Wednesday, December 13, 2017
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Venerdì 1 dicembre alle ore 19.00 si inaugura da Bobez Arte Contemporanea la mostra “Mediterranea”, dedicata alle opere dell’artista e scultore calatino Nicolò Morales. Visitabile fino all’8 gennaio, dal martedì al sabato, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.30. In esposizione opere raffiguranti pesci e volatili fantasiosi, conchiglie e pinne di Megattera, cioè la balena, teste umane e altre realtà appartenenti al mondo marino. Il cocktail di inaugurazione è realizzato in collaborazione con Max Mara di viale Strasburgo, 156, a Palermo, che porterà abiti ispirati ai colori delle opere di Morales. Sarà presente, oltre all’artista, la gallerista Monica Schiera. Ingresso gratuito.

Megaptera | 2015

Megaptera | 2015

La particolarità delle opere di Nicolò Morales è che sono tutte istallazioni a muro o a pavimento, perché l’artista fa entrare e uscire i suoi soggetti dalle superfici, separando la testa dalla coda per la dicotomia tra l’apparire e il bisogno di nascondersi. «La parte mancante è idealmente dentro la superfice – spiega Morales – perché in questa società tutti vogliamo emergere e, al tempo stesso, tutti sentiamo il bisogno di scappare in un universo che il più delle volte non è il nostro. Scelgo i soggetti marini – prosegue – perché è dal mare che viene la vita, lo stesso feto è immerso nel liquido amniotico e il corpo umano è nel 90% acqua».

Nicolò Morales, il ceramista daltonico che non poté fare il fruttivendolo

Il quarantenne Nicolò Morales, è un artista, artigiano, un maestro ceramista. A 17 anni ha debuttato con la sua prima personale. La sua consacrazione, alla Biennale di Venezia 2011, curata da Vittorio Sgarbi che delle sue opere ha detto: «Sono invenzioni di grande felicità». Morales non ha seguitole orme del padre fruttivendolo perché non distingueva i pomodori verdi da quelli rossi, non per mancanza d’impegno, ma perché daltonico. Ha trovato però rifugio in un mondo fatto di sfide cromatiche, sfumature mediterranee e delicate armonie. Ha frequentato le botteghe di Caltagirone e l’Istituto d’arte sviluppando una profonda allergia per gli insegnamenti standard, le geometrie sterili, gli stampi seriali, i calchi e le decalcomanie. «Nicolò Morales è il ceramista daltonico che non vede i colori ma li sente dentro e che si sta imponendo per la vitalità delle sue cromie e delle sue creazioni» ha detto Paola Lenti, architetto ed esperta di design internazionale, Compasso d’oro, l’oscar degli architetti e vincitrice del German Design Award 2018.

Mediterraneo-Acqua-Premio Pio Alferano | 2017

Mediterraneo-Acqua-Premio Pio Alferano | 2017

Bobez Arte Contemporanea nasce nel 2013 a Palermo come spazio espositivo in stile metropolitano dedicato all’Arte Contemporanea. Una galleria d’arte minimalista e neorealista di oltre 300 mq con sede invia Isidoro La Lumia 22. L‘allestimento di mostre è associato a corsi di pittura e fotografia, presentazioni di libri.

Metti una sera ad Agrigento, nella corte, profumata di piante mediterranee, dell’Accademia di belle arti Michelangelo. Un’occasione per scoprire la lavorazione del Raku. la trasformazione e cottura in diretta di argilla vi stupirà.

Nasce dunque dal calore una ceramica sorprendente, innovativa, che affonda le radici nel passato e regala oggetti originali e irriproducibili.

Il battesimo del fuoco rende la ceramica Raku unica. Un fuoco simbolico e primordiale che accenderà di colori soffusi e danzanti la corte dell’Accademia Michelangelo, intitolata ad Anselmo Prado. Venerdì 28 luglio 2017, dalle 20.30 alle 23.30

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Nel corso della serata verrà presentato il volume di Peppe Zambito edito da Saladino La doglia muta, uno spaccato della Sicilia diviso fra nobiltà e la nascita di un nuovo ceto sociale, fra convenienze e desiderio.

A fare gli onori di casa in Accademia, di questo spazio nuovo che rivitalizza il centro storico di Girgenti, il direttore Alfredo Prado da sempre impegnato nella diffusione e conoscenza dell’arte (attraverso mostre, conferenze e incontri). Con lui il professore Domenico Boscia, che guiderà l’esposizione della tecnica Raku.

Nata per caso, nella seconda metà del XVI secolo in Giappone da un artigiano di nome Chojiro, questa particolare lavorazione della ceramica serviva per creare tazze destinate alla cerimonia del tè.

La corte accoglie studenti ed eventi. Un modo di vivere la vita accademica in maniera creativa e stimolante.