Thursday, April 26, 2018
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Dal 26 al 28 gennaio 2018 al  VAʼTeatro Vittorio Alfieri di Naso tre giornate dedicate a Mimmo Cuticchio puparo, costruttore di pupi, attore, regista, drammaturgo e interprete “posseduto” del Cunto. Il 26 un seminario su Mimmo Cuticchio a cura di Matteo Bavera direttore artistico del Teatro Vittorio Alfieri, il 27 Mimmo  Cuticchio  sarà in scena col Cunto e il 28 incontrerà i cittadini, gli artisti, i giovani di Naso. In questi giorni Cuticchio sta avviando una collaborazione triennale con il VAʼ Teatro Vittorio Alfieri di Naso con un progetto di Matteo Bavera sui “Maestri del contemporaneo”.

E non è casuale che Mimmo Cuticchio si trovi qui nell’ottima compagnia di: Franco Scaldati, Georges Lauvadant, Krzystof Warlikwski, Gianni Gebbia, Andrè Wilms, Melino Imparato, Krystian Lupa…

Dunque il nomadismo della trasmissione dellʼarte degli “Opranti” e delle loro innumerevoli tecniche. Unʼarte che Cuticchio ha continuamente rinnovato e le cui radici non si fermano in Sicilia ma si diramano nelle evoluzioni di tutte le forme che si rifanno alla marionetta o al racconto, giù fino allʼOriente, al Giappone la cui tradizione continua a darci chiavi di lettura innovative del lavoro di Mimmo. Non possiamo qui non rifarci alla rottura dellʼillusione che Cuticchio attua nel momento in cui decide di aprire, quasi squarciare, come Don Chisciotte fa con lo schermo di Orson Welles, il suo “Teatrino delle meraviglie”. Cuticchio ci offre così unʼesperienza di linguaggio che lascia attoniti, ma che regala al pubblico più avvertito la possibilità di rinnovare se stesso nella sua esperienza della percezione, nellʼobbligo di essere spettatore attivo, chiamato a riannodare “fili” che non hanno più apparentemente mistero perché rivelati… ma che principiano un nuovo mistero nella lettura della relazione tra lʼoprante e il pupo, tra i due corpi che trasmettono movimenti infiniti e reciproci per una percezione che ci spossessa di molte nostre certezze non solo sceniche…

Risulta pertanto ancor più chiara la presenza di Mimmo Cuticchio allʼinterno di questo progetto sui Maestri del Contemporaneo, che proverà ad avere uno sviluppo europeo, con il coinvolgimento di più teatri e nazioni, per un nomadismo del pensiero di cui lʼEuropa ha forti necessità…

Info e prenotazioni: 3385006624

Programma: 26 Gennaio ore 18 Della fine e dell’inizio Mimmo Cuticchio La contemporaneità della tradizione a cura di Matteo Bavera Proiezioni: Visita guidata allʼopera dei Pupi Lʼurlo del mostro Infanzia di Orlando Tancredi e Clorinda Macbeth

Ingresso Libero 27 gennaio ore 21 CUNTO di e con Mimmo Cuticchio Racconti dellʼepica cavalleresca Posto unico 15 € ridotto 10 €

28 gennaio ore 11 Mimmo Cuticchio incontra Naso Ingresso Libero Per ogni comunicazione: Mela Dell’Erba +39 3423269341 meladellerba@gmail.com

Prosegue tra il Museo di Palazzo Riso e il teatrino dei pupi, in via Bara all’Olivella, la rassegna “Il Palazzo Incantato: Le donne, i cavallier, l’armi e gli amori…”, diretta da Mimmo Cuticchio che venerdì sera ritornerà in scena con il suo Cunto millenario sulla “Follia di Orlando”. Il programma: si discuterà di Opra e di note – mercoledì 28 dicembre dalle 16 alle 20 al Museo Riso – nel corso dell’incontro su “Gesta di voci e canti di legno” in cui si cercherà di accostare, per la prima volta, il Teatro dei pupi alle fonti epiche e alla musica. Da Monteverdi a Vivaldi, analizzando – con l’ausilio di materiali sonori e filmati – il rapporto fra l’opera lirica e i fatti epici legati alla figura di Orlando, di Tancredi e Clorinda, dai primi esperimenti filmici degli anni ’40, fino alle canzoni di Modugno e alle traduzioni cinematografiche di Pasolini. Ma l’attesa è tutta per Mimmo Cuticchio che venerdì 30 dicembre, alle 21 riprende in mano il suo cunto “Pel bosco errò tutta la notte il conte” ovvero “La follia di Orlando”,  il passaggio in cui l’Ariosto narra la pazzia del nobile paladino dopo aver scoperto che Angelica gli preferisce il giovane Medoro. Il ritmo sincopato del cunto, di origine misteriosa e antichissima, scandisce l’epopea per voce sola di Cuticchio. Un colpo di piede sulla pedana, un gesto imperioso della spada, ricevuta come eredità iniziatica dal maestro Peppino Celano, e la voce possente chiamano a raccolta intorno alle avventure cavalleresche di Orlando e dei Paladini di Francia. Un fastoso teatro della memoria si spalanca nel breve recinto del cunto, in cui «ricordare» significa di nuovo, secondo l’etimologia cara al Medio Evo, «rimpatriare nel cuore».
Nel corpo basso del Museo Riso è ospitata fino all’8 febbraio la mostra “Ifuriosinnamorati”, collage di Tania Giordano che raccontano i diversi personaggi, anche i più nascosti, dell’”Orlando Furioso” dell’Ariosto e dell’”Orlando Innamorato” del Boiardo. Ingresso libero.
VIA BARA ALL’OLIVELLA
In via Bara all’Olivella, fino all’8 gennaio, gli artigiani aprono le loro botteghe e presentano creazioni inedite, pensate sulla falsariga del poema dell’Ariosto. In strada, a far da cornice alla botteghe addobbate per Natale, una particolare luminaria che riproporrà la quartina che apre il poema ariostesco.
Sabato 31 dicembre e domenica 1 gennaio, alle 18,30, nel Teatrino di via Bara all’Olivella (biglietto: 10/5 euro) “La pazzia di Orlando – Il meraviglioso viaggio di Astolfo sulla luna” proposto da Giacomo Cuticchio: i pupi narreranno il magico viaggio di Astolfo sull’Ippogrifo per recuperare il senno del cugino Orlando.