuochi e Pasticceri. Timilia, Russello, Perciasacchi: sono solo alcune delle 50 varietà di grani antichi autoctoni, conservate nel tempo grazie all’impegno dei contadini. Da qui nascono farine integrali che grazie alla molitura a pietra, mantengono gli elementi propri di germe di grano e crusca. Se ne parla con il produttore Marco Riggi e con Dario Giambalvo, docente del Dipartimento di Scienze Agrarie. Alla fine, lo chef Francesco Lelio preparerà “A Trabbia”, busiate di Russello con zucca rossa e maialino siciliano.
Le mostre. Nella sede Catena dell’Archivio di Stato è ancora visitabile la mostra documentaria “Giuseppe Damiani Almeyda. L’archivio dell’architetto”, curata da Mario Damiani, Paola Barbera e Antonella D’Antoni. Documenti e “strumenti” originali dall’archivio personale di Giuseppe Damiani Almeyda, consentono di conoscere il metodo del grande progettista. Nella sede Gancia è aperta la mostra documentaria La Sicilia e il mare. Testimonianze iconografiche e documentarie. Secoli XV-XX. Invece al Museo Diocesano, tra le numerose opere esposte negli straordinari saloni affrescati, si può scoprire un curioso sgabello intagliato con simboli della storia della città: è “Uccio”, realizzato dai detenuti dell’Ucciardone che presto lo doneranno al Papa.
I COUPON PER LE VISITE. E LE PASSEGGIATE
Sul sito www.leviedeitesori.it si possono ancora acquistare i coupon per le visite guidate, ma si possono anche prenotare le ultime passeggiate in giro per la città: si potrà scegliere tra i set di  Andò, Wenders e Tornatore alla scoperta dell’antica Kalsa, o dello Sperone, o di via Roma com’era 100 anni fa o della città al tempo dei garibaldini. Domenica si potrà dedicare ai fuori porta, Ficuzza o a Monte Pellegrino; o restare in centro, scoprendo la Vucciria e alla Street art, o anche che esiste addirittura un antico forno trasformato in un b&b d’arte.
In otto luoghi è possibile trovare i coupon cartacei: Cappella dei Falegnami, cortile dell’ex facoltà di Giurisprudenza, via Maqueda; Oratorio del SS Salvatore, corso Vittorio Emanuele; Teatro Politeama; Chiesa del Piliere (di fronte Palazzo Branciforte); Oratorio di San Lorenzo, via Immacolatella (vicino piazza San Francesco d’Assisi); Oratorio di San Mercurio, cortile San Giovanni degli Eremiti 2; Villa Pottino, via Notarbartolo; Centro informazioni del Festival, via Emerico Amari, 38 (10-18), che risponde allo 091.8420062.

Domani, venerdì 7 ottobre, comincia il secondo weekend con nuovi luoghi che si aggiungono, mentre proseguono le prenotazioni per le passeggiate urbane e naturalistiche condotte da storici, botanici, giornalisti e quelle per le attività per bambini che questa domenica avranno sette siti “a loro misura”, visto che ai luoghi Kids si aggiunge  l’Archivio di Stato, sede Catena. Due gli eventi di domani: un incontro sulla mafia con Enrico Deaglio alle 17 allo Steri, e alle 18.30 il primo degli incontri-degustazione al San Lorenzo Mercato dedicato ai frutti tropicali. Mentre sul Cassaro parte il Village de Le Vie dei Tesori, con artigiani, estemporanee di arte, spettacoli del fuoco. Main sponsor, Il Gioco Del Lotto che domenica permetterà di aprire gratuitamente il primo dei cinque luoghi corrispondenti ai numeri estratti sulla ruota di Palermo: si tratta di Palazzo Asmundo, gioiello settecentesco rivestito da stucchi e affreschi, proprio di fronte alla Cattedrale. Si entrerà gratis domenica dalle 10 alle 16,30.

“Dietro la mafia” con Enrico Deaglio. Il primo incontro del festival: un incontro con il giornalista e scrittore torinese – ma ormai trapiantato negli States – Enrico Deaglio, domani (venerdì 7 ottobre) alle 17 allo Steri.  Deaglio da sempre si occupa di politica, da molti anni di Sicilia, portando alla luce le connivenze tra Cosa Nostra e poteri forti. Allo Steri – affiancato dal giornalista palermitano Riccardo Lo Verso – parlerà di mafia e antimafia, e dei paradossi dell’una e dell’altra. Dai misteri della caccia infruttuosa a superlatitanti nascosti dietro l’angolo ai conti milionari dei boss, sempre più legati all’alta finanza.

Il Village. Nelle zone pedonali del centro storico “Le Vie dei Tesori Village”, parte un villaggio che intende valorizzare le eccellenze dell’artigianato e del gusto, in collaborazione con l’assessorato alle Attività produttive del Comune. Da domani in corso Vittorio Emanuele e da giorno 10 in via Maqueda, i box ecologici ospiteranno artigiani del legno, del cuoio, della ceramica, e i corner di assaggi di qualità. Ma anche mostre, estemporanee di pittura, laboratori per adulti e per bambini, improvvisazioni teatrali, spettacoli del fuoco.

Gli incontri-degustazione. In collaborazione con San Lorenzo Mercato e con il corso di laurea in Scienze e tecnologie agro-alimentari dell’Università di Palermo, domani, venerdì 7 ottobre alle 18.30, si terrà il primo di quattro incontri-degustazione al San Lorenzo Mercato intitolati “Le Vie dei Sapori”. Protagonista sarà il mango prodotto dall’azienda Cupitur di Caronia. Sarà il titolare Pietro Cuccio a raccontare la storia straordinaria della sua produzione, un racconto unico, già inserito da Expo Milano 2016 nel documentario “Hungry and Foolish” diffuso a livello internazionale con alcune storie di agricoltori illuminati da diverse parti del mondo. Lo stesso documentario verrà proiettato al Mercato e se ne parlerà anche con Vittorio Farina, ricercatore universitario di Agraria. Al termine dell’incontro sarà lo chef Giovanni D’Anna a preparare un piatto originale: straccetti di vitello al mango su letto di rucola al profumo di aceto balsamico, che sarà possibile assaggiare gratuitamente al termine della dimostrazione.

La Cappella della Soledad, il palazzo delle Poste e Palazzo Petyx. I luoghi sono veramente tanti, ognuno può scegliere il percorso più in linea con i suoi gusti e la sua curiosità; questo weekend si aggiunge alla lunga lista la Real Cappella della Soledad, in piazza della Vittoria (a pochi passi dalla Villa Romana, anch’essa visitabile), aperta dalle 9 alle 12,30; costruita a fine ‘500 nella chiesa di San Demetrio della SS.Trinità; ampliata nel ‘600 e rifinita nel ‘700, appartiene al clero spagnolo. I bombardamenti del ‘43 distrussero la chiesa di San Demetrio ma la cappella, pur danneggiata, restò in piedi e nel 1957 fu restaurata a spese del Regno di Spagna che inviò l’immagine della Madonna della Soledad, visibile sull’altare. Apre (solo venerdì dalle 9 alle 16) ilPalazzo delle Poste (via Roma), gigante progettato dall’architetto bolognese Angiolo Mazzoni nei primi anni ‘20. La facciata in marmo di Billiemi, con dieci colonne e due fontane laterali, aveva sulla destra un fascio littorio alto quanto l’intero edificio, che venne rimosso alla caduta del regime. All’interno, vere scoperte: la scala elicoidale porta ai piani superiori dove si scoprono quadri di Tato e affreschi di Benedetta Cappa, moglie di Filippo Tommaso Marinetti, cinque pannelli sulle comunicazioni terrestri, marine, aeree, telegrafiche, radiofoniche; sculture di Corrado Vigni e Manlio Giardizzo, arredi d’epoca di Brunas e Paolo Bevilacqua realizzati dai Cantieri Ducrot. Apre i battenti anche Palazzo Petyx (via Enrico Albanese), che completa l’itinerario liberty; il palazzo è oggi sede della banca Popolare Sant’Angelo che ne ha curato l’imponente restauro che ha fatto tornare alla luce meravigliose vetrate piombate, pavimenti di pregiata ceramica, stucchi rococò, suggestioni veneziane dei cassonati verde e oro, che vollero nel 1906 i Dagnino, la storica famiglia di pasticceri palermitani che acquistarono l’ex fabbrica di mobili con più di sessanta operai. Il palazzo aprirà sabato e domenica dalle 10 alle 18,30, e ospita la mostra di capolavori “Artisti siciliani tra ‘800 e ‘900” con opere di Guttuso, Caruso, Guccione e Morici.

Restano aperti i tre villini disegnati dai Basile, Villino Florio all’Olivuzza, Villino Favaloro e Villino Ida (venerdì e sabato dalle 10 alle 17,30, la domenica fino alle 13,30); le residenze ottocentesche Palazzo De Gregorio, (venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 17,30); Palazzo Zingone Trabia, (sabato e domenica dalle 10 alle 17,30); e Villa Pottino, angolo verde inaspettato in città, sfuggito miracolosamente al “sacco di Palermo”. E visto che siamo in tema “verde”, ecco le piante rare, succulente e plumelie dei nobili giardini di Palazzo Reale (ogni venerdì e sabato dalle 9 alle 16, domenica dalle 9 alle 12, ma nello stesso palazzo, sotto la sontuosa Cappella Palatina, non si deve perdere la delicata chiesa inferiore), o le piante esotiche di Villa Whitaker(soltanto la domenica). Si potrà sempre scendere nel rifugio antiaereo della Seconda guerra mondiale sotto piazza Pretoria (tutti i weekend, dalle 10 alle 17,30), oppure scoprire che Palermo possiede musei di valore: dal Museo del Risorgimento appena riaperto (tutti i weekend, dalle 9 alle 12,30); all’archeologico Museo Salinas restaurato da poche settimane (nei weekend, dalle 10 alle 17,30).

Tutti i 90 luoghi

https://www.dropbox.com/s/7imozwv3otlhxs0/BROCHURE%2090%20%20LUOGHI%202016.docx?dl=0

 

I COUPON E LA APP PER LE VISITE

Sul sito www.leviedeitesori.it si acquistano facilmente i coupon per le visite guidate (un coupon da 10 euro è valido per 10 visite, un coupon da 5 euro per 4 visite, un coupon da 2 euro per 1 visita guidata). Per gli “allergici alla tecnologia” sono stati istituiti otto centri dove è possibile trovare i coupon cartacei:Cappella dei Falegnami, cortile dell’ex facoltà di Giurisprudenza, via Maqueda; Oratorio del SS Salvatore, corso Vittorio Emanuele; Teatro Politeama; Chiesa del Piliere (di fronte a Palazzo Branciforte); Oratorio di San Lorenzo, via Immacolatella (vicino piazza San Francesco d’Assisi); Oratorio di San Mercurio, cortile San Giovanni degli Eremiti 2; Villa Pottino, via Notarbartolo; Centro informazioni del Festival, via Emerico Amari, 38 (aperto ogni giorno dalle 10 alle 18). Nei luoghi sarà possibile trovare soltanto i biglietti cartacei validi per una visita singola. È attivo ogni giorno dalle 10 alle 18 il centro informazioni al 091.8420062. Un’app scaricabile gratuitamente, in inglese e francese. All’ingresso di ciascuno dei 90 luoghi si potrà, grazie a un QR code, ricevere le descrizioni dei siti.