Thursday, September 20, 2018
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“La Sicilia, più di ogni altra regione italiana, ha in sé tracce e sedimenti di varie culture che nel tempo, a volte, si è cercato di rimuovere o dimenticare e che oggi si cerca di riscoprire e recuperare. E’ il caso della civiltà araba il cui lascito principale non sono tanto i monumenti, bensì una vasta produzione di poesia in arabo le cui origini risalgono al periodo della dominazione arabo – normanna (827-1091).

Partendo dalla presa di coscienza dell’esistenza di una poesia arabo-sicula, Carlo Ruta cura un’antologia su questa tradizione poetica, partendo dalle traduzioni fatte in italiano in merito a questa produzione poetica dallo storico e patriota Michele Amari nella seconda metà dell’800. Il volume in questione, pubblicato nel 2001, spiega come una rimozione culturale torna a vivere e a comunicare emozioni, non solo letterarie. Persino nel mondo arabo la produzione lirica siciliana ha corso il rischio di scomparire, a causa della perdita dell’antologia “La perla preziosa” redatta da Muhammad ibn al Qattà(1041) e di un’altra opera simile raccolta dal poeta di origine isolana, Maibar ibn Muhammad ibn M ajbar.

Dopo la conquista della Sicilia da parte normanna, entrambi gli scrittori erano andati esuli in Egitto. Nell’isola rimase una esigua minoranza di poeti che spesso divennero adulatori di corte dei nuovi conquistatori con grande disprezzo dei connazionali esuli. Fra questi ultimi ricordiamo Abd al- Jabbar ibn Hamdis. Quello che nella poesia araba preislamica e classica era stato il motivo della nostalgia della donna amata, divenuto uno stereotipo, in lui lo diventa la nostalgia struggente ed idealizzata per la propria terra (… continua dal sito Giro di vite)”

A partire dalle ore 17:00, nella cornice del castello della Favara-Maredolce, sarà possibile assistere ad un suggestivo reading di poesia arabo-sicula, accompagnato da interventi di musica orientale e danza colta.
L’evento, nato dalla collaborazione tra le Cattedre di Storia dei Paesi Arabi e Islamistica e Letteratura Araba (Dipartimento di Scienze Umanistiche – Università degli Studi di Palermo) e l’Associazione Castello e Parco di Maredolce, è curato dagli studenti dell’Area di studi.

L’acqua, riconosciuta come fonte di vita, l’acqua, come elemento di base, di bellezza. Anche nelle tracce del suo passaggio, l’acqua quando sgorga diventa un punto di sviluppo. Torna a grande richiesta domenica 6 marzo “L’Oasi di Maredolce”, la passeggiata organizzata dall’associazione culturale Terre di mare in collaborazione con l’associazione Maredolce. Per l’occasione i partecipanti verranno, in via straordinaria, guidati dal presidente che ci porterà alla scoperta di ciò che un tempo fu una vera e propria oasi creata dalle acque della Fawwarah, la sorgente che sgorgava dal monte Grifone e da splendidi giardini che facevano parte del “Parcus Vetus” islamico.

Fawwarah da due mari, tu contenti ogni brama di vita dilettosa e di magnifica apparenza Le tue acque diramansi in nove ruscelli: oh bello il corso delle acque così spartito! Là dove si congiungono i due mari, là s’affollano le delizie E sul canal maggiore s’accampa l’ardente desiderio

Questi alcuni versi che il poeta trapanese Abd arRahman, segretario di Trapani, vissuto sotto Ruggero II, dedicò al paesaggio estatico regalato dal Castello di Maredolce.
L’itinerario partirà alle dieci di domenica, punto di incontro saranno le mura del castello. Durante il percorso oltre alla visita del castello e attraversando idealmente il mare degli Emiri si farà tappa alla chiesa di San Ciro costruita sulla sulla riva dell’ormai inesistente lago della Favara (detto anche  Maredolce) aperta in esclusiva per questa passeggiata, anche qui non mancheranno i misteri da scoprire, per questo luogo adesso sconsacrato.
Contributo € 5 a persona per Adulti e bambini gratis
Prenotazione obbligatoria al +39 3283120974  o scrivendo a terredimare@hotmail.it.