Monday, June 26, 2017
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Saranno proclamati sabato 19 novembre, alle ore 18 alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento, i vincitori della seconda edizione del Premio FAM Giovani per le Arti Visive dedicato agli artisti emergenti siciliani under 35. Le opere in gara, esposte dal mese di ottobre, sono state esaminate nelle scorse settimane dai componenti della giuria incaricati dall’associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento, promotrice della manifestazione. I giurati sono Michele Bonuomo (direttore del mensile Arte-Cairo Editore), Giovanni Giuliani (collezionista d’arte contemporanea e presidente dell’omonima fondazione romana), Marco Meneguzzo (docente dell’Accademia di Belle Arti di Brera) ed altri esperti. Ai tre vincitori in premio tre residenze d’artista. Oltre al premio della critica, sarà assegnato quello del pubblico che in queste settimane ha votato l’opera preferita. Il premio della giuria popolare sarà intitolato a Giusto Sucato, artista palermitano recentemente scomparso.

Gli artisti  in gara alla seconda edizione del Premio FAM giovani per le Arti Visive sono stati proposti da una commissione selezionatrice composta da storici e critici, curatori, artisti, galleristi e direttori di museo. Sono: Alessandro Bazan, Giusi Diana, Enzo Fiammetta, Daniele Franzella (vincitore dell’edizione 2014), Giuseppe Frazzetto,  Francesco Galvagno, Alfonso Leto, Massimo Ligreggi, Valeria Li Vigni, Ezio Pagano, Francesco Pantaleone, Filippo Pappalardo, Giacomo Rizzo, Giovanni Rizzuto, Antonio Sarnari, Sergio Troisi.

 

Il Premio FAM Giovani per le Arti Visive, notizie

Il PFG vuol essere una lente d’ingrandimento puntata sulla nuova generazione di artisti siciliani nel solco della continua attività di ricerca che hanno già distinto il lavoro delle Fabbriche Chiaramontane  verso artisti storicizzati. Dal 2001, infatti, gli spazi delle Fabbriche hanno ospitato decine di mostre con autorevoli curatele di critici e storici dell’arte che hanno mappato la produzione artistica in Sicilia del secolo scorso. Molteplici i linguaggi in concorso: pittura, scultura, video e fotografia, installazioni, performance, street art. Un catalogo (Ottocento Edizioni) curato dall’associazione, raccoglierà e documenterà tutta la produzione del PFG 2016.  Il Premio FAM Giovani per le Arti Visive è organizzato dall’associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento in collaborazione con il Parco della Valle dei Templi e il patrocinio del Comune di Agrigento. Le FAM sono visitabili dal martedì alla domenica (lunedì chiusi); orari 10.30-12.30 e 16-19.30; ingresso 1 euro.

 

 

ARTISTI IN CONCORSO

Dimitri Agnello, Giuseppe Alletto, Paolo Amico, Stefania Artusi, Campostabile, Filippo Cimino, Angelo Crazyone, Francesco Cuttitta, Giusi De Blasi, Claudia Di Gangi, Genuardi Ruta, Simone Geraci, Erika Giacalone, Luisa Giannì, Alice Grassi, Grazia Inserillo, Salvo Ligama, Gianfranco Maranto, Giovanni Marascia, Marilina Marchica, Miriam Pace, Francesca Polizzi, Alberto Amedeo Rescifina, Francesco Romano, Katia Scarlata, Federico Severino, Andrea Stepkova, Studio++, Francesco Surdi, Valerio Valino, Ilenia Vecchio, Giovanna Vinciguerra.

 

LA COMMISSIONE SELEZIONATRICE

Alessandro Bazan, artista, Docente di Anatomia Artistica all’Accademia di Belle Arti, Palermo

Giusi Diana, curatore indipendente, corrispondente dalla Sicilia per Arte e Il Giornale dell’Arte

Enzo Fiammetta, direttore Museo delle Trame Mediterranee |Fondazione Orestiadi di Gibellina

Daniele Franzella, artista e docente dell’Accademia di BBAA di Palermo. Vincitore edizione PFG 2014

Giuseppe Frazzetto, critico d’arte, Docente di Storia dell’Arte Contemporanea e dei Nuovi Media

Francesco Galvagno, collezionista

Alfonso Leto, Artista, docente di Arte e Immagine

Massimo Ligreggi, gallerista “Collica Ligreggi” (Catania)

Valeria Li Vigni, direttore Riso Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, Palermo

Ezio Pagano, direttore Museum Bagheria “Osservatorio dell’Arte Contemporanea in Sicilia”, Bagheria (Pa)

Francesco Pantaleone, direttore Galleria FPAC Palermo, Docente di Economia e Mercato dell’arte

Francesco Pappalardo, collezionista

Giacomo Rizzo, artista e docente dell’Accademia BBAA di Palermo

Giovanni Rizzuto, gallerista “Rizzuto Gallery” (Palermo)

Antonio Sarnari, curatore indipendente

Sergio Troisi, storico e critico d’arte

 

S’inaugura domani, venerdì 7 ottobre ore 18.30 alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento, la seconda edizione del Premio FAM Giovani per le Arti Visive dedicato agli emergenti siciliani under 35. Le opere degli artisti saranno esposte al pubblico fino al 20 novembre, il giorno prima invece (sabato 19) ci sarà la premiazione.

Per entrambe le manifestazioni, saranno presenti ad Agrigento gli artisti e la commissione di esperti che, nei mesi scorsi, ha selezionato i giovani per il concorso voluto dagli Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento, l’associazione fra collezionisti che dal 2001 gestisce l’attività delle Fabbriche Chiaramontane.

La commissione selezionatrice del Premio FAM Giovani per le Arti Visive è composta da storici e critici, curatori, artisti, galleristi e direttori di museo.  Sono :Alessandro Bazan, Giusi Diana, Enzo Fiammetta, Daniele Franzella (vincitore dell’edizione 2014), Giuseppe Frazzetto,  Francesco Galvagno, Alfonso Leto, Massimo Ligreggi, Valeria Li Vigni, Ezio Pagano, Francesco Pantaleone, Filippo Pappalardo, Giacomo Rizzo, Giovanni Rizzuto, Antonio Sarnari, Sergio Troisi.

A scegliere i 3 vincitori sarà la giuria composta da Michele Bonuomo (direttore del mensile Arte Mondadori), Giovanni Giuliani (collezionista d’arte contemporanea e presidente dell’omonima fondazione romana), Marco Meneguzzo (docente dell’Accademia di Belle Arti di Brera) ed altri esperti.

In premio tre residenze d’artista. A questi tre vincitori ufficiali si affiancherà una quarta nomination, quella del pubblico: nel corso dei 40 giorni di esposizione delle opere, infatti, i visitatori delle FAM potranno indicare le loro preferenze fra gli artisti in mostra votando su una scheda vidimata dall’associazione. Il premio della giuria popolare sarà intitolato a Giusto Sucato, artista palermitano recentemente scomparso.

Il Premio FAM Giovani per le Arti Visive, notizie

Il PFG vuol essere una lente d’ingrandimento puntata sulla nuova generazione di artisti siciliani nel solco della continua attività di ricerca che hanno già distinto il lavoro delle Fabbriche Chiaramontane  verso artisti storicizzati. Dal 2001, infatti, gli spazi delle Fabbriche hanno ospitato decine di mostre con autorevoli curatele di critici e storici dell’arte che hanno mappato la produzione artistica in Sicilia del secolo scorso. Molteplici i linguaggi in concorso: pittura, scultura, video e fotografia, installazioni, performance, street art. Un catalogo(Ottocento Edizioni) curato dall’associazione, raccoglierà e documenterà tutta la produzione del PFG 2016.  Il Premio FAM Giovani per le Arti Visive è organizzato dall’associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento in collaborazione con il Parco della Valle dei Templi e il patrocinio del Comune di Agrigento. Le FAM sono visitabili dal martedì alla domenica (lunedì chiusi); orari 10.30-12.30 e 16-19.30; ingresso 1 euro. Aperti sabato 1 novembre (Festa di Ognissanti).

ARTISTI IN CONCORSO

Dimitri Agnello, Giuseppe Alletto, Paolo Amico, Stefania Artusi, Campostabile, Filippo Cimino, Angelo Crazyone, Francesco Cuttitta, Giusi De Blasi, Claudia Di Gangi, Genuardi Ruta, Simone Geraci, Erika Giacalone, Luisa Giannì, Alice Grassi, Grazia Inserillo, Salvo Ligama, Gianfranco Maranto, Giovanni Marascia, Marilina Marchica, Miriam Pace, Francesca Polizzi, Alberto Amedeo Rescifina, Francesco Romano, Katia Scarlata, Federico Severino, Andrea Stepkova, Studio++, Francesco Surdi, Valerio Valino, Ilenia Vecchio, Giovanna Vinciguerra.

 

LA COMMISSIONE SELEZIONATRICE

Alessandro Bazan, artista, Docente di Anatomia Artistica all’Accademia di Belle Arti, Palermo

Giusi Diana, curatore indipendente, corrispondente dalla Sicilia per Arte e Il Giornale dell’Arte

Enzo Fiammetta, direttore Museo delle Trame Mediterranee |Fondazione Orestiadi di Gibellina

Daniele Franzella, artista e docente dell’Accademia di BBAA di Palermo. Vincitore edizione PFG 2014

Giuseppe Frazzetto, critico d’arte, Docente di Storia dell’Arte Contemporanea e dei Nuovi Media

Francesco Galvagno, collezionista

Alfonso Leto, Artista, docente di Arte e Immagine

Massimo Ligreggi, gallerista “Collica Ligreggi” (Catania)

Valeria Li Vigni, direttore Riso Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, Palermo

Ezio Pagano, direttore Museum Bagheria “Osservatorio dell’Arte Contemporanea in Sicilia”, Bagheria (Pa)

Francesco Pantaleone, direttore Galleria FPAC Palermo, Docente di Economia e Mercato dell’arte

Francesco Pappalardo, collezionista

Giacomo Rizzo, artista e docente dell’Accademia BBAA di Palermo

Giovanni Rizzuto, gallerista “Rizzuto Gallery” (Palermo)

Antonio Sarnari, curatore indipendente

Sergio Troisi, storico e critico d’arte

Opere impalpabili, di vetro e di carta, fragili come può essere fragile il tempo. Ma che, contemporaneamente, assorbono la tradizione del loro Paese e la trasportano indenne ai giorni nostri. Yumiko Kimura, scultrice, lavora materiali non convenzionali, cercando di catturare la luce; Jun Sato, fotografo, esalta la forma geometrica e la trasferisce su carta che sa di antico. I due artisti giapponesi, uniti dalla comune ricerca formale, sono i protagonisti di un inedito percorso che attraversa i secoli.

Le loro opere, infatti, esposte prima all’interno della Valle dei Templi di Agrigento e poi alla FAM gallery, riescono a far rivivere le antiche pietre e, nello stesso tempo, dialogano con il futuro. Il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con la FAM Gallery, presenta dunque la mostra, “Universi Geometrici. Yumiko Kimura e Jun Sato”, a cura diCristina Costanzo, patrocinata dal Museum of Geometric and MADI Art di Dallas e inserita nel calendario delle celebrazioni ufficiali del 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia. La mostra si inaugura venerdì 23 settembre alle 17,30, all’ex Scuola rurale (via Passeggiata archeologica) nel cuore del Parco, che la ospita fino a mercoledì 28. Visite tutti i giorni 9-13 / 16 -19. Ingresso gratuito. Dall’1 al 30 ottobre le opere di Yumiko Kimura e Jun Sato saranno esposte alla FAM Gallery di Agrigento (via Atenea 91). Inaugurazione alle 19. Visite dal martedì alla domenica 17,30-20,30.

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Il progetto espositivo raccoglie le opere, più recenti e orientate alla geometria, dei due artisti giapponesi, capaci di instaurare “un inedito dialogo non soltanto tra loro ma anche con lo straordinario luogo che le accoglie, offrendo così ampi orizzonti di pensieri e nuove affascinanti prospettive culturali”, spiega Cristina Costanzo. Una mostra che nasce “con l’intento di far incontrare il mito, la storia di Agrigento, terra per antonomasia dei greci, con il contemporaneo, inteso come forma di espressione artistica”, spiega Stefano Fossati, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Osaka.

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Yumiko Kimura (Tokyo, 1961) ha studiato arte e design tra Giappone, Italia e Francia, maturando un linguaggio cosmopolita. Definita da Sakae Hasegawa poétesse du verre, impiega il vetro industriale float esplorandone le caratteristiche ottiche: disegno, taglio, lucidatura e collage non sono altro che elementi ricorrenti che danno vita a spirali, curve sinuose, angoli, movimento. Nel 2005 a Parigi, dove vive dal 1999, Yumiko entra in contatto con le idee del Madi – movimento fondato nel 1946 a Buenos Aires da Carmelo Arden Quin – e ne condivide i principi di “non espressione, non rappresentazione, non simbolizzazione”. Il Madi stimolerà l’artista giapponese a superare i condizionamenti della tradizione, l’uso di materiali non convenzionali e la forte valenza ludica. Il passo ulteriore la porterà verso forme geometriche che lasciano le pagine per divenire pure opere d’arte.

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Le opere di Jun Sato (Tokyo, 1947), che si è formato tra Tokyo, Bordeaux e Parigi, sono invece immagini puramente geometriche, la cui unicità è insita nel loro originale processo creativo. Jun Sato elabora un modello di carta secondo le antiche tecniche orientali dell’origami (折り紙) e del kirigami (切り紙) e successivamente realizza fotografie digitali, su cui interviene con la rielaborazione dei rapporti di luce e colore. Grazie all’esperienza maturata tra l’Oriente e l’Occidente, il suo immaginario vive di una cultura figurativa articolata che conosce a fondo l’arte europea del XX secolo e la tradizione giapponese, evocata nel ricorso alle tecniche di lavorazione della carta e nell’alternarsi del vuoto e del pieno secondo i principi Zen. Anche Sato abbandonerà felicemente la figurazione per approdare alla più recente serie di fotografie geometriche, esaltate da ritmo e luce.

 

Un omaggio ad Agrigento che nel suo immaginario diventa Girgenti, luogo di un passato prossimo appena trascorso del quale si ricorda la bellezza, da cui trarre sensazioni. Nascono per strada, gli acquerelli di Simone De Marco, classe ’84, protagonista della nuova mostra alla FAM Gallery (via Atenea) di Agrigento che decide di scommettere su un giovane artista che rende un tributo alla Sicilia. Una trentina di lavori raffinati, concepiti proprio per “Around Girgenti”, la mostra che si inaugura il prossimo sabato (30 luglio) alle 19 e resterà esposta fino al 28 agosto.

De Marco mostra un tratto immediato, la sua maggiore qualità è di certo la spontaneità, la mancanza di costruzione che lo allontana dalla grande tradizione dei paesaggisti, sposando invece la lezione del noto acquarellista Alvaro Castagnet, di cui è allievo. Dai lavori di De Marco si coglie l’impressione di una bellezza che resiste alle insidie del presente urbano e caotico. Acquarelli en plein air che ritraggono luoghi cari alla memoria, suggestioni antiche, angoli della Agrigento medievale, piazze, viuzze, il mare, cui De Marco tenta di restituire l’originaria bellezza. Le scelte cromatiche, le disposizioni dei piani, delle forme, la pennellata a volte definita a volte sfumata, conducono ad un linguaggio che trascrive dal vero emozioni e intuizioni mai prevedibili che l’artista confina in un’affascinante sintesi.

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La forza sta nei particolari, la bellezza nello scorcio: un riflesso sull’acqua, la forza baluginante del tufo di un tempio, la percezione caotica di una via brulicante, perfino uno scarto di frana del Rabato. Secondo Paolo Minacori, curatore di Fam Gallery, “Simone De Marco non compie un viaggio nostalgico tra i ricordi della vecchia Girgenti, piuttosto declina un monito: la bellezza non è perduta, va disvelata attraverso la sua riscoperta, lui la compie lavorando sull’essenziale, giocando sulle forme, agendo sulla sottrazione del ridondante”. Tra storia e modernità.

“Rinnovando tradizioni letterarie e repertori iconografici consolidati nel tempo, l’intensità lirica delle vedute iridescenti e gentili di De Marco restituisce allo sguardo, paesaggi cari – scrive Cristina Costanzo nella presentazione in catalogo – marine dove il tempo sembra essersi fermato: la splendente Scala dei Turchi o la più intimista Torre di Carlo V; scorci urbani quotidianamente vissuti come il quartiere Rabato, via Atenea, viale della Vittoria, la Stazione, in cui la figura umana è depositaria di un muto dialogo con lo scenario di cui è parte inscindibile”.

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Simone De Marco è nato a Mussomeli (Cl) il 21 marzo del 1984. Fin da piccolo ha mostrato interesse verso l’arte, passione trasmessa dal nonno e dal padre. La sua predilezione per l’acquerello nasce sei anni fa. Dopo i primi due anni di sperimentazione da autodidatta decide di frequentare un workshop di Alvaro Castagnet, considerato tra i migliori acquerellisti al mondo. E’ lui a spingere il giovane Simone a sconfinare dal metodo dei puristi, spronandolo nell’osare avvicinarsi alla realtà in maniera più forte, quasi con selvaggia spontaneità. Tornato in Sicilia, De Marco continua la sua esperienza, partecipa a molte estemporanee e ottiene più di venti premi in giro per l’Isola. Tra collettive e personali, ha esposto all’auditorium San Gerlando a Porto Empedocle, al circolo dei nobili di Caltanissetta, allo spazio espositivo Sant’Antonino a Casteltermini, alla Galleria delle Vittorie, alla Galleria d’arte moderna di Mussomeli. Predilige la pittura en plein air, passione che lo ha portato spesso a viaggiare per dipingere, le sue mete preferite sono Londra e Amsterdam. Vive e lavora tra Agrigento, Casteltermini e Palermo dove si sta per laureare in Scienze Biologiche.

Nella foto: SIMONE DE MARCO, Muro di tufo al Rabato, 2016, 38×55 acquarello su carta di cotone.

Le opere di Simone De Marco sono prodotte su carta in cotone 100% grain torchon Arches o Canson da 300 gr., con colori Winsor & Newton, Holbein e Daniel Smith (acquarello in tubetto). I colori sono tutti composti da pigmenti naturali, miscelati con glicerina e gomma arabica. Tutte le opere sono stare realizzate nel 2016, misurano cm 38 x 55.

Provenienti da Roma, dove sono state esposte alla Camera dei Deputatinel marzo scorso, approdano alla FAM Gallery di Agrigento otto raffinatissime – e per certi versi profetiche – opere di Michele Cossyro protagoniste della mostra “Buchi neri e pieghe cosmiche”, con la presentazione di Bruno Corà.

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Concepita come una “riduzione” dell’esposizione romana, quella di Agrigento – in programma dal 18 giugno e fino al 24 luglio – sarà un’opportunità straordinaria per provare a curiosare e fantasticare sulle più recenti e misteriose scoperte dell’universo siderale: i buchi neri, appunto, e quelle onde gravitazionali intuite da Einstein e recentemente confermate dagli scienziati la cui rappresentazione tridimensionale Cossyro sembra avere sorprendentemente anticipato sin dai primi anni Duemila. Il riferimento è al ciclo dei Black Holes: opere realizzate  con tecniche artigianali tramite legni d’ulivo successivamente lavorati a listelli e intrecciati alla stessa maniera dei pescatori che realizzavano le “nasse”. Proprio il reticolo di queste forme sembra rievocare le linee, le trame dei campi gravitazionali e quelle curve – le stramature – che piegano lo spazio.

Alla Fam, le stupende Fabbriche Chiaramontane di Agrigento, già dal 3 giugno trovate  – organizzata dall’associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento per il calendario 2016 – la mostra panoramica delle creazioni più significative di Antonio Freiles (Messina, 1943). L’esposizione “La ripetizione differente. Opere dagli anni ’70 ad oggi”, è a cura di Franco Fanelli e Willy Montini e  propone dai grandi oli su tela apparentemente monocromatici degli anni Settanta, dalle tonalità brillanti e profonde del rosso, del giallo e dell’arancio; alle Chartae realizzate a mano in polpa di cellulosa amalgamata a coloranti industriali; fino agli Eminentia, che trasformano l’integrità percettiva dell’opera murale nella rivelazione sequenziale del libro; infine il ritorno alla tela, dove alla pittura ad olio si aggiunge la grafite che disegna strutture, geometrie, architetture definite ed al contempo lontane.