Sunday, December 9, 2018
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Da anni prima tra le cose da vedere a Palermo, secondo la classifica TripAdvisor, all’interno del piano nobile di Palazzo Torre Piraino, è frutto di un lungo lavoro di scoperta e accurato restauro. La casa museo Stanze al Genio contiene la più grande collezione di maioliche al mondo: una casa museo in cui sono raccolti secoli di maioliche, vecchi giocattoli, scatole di latta d’epoca, cancelleria, bottiglie d’inchiostro, etichette pubblicitarie della metà del XX secolo ed una nuova sezione di ceramica contemporanea.

Insieme a Terradamare e allo stesso collezionista Pio Mellina, sarà possibile ammirare questa straordinaria collezione e ascoltare la storia di come una passione per il collezionismo è stata in grado di conservare la bellezza all’interno della bellezza stessa e a offrire ai visitatori un viaggio nei secoli e nell’arte.
Appuntamento sabato 17 febbraio 2018 via Garibaldi 11 dalle 17 alle 23.
L’evento fa parte del calendario ‘Capitale Italiana della Cultura 2018’. Prenotazione obbligatoria: 3298765958 – 3207672134 –
www.terradamare.org/infoline

casa museo stanze al genio - palermo - ph_vincenzo russo (4)

La Casa Museo Stanze al Genio ha sede all’interno di un abitazione privata. I visitatori possono apprezzarne la pavimentazione in maiolica dipinta e gli affreschi di fine 1700-inizi 1800. Un immenso patrimonio nascosto di maioliche antiche, cui negli anni si sono aggiunti anche altre collezioni.
Le oltre 5.000 maioliche esposte, di provenienza napoletana e siciliana (fine del XVI secolo – inizi del XX secolo) sono distribuite
nel piano nobile di Palazzo Torre Piraino,
Il fondatore è Pio Mellina, collezionista da bambino che con l’aiuto di alcuni amici è riuscito a coronare il suo sogno di condividere con appassionati e turisti questo piccolo mondo pieno di bellezza, passione per l’arte e il restauro. Pio nel tempo, grazie anche al supporto di appassionati, ha continuato a collezionare maioliche e
oggetti antichi d’arte, come calamai e scatole in metallo. Oggi la collezione è tra le più grandi al mondo.

Il suo linguaggio artistico sono le tecniche ceramiche e l’uso dei metalli. Ecco Francesco Scherma, una nuova promessa nel settore, che recentemente ha partecipato alla performance guidata da Gaetano Chiavetta ‘Oro colato”. Il suo percorso nel mondo dell’arte è intenso, basti pensare che all’Accademia di Belle Arti, il  professore di scultura è stato il maestro Salvatore Rizzuti; parallelamente agli studi accademici, ha differenti collaborazioni e frequenta corsi professionali regionali che gli permettono d’acquisire conoscenze nell’ambito dei metalli, lavorando e specializzandosi nel settore argentiero presso il laboratorio di Benedetto Gelardi, e nella lavorazione del bronzo presso la fonderia Sarro.

Scherma collabora inoltre con il laboratorio Quinta Scena, di Massimo Calò, dove realizza modelli di maschere per mascotte e sculture in polistirolo per allestimenti ludici.

“Mi dedico all’arte concettuale esprimendola attraverso la reinterpretazione, in versione ceramica, di oggetti d’uso quotidiano”, racconta di se… poi si laurea con il massimo dei voti con la tesi “Oggetti, misura dell’uomo”.

scherma

Ma il suo curriculum è ricchissimo, infatti frequenta anche un master in “Storia e Tecnologia dell’oreficeria” presso l’università degli studi di Palermo dove approfondisce, grazie alla frequenza di alcuni laboratori artigianali orafi e argentieri, le tecniche di lavorazione dei metalli nell’arte dell’oreficeria e dell’argenteria. “Attualmente – prosegue Scherma – ho in attivo differenti collaborazioni con laboratori di oreficeria e argenteria di Palermo”.

Tra i workshop di oreficeria, sono da annoverare quello sulla “TECNICA DELLA FILIGRANA” svoltosi a Palermo dal maestro Gaetano Chiavetta. 2013, la pubblicazione dell’articolo “La passione di chi non smette di apprendere e creare” nella rivista il COVILE diretta da Stefano Borselli nell’edizione del 27 dicembre 2013, codice ISSN 2279-6924. 2013 e poi varie partecipazioni ad importantissime performance dimostrative nazionali sulle tecniche di lavorazione dei metalli, “in particolar modo sbalzo e cesello – dice Francesco – , presso il laboratorio artistico del maestro argentiere Benedetto Gelardi. Insomma il suo lavoro è intenso e ricchissimo di esperienza anche se lui è ancora giovanissimo.

Tra i suoi lavori più emozionanti ci sono pendenti in argento 800 cesellati e altri vi sono oggetti di oreficeria realizzati in argento e ottone con pietra in corallo rosso. Si spazia anche ad altro come la messa in opera dl fregi in cemento, anelli in argento 800 con pietra in ceramica raku bianca con castone a fascia, pentole in argilla e splendide lanterne traforate.

Visitate la sua fan page su Fb, Francesco Scherma e di certo vi rifarete gli occhi.