Monday, September 25, 2017
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Il fascino e la bellezza nell’arte delle bambole. Sono quelle di Maria Concetta Corona, che ci parla di ‘loro’ in una piacevole chiacchierata. “Molti anni fa nei primi anni ‘90, figli erano piccoli che frequentavano la scuola Waldorf, iniziai a partecipare al laboratorio di cucito per la preparazione di manufatti per il bazar, un evento per sostenere la scuola. Mentre il grande era all’asilo, rimanevo a scuola con la più piccola e insieme ad altre mamme si cuciva un po’ di tutto. Qualcuna si occupava di riparare bambole e in qualche occasione capitò di dar loro consigli di cucito dato che avevo già esperienza nella creazione di piccoli oggetti”.

L’incontro con le prime bambole di stoffa steineriane, avviene durante il laboratorio e desta nell’artista un certo interesse. Qualche tempo prima, era alle prese con la progettazione di corpi di bambola da assemblare a delle testoline in ceramica dipinta, create su sua richiesta da un amico ceramista. La Corona è autodidatta, non ha mai frequentato nessun tipo di corso di cucito e non ha avuto occasione di confrontarsi o avere nozioni da sarte ed esperte nel cucito.

Ma guarda attentamente con i suoi occhi qualcosa che vuole riprodurre: un colletto di camicia, un certo tipo di cucitura. “Ho acquistato qualche libro senza criterio preciso – prosegue -, spesso mossa dalla bellezza delle immagini e cercando di cogliere ciò che poteva essermi utile. Ho sperimentato e continuo a farlo, sempre. Per me è indispensabile creare cose nuove, immaginare oggetti strani, come borse con mille tasche nascoste e con il fondo che cela un’altra dimensione. Come una sorta di gioco che mi porto dall’infanzia. Mi inventavo cose nuove, luoghi speciali e cercavo di costruirli con ciò che avevo a disposizione.”

Al primo bazar a cui partecipa come genitore acquista un libro sulla costruzione delle bambole di stoffa steineriane. Lo legge con molto interesse e in seguito decide di iniziare a crearne anche al di fuori dell’impegno con la scuola, attenendosi ai punti fondamentali delle bambole tipiche di questa scuola. “Ma – continua l’artista – desideravo anche realizzare qualcosa di nuovo e rispondente a ciò che mi sembrava più vicino ai miei desideri. Ovvero costruirne bambole a tema, dare sfogo alla mia passione per il costume e per le bambole artigianali di vario genere comprese quelle della Lenci.

Così iniziai a crearne nel tempo libero dagli impegni familiari. Un’amica cominciò a richiederne alcune. Ogni occasione era buona per regalare una bambola. Non ho più smesso, tranne quando ho messo da parte tutto e mi sono dedicata a finire gli studi e frequentare l’Accademia di Belle Arti (pittura).”

Le bambole steineriane rispondono a determinati criteri della pedagogia di Rudolf Steiner,  perciò per quelle cosiddette Waldorf segue i principi fondamentali di forma, colore, e materiali. Presta attenzione e cura anche alla sicurezza e resistenza dei manufatti, visto che le bambole così realizzate nascono principalmente per i bambini, dunque devono rispondere ad esigenze di gioco e sicurezza. Non sono oggetti creati per essere poggiati o conservati in vetrina. Naturalmente possono essere create anche per adulti e collezionisti. L’importante, però è che siano adatte innanzitutto ai bambini.

“Rispetto al passato nel quale avevo progettato delle bambole la cui testa era in ceramica e non mi permetteva di essere autonoma sulla costruzione dei singoli elementi, in questo caso posso costruirle interamente senza bisogno di richiedere la lavorazione di alcune delle parti della bambola ad altre persone, dai capelli ai vestiti le mie bambole create totalmente da me”.

In più progettare vestiti permette all’artista di realizzare un altro piccolo sogno che aveva da bambina, quello di diventare stilista. Insomma, nel costruire una bambola ci sono diversi aspetti ai quali era interessata, la progettazione di oggetti in stoffa con tutto ciò che ne deriva, “dove ciò che mi attrae è l’utilizzo di materiali diversi, come i filati, le varie trame e colori di tessuti, che mi permettono di dipingere anche paesaggi con la stoffa, sperimentare forme, decorazioni a rilievo e giocattoli”.

Crea  bambole con materiali naturali, cotone, seta. Sempre imbottite di pura lana vergine, (a meno che non vi siano richieste specifiche, nel qual caso posso utilizzare un’imbottitura sintetica). Hanno un rivestimento di cotone o altra fibra naturale e sono sempre abbigliate con capi del medesimo tipo di materiale. Forme e colori prendono spunto dalle indicazioni sui giocattoli steineriani.
Tra i vari modelli e tipi di bambole ci sono quelle con abito fisso per i più piccoli e quelle da vestire. Queste ultime richiedono almeno 20 ore di lavoro.

https://www.facebook.com/bambole.coronawaldorfdoll/  http://coronawaldorfdoll.blogspot.it

http://coronawaldorfdoll.blogspot.it/2012/07/laboratorio-delle-bambole-lantica.html

“Mi piacerebbe – conclude – collaborare con alcune artigiane nella creazione delle mie bambole. Vorrei, per esempio, far indossare alle mie piccole creature copricapo come quelli di Sangù”.