Saturday, December 16, 2017
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Petralia sottana ed Isnello sono due importanti paesi delle Madonie, il primo si trova a sud del Monte San Salvatore, una delle cime della parte meridionale del gruppo montuoso, il secondo a nord e alla base dell’altopiano carsico del Carbonara. Camminare dall’uno all’altro significa attraversare quasi per intero le Madonie toccandone le cime più alte. Passo dopo passo si dispiegano monti e valli, da sud a nord, su sentieri panoramici di cresta o vallate boscose. Attraversando faggete e querceti che in questa stagione assumono i colori caldi dell’autunno. Non è un percorso facile e richiede impegno fisico, buon equipaggiamento ed amore per la montagna. Mette insieme i più bei paesaggi madoniti per una esperienza positivamente indimenticabile.

Programma
Due giorni sulle alte Madonie – il 21 e 22 ottobre – con un pernottamento in tenda o in rifugio, a scelta soggettiva, a Piano Battaglia. Da Palermo a Petralia arriveremo sabato mattina con mezzi propri. Chi provenisse da altre città prenda accordi con la guida. Per tornare alle auto da Isnello, domenica sera, avremo un transfert locale privato.

sabato 21 ottobre. Raduno dei partecipanti a Piazzale Lennon/Giotto alle ore 6,45 e partenza alle 7,00 per Petralia. A piedi da Petralia per Ponte di Pietra, Madonna dell’Alto e Monte San Savatore, quindi Monte Quacella, Monte Daino e discesa al Vallone Faguara per le falde di Monte Daino. Dalle Faguara breve salita a Piano Battaglia dove si potrà scegliere se dormire in rifugio o montare la propria tenda. Cena in rifugio e pernottamento. Dislivelli: m1200 complessivi in salita m550 complessivi in discesa. Difficoltà: impegnativa (tre omini). Natura del percorso: sentiero, sterrata forestale, terreno naturale.

domenica 22 ottobre. A piedi da Piano Battaglia per salire a Pizzo Scolonazzo e quindi sull’altopiano carsico del Carbonara. Si scende per Valle Pelata e per il leggendario Vallone della Trigna fino ad Isnello. Da Isnello un trasportatore privato ci accompagnerà a Petralia a recuperare le auto. Dislivelli: m410 in salita e m1400 in discesa. Difficoltà: impegnativa (tre omini). Natura del percorso: sentiero, sentiero in parte sassoso, sterrata forestale.

Equipaggiamento: Scarponi da montagna collaudati, abbigliamento per l’escursionismo autunnale: pantaloni comodi, maglietta sotto e pile sopra, giacca a vento, cappello caldo di pile o di lana. Da mettere nello zaino oltre a qualche indumento di scorta anche borraccia per l’acqua e il pranzo al sacco (portare da casa il pranzo al sacco per il primo giorno), mantella, torcia elettrica o lampada frontale. Lo zaino deve essere il più leggero possibile (massimo 6/7 chili). La tenda ed il sacco a pelo (per chi dorme in tenda a Piano Battaglia) faremo in modo di lasciarli al posto tappa prima della partenza a piedi.

La traversata non prevede difficoltà tecniche particolari, ma considerando distanze e dislivelli quotidiani è consigiata solo a chi ha maturato un certo allenamento ed una certa esperienza in montagna.

Informazioni e prenotazioni: Giuseppe tel: 3403380245; email:artemisianet@gmail.com;
Prenotazione necessaria scrivendo una email o inviando un messaggio alla guida. Lasciando il proprio numero telefonco e la propria e-mail.

Quota di partecipazione €65. Comprensive di quota Artemisia, cena e colazione a Piano Battaglia, tranfert privato da Isnello a Petralia (con NCC).
Spese opzionali sono il pernottamento in rifugio e i pranzi al sacco.
Prevedere anche le spese di trasporto auto da e per le madonie, quantificabili in circa €20 ad auto (spese carburante) da dividere tra i passeggeri.

Itinerario in dettaglio di sabato:
Petralia sottana (partenza) m 975;
Ponte di Pietra m 920;
Portella Marruggi m 1204;
Monte Alto m 1819;
Monte San Salvatore m 1919;
Monte Quacella m 1869;
Monte Daino m 1786;
Case Faguara m 1407;
Piano della Battaglia (tappa) m 1572;

Itinerario in dettaglio di domenica:
Piano della Battaglia (partenza) m 1572;
Pizzo Scolonazzo m 1903;
Pizzo Carbonara m 1979;
Valle Pelata m 1769;
Serra Circio m 1671;
Vallone della Trigna m 1165;
Isnello (arrivo) m 584;

Artemisia, per il turismo naturalistico e culturale. Via serradifalco, 119 Palermo.www.artemisianet.it

Giuseppe Ippolito

Un Parco Astronomico di importanza mondiale, il primo che nasce nel Sud Italia e che abbraccia l’intero Mediterraneo. Si chiama GAL HASSIN e unisce la stazione di ricerca, posta nel sito osservativo astronomico più alto d’Italia, al nuovo planetario aperto al pubblico e alle scuole.  Un progetto di grande impatto per l’intero territorio delle Madonie, nel cuore della Sicilia: un investimento da 13 milioni di euro per far nascere il più importante polo astronomico italiano, su cui ha già messo gli occhi la comunità scientifica internazionale, prima fra tutte l’Agenzia Spaziale Italiana che su Monte Mufara (1.865 metri s.l.m.), a fianco del telescopio gigante del Gal Hassin, vuole montare il prototipo dell’innovativo fly-eye, strumento della classe 1 metro a grandissimo campo (49° quadrati), rivoluzionario, che servirà per dare la caccia agli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra,  per l’osservazione dei cosiddetti “detriti spaziali”. Se il progetto andrà in porto, GAL Hassin diventerebbe uno dei più importanti osservatori europei.
E mentre si aspetta la definizione del telescopio – entro due anni a Monte Mufara sarà impiantato il telescopio riflettore della classe di 1 metro, del tipo “a grande campo” (circa 7 gradi quadrati), robotico e fruibile “in remoto”, ovvero studenti e studiosi di tutto il mondo potranno accedere alla ricerca astronomica collegandosi al al centro operativo di controllo – domenica 11 settembre sarà inaugurato il grande planetario di Fontana Mitri, poco fuori il paese di Isnello, nel Palermitano. Un vero e proprio polo didattico divulgativo – aperto al pubblico e alle scuole -, dotato di un planetario digitale con una cupola di 10 metri di diametro; di una terrazza osservativa, con copertura mobile, dove sono montati 12 strumenti di osservazione, un radiotelescopio con parabola di 2,3 metri, un laboratorio astronomico all’aperto con orologi solari di vario tipo (Cerchio d’Ipparco, Plinto di Tolomeo, Rosa dei venti, Exhibit), un mappamondo monumentale con supporto ed asse di rotazione, un laboratorio solare in cui, tramite un eliostato, potrà essere proiettato su uno schermo il disco solare in tempo reale per la sua analisi. Naturalmente, del polo fanno parte sale con exhibit interattivi di vario tipo, un’esposizione dei principali tipi di meteoriti e due aule didattiche. Soprattutto le scuole, potranno partecipare a laboratori ed esperimenti sotto la guida degli astronomi. A servizio del Centro è stata realizzata anche una struttura ricettiva da 60  posti, per gli studenti che vorranno visitare il polo.
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Il polo astronomico permetterà un’immersione a 360 gradi nel mondo dell’astronomia, anche (e soprattutto) per i non esperti, gli studenti, gli appassionati che potranno seguire sul campo il lavoro degli studiosi
Un progetto di grande qualità, molto atteso dalla comunità internazionale che ha espresso formale interesse: dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), poi l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’Action Team on Near-Earth Objects (ONU), il  Near-Earth Object Program Office (JPL-NASA), Istituto di Astronomia e Astrofisica della Eberhard Karls-Universitat di Tübingen (Germania) e il Dipartimento di Matematica, Gruppo di Meccanica Spaziale dell’Università di Pisa.
Gli occhi della comunità scientifica sono quindi puntati su Isnello e sul posizionamento del telescopio di monte Mufara che vedrà “la sua prima luce” entro due anni, commissionato all’“Officina Stellare” di Sarcedo (Vi), una giovane realtà che si è fatta apprezzare a livello mondiale per le sue tecniche innovative e che ha contribuito alla realizzazione del telescopio infrarosso a bordo dell’osservatorio volante SOFIA (Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy), progetto congiunto tra Stati Uniti e Germania.
Con il telescopio di monte Mufara sarà possibile effettuare ricerche avanzate, dall’osservazione di pianeti extrasolari in orbita attorno a stelle vicine, al monitoraggio di stelle variabili e di nuclei galattici attivi, osservazioni fotometriche degli asteroidi Troiani e della Fascia Principale, monitoraggio dei detriti spaziali. Secondo l’astrofisico Giovanni Valsecchi “non ci sono attualmente nel continente europeo, e non ci saranno nel prevedibile futuro, telescopi con caratteristiche paragonabili a quelle dello strumento installato su Monte Mufara, che sarà adatto alla scoperta ed all’inseguimento di asteroidi pericolosi per la Terra”.
Perché Isnello?
Agli inizi degli anni ‘70 gli astronomi italiani indicarono i monti delle Madonie e, in particolare, la sommità di Monte Mufara (Piano Battaglia) come il luogo ideale per osservare il cielo e, dunque, il posto adatto dove ospitare il telescopio nazionale. La limpidezza del cielo, la lontananza da fonti estranee o inquinanti (anche le luci delle città) rendevano Piano Battaglia assolutamente perfetto per scoprire galassie, analizzare stelle, perdersi nell’immensità dell’universo. E’ stata scelta dunque la sommità di Monte Mufara (quota 1.865 metri, il sito osservativo astronomico più alto d’Italia), per ospitare il nuovo telescopio del GAL HASSIN, un investimento straordinario che è stato finanziato dal CIPE con sette milioni e mezzo di euro a cui se ne aggiungono altrettanti in strutture da parte del Comune e derivanti da ulteriori finanziamenti. Inoltre il Ministero dell’Università e della Ricerca ha recentemente assegnato un milione di euro all’INAF, per l’avvio delle attività di gestione del GAL HASSIN. A breve verrà istituita la Fondazione di partecipazione ONLUS che gestirà il Centro progetto (al fondatore promotore, il Comune di Isnello, si uniranno enti e istituzioni scientifiche, enti pubblici e persone giuridiche, pubbliche o private, italiane o straniere).
E’ proprio sottolineando il progetto del GAL HASSIN che l’Unione Astronomica internazionale, nel 2009, ha dato il nome “Isnello” all’asteroide 6168, tra Marte e Giove. E due anni fa, il nome “Pinomogavero” (dal nome del sindaco che ha fortemente voluto il progetto del Parco Astronomico) all’asteroide 4627 scoperto il 5 settembre 1985 da Henri Debehogne presso l’Osservatorio australe europeo (ESO, La Silla, in Cile).
Il GAL HASSIN non sarà slegato dal territorio, anzi: la sua nascita e crescita, oltre che riqualificare in termini di “cultura” un territorio regionale vasto, avrà inevitabili ricadute sul Isnello e l’intero comprensorio in termini di sviluppo durevole e sostenibile in aree di interesse paesaggistico. Un valore aggiunto per uno scenario naturale dalle eccezionali caratteristiche fisiche (meteo-climatiche, seeing, scarsissimo inquinamento luminoso) non riscontrabili in altre aree d’Italia. Senza contare che il lavoro di un piccolo comune come Isnello è un ulteriore passo nella delocalizzazione strategica.
Il Premio GAL HASSIN
Dal 2009, l’Amministrazione comunale di Isnello propone conferenze ed incontri con studiosi ed astronomi di caratura mondiale nell’ambito di una settimana di studi che si conclude con la consegna del PREMIO GAL HASSIN: una targa che viene assegnata ogni anno ad uomini di scienza che si sono distinti nell’ambito della ricerca o della divulgazione delle scienze astronomiche. Tra i premiati, Margherita Hack e George Fitzgerald Smoot III, cosmologo a Berkeley, in California, Premio Nobel per la Fisica nel 2006.
L’intero GAL HASSIN – Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche comprende
Una stazione osservativa destinata alla ricerca (sommità di Monte Mufara) che ospiterà un telescopio riflettore dotato di uno specchio primario della classe del metro, a grande campo (circa 7 gradi quadrati) robotico e fruibile “in remoto”. La zona prevista per la localizzazione del telescopio è la sommità di Monte Mufara (Piano Battaglia), a quota 1.865 metri s.l.m.  che risulta essere il sito osservativo astronomico più alto d’Italia. All’inizio degli anni ‘70 l’Astronomia italiana individuò Monte Mufara come il sito ideale per qualità di cielo dove collocare il telescopio nazionale. Con questo innovativo strumento di osservazione sarà possibile effettuare  le seguenti attività di ricerca:
Osservazioni astrometriche e fotometriche di near-Earth objects;
Afterglow di gamma-ray e X-ray burst;
Scoperta e osservazioni di pianeti extrasolari in orbita attorno a stelle vicine;
Monitoraggio fotometrico multispettrale di stelle variabili e di nuclei galattici attivi;
Osservazioni fotometriche degli asteroidi Troiani e della Fascia Principale;
Monitoraggio dei detriti spaziali.
Una stazione operativa e di controllo (contrada Mongerrati – Isnello).
Una struttura destinata alla divulgazione e alla didattica (contrada Fontana Mitri) dotata di un planetario digitale e ottico meccanico, con cupola di 10 metri di diametro, e con una capienza di 75 posti.
Una terrazza osservativa a copertura mobile con 12 strumenti di osservazione connessi a computer (2 telescopi riflettori Schmidt-Cassegrain da 280-mm f/10, uno in montatura altazimuthale e l’altro in montatura equatoriale; 2 telescopi rifrattori apocromatici da 150-mm f/8 in montatura equatoriale; un telescopio riflettore a grande campo, 400-mm f/4, in montatura equatoriale con campo corretto di circa 4° quadrati; 1 telescopio rifrattore apocromatico da 80-mm f/5; un telescopio Dobson 500-mm f/4,5; un telescopio Coronado per l’osservazione del Sole da 90 mm),  due binocoli, uno da 150-mm semiapocromatico e uno da 100-mm apocromatico o ED, e due copie di strumenti storici (il telescopio rifrattore di Galileo e il telescopio riflettore di Newton). Del polo fanno parte anche un osservatorio solare, dotato di un eliostato che proietta l’immagine del disco solare in una camera buia, e un’antenna radiotelescopica parabolica di 2,30 metri di diametro.
Una struttura museale
aule didattiche “interattive” tramite exhibit (simulatori idonei a potere effettuare esperimenti pratici di fenomeni fisici e astronomici). Un laboratorio solare in cui, tramite un eliostato, potrà essere proiettato su uno schermo il disco solare per la sua analisi. Tramite uno spettrografo si potrà ottenere lo spettro della luce solare.
Un laboratorio astronomico all’aperto
con orologi solari di vario tipo, Plinto di Tolomeo, Torre delle Meridiane, Cerchio di Ipparco, Rosa dei venti, Scala delle grandezze e distanze planetarie e  stellari, Scala del tempo, Parabole acustiche, Mappamondo monumentale con supporto ed asse di rotazione.
FINANZIAMENTI: 13 milioni di euro
Il “GAL Hassin – Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche” è stato realizzato grazie al finanziamento di € 7.500.000 del CIPE (Fondi FAS) del 6 novembre 2009. Un finanziamento di € 567.573, linea d’intervento 3.1.3.2 del PO FESR 2007-2013, ha consentito l’ampliamento delle strutture museali.
La ristrutturazione di edifici comunali, (€ 763.839,75, Centro vendita prodotti agricoli e caseari di Mongerrati) ha permesso la realizzazione di parte della struttura divulgativa – didattica, della struttura  operativa e di controllo  di Mongerrati e della Foresteria.
Il finanziamento PIST di € 1.764.101 ha consentito la ristrutturazione del camping (€ 2.326.638 camping con bungalow di Mongerrati). Per cui, il valore complessivo di strutture e strumentazione del Centro ammonta a € 12.922.151,00.
Un ulteriore contributo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di € 500.000 nel 2015 (programma FOE) ha consentito di avviare le attività di gestione nell’ambito di una convenzione con INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo.
COME NASCE IL GAL HASSIN
Il complesso montuoso delle Madonie è tra i siti osservativi astronomici migliori d’Italia. Poco dopo la metà del secolo scorso il mondo astronomico italiano pensò di dotarsi di un telescopio nazionale della classe di 3 metri di diametro: si iniziò allora a cercare il luogo migliore dove costruirlo. Vista la sua posizione, la Sicilia permetteva una migliore visione del cielo australe, più interessante dal punto di vista astrofisico. La scelta era confortata dalle esperienze osservative etnee, iniziate alla fine dell’800 e riprese nei successivi anni ’50 con la costruzione dell’osservatorio M. G. Fracastoro sul versante sud dell’Etna, a 1.750 metri di quota. La scelta per il telescopio nazionale cadde quindi sulle Madonie, in particolare su Piano Battaglia, altopiano con un’altezza media di 1.600 metri che raggiunge quote vicine ai 2.000 metri. I sopralluoghi condotti nell’estate del 1971 dal personale dell’Osservatorio Astrofisico di Catania confermarono la bontà del cielo, le favorevoli condizioni ambientali e l’elevato numero di notti di “osservabilità”. Il cielo delle Madonie è caratterizzato da un forte scintillio delle stelle nei primi 90 minuti dopo il tramonto, poi le stesse appaiono come “stampate” nel cielo e solo quelle sotto i 30° dall’orizzonte palpitano appena. Non successe nulla, ma a distanza di quarant’anni un piccolo comune come Isnello si è messo in testa di costruire un osservatorio di livello mondiale.
Dalla sua ha le condizioni meteorologiche e di osservabilità del cielo: conta, in media, un terzo delle notti annue fotometriche (almeno sei ore continuative di cielo sereno), un terzo parzialmente fotometriche (almeno tre ore continuative di cielo sereno) ed un terzo non utilizzabili per copertura nuvolosa. Queste caratteristiche, assieme al trascurabile inquinamento luminoso, pongono il cielo delle Madonie ad un elevato standard di osservabilità professionale. Sono tutte condizioni alla base dello studio di fattibilità, negli anni ’90 – su spinta di Mario Di Martino, astronomo INAF – Osservatorio Astrofisico di Torino, che portò al primo finanziamento della CIPE e  della Regione Sicilia per complessivi 250 milioni. Si passò quindi ad un primo progetto, nel novembre 2009, che ottenne il finanziamento da parte del CIPE di 7,5 milioni. Progetto poi rivisitato più volte e adeguato alle indicazioni espresse da Istituzioni scientifiche nazionali e internazionali.
La comunità scientifica internazionale
“Non ci sono oggi nel continente europeo, e non ci saranno nel prevedibile futuro, telescopi come quello che sarà installato sul monte Mufara; possiede caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto alla scoperta ed all’inseguimento di asteroidi vicini alla Terra. Il fatto di trovarsi al centro di una vasta area continentale sprovvista di altri telescopi simili, gli assicura un ruolo importante e centrale per queste attività”.
 (Giovanni Valsecchi, INAF – IAPS)
“ Il telescopio, oltre all’osservazione di un ampio campo di cielo, rappresenterà un ottimo banco di prova per il previsto fly-eye. Se usato da ricercatori e studenti, permetterà loro di acquisire competenze ed esperienza in un campo sia scientifico che tecnologico. La disponibilità di un tale strumento consentirà di mettere a punto sofisticate strategie di elaborazione di immagini (con decine di volte il numero di stelle in una sola immagine rispetto a quelle ottenute con il telescopio dell’ESA da 1 metro di apertura di Tenerife, alle Canarie)”.
(Detlef Koschny, Agenzia Spaziale Europea)
“Il telescopio da installare su monte Mufara è uno strumento con ottime potenzialità scientifiche nel panorama non solo italiano ma anche europeo e mondiale. Sono almeno due i temi scientifici che beneficerebbero di una facility di questo tipo: da un lato la ricerca e l’inseguimento rapido di asteroidi e comete e, dall’altro, la ricerca delle controparti elettromagnetiche di eventi di alta energia come onde gravitazionali e neutrini, nell’ambito di una nuova branca dell’astrofisica che prende il nome di multi-messengers, ovvero la combinazione di informazioni veicolate da particelle e campi diversi per studiare al meglio sorgenti celesti”.
(Fabrizio Fiore, Direttore Osservatorio Astronomico di Roma)
“La progettazione di queste infrastrutture ha colto in modo formidabile tutte le raccomandazioni di autorevoli istituzioni scientifiche internazionali, fra cui la NASA, l’ESA, l’ASI. Il Parco Astronomico delle Madonie coniuga sia aspetti di ricerca avanzata, che di divulgazione scientifica di grande rilevanza culturale e di impatto sul territorio. L’INAF, che ha in carico la gestione del finanziamento annuale allocato dal MIUR a questa iniziativa, giocherà un ruolo importante in questa impresa”.
(Nicolò D’Amico, Presidente INAF)
“Il Parco Astronomico delle Madonie è un’operazione di scienza e divulgazione di grande respiro, con un’importanza potenziale enorme per il sud dell’Italia. Le discipline scientifiche sono molteplici mentre gli aspetti divulgativi ed educativi possono costituire un motore essenziale per la creazione di vocazioni scientifiche non solo per il Sud ma per tutto il territorio italiano. È un esempio di best practice di come un piccolo comune possa impegnarsi in un grande progetto”.
(Roberto Battiston, Presidente Agenzia Spaziale Italiana).
Il 3 settembre nel nuovo polo astronomico verranno presentate le mostre:
EXOMARS (ROBOTIC EXPLORATION OF MARS)
a cura di Agenzia Spaziale Italiana (ASI)
LA MISSIONE DELLA SONDA ROSETTA ALLA COMETA 67P/CHURYUMOV-GERASIMENKO
a cura di Agenzia Spaziale Italiana (ASI)
PASSATO, PRESENTE E  FUTURO DELL’ASTROFISICA  IN ITALIA
a cura di Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)
IL TELECOPIO “A GRANDE CAMPO” DI ISNELLO
a cura di Officina Stellare
Orari: 10 > 12 e 16 > 19 .
Visite guidate dal 4 al 18 settembre (tranne 10 e 11 settembre)
Ingresso € 5,00
L’UNIVERSO IN UNA STANZA
Planetario. Il 4, 5, 8 settembre e dal 12 al 18 settembre
Ogni giorno, alle 19.  Ingresso € 5,00
Prenotazioni: 329 8452944 (Fabio Cangialosi)
IL LOGO DEL GAL HASSIN
Museo Trame di Filo, viale Impelliteri. Dal 12 al 18 settembre
Orari: 10 > 12 e 16 > 18. Ingresso libero
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