Tuesday, September 17, 2019
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Sulle tracce di chi arriva, portando con sé la polvere del viaggio, la paura del domani, la voglia di riuscire. E sulle orme di chi non riesce a raggiungere la terra, ma che l’ha desiderata spasmodicamente. Il viaggio è iniziato da qui, da Lampedusa l’anno scorso e nell’isola si condenserà di nuovo tra pochi giorni: perché “Cosmogonia mediterranea” fa intimamente e storicamente parte dell’isola dove è nata. E’ una storia private di necessità. Di raccontare, di trovare un appiglio, un approdo, di immergersi in una placenta liquida che permette di rigenerarsi. E di tracciare segni, lasciare simboli, abbandonare orpelli, per ritrovare un’essenza unica e senza pensieri grigi. Ed è una necessità che ritorni nel luogo che l’ha virtualmente generata, soltanto in questo mare trova una sua ragione di esistere.

L’installazione di Domenico Pellegrino – un profluvio pop di decori barocchi che prendono spunto dalle classiche luminarie di paese, inseriti in una figura che richiama la Sicilia – è nata come opera subacquea immaginata dall’artista per raccontare una vera e propria “visione sottosopra” del Mediterraneo. Pensata per Lampedusa e adagiata per un solo giorno nei fondali della Guitgia nel luglio 2016, sarà riportata sull’isola dal 29 luglio al 30 settembre di quest’anno, proprio nel punto dove arrivano le navi che salvano i migranti in mezzo al mare. E dove verrà organizzato, al tramonto, una sorta di “bagno purificatore” che coinvolgerà tutti, i residenti, i turisti e i migranti del centro accoglienza. In contemporanea oltre a Lampedusa, altri due fari di luce comporranno la Cosmogonia di Domenico Pellegrino: altre due Sicilie si accenderanno infatti, una al parco Cerriolo di Custonaci) per poi trasferirsi, come scultura di legno, fino al 4 settembre al Centro Culturale Espositivo del Marmo, all’interno dell’esposizione “Multiculturalità – I migranti nell’arte contemporanea dialogo tra Giovanni Iudice e Domenico Pellegrino”); e un’altra sul lungomare di Capo d’Orlando. Un cammino continuo che assorbe l’intera isola: attualmente sono infatti sei i punti dove risplende la Cosmogonia, visto che è stata già posizionata a Palermo, a Palazzo De Seta, sede dell’Ance sul Foro Italico; e al Museo Riso, oltre al Farm Cultural Park di Favara. Prima di ritornare a Lampedusa, l’installazione sta ja infatti toccato altri lidi per “raccogliere” le voci, ricaricarsi tramite i luoghi e le persone che virtualmente incontra: è successo per la Biennale Arcipelago Mediterraneo al porticciolo di Sant’Erasmo (amplificata in un vero arcipelago galleggiante e illuminato al tramonto), ma anche a Palazzo Branciforte a Palermo, alla Fondazione Orestiadi a Gibellina e allo spazio LOC di Capo D’Orlando.

Ma il viaggio di Cosmogonia Mediterranea non si esaurisce, anzi: quando verrà tratta fuori dall’acqua, troverà una casa sull’isola; il 3 ottobre, giorno che in cui si ricordano i 366 morti nel naufragio del 2013, verrà sollevata dall’acqua e posta sul molo Favaloro, nel punto in cui arrivano le navi che soccorrono in mare i migranti. Da quel momento, chi arriva a Lampedusa verrà accolto da una Sicilia luminosa, ironicamente pop, che segnerà l’ultimo approdo e sarà un vero e proprio simbolo di accoglienza e rinascita. Per questo è stata attivata la campagna di crowfunding “Trip of Cosmogonia Mediterranea”: un modo nuovo di intendere l’arte che, in maniera collettiva e puntando sulla condivisione, finanziare dal basso l’opera d’arte e ne sposa il progetto.

COSMOGONIA foto sub2

 

www.domenicopellegrino.com/donate

 

Una vera e propria Sicilia di luce che nell’iconografica della tradizione popolare, si rifà ai carretti ed alle luminarie dei giorni di festa: una Sicilia che dal fondo del mare illumina la strada per chi approda; ma segna anche il confine di chi non riesce a completare il viaggio. “L’ho pensata per Lampedusa perché andando in quest’isola ho fatto un viaggio al contrario – spiega Domenico Pellegrino – Ho percorso la rotta dei viaggiatori, ma anche degli immigrati dal mare. Ho pensato a una luce da raggiungere, ma ad una luce che non ha una forma ben precisa. È una via di salvezza nel buio totale della navigazione. Ho come immaginato chi non è riuscito ad arrivare a questa luce, ma se l’è portata dietro. È come se fosse rimasta nella retina dell’occhio l’ultima immagine: la luce della mia terra, la luce della Sicilia”. Cosmomogonia Mediterranea, che riproduce una Sicilia luminosa, 400×100 cm, è una struttura complessa che combina arte e tecnologia: realizzata in laminato di zinco 6 mm, con luci Led a basso voltaggio che brillano sott’acqua.

 

Un patto con l’isola e le isole: è quello che ha stretto Domenico Pellegrino. “La mia Sicilia è un atto d’amore alla terra, al cielo, al mare, alla gente. Immersa, l’opera diventa un segreto, celato agli occhi, incastonato nel pensiero”. Un gesto di complicità tra l’artista e Lampedusa. Un gesto forte per spiegare che esiste una Sicilia esiste, lotta, s’inabissa con i migranti; o che disegna sentieri di stelle colorate per indicare la strada.

 

Il viaggio era iniziato da Lampedusa, nel luglio dell’anno scorso: il primo step ha consentito la realizzazione del video-racconto #cosmogoniamediterranea, girato da Salvo Cuccia, regista e artista visivo, che coniuga nella sua sperimentazione eclettica videoarte, fiction e nuove forme del documentario.

 

Il progetto è patrocinato dalla Soprintendenza del Mare, dal Museo Regionale d’arte contemporanea Riso, dal Comune di Lampedusa, dall’area Marina Protetta Isole Pelagie e dal Comune di Palermo.

Un’altra tappa, un altro bruscolo di memoria che si aggiunge ad un viaggio già lungo e veritiero, che raccoglie ovunque qualcosa per portarla con sé a Lampedusa a fine mese. Perché “Cosmogonia mediterranea” fa intimamente e storicamente parte dell’isola dove è nata e dove attende di ritornare. L’installazione luminosa di Domenico Pellegrino, ricca di decori barocchi inseriti in una figura che richiama la Sicilia, è nata come struttura acquaticaimmaginata dall’artista per raccontare una vera e propria “visione sottosopra” del Mediterraneo. Ma per raggiungere l’isola, è andata avanti a tappe, lasciando ovunque il segno del suo passaggio, “contaminandosi” dei luoghi che la accompagnano virtualmente verso il suo luogo naturale di rinascita: è successo per la Biennale Arcipelago Mediterraneo al porticciolo di Sant’Erasmo (amplificata in un vero arcipelago galleggiante e illuminato al tramonto), al Museo Riso, alle Farm Cultural Park, alle Orestiadi di Gibellina, a Capo d’Orlando e all’aeroporto Falcone e Borsellino. Sarà così anche da domani, venerdì 7 luglio[inaugurazione alle 19,30)] quando “Cosmogonia Mediterranea” approderà alla Fondazione Sicilia, a Palazzo Branciforte (via Bara all’Olivella 2) dove resterà fino al 20 luglio. Collocata all’interno del Monte dei pegni di Santa Rosalia, dialogherà con un ambiente dove è viva e tangibile la memoria e la Storia: come se dagli anni del passato e dal dolore di chi ha dovuto abbandonare per bisogno i propri averi, Cosmogonia Mediterranea assorbisse spunti, desideri, lacrime e sorrisi, da immergere con se stessa nel Mare Nostrum. Ed uscirne poi vivificata. Un tappeto sonoro all’installazione è stato composto da Piero Salvadori e Fabio Greco.

Un racconto per immagini sarà offerto dagli scatti del giornalista di Repubblica, Francesco Viviano che sotto il titolo “Mare nero“, narra le storie di chi arriva ma anche di chi non riesce a salvarsi. Viviano accorse a Lampedusa nei giorni della strage in mare del 3 ottobre, e ha raccontato sia i respingimenti che la vicenda della Pinar. Nella sala didattica di Palazzo Branciforte sarà invece proiettato il video documentario realizzato da Salvo Cuccia sulviaggio di Cosmogonia Mediterranea, inserito nell’Osservatorio delle Arti della Regione Sicilia.

 

Il 29 luglio, invece, “Cosmogonia Mediterranea” sarà ricollocata nelle acque di Lampedusa, proprio nel punto dove arrivano le navi che salvano i migranti in mezzo al mare.

“L’arte non ha mai avuto confini, barriere, limiti – interviene il presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore – E il Mediterraneo è stato sempre un crocevia di diverse civiltà.La Fondazione Sicilia vuole sostenere la cultura dell’accoglienza, tramite un’istallazione che è simbolo di quella Sicilia che tende la mano a chi, rischiando la vita, attraversa con mezzi di fortuna il Mediterraneo e spera in una vita dignitosa in Europa. Le tappe di Cosmogonia, così come gli scatti di Francesco Viviano, raccontano i viaggi della speranza che ogni giorno centinaia di uomini, donne e bambini, intraprendono. Anche Cosmogonia Mediterranea farà un viaggio: partirà da Palazzo Branciforte per Lampedusa, si bagnerà nelle acque del Mediterraneo e rimarrà sull’isola come un faro dell’accoglienza siciliana”.

“L’ho pensata per Lampedusa perché andando in quest’isola ho fatto un viaggio al contrario – spiega Domenico Pellegrino – Ho percorso la rotta dei viaggiatori, ma anche degli immigrati dal mare. Ho pensato a una luce da raggiungere, ma ad una luce che non ha una forma ben precisa. È una via di salvezza nel buio totale della navigazione. Ho come immaginato chi non è riuscito ad arrivare a questa luce, ma se l’è portata dietro. È come se fosse rimasta nella retina dell’occhio l’ultima immagine: la luce della mia terra, la luce della Sicilia”.

cosmogonia2

Nato a Mazzarino (CL) nel 1974, Domenico Pellegrino ha frequentato l’Accademia di Belle arti di Palermo. La passione per l’arte inizia sin da piccolo, mentre osserva il papà pittore e scopre pennelli, tele, acrilici, creta e argilla. Evoluzioni, contaminazioni, il vivere bohémien dei primi anni nel centro storico di Palermo, hanno segnato il suo percorso d’artista. Pittura e scenografia sono i primi amori, ma la forza della scultura scatena la vera passione. E’ in un piccolo appartamento affacciato sul mercato della Vucciria – tra sapori, gente, mestieri antichi, contrasti forti – che nasce la collezione dei Supereroi. Realizzate secondo tecniche artigianali tramandate da generazioni in generazione, le sculture policrome sono appositamente esasperate e rivedute con dettagli iconografici ricchi di tradizione.

Il progetto è patrocinato dalla Soprintendenza del Mare, dal Museo Regionale d’arte contemporanea Riso, dalla Capitaneria di Porto, dal Comune di Lampedusa, dall’area Marina Protetta Isole Pelagie.

Alla Scala dei Turchi, nella terra che fu approdo, nell’isola di Sicilia che ancora oggi è tragico teatro di morti dei tanti che fuggono. Un messaggio di accoglienza, un accoglienza di luce e di speranza. Installazione site specific per SCALA DEI TURCHI WHITE WALL.
È stata inaugurata l’ultima opera dell’edizione zero del parco/museo ideato e diretto da Giuseppe Alletto, in collaborazione con Dario Orphée e Michele Mich Lombardo. Si tratta di “Welcome“, installazione di Domenico Pellegrino, tra i più importanti artisti siciliani di oggi. L’installazione si inserisce nel progetto dell’artista dal titolo #cosmogoniamediterranea, che insieme alla “Sicilia, mare di luce” riflette sul tema dell’immigrazione.

 

 

Nella contemporaneità dei nostri giorni, nel ruolo di teatro di tragedia che è diventato il mare, questo progetto si innesta per ridare luce e speranza.

 

Un mare separa mondi, paesi, religioni, persone ma “Il mare non ha paese nemmeno lui ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare di qua e di là dove nasce e muore il sole.” (Giovanni Verga).

Quando penso al nostro mare al mar Mediterraneo la frase di Alessandro Barrico mi suona nel cuore “Il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni.”

(Alessandro Baricco)

 

La mia Sicilia, isola di approdo, terra di speranza per i molti che fuggono, terra di accoglienza diventa terra di luce e nel suo mare trova la sua collocazione

migliore.

L’arte comunica, esprime, ciò che l’artista immagina, ed io immagino una luce che dia speranza, una luce che nel suo significato divino riconduce alla vita,

all’amore ed alla verità.

Una Sicilia mare di luce che, nella contemporaneità dei nostri giorni, in cui il mare è teatro di tragedia, rappresenta una speranza per i molti che fuggono.

E’ così che la Sicilia dell’artista Domenico Pellegrino, dopo aver illuminato il waterfront di Palermo su Palazzo De Seta, è stata adagiata nel mare di Lampedusa. Un simbolo dal forte impatto emotivo che confonde l’arte e la cronaca. L’idea che qualcosa possa infatti brillare lì dove quasi quotidianamente si consumano tragedie umane non ha solo una valenza artistica ma anche di grande riflessione.

Ed è per dar forza a questo pensiero che l’artista palermitano, insieme all’installazione della Sicilia, ha avviato le riprese del suo primo video dal titolo “Cosmogonia Mediterranea”.

La mia Sicilia – racconta Domenico Pellegrino – terra di approdo e di accoglienza, diventa terra di luce e nel suo mare trova la sua collocazione migliore. Io immagino una luce che dà speranza, una luce che nel suo di significato  divino riconduce alla vita, all’amore, alla verità”.

L’opera proposta è una Sicilia di luce che si rifà ai carretti ed alle luminarie delle feste patronali, una Sicilia che dal fondo del mare illumina le anime di chi lo ha attraversato è che nella luce sognava una vita migliore. Una Sicilia che dà il benvenuto, che diventa simbolo di crescita e speranza.

La Sicilia, mare di luce, realizzata in ferro zincato, dipinto a mano, di circa 4mt di lunghezza, dal peso di 160 kg, con un sistema di luminarie con luci Led é stato installato nelle acque di Cala Francese. L’installazione temporanea ha consentito le riprese video dell’artista. Ma l’opera tornerà sott’acqua nell’estate del 2017, dopo aver completato un iter che la vedrà esposta prossimamente anche al museo d’arte contemporanea Belmonte Riso (Palermo).

Numerose le collaborazioni che hanno reso possibile l’installazione subacquea dell’opera d’arte: Cosmogonia Mediterranea ha infatti il patrocinio di Soprintendenza del mare, dell’Area marina protetta “isole Pelagie”, del comune di Lampedusa e Linosa, delle dimore di vacanza Cala Palme. Un ringraziamento particolare va al team del diving Pelagos, ad Elenka, a Fondazione Maimeri e Museo Riso.

Una installazione, quella che sarà inaugurata sabato 11 giugno a Palazzo Forcella-De Seta, che è anche il simbolo della mostra, dal titolo “Incursioni”, in cui la produzione artistica del giovane talento siciliano incanta fra le stanze di uno dei palazzi più antichi e decadenti dell’Ottocento siciliano.

All’interno di quelle stanze affacciate sul mare che i supereroi “vestiti di Sicilia” da Pellegrino si presentano al pubblico, con una grande e importante missione che ad essi l’arte affida: quella di dare vita a luoghi da riscoprire, da ritornare a vivere con gioia.

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