Monday, December 11, 2017
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Per conoscere un territorio per davvero occorre percorrerlo a piedi, possibilmente dormirci per via, vederlo dispiegarsi lentamente, passo dopo passo. Agli inizi del ‘900 le Madonie si percorrevano spostandosi da paese a paese, non c’erano ancora le strade per l’altopiano e arrivare al mitico, alto e isolato, Piano della Battaglia era già impresa per pochi buoni camminatori. Pochissimi e privilegiati gli escursionisti puri, pochi anche pastori, carbonai e taglialegna che qui salivano per lavorare. Uno dei “camminatori” fu il principe Raniero Alliata di Pietratagliata, il principe mago, che qui si spinse alla ricerca di rari insetti per la sua collezione entomologica. La traversata delle Madonie da paese a paese è anche descritta sommariamente su una guida Touring dei primi del 1900 stampata in occasione della Targa Florio. Noi andremo alla ricerca di fioriture d’altopiano e rari insetti e ci farà piacere anche passare una serata e una notte sotto le stelle.

Programma
Due giorni sulle alte Madonie con un pernottamento in tenda o in rifugio (a scelta soggettiva). Da Palermo a Collesano arriveremo con mezzi propri. Per tornare alle auto da Castelbuono domenica sera avremo un transfert locale privato. Raduno dei partecipanti a Piazzale Lennone ex Giotto alle ore 6,45. Partenza alle 7,00 per Collesano.

24 giugno Si parte a piedi da Collesano (m500) per risalire le Madonie occidentali fino al Vallone Mirabilice (m1636). Quindi si scende di poco a Portella Colla (m1421) per risalire a Piano Battaglia (m1570) dove si potrà scegliere se dormire in rifugio o montare la propria tenda. Cena e pernottamento. Dislivelli: m1300 complessivi in salita m200 complessivi in discesa. Difficoltà: medio-impegnativa (tre omini). Natura del percorso: sentiero e sterrata forestale.

25 giugno Si parte a piedi da Piano Battaglia per salire sull’altopiano carsico del Carbonara (m1887). Si scende quindi per Cozzo Luninario (m1512) e Piano Pomo (m1250) fino a Castelbuono (Hotel Milocco m935). Dislivelli: m400 complessivi in salita m1000 complessivi in discesa. Difficoltà: medio-impegnativa (tre omini). Natura del percorso: sentiero, sentiero in parte sassoso e sterrata forestale.

Da Castelbuono un transfert privato ci riporta a Collesano a riprendere le auto.

Equipaggiamento: Scarponi da montagna, camicia o un pile di scorta per la sera, mantella o giacca a vento (non si sa mai), torcia elettrica o frontale. Abbigliamento per l’escursionismo estivo. Si coniglia di partire con zaino leggero riempito con il minimo indispensabile. Chi intende dormire in tenda deve condividere il peso di quest’ultima con i compagni di cammino e deve anche portare nello zaino un sacco a pelo. In ogni caso lo zaino non dovrebbe superare i 6/7 chili.

La traversata non prevede difficoltà particolari, ma considerando distanze e dislivelli quotidiani è consigiata a chi ha un certo allenamento.

Prenotazione necessaria scrivendo una email alla guida a artemisianet@gmail.com oppure messaggio al numero 3403380245.

Quota di partecipazione €55. Comprensive di quota Artemisia, cena e colazione a Piano Battaglia, tranfert da Castelbuono a Collesano.
Spese opzionali sono il pernottamento in rifugio e i pranzi al sacco.

Giuseppe Ippolito

Domenica 23 aprile, alle 12, il Museo civico di Castelbuono (Pa) inaugura “Schiuma di mare e attorno. Nuovo percorso. 1905-2017”, rilettura della collezione di arte contemporanea, nata nel 1997 dalla donazione Di Piazza, di un corpus di dipinti che comprende opere di Josè Ortega, Mario Schifano, Bruno Caruso, Corrado Cagli e Mario Bardi e in vent’anni si è arricchita con acquisizioni e produzioni legate alle mostre temporanee, con opere di Alessandro Bazan, Francesco De Grandi e Benny Chirco, solo per citarne alcuni.
Negli ultimi tre anni, sotto la direzione artistica di Laura Barreca, la programmazione espositiva del Museo di Castelbuono ha guardato con interesse alla storia locale e all’identità mediterranea invitando artisti internazionali a creare e a condividere immagini e visioni. Fra questi, figurano i lavori di Riccardo Benassi, Calogero Cammalleri, Sandro Scalia, Luca Trevisani, Seb Patane, Letizia Battaglia, Mimmo Cuticchio, Desideria Burgio, Carlo e Fabio Ingrassia, Fonte & Poe, Laboratorio Saccardi, Manfredi Beninati e Salvatore Arancio che, dopo la sua ultima personale a Castelbuono, è stato invitato alla 57° Biennale d’Arte Internazionale di Venezia.
Affianca il nuovo allestimento museale la mostra temporanea di Lisa Rampilli (artista e designer milanese che ha collaborato con Gucci, Frette, Galleria Luisa delle Piane e Pomellato) che, ispirata dalle preziose decorazioni in stucco dei Serpotta della Cappella Palatina del Castello dei Ventimiglia, ha realizzato una collezione di foulard in seta in edizione limitata.
Informazioni
Museo Civico – Castello dei Ventimiglia
Piazza Castello – Castelbuono (PA)
Info: 0921.671211 – www.museocivico.eu
Biglietto: intero € 4,00; ridotto € 2,00.
ORARIO INVERNALE (dal 1 settembre fino al 21 giugno)
dal lunedì al venerdì: 9.30 > 13 / 15.30 > 19
sabato e domenica: 10 > 13.30 / 15.30 > 19
ORARIO ESTIVO: (dal 22 giugno al 31 agosto)
dal lunedì al venerdì: 9.30 > 13 / 16.30 > 20
sabato e domenica: 10 > 13.30 / 16.30 > 20
Sono previste visite guidate giornaliere gratuite alle 11 e alle 17, in italiano e in inglese
organizzate dalla Pro Loco di Castelbuono

Castelbuono “apre le porte” ad una nuova istituzione culturale. Grazie alla donazione dei cimeli garibaldini di proprietà di Francesco Romeo, ispettore onorario dell’assessorato regionale ai Beni Culturali, ex sindaco e amministratore, nonché cofondatore del Museo Civico, domenica 11 dicembre 2016, alle ore 17 sarà inaugurato il Museo del Risorgimento “ I Viaggi”. La catalogazione dei cimeli e di tutta la collezione è stata curata da Giovanni Sottile, esperto d’arte.

Tutto il “patrimonio” culturale privato raccolto per tutta la vita durante i suoi “Viaggi” in Italia e per il mondo, è stato adesso raccolto ed esposto in quattro sale (sala documenti, sala dipinti, sculture ed immagini, sala armi ed oggetti, sala medaglie).

Sono sculture, bassorilievi, dipinti ed anche cimeli appartenuti ai componenti della spedizione e a garibaldini siciliani quali armi, cannocchiali, bussola da campo ed anche un cappello con coccarda tricolore sforacchiato dalle pallottole nemiche. Ma vi sono pure utensili della vita di tutti i giorni che ci restituiscono sprazzi di una certa quotidianità dell’Ottocento siciliano come calamai, penne, bicchieri, coltelli. Davvero interessante, invece, è la raccolta di medaglie coniate in tempi diversi in occasione di ricorrenze celebrative di Garibaldi e dell’impresa dei Mille o della stessa Unità d’Italia. – addirittura una preziosa biblioteca con mille volumi, le prime edizioni sono del 1861, fino ai giorni nostri.

Tra i tanti documenti meritano di esser segnalati per comprendere il grande valore, il proclama anonimo del 18 aprile 1860 affisso sulla porta della chiesa di Sant’Antonio Abate di Castelbuono che incitava il popolo alla rivolta, testimonianza importante di come il vento dell’insurrezione spirasse anche nella provincia e non solo a Palermo, prima ancora dell’arrivo di Garibaldi a Marsala. O l’altro proclama del 26 maggio 1860 rivolto ai castelbuonesi, che denunciava il comportamento antipatriottico, bollato come vergogna storica che si manifestava da parte di alcune famiglie  le quali impedivano ai figli di andare a combattere con le “camicie rosse”.

Interessante anche è l’Ordinanza a firma Garibaldi, in applicazione del decreto dittatoriale del 29 maggio 1860, che minacciava la pena di morte verso chiunque si fosse reso colpevole di atti di sciacallaggio che di solito si verificavano durante i disordini e i sommovimenti popolari.

Chi andrà a visitare il “Museo del Risorgimento”, avrà anche l’opportunità di poter ammirare la Torre dell’Orologio con le sue peculiari e rare caratteristiche del meccanismo che risale al 1885, rarissimo esemplare ancora esistente in Italia.

C’è anche da sottolineare che questi cimeli sono stati già oggetto di due grandi esposizioni: la prima “La Sicilia tra Garibaldi e il Gattopardo” nel 2008 a Palazzo Filangeri-Cutò, conosciuto come Palazzo del Gattopardo. In quella occasione Pasquale Hamel, direttore dell’Istituzione “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” disse: «I reparti di Romeo sono di grande valore storico e dal forte impatto emotivo, alcuni dei quali segnati dal tempo sono delle vere e proprie opere d’arte, che nel complesso fanno rivivere l’epopea dell’Eroe dei Due Mondi che in Sicilia è diventato leggenda».

L’altra esposizione, tre anni più tardi, nel 2011 a Palazzo dei Normanni per iniziativa della Fondazione “Federico II”.

Gli oggetti che sono stati selezionati e catalogati nel “Museo del Risorgimento” di Castelbuono sono davvero unici e preziosi, molti dei quali raffiguranti Giuseppe Garibaldi che il New York Times, paragonava a George Washington, considerando l’impresa dei Mille un evento senza eguali.

L’assessore alla Cultura, Gian Clelia Cucco: «E’ un importante traguardo per la nostra comunità. L’Amministrazione comunale intende proseguire su questa strada di crescita e di sviluppo attraverso l’apertura di un nuovo museo che possa rappresentare, per la nostra città una nuova fonte di arrecchimento del patrimonio storico-artistico grazie agli eccezionali cimeli della collezione privata del castelbuonese Francesco Romeo».

Il sindaco Antonio Tumminello: «Questa importante collezione può fare rivivere grandi fatti storici e riproporre i temi che rispecchiano quell’insostituibile sistema di valori etici di cui sempre più diffusamente si avverte la mancanza, valori ed ideali da offrire alla riflessione delle nuove generazioni affinché prendano coscienza del senso permanente della storia dell’Italia e della Sicilia».

Francesco Romeo: «Sono grato all’Amministrazione comunale di Castelbuono per avere acquisito tutto il mio patrimonio culturale legato all’epopea garibaldina realizzando il Museo del Risorgimento. La collezione dei cimeli che da oggi sono custoditi a Castelbuono vuole essere un contributo per impedire, con la sua forza evocativa, che possa deperire o disperdersi l’antico e prezioso patrimonio d’italianità che dopo secoli trovò la sua prodigiosa sintesi nel gran Condottiero, politicamente sconfitto perché rimasto ostinatamente coerente con gli ideali di “Libertà, Popolo, Patria, Umanità”, i quali non conoscono tramonto e perciò sono non solo attuali, ma anche universali».

Il Museo Civico di Castelbuono è lieto di presentare la mostra personale di Manfredi Beninati, tra i protagonisti della scena artistica internazionale, vincitore del Premio del Pubblico alla 51. Mostra Internazionale Arte la Biennale di Venezia nel 2005. L’esposizione, a cura di Laura Barreca e Valentina Bruschi, raccoglie per la prima volta una selezione antologica di opere dagli inizi degli anni Duemila ad oggi. Inoltre, per l’occasione, Manfredi Beninati ha creato un’installazione ambientale site-specific che trasforma una stanza del trecentesco Castello dei Ventimiglia in un ambiente allestito a grandezza naturale, a cui il visitatore può accedere, unicamente osservandolo attraverso una piccola finestra. Un luogo da “guardare” come le pitture, i collage, i disegni, le sculture, che costituiscono la vasta e ricchissima produzione artistica che nel corso di meno di un ventennio hanno portato l’artista ad un continuo rinnovamento del linguaggio e del medium artistico.

La mostra presenta una selezione di disegni, dipinti e collage realizzati con tecniche e materiali vari che nel corso della sua carriera artistica Beninati ha sperimentato in un continuo rinnovamento del linguaggio artistico. I riferimenti alla memoria e alla storia personale si intrecciano con una originale inclinazione al racconto cinematografico e ad interessi letterari e artistici come le Città invisibili di Italo Calvino, che fanno da filo conduttore alla scoperta di luoghi onirici che l’artista popola di personaggi veri o immaginari, in un equilibrio naturale tra sogno e ricordo. Spesso tornano figure familiari di madri, bambini, fratelli, volti che si confondono con le velature di colore, dando allo spettatore la percezione del passare del tempo, come accade in un film. Attraverso questa stratificazione, caratteristica del suo lavoro, Beninati dipinge interni domestici o paesaggi fantastici, in un’atmosfera rarefatta, alle volte irreale, descrivendo figure che sembrano emergere lentamente da uno sfondo fiabesco.
“Nelle opere di Manfredi Beninati si ha la sensazione di essere arrivati appena un momento dopo un fatto, come spalancare una porta dove è accaduto qualcosa, dove ha vissuto qualcuno, dove il tempo è trascorso inesorabilmente lasciando le sue impronte. Forse è per questo motivo che lavora per mesi, o anche anni, sulle stesse opere: sviluppare una narrazione dialogando col tempo è una pratica di conoscenza di sé che dura tutta la vita”, scrive Laura Barreca. “L’artista fa riferimento ad un’intuizione del 1968 del fisico Gabriele Veneziano, ritenuto il padre della cosiddetta “teoria delle stringhe” o “teoria del tutto”. Come rapportarci con l’idea che il nostro sistema solare non è che una delle infinite realtà esistenti nell’universo?”, racconta Valentina Bruschi nel testo in catalogo, “questo immaginario, legato al trascorrere del tempo in una dimensione spaziale, si riflette nelle opere pittoriche e scultoree, realizzata nel suo studio, nel quartiere “Liberty” di Palermo, a due passi da piazza Politeama. È questo il luogo dove oggi si concretizzano le sue visioni, dopo aver vissuto e viaggiato nel mondo, da Londra a Los Angeles, da Roma a Buenos Aires”.

In occasione della mostra, il Museo Civico pubblica il catalogo antologico, italiano e inglese, delle opere dell’artista, a cura di Laura Barreca e Valentina Bruschi. Un’edizione che per la prima volta raccoglie una grande selezione di opere realizzate dall’inizio della sua carriera alle ultime e più recenti produzioni artistiche.

Biografia
Manfredi Beninati (Palermo, 1970). Dopo aver lasciato gli studi di Giurisprudenza e aver lavorato nel mondo del cinema, trascorre dieci anni in Inghilterra. Nel 2000 intraprende la sua attività artistica a seguito di una scommessa col fratello Flavio. Nel 2002 si trasferisce a Roma dove si dedica alla scultura e a una pittura figurativa che attinge direttamente ai ricordi d’infanzia, alla letteratura e al cinema. Alla produzione pittorica è intrinsecamente legata anche la pratica delle installazioni che appaiono come set disabitati, spazi spesso inaccessibili allo spettatore, visibili tramite fessure o vetri appannati, sollecitando una sorta di voyeurismo che viola la dimensione privata e l’indefinitezza del ricordo.
Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti internazionali, come l’Italian Affiliated Fellowship in the Arts dell’American Academy in Rome (2007); il Premio del pubblico alla 51. Mostra Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia (2005); il Premio DARC – Ministero dei Beni Culturali per la giovane arte italiana (2004); la Fellowship alla Ranieri Foundation di Civitella Ranieri (2012). I suoi lavori sono conservati in prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane e straniere, tra cui la Fondazione MAXXI di Roma, la Logan Collection (Denver), la Zabludowicz Collection, la UBS Collection e la Lodeveans Collection, tutte con sede a Londra. A partire dal 2003 il suo lavoro viene presentato in tutto il mondo, sia in gallerie private che in istituzioni pubbliche, attraverso importanti mostre personali e collettive. Nel 2005 viene selezionato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il Padiglione Venezia ai Giardini, in occasione della 51. Mostra Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia. Nel 2004 ha esposto alla Royal Academy di Londra; nel 2006 al Victoria H. Myhren Gallery, della University of Denver, e presso le Contemporary Art Galleries di Storrs (Connecticut); nel 2008 al Parrish Museum, Southampton (NY) e alla XV Quadriennale di Roma, alla 5. Biennale di Liverpool. Nel 2009 è la volta della 11. Biennale di Istanbul, della seconda Biennale di Atene, della quarta Biennale di Praga e della partecipazione al Padiglione Italia, con Collaudi, per la 53. Mostra Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia. Nel 2011 espone all’Hammer Museum di Los Angeles all’interno della collettiva When in Rome, e alla terza Thessaloniki Biennale in Grecia, mentre nel 2012 partecipa alla 9. Shanghai Biennale e alla mostra Double Take, in occasione della seconda Mardin Bienali, in Turchia. Nel 2013 viene premiato dall’Inside-Out Art Museum di Pechino; nel 2014 -sempre a Pechino- presenta la personale Manfredi Beninati. Nature is a Theatre, al Miniature Museum. Nel 2016 partecipa alla collettiva Dall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea al MACRO di Roma e alla mostra La torre di Babele, al Museo Pecci di Prato. E’ attualmente in corso la sua personale alla Galleria Poggiali dal titolo Domenica dieci dicembre 2039. Da alcuni anni vive e lavora a Palermo, a Roma e a Los Angeles. Nel 2010 – insieme alla madre, l’Avv. Carla Garofalo – ha fondato l’Associazione Flavio Beninati che ha sede a Palermo.
www.manfredibeninati.com

Il Museo Civico di Castelbuono desidera ringraziare l’Avv. Carla Carofalo e l’Associazione Flavio Beninati di Palermo. Inoltre, si ringrazia per la preziosa collaborazione: la Fondazione MAXXI di Roma, la Fondazione la Quadriennale di Roma, la Galleria Lorcan O’Neill di Roma, la Galleria Francesco Pantaleone di Palermo e la Galleria Poggiali di Firenze. Infine si desidera ringraziare Francesco Galvagno e Elenk’Art per il sostegno alla promozione delle attività culturali del Museo Civico e per l’impegno nella diffusione dell’arte contemporanea.

INFORMAZIONI
Mostra: Manfredi Beninati
Inaugurazione: SABATO 10 DICEMBRE 2016 – ORE 17.00
Periodo espositivo: 11 dicembre 2016 – 6 marzo 2017
Orario d’apertura invernale: lunedì e mercoledì: 09.30 – 13.00; martedì, giovedì e venerdì: 09.30 – 13.00 / 15.30 – 19.00; sabato e domenica: 10.00 – 13.30 / 15.30 – 19.00
Biglietto: intero € 4,00; ridotto € 2,00 (adulti oltre i 65 anni e ragazzi dagli 8 ai 18 anni, scolaresche e gruppi superiori a 12 persone); omaggio per bambini di età non superiore a 7 anni.
Indirizzo: Museo Civico di Castelbuono, P.zza Castello – Castelbuono (PA), Italia
Telefono: 0921-671211
Sito web: www.museocivico.eu

Funghi Fest dal 21 al 23 ottobre 2016 a Castelbuono(PA). Nell’incantevole scenario all’interno del Parco delle Madonie a 423 m s.l.m. sulle pendici del colle Milocca. Una sagra tra arte, storia, cultura, tradizione. Nel programma della manifestazione, giunta alla sua decima edizione, degustazioni, visite guidate, escursioni, musica, spettacoli, mostre, convegni e percorsi didattici.

Un evento straordinario quello che si inaugurerà, ricco di arte, storia, cultura, tradizione, folklore, enogastronomia e che ospiterà visitatori provenienti da tutta la Sicilia e non solo per partecipare ad un programma ricco di eventi musicali e degustazioni di vari prodotti tipici di nicchia tra cui quelli dolciari come colombe e uova pasquali decorate a mano, panettoni, prodotti di mandorla, biscotti di varie forme e tipologie ed un gustosissimo pane casereccio ma, saranno i funghi i veri protagonisti dell’evento. Oltre alle mostre, ai convegni e ai percorsi guidati, da tenere in considerazione è l’artigianato, ancora molto fiorente, soprattutto quello femminile con i ricami e lavori in tessitura. Sono rinomati anche i lavori in legno e ferro battuto.

Il Museo Civico di Castelbuono è lieto di comunicare la collaborazione con la seconda edizione del Festival “Castelbuono Classica”, la kermesse che prenderà vita dal 18 al 21 agosto 2016 nella suggestiva cornice della cittadina medievale, in provincia di Palermo. Il connubio nasce con il desiderio di creare una sinergia con le associazioni musicali che promuovono la cultura musicale a Castelbuono, attraverso un’offerta di altissima qualità.
Grazie al lavoro dello staff di Castelbuono Classica e alla collaborazione con il Comune di Castelbuono, dal 18 agosto, per quattro giorni, Piazza Castello tornerà ad essere un teatro a cielo aperto pronto ad ospitare musicisti ed ensemble dal respiro internazionale. La serata del 21 agosto vedrà la chiusura della rassegna con la presenza straordinaria del Premio Oscar Nicola Piovani con il suo spettacolo “La musica è pericolosa”.Tra gli artisti coinvolti, oltre al M°Piovani, il Duo Chitarristico Blanco-Sinacori, reduce da tournée in USA, Africa ed Europa; l’Orchestra Sinfonica Castelbuono Classica che, appena tornata da un tour in Toscana, ospiterà due solisti della Rotterdam Philharmonic Orchestra e della Hong Kong Philharmonic Orchestra, Julien Hervé e Lorenzo Antonio Iosco, entrambe al clarinetto, impegnati nella rilettura orchestrale dei due Konzertstuck op.113-114 di F.Mendelssohn Bartholdy sotto la direzione del Maestro Andrea Gasperin, gradito ritorno a Castelbuono. Tornerà in questa edizione anche il Brass ensemble di Castelbuono Classica che quest’anno ospiterà dei giovani solisti italiani già affermati in Inghilterra e Germania, Giovanni Re (Tromba) e Francesco Pietralunga (Trombone) sotto la direzione del Maestro Michele Gerardi.
Lungo il solco dello scorso anno cammina anche il tracciato che vede Castelbuono Classica impegnata nella valorizzazione dei talenti siciliani, tra cui la pianista castelbuonese Anna Maria Morici, vincitrice di numerosi premi nazionali ed internazionali, che eseguirà un recital pianistico il 21 agosto all’interno del Castello dei Ventimiglia; il Trio Ethos che metterà in luce alcune delle più belle personalità musicali delle Madonie ed infine i Trikòs, giovanissimi percussionisti palermitani vincitori del premio Abbado 2015 e di recente laureatisi tra i vincitori al prestigiosissimo Ibla Gran Prize.

Infine il Maestro Piovani, un artista che non ha bisogno di presentazioni, che si esibirà accompagnato dalla sua ensemble, in un percorso musicale che racconta un po’ della sua vita, dalla musica cantautoriale, e delle collaborazioni con De André ed altri, fino alla musica per il teatro, il cinema e la televisione attraverso i suoi incontri più importanti con Roberto Benigni, Federico Fellini e tanti altri.
Un programma ricco per una rassegna che guarda lontano e al futuro, ma con un occhio sempre attento alla Sicilia, ai giovani musicisti ed ai suoi compositori, in un palcoscenico architettonico di grande suggestione, oggi simbolo della convivenza e della sperimentazione tra le arti.

Quest’anno l’ Ypsigrock Festival compie venti anni tondi tondi e da quando è nato  con l’intento di  portare in un suggestivo angolo di Sicilia la migliore proposta di musica indipendente, ne ha mietuto di consensi e successo.

E a dire il vero, l’aspetto più bello di questa kermesse tanto amata, è che per l’annuale festival che si svolge proprio ai piedi del Castello di Castelbuono nei primi di agosto, arrivano turisti, appassionati, musicisti da ogni angolo di Sicilia, d’Italia e perfino dall’estero. Non è difficile imbattersi in code interminabili al casello di Pollina, nei giorni immediatamente a ridosso dell’atteso evento rock.

Perchè l’Yspigrock è un appuntamento per gli appassionati di musica, ma è anche un pretesto per godere dell’accogliente e caratteristica bellezza medioevale di Castelbuono, che tra i paesini arroccati nelle Madonie è tra i più belli e affascinanti.

Quest’anno, dopo la consueta accoglienza degli ospiti il 4 agosto e l’apertura dei camping,  affollatissimi di tende, si darà il via alla rassegna musicale che terminerà domenica 7.

La line up in cartellone è tutta da gustare. Specie per gli amanti del genere indie. Tra le punte di diamante, i Mudhoney, storica band di Seattle e i Daughter.

Si comincia dunque venerdì  sera 5 agosto nell’ordine: The Vaccines, Mudhoney, Georgia, Oscar, The Vryll Society, Birthh, Torakiki, Il Cielo di Bagdad.

Sabato 6 agosto sarà la volta dei Crystal Castels, Kiasmos, Luh, Loyle Carner, Federico Albanese,Niagara, Capibara e Yombe.

Infine domenica 7 agosto, gran finale con i Daughter, Savages, Minor Victories, Giant Sand, Willis Earl Beal, Daniele Sciolla e Lim.

Per assistere ai concerti sono disponibili i tickets/pass con un costo variabile in base alle scelte: 73 euro per tutte e tre le serate; 38 euro il ticket giornaliero e 37 euro il ypsicamping pass.

Per qualsiasiinformazione è possibile far riferimento alsito dedicato:

http://www.ypsigrock.com/en/

Ecco il progetto “Tra i sentieri dei Ventimiglia”, composto dallo spettacolo teatrale di Mimmo Cuticchio, in programma sabato 16 aprile alle 17; e dalla mostra a cura di Laura Barreca e Valentina Bruschi che si inaugura domenica 17 aprile, sempre alle 17. L’appuntamento è al Museo Civico di Castelbuono.

Commissionato dall’istituzione castelbuonese e co-prodotto dall’associazione Figli d’Arte Cuticchio, il progetto – legato alle vicende storiche che ruotano attorno alla figura di Giovanni I Ventimiglia (1382-1473 circa) capostipite dei Marchesi di Geraci e Signori di Castelbuono – è stato realizzato in collaborazione con il Museo Archeologico Regionale “A. Salinas” e l’Accademia di Belle Arti di Palermo, e grazie al sostegno di Elenka.

A riscrivere – basandosi sugli studi storici di Orazio Cancila – e mettere in scena questo frammento della storia della Sicilia uno dei più grandi artisti del teatro dal vivo in Italia, Mimmo Cuticchio con la collaborazione,  in veste di “dramaturg”, di Piero Longo.

La mostra Tra i sentieri dei Ventimiglia raccoglie gli apparati scenici, i pupi originali e le scenografie realizzate dall’associazione Figli d’Arte Cuticchio, all’interno di un’installazione curata da Pietro Airoldi; a corredo, una video-installazione di Costanza Arena e Roberto Salvaggio, del corso di Audio Video dell’Accademia di Belle Arti di Palermo. Le musiche originali di Giacomo Cuticchio sono ispirate alla poesia scritta da Torquato Tasso per Giovanni III Ventimiglia nel 1590. Il pupo di Giovanni I Ventimiglia è stato realizzato da Mimmo Cuticchio con metodi artigianali e insieme innovativi, riprendendo ad esempio il vecchio uso degli occhi di vetro, utilizzati per le statue dei santi e che Cuticchio ha acquistato in Messico, e sbozzando lo scudo che riprende l’aureola del busto argenteo di Sant’Anna, conservato nella cappella palatina del Castello dei Ventimiglia, a Castelbuono. Sia il pupo che l’opera video di Costanza Arena e Roberto Salvaggio dell’Accademia di Belle Arti di Palermo entreranno a far parte della collezione permanente del Museo Civico di Castelbuono. Ad accompagnare la mostra un catalogo che raccoglie i testi di Mimmo Cuticchio, Mario Zito, Francesca Spatafora, Piero Longo, Giovanni Ventimiglia, Pietro Attinasi, Angela Sottile, Laura Barreca, Valentina Bruschi.

Per l’occasione torna nella Sala Romana nel Museo Archeologico Regionale “A. Salinas” di Palermo, dal 20 maggio, il famoso Ariete in bronzo presumibilmente del III a.C., donato nel 1448 ai Ventimiglia con l’esemplare gemello, distrutto nel 1848.