Tuesday, November 21, 2017
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L’abate Vito Maria Amico, nel “Lexicon topographicum siculum” del 1759, descrive il “Capilleris Nemus” come vasto e folto di vegetazione arbustiva ed arborea e ricchissimo di fauna. Il suo testo in latino è tradotto in volgare un secolo più tardi dal gesuita bibliografo Gioacchino Di Marzo (1858): “Voscu di lu Cappidderi (V.M.) [Val di Mazara, n.d.r]. Si appartiene al Vescovo di Morreale, notato al num. 43 nei diplomi di questa chiesa, appresso l’antico Parco, trai territorii di Corleone, Piana e Marineo e occupa le radici della montagna Busammara. Stendesi ampiamente in gineprai, selve, cavernosi dossi, occupato da querce, elci ed altri alberi; abbonda dappertutto in porci, damme, cervi, conigli e in fiere”. Il Bosco del Cappelliere indica oggi la parte più settentrionale del bosco che alligna tra il paese di Marineo, a nord, e Rocca Busambra. Il botanico Filippo Parlatore, nel 1848, riporta i toponimi Bosco del Cappidderi ed ex nemore del Cappidderi. Sulle carte dell’IGM (1968) è riportato Bosco del Cappelliero (con la o finale), mentre la denominazione dell’attuale riserva naturale regionale riporta “Cappelliere”. L’origine del toponimo è piuttosto oscura: “u cappidderi” in siciliano è un produttore di cappelli (un cappellaio) raramente usato in senso metaforico come attaccabrighe. Oppure è il nomignolo attribuito ad una pianta del bosco piuttosto rara (da noi) e dai frutti a forma di cappello: il Paliurus spina-christi. Il bosco da queste parti è misto. Si intrecciano rimboschimenti di pino, eucalitto, frassino e castagno insieme a boschi e boscaglie di roverella, cerro, leccio, acero e orniello. Il terreno è una alternanza di rocce arenarie e argille dell’Oligocene …
Programma
Appuntamento a Palermo a Piazzale John Lennon alle ore 8,20 e partenza alle 8,30 per Marineo e Base Scout AGESCI “Massariotta”. Appuntamenti diversi, per chi proviene da altre città, da concordare con la guida. Anello nel Bosco del Cappidderi per Piano Rineddi, Piano Cancemi, Torre del Bosco, Cozzo Cucciddu e Piano del Salice. Pranzo al sacco proprio. Rientro a Palermo alle ore 17.00
Informazioni e adesioni: cellulare 3403380245 o email info@artemisianet.it (Giuseppe).

Equipaggiamento: scarponi per l’escursionismo, abbigliamento sportivo, zaino per acqua, pranzo al sacco e indumenti di scorta per eventuali pioggia o freddo.

Dislivello: m 360 circa;
Lunghezza del percorso: km 10 circa;
Natura del percorso: sterrata e sentiero;
Difficoltà: facile, un omino;
Quota di partecipazione: €8 (gratuito per minorenni).
Contributo spese di trasporto per chi fruisce di passaggio altrui: €4
vedi anche:
Giuseppe Ippolito

Tema ancora aperto di uno scempio ambientale, il fiume Oreto conserva, lungo il suo percorso, la presenza di rare specie sia floristiche sia faunistiche che hanno una limitata distribuzione in Europa,
o addirittura in via di estinzione.
Terradamare | Cooperativa Turistica e VediPalermo, in collaborazione con Palma Nana, organizzano un’escursione al fiume Oreto, dalla foce alla sorgente.
Una vera e propria esplorazione del fiume di Palermo, immerso in un paesaggio contraddittorio e unico nel suo genere, fatto di scarichi fognari ma anche di una natura di grande bellezza.

Lungo il tratto dal Ponte a mare fino alla foce sul mare, si potrà osservare la parte degradata ma anche alcune specie faunistiche di rilievo. Essendo in piena epoca di migrazione, alla foce si incontraranno
infatti anche alcune specie stanziali e migratrici come l’Usignolo di fiume e il Martin pescatore.
Trasferimento nel comune di Monreale presso l’affioramento di sorgente Fontana lupo, passeggiando in piena Conca d’Oro fino a raggiungere la Sorgente dell’Oreto.
Qui, per chi sarà attrezzato (si consiglia attrezzatura da mare: scarpe da scogli e costume) si faranno 4 passi sul fiume: un posto inaspettato per la sua bellezza selvaggia, suggestiva, in una gola tra rocce.
Si osserveranno, tra le altre bellezze, la pianta Carex panormitana, rarissima pianta acquatica.
 
Appuntamento presso l’Ecomuseo Mare Memoria Viva c/o ex deposito locomotive di Sant’Erasmo e arsenale della marina regia, via Messina Marine 20, alle ore 10 per una breve perlustrazione della foce
dove si potranno osservare svariate specie di uccelli, nonostante il degrado ambientale.
Successivamente ci sposteremo nei pressi della città dove scopriremo tratti di fiume incontaminati ricchi di una flora spontanea unica, raggiungendo la sorgente ancora non compromessa.
L’obiettivo di questa escursione è evidenziare la grande differenza a distanza di pochi chilometri e capire cosa sta perdendo la città di Palermo, e come sia possibile un futuro per l’Oreto e inevitabilmente
per la nostra città.
Ad accompagnarci lungo questo affascinante e controverso percorso: Davide Bonaviri (WWF).

L’escursione fa parte di ECOTU, tour ecologico ed eco cittadina per il fiume simbolo della città di Palermo che da giugno di quest’anno, attraverso eventi locali, ha attivato l’incontro tra chi ha interesse
e volontà rispetto a tematiche ecologiche in generale, sul fiume Oreto e Palermo nello specifico, interessi culturali, musicali, cinematografici e documentaristici, appassionati di sport, natura e avventura e ne
racconta gli esiti attraverso video diffusi dalle pagine social di VEDIPalermo e i suoi partner.
A sostenere l’iniziativa, anche il Comitato Salva l’Oreto che,  per la sua rivalutazione e salvaguardia, ha candidato il fiume Oreto al concorso “I luoghi del cuore”  promosso dal FAI.

Oreto . La foce e la sorgente
Escursione alla scoperta del fiume palermitano.
18 settembre 2016 ore 09:00 Costo: € 35*
Durata 6 ore circa | Difficoltà: medio-bassa
Spostamento con mezzi propri. Attrezzatura da trekking
Appuntamento: Ecomuseo Mare Memoria Viva, via Messina Marine, 20
Prenotazione obbligatoria: eventi@terradamare.org | 392.8888953 | www.terradamare.org/infoline
 
*La quota comprende: pranzo a sacco, servizio accompagnamento e assistenza esperto WWF
 
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Il fiume Oreto nasce circa 22 km a sud di Palermo e scorre all’interno del tessuto urbano del capoluogo siciliano per poi sfociare nel Tirreno. Anticamente ricco d’acqua e di pesci, alimentava numerosi
mulini appena fuori dalle mura della città.
Con la selvaggia espansione urbana degli anni ’70 (il “Sacco di Palermo”) più di 380 milioni di metri cubi di cemento ricoprirono la Conca d’Oro e l’Oreto fu inglobato dal tessuto urbano e ridotto a scarico
fognario di interi quartieri. Oggi è uno degli esempi di degrado ambientale (e sociale) della Sicilia, che mostra come sia facile arrivare, in pochi decenni, all’abbandono totale di un fiume da parte della comunità.
(fonte: The Raftmakers)

Ci segnala Giuseppe Ippolito, di Artemisia, una passeggiata alle Gole del Drago il 16 luglio. Ecco alcuni dettagli.

Il Fiume Belìce ha due origini: il Belìce Destro, che nasce dal Monti di Piana degli Albanesi, ed il Belìce sinistro, che è alimentato dalla Rocca Busambra e dal Bosco della Ficuzza.

Le Sorgenti perenni del Belìce sinistro si trovano lungo il letto del Fiume Frattina in mezzo ad una suggestiva successione di cascatelle e marmitte d’erosione fluviale. A monte delle sorgenti il Frattina ha regime torrentizio e va in secca stagionale, a valle diventa fiume e, prima di procedere tra i canneti assediati da colline d’argilla arate e coltivate a grano, forma un’ampia e profonda piscina, rifugio di tartarughe palustri, granchi, natrici, pesci e occasionalmente… di escursionisti.

Equipaggiamento

Scarponi con suola antiscivolo, scarpette da scoglio per il bagno, vestiti leggeri e costume da bagno, acqua e pranzo al sacco.

Scheda tecnica

Dislivello: m160 discesa e salita;

Lunghezza del percorso: 4km circa andata e ritorno;

Difficoltà: E (due omini), per via di alcuni passaggi attraverso fitta vegetazione e per l’irregolarità del letto del fiume.

Programma

Raduno dei partecipanti a Palermo alle ore 8.30 in Piazzale Lenno/ex Giotto. Per chi proviene da altre città raduno a Ficuzza (Corleone Pa) di fronte alla Casina di Caccia di Ferdinando IV Borbone alle ore 9.30. Proseguimento verso Corleone, SS118, fino al km 24,5. A piedi lungo la ex linea ferrata e poi a margine di campi agricoli fino al letto del fiume. Esplorazione del sito a monte e a valle, pranzo al sacco e bagno. Ritorno per lo stesso itinerario.

Per la delicatezza di questo ambiente umido chiudiamo le iscrizioni a un massimo di 15 partecipanti.

Quota di partecipazione €8;

Contributo spese di trasporto, (per chi fruisce di passaggio auto): €4;

Prenotazione necessaria telefonando o inviando un messaggio alla guida Giuseppe 3403380245.

Artemisia,

via Serradifalco, 119. 90145 Palermo, artemisianet@gmail.com www.artemisianet.it

Il Solstizio d’estate è il giorno più lungo dell’anno e segna ufficialmente il passaggio dalla primavera all’estate.

Sono molte le leggende e i riti legati a questo giorno. A San Vito Lo Capo, si è deciso di salutare l’estate immersi nella natura della Grotta dei Cavalli.

Per partecipare occorreva prenotare dieci giorni prima, ma ci piace segnalare tutte le iniziative naturalistiche che si legano all’incanto e alla magie dei luoghi.

Se non conoscete la Grotta dei Cavalli questa è un’occasione per spendere qualche riga sulla sua bellezza e particolarità, nella grotta infatti si trova un affascinante complesso pittorico, scrive Sebastiano Tusa:

“Tra queste raffigurazioni compare anche un arciere che insegue una figura zoomorfa di difficile interpretazione. In via del tutto preliminare si propone la datazione del complesso all’eneolitico individuando delle convergenze espressive con la decorazione lineare della ceramica della facies di San Cono- Piano Notaro e sulla base del confronto con i complessi pittorici di Levanzo e Porto Badisco che risultano precedenti sia stilisticamente che iconograficamente”.

Alla grotta incontrerete il nostro passato e ammirerete pitture rupestri risalenti all’Eneolitico iniziale (III° millennio A.C.).

Se volete partecipare ad altre escursioni e prenotarvi per tempo questi i numeri di riferimento: Stefania 3470683014 – Pietro 3270350407 – Filippo 3315771484.

Ma un bosco cos’è? Un luogo dove perdersi e fare strani incontri come ci insegna la letteratura fiabesca o un posto dove ricongiungersi con la natura? Di certo va rispettato, come ecosistema ambientale. “Attraversare il bosco” è attraversare diversi aspetti della nostra anima, introdursi in un altro mondo, come suggerisce quest’escursione ricca di suggestioni a cominciare dall’idea di leggere, durante la passeggiata, alcuni versi  dedicati alle querce del poeta tedesco Friedrich Hölderlin (la poesia costituirà solo un breve momento).
Il 16 aprile sarà soprattutto un’occasione per conoscere, a piedi il Bosco del Cappelliere.

Non vi resta che vivere l’esperienza. A seguire le info tecniche.

Raduno dei partecipanti alle ore 8.00 a Piazzale Giotto/Lennon a Palermo. Partenza alle 8.15 per Marineo e Contrada Quattro Finaite dopo aver lasciato un’auto al Ponte dell’Arcera. A Piedi per Gorgo del Drago di Godrano, Torre del Bosco e Piano Rineddi. Rientro previsto a Palermo per le 18.00.

Scheda tecnica:
Lunghezza del percorso: km 8 circa;
Dislivello: m200 circa in salita e m400 circa in discesa;
Difficoltà: facile;
Natura del percorso: sterrate e sentieri;

Quota di partecipazione: €8;
Contributo spese di trasporto per chi usufruisce di passaggio auto: €3;

Prenotazione necessaria telefonando alla guida o mandando una email: Giuseppe 3403380245; giuseppe@artemisianet.it;

Artemisia, per il turismo naturalistico e culturale. Via Serradifalco, 119. Palermo. www.artemisianet.it

Da Palermo, con il consueto appuntamento a piazzale Giotto (adesso intitolato al Beatles Lennon), si può partire per una piccola avventura di trekking. Se volete superare il concetto tradizionale di gita fuoriporta o picnic del Lunedì dell’Angelo, ecco una pasquetta, utile a ricongiungersi con l’amore per la natura in rinascita. Un’escursione su una delle più belle cime di Sicilia. In dialetto la chiamano “a ramusa”, il riferimento è all’intrico di rami, il significato è “quella cosa ricca di rami (d’albero)” tradotto dai “piemontesi” in Alpe Ramosa. Il torrione isolato si trova nei pressi del Bosco della Ficuzza e Rocca Busambra, a vederlo è un colpo d’occhio, un frammento di lecceta sospeso nel vuoto, circondato da altissime pareti di roccia (prediletto dagli arrampicatori). Nonostante l’aspetto inaccessibile esiste una via d’accesso, non facilissima, ma neppure troppo complicata, attarverso cui le guide di Artemisia condurvi.
http://www.artemisianet.it/ramusa.htm

Programma

Partenza da Piazzale Lennon alle 7,30 per Ficuzza e Contrada Bufarera. a Piedi per sentiero e pendio erboso fino alla Fonte Ramusa e poi Sella Ramusa, quindi per sentiero roccioso alla Rocca. Ritorno alle auto compiendo il periplo della Rocca. Per chi volesse partecipare, ma non avesse voglia di percorrere il tratto roccioso del sentiero, può aggregarsi fino alla erbosa sella ai piedi della Ciacca di Bifarera. Pranzo al sacco proprio. Rientro a Palermo previsto per le 18.00.

Quota di partecipazione €8;
Contributo spese carburante per chi fruisce di passaggio: €4;

Necessaria prenotazione telefonando a Giuseppe: 3403380245;

Scheda tecnica

dislivello: m 500;
lunghezza de percorso: km 10;
difficoltà: media, due-tre omini;
natura del percorso: sterrata, sentiero, pendio erboso, breve tratto di sentiero roccioso;

Artemisia, società cooperativa a r.l. per il turismo sostenibile e l’educazione ambientale. Via Serradifalco, 119 – 90145. Palermo. Tel. 3403380245; E-mail: artemisianet@gmail.com Sito: http://www.artemisianet.it/

Una domenica, un clima mite, un’escursione vicino alla città di Palermo. Succede il 28 febbraio, organizzato da Outdoor, Green Siciliy. Attraversare una Valle quella del Belice, che tanto significa per i siciliani in termini di storia, tradizioni e sapori, e ritrovarsi nella valle del Platani, muoversi fra scenari che hanno visto movimenti tellurici, la forza esplosiva della natura, la bellezza scintillante, proprio in questo periodo, a ridosso della primavera, in pieno risveglio. L’escursione di Monte Cammarata, che costituisce la vetta più del comprensorio dei Monti Sicani, si può affrontare senza troppe difficoltà. La montagna si lascia esplorare e conoscere. Se il cielo è limpido lo sguardo può spaziare fino a incontrare le sagome di altre alture, comprese l’Etna, in alcuni punti, e le dirimpettaie Madonie. Sul Monte si trovano eremi, grotte, e una pace meditativa.
Nello specifico, durante l’escursione organizzata da Green Sicily, può accadere di incontrare diverse specie di uccelli quali l’upupa, il picchio rosso maggiore, la cinciallegra e diversi rapaci come il falco pellegrino, il gheppio, la poiana e il lanario, insieme a tracce di mammiferi quali la volpe e l’istrice.
Il percorso sarà lungo 7,7 km circa; durerà sei ore e si snoderà fra i sentieri, come riporta la scheda tecnica
Quota minima: 853 m slm
Quota massima: 1.255 m slm
Dislivello: 402 m
Difficoltà: T
Abbigliamento: Obbligatori scarponcini da trekking, felpa, giacca a vento/impermeabile, guanti, berretto.
Pranzo a sacco.
Costo: euro 7,00. I bambini sotto i 12 anni non pagano.
Appuntamento: ore 9,30 piazza Padre Puglisi (Belvedere) – Cammarata
L’escursione sarà guidata dalle guide AIGAE Adriano, Calogero e Claudio. Prenotazione obbligatoria inviando email a: outdoor@greensicily.net
oppure sms al numero 3466778346 indicando numero di partecipanti e recapito cellulare.