Monday, October 23, 2017
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Uno sguardo lungo alla convivenza, un altro al percorso arabo normanno: la nuova Macchina dei Sogni – la trentaquattresima – sarà un’edizione profondamente avvinghiata al presente. Che guarderà ai popoli lontani e ai migranti vicini, ma offrirà a tutti una città bellissima su cui si affacciano i monumenti voluti di chi dalla Sicilia è passato e ha lasciato le sue tracce. In un momento storico in cui si alzano muri e si discute di confini, da Palermo parte un messaggio di convivenza e appartenenza. Fatto di pupi, marionette, burattini, musica, gesti e narrazioni, declinate sui passi dell’UNESCO. La nuova Macchina dei Sogni quest’anno ha scelto di “abitare” Palazzo Belmonte Riso, a Palermo – nel cuore del percorso arabo normanno, appunto – trasformato in un’unica scatola sonora che ospiterà mostre, concerti e spettacoli, oltre a particolari e bellissime installazioni che pescano nella memoria delle luminarie di paese, riadattate e reinterpretate. Si inizia mercoledì 31 maggio, alle 18 (ingresso libero) con l’inaugurazione delle mostre: che sono tante e invadono, oltre al museo, anche piazza Bologni: dove per esempio nasce “Arabia”, installazione di Fabrizio Lupo ispirata alla Palermo araba; o “Normanna”, ideata e disegnata da Alessia D’Amico, che pesca tra le formelle e negli archetti per trovare la foglia d’oro dei mosaici della Cappella Palatina.
E ancora, “Normaniche”, collage di trame e tessuti di Roberta Barraja sulla parete dell’atrio principale di RISO. Al calare del sole accoglierà le proiezioni di Fabrizio Lupo, con scene di caccia dei mosaici delle stanze di Ruggero al Palazzo dei Normanni. “Sipario Mediterraneo”, frutto di un lento e minuzioso lavoro a quattro mani della scenografa Alessia D’Amico e la fiber artist Grazia Inserillo. “Ombre bianche sui muri”, installazione illuminotecnica di gobos e lamelle realizzata da Marcello D’Agostino sulle pareti del Museo; e le Sagome merlate in balcone di Tania Giordano, fantasmatiche presenze che si affacciano a bordo ringhiera, accogliendo il pubblico. Nel giardino del museo – recuperato e presentato per la prima volta – una capanna del Mali rivisitata dal CRESM e un suk ricreato con le “cabine” della spiaggia di Mondello. Nella Foresteria, la mostra “Cavalieri Antiqui”: modellini del teatro dei pupi, casotti de li vastasi e del luogo dove si raccontava il cunto, realizzati dai giovani dell’Accademia di Belle Arti; e le miniature di Gianfranco Di Miceli, di alcuni strumenti musicali rappresentati nelle muqarnas della Cappella Palatina. Soltanto questa mostra resterà visitabile fino al 30 giugno.
Gli spettacoli. Si inizia alle 19 con le marionette da tavolo manovrate a vista dell’Atelier La Lucciola, che le userà per raccontare tre avventure dello sciocco (ma furbo) Giufà, personaggio che si dividono un po’ tutti, i Paesi affacciati sul Mediterraneo. In programma i racconti: “Giufà e la statua”, “ Giufà e la tela” e “Giufà e la chioccia”.
lucciola

Nadia Parisi dell’Atelier La Lucciola

Alle 21, ritorna in scena uno spettacolo storico di Mimmo Cuticchio, quell’”Aladino di tutti i colori“ in cui il puparo veste i panni (arabescati) del Genio della Lampada, che appare ad un Aladino-pupo. Con il narratore iracheno Yousif Latif Jaralla; pupari: Giacomo e Tiziana Cuticchio, Tania Giordano e Floriana Patti.
Mimmo Cuticchio e Aladino

Mimmo Cuticchio e Aladino

“Ho scelto di riportare in scena “Aladino di tutti i colori” pensando ai bambini del mondo, accarezzandoli virtualmente con una favola che parla d’integrazione e convivenza – dice Mimmo Cuticchio.
Alle 22,30 questa prima giornata della Macchina dei Sogni si chiuderà con il fiorentino Giancarlo Bloise e il suo Cucinar Ramingo, “piatto” dai mille sapori e odori, tanti quante sono le lingue dei popoli. Bloise propone un curioso e raffinato viaggio nel tempo e nel cibo, e racconta con lievità da giocoliere la forza simbolica e sociale del mangiare e del saper immaginare insieme tra sedani e cipolle.
Cucinar ramingo

Cucinar ramingo

Testi di Giuliano Scabia, Giancarlo Bloise e Maurizio Meschia. In equilibrio tra il ritmo della narrazione e l’amore per le arti della cucina. INGRESSO LIBERO.

Un impegno verso la memoria della città: ricordare Giuseppe Pitrè, il suo lavoro, il suo studio, la catalogazione infinita di gesti, temi, giochi, indovinelli, frasi, canzoni, novelle, luoghi e oggetti che segnano l’anima più forte di Palermo. Per il secondo anno consecutivo “La Macchina dei Sogni”, il festival del teatro di figura creato da Mimmo Cuticchio trentatré edizioni fa, è quindi dedicata al grande etnografo siciliano, nel centenario della morte. E se l’anno scorso, il festival aveva trovato una sua ragion d’essere al Museo Etnografico che porta il suo nome e che custodisce tutto ciò che Pitrè aveva raccolto durante la sua esistenza, quest’anno “La Macchina” trova un nuovo luogo simbolico in piazza Sant’Oliva, dove è ancora la casa in cui lo studioso ha vissuto e un busto ricorda l’etnografo. Ma per la prima volta la piazza diventa un palcoscenico, anzi più palcoscenici: da venerdì 16 a domenica 18 settembre, narratori, artisti, attori, burattinai, favolisti invaderanno la piazza e proporranno spettacoli e performance. L’ingresso è libero, lo spettacolo serale sarà trasmesso da Radio3 Rai. La Macchina dei Sogni è promossa dal Comune di Palermo. “Mimmo Cuticchio è stato dichiarato cittadino onorario di Palermo proprio per aver saputo esprimere nella sua attività quella che è, e vorremmo che sempre più fosse, la cifra culturale della nostra città: coniugare radici ed ali, evitando al contempo il soffocamento da radici e la volubilità di ali senza solido ancoraggio”, spiegano il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alla cultura Andrea Cusumano.

 

“Ricordare Pitrè è un atto doveroso, un impegno verso la memoria più autentica della città di Palermo, profondamente influenzata ancora oggi da un tessuto teatrale e popolare tanto vivo quanto necessario – dice Mimmo Cuticchio – Le rappresentazioni, i canti, i cunti, persino i giochi dei fanciulli, sono un segno tangibile di alcune parti dello sterminato universo popolare che Giuseppe Pitrè documentò nei venticinque volumi della Biblioteca delle tradizioni popolari”.

 

Mostre e luminarie

Non solo spettacoli: la “Macchina dei sogni” racchiude mostre, scenografie, particolarissime illuminazioni – le Luminarie dei sogni, opera di sei giovani artisti (Martina Brancato, Alessia D’Amico, I mangiatori di patate, Grazia Inserillo, Gabriele Genova, Mattia Pirandello) – provenienti dalle scuole di scenografia e di scultura dell’Accademia di Belle Arti, saranno collocate sul prospetto della casa in cui visse e morì Giuseppe Pitrè – e l’arredo urbano ispirati ai temi dello studioso e al periodo in cui egli visse. E una mostra sul teatro popolare, più ampia e approfondita rispetto a quella dello scorso anno, coinvolge sia i docenti che gli studenti dell’Accademia, che ampliano uno studio iniziato due anni fa, sulle fiere e i teatri di legno (i famosi Casotti) costruiti nel Settecento alle porte della città, rifugio per i gruppi itineranti. La mostra “Viva Pitrè” è a cura di Fabrizio Lupo.

Burattino di Cesare Maschi

Burattino di Cesare Maschi

 

Il Centro di Teatro di Figura Nazionale

La Macchina dei Sogni” è da sempre occasione d’incontro e dibattito tra pubblico, artisti e studiosi. Anche quest’anno è prevista la presenza di personalità che a vario titolo si occupano da diversi anni di teatro di figura: Valentina Venturini (Università di Roma Tre), Veronica Olmi (presidente UNIMA Italia), Stefano Giunchi (regista di teatro di burattini), Piero Corbella (Grupporiani – Compagnia Colla di Milano), Bruno Leone (guarattellaro di Napoli), Roberta Colombo (Teatro del Drago di Ravenna), Paolo Comentale (Casa di Pulcinella di Bari), Enrico Spinelli (Pupi di Stac di Firenze), le compagnie palermitane di teatro di figura. Alla loro presenza “La Macchina dei Sogni” presenterà il progetto del “Centro di Teatro di Figura Nazionale”, che si costituisce a Palermo su iniziativa dei Figli d’Arte Cuticchio. Il Centro viene alla luce dalle viscere e dal cuore de “La Macchina dei Sogni”, con l’intento di stimolare e sviluppare una rete di collaborazioni con il contributo di tutte le realtà attive nel Teatro di Figura. “Una rete, si sa, non ha bisogno di una gerarchia, ma di discussione, intelligenze, condivisione di programmi, strategie – dice Mimmo Cuticchio – La grande battaglia per l’identità e per la dignità del settore l’abbiamo ormai dietro le spalle. Ora è il tempo della qualità dei progetti, dell’affermazione di una prospettiva per il futuro”.

 

Gli artigiani

Giuseppe Pitrè fu un narratore di uomini e tradizioni: nella “Macchina” non possono mancare quei mestieri che l’etnografo documentò con passione meticolosa. Ospitati nelle famose “cabine” che da inizio secolo accolgono i bagnanti sulla spiaggia di Mondello – anch’esse parte della memoria collettiva, concesse dalla Mondello Italo Belga – rinascono i mestieri artigianali che pochi affezionati tengono in vita: si potranno ammirare le icone bizantine di Stefano Canzoneri,  gli strumenti musicali di Gabriella Carlino e Gianfranco Di Miceli, i pupi palermitani di Nino Cuticchio, sbalzo dei metalli di Emanuele Salamanca, il puparo Francesco Salamanca, le antiche tappezzerie di Rocco di Cara, la pittura su vetro di Rosi Di Gaetano, i lavori in ferro diCarmelo Giuè, la pittura di carretti di Filippo Grillo, le statue dei presepi di Marco Guttilla, gli arazzi di Maria Grazia Inserillo, i giocattoli di Chiara Lo Galbo, le “pignate” di Luigi Schiavo, i lavori al tornio di Giuseppe e Guglielmo Vitrano.

I Fratelli Mancuso

I Fratelli Mancuso

Ritorna puntuale come ogni anno, La Macchina dei Sogni, il festival di teatro di figura dei Figli d’arte Cuticchio, che per il secondo anno consecutivo rende omaggio all’etnografo Giuseppe Pitrè. L’anno scorso la rassegna si è svolta al museo che raccoglie il lavoro dello studioso, quest’anno invece è stata scelta piazza Sant’Oliva, a pochi passi dalla casa in cui lo studioso ha vissuto. La Macchina dei Sogni si svolgerà quindi da venerdì 16 a domenica 18 settembre.

Lunedì 12 settembre, alle 10 a Palazzo delle Aquile, sede istituzionale del Comune – piazza Pretoria, a Palermo -, la presentazione della nuova Macchina dei Sogni, a cui partecipano teatranti, narratori, artigiani, allievi dell’Accademia di Belle Arti. Saranno presenti il sindaco Leoluca Orlando, l’assessore alla Cultura Andrea Cusumano e il puparo e cuntista Mimmo Cuticchio.