Tuesday, November 21, 2017
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Insieme agli operatori culturali di Terradamare e i proprietari della dimora ottocentesca, sarà possibile lasciarsi conquistare dalle suggestioni di questo piccolo scrigno di Ballarò e poter ammirare la stanza con i decori arabi, la volta liberty di uno dei saloni dell’appartamento recentemente restaurata da Franco Fazzio e i pavimenti in maiolica delle stanze adiacenti.
Sulla volta liberty “Si tratta di una decorazione molto raffinata realizzata fra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento – sottolinea Fazzio -. Sono raffigurati motivi floreali riccamente compositi, dai colori pastello tipici della tavolozza di Salvatore Gregorietti, esponente di spicco del Liberty in Italia oltre che artista molto noto in quel periodo a Palermo”.

La Camera delle Meraviglie, fra realismo e sogno, recentemente aperta al pubblico, è uno spazio nascosto tra le strade dell’Albergheria.
Gli infiniti fili che legano la Sicilia al mondo musulmano, sembrano in questa stanza snodarsi.
Tra le tesi più accreditate, ma ancora in fase di possibili evoluzioni, in previsione dei futuri lavori di restauratori e studiosi, la stanza sembra essere un luogo di meditazione, di impatto fortemente emotivo e spirituale.
Difatti, il blu avvolge l’astante, le sue dimensioni, la bellezza delle volute calligrafiche, che hanno affascinato diversi critici, tra cui anche Vittorio Sgarbi, rendono la stanza unica al mondo.
Una visita serale in cui verranno raccontate le fasi del suo fortunato ritrovamento, la storia del palazzo e il suo collegamento con le evoluzioni urbanistiche della città, fino a quando la magia non ha preso forma ed è oggi tornata a Palermo.

Insieme agli operatori culturali di Terradamare e i proprietari della dimora ottocentesca, sarà possibile lasciarsi conquistare dalle suggestioni di questo piccolo scrigno di Ballarò.
Appuntamento in via Porta di Castro 239, nel tratto compreso fra via Cadorna e piazza della Pinta, dalle 18 a mezzanotte.
La Camera delle Meraviglie, fra realismo e sogno, recentemente aperta al pubblico, è uno spazio nascosto tra le strade dell’Albergheria.
Gli infiniti fili che legano la Sicilia al mondo musulmano, sembrano in questa stanza snodarsi.
Tra le tesi più accreditate, ma ancora in fase di possibili evoluzioni, in previsione dei futuri lavori di restauratori e studiosi, la stanza sembra essere un luogo di meditazione, di impatto
fortemente emotivo e spirituale.
Difatti, il blu avvolge l’astante, le sue dimensioni, la bellezza delle volute calligrafiche, che hanno affascinato diversi critici, tra cui anche Vittorio Sgarbi, rendono la stanza unica al mondo.
Una visita serale in cui verranno raccontate le fasi del suo fortunato ritrovamento, la storia del palazzo e il suo collegamento con le evoluzioni urbanistiche della città, fino a quando la
magia non ha preso forma ed è oggi tornata a Palermo.

Per tre giorni cambierà il volto del quartiere conosciuto in tutto il mondo per il suo mercato all’aperto in stile arabo. Strade, piazze, monumenti e spazi di Ballarò saranno invasi dagli artisti che tra ‘abbanniate’ e coppi di frutta fresca animeranno il mercato, emozionando grandi e piccoli. Ballarò diventerà un piccolo carillon dal quale appariranno saltimbanchi, bande musicali, giocolieri, acrobati, attori.
Un modo diverso e nuovo di vivere il mercato storico, una prima edizione carica di entusiasmo e voglia di meravigliare che coinvolgerà artisti internazionali, abitanti del quartiere Albergheria, la città di Palermo.

Un’iniziativa di SOS Ballarò, con il patrocinio del Comune di Palermo e la collaborazione di diverse realtà che operano nel quartiere, con lo scopo di rivalutare e restituire ai suoi abitanti uno dei quartieri più antichi di Palermo, che nei giorni del Ballarò Buskers Festival sarà allestito in modo innovativo e suggestivo per ospitare gli spettatori e gli artisti locali e internazionali che hanno risposto all’appello: invadiamo con l’arte Ballarò.
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— L’idea
L’Albergheria è uno dei quattro mandamenti storici di Palermo, il cui nucleo storico e folkloristico è il mercato storico di Ballarò. Un luogo simbolo di accoglienza e integrazione: sono infatti circa sedici i Paesi di provenienza degli abitanti del quartiere.
Un meltin’pot di culture, colori, cibi e profumi che convivono pacificamente; un luogo affascinante che non lascia indifferenti turisti e cittadini.
Negli ultimi anni sono tante le associazioni, i movimenti, le cooperative e i circoli che hanno deciso di aprire la propria sede nel quartiere, trasformandolo in un laboratorio di integrazione e innovazione. Così, il rione è diventato sede di nuove reti e commistioni, di un cambiamento culturale moderno in una cornice millenaria.
Proprio da questa rete nasce l’idea di un festival di artisti di strada che accenda i riflettori su uno dei luoghi simbolo della città.
Il mercato di Ballarò ha subito svariati cambiamenti nel corso degli anni, dalla sua nascita fino ai giorni nostri, basta guardare le foto storiche per capire che si tratta di un mercato in continua evoluzione. La città, viceversa, è a un punto di svolta: da un anno l’Unesco ha riconosciuto il percorso Arabo-Normanno come patrimonio dell’Umanità, coinvolgendo al suo interno molti dei monumenti simbolo del capoluogo siciliano, di cui proprio Ballarò rappresenta una importante posizione.
Questo prestigioso riconoscimento per la città ha aumentato il flusso turistico ma, a causa dei molteplici cambiamenti che ne sono derivati, se da una parte il mercato si è popolato di nuovi visitatori, dall’altro ha perso i suoi clienti abituali. Per queste ragioni oggi Ballarò vive un momento di crisi.
La rete di associazioni e movimenti che si è costituita ha lo scopo di rilanciarlo con diverse azioni e il Balllarò Buskers Festival si incastra perfettamente in questo percorso.

Spesso chi arriva da turista a Palermo ama definire il centro storico della città come un teatro a cielo aperto, dove si sono susseguite vicende storiche importanti, con eccellenti protagonisti e dove nel frattempo aneddoti e leggende si sono moltiplicate, sovrapponendosi ai fatti realmente accaduti.

Per gli appassionati di luoghi misteriosi, quelli che per intenderci hanno visto nascere o consumarsi le gesta o la vita di personaggi affascinanti, le tappe imperdibili sono numerose. Tra quelle che incuriosiscono maggiormente i visitatori meno convenzionali c’è senza dubbio la Casa di Cagliostro.

Evidente è l’interesse tra quanti si appassionano a leggende, esoterismo e magia per l’edificio che la storia e i documenti indicano come la casa natale di Alessandro Balsamo, il Conte di Cagliostro, nato qui nel 1743 e poi avviato a una vita raminga tra le corti europee. E che proprio per il suo interesse nelle discipline esoteriche e magiche, la passione per le preparazioni magistrali condussero, con l’accusa di eresia all’esilio presso la fortezza di San Leo, dove morì nel 1795.

Il mito di Cagliostro, il celebre esoterista, da molti ritenuto soltanto un ciarlatano, che il grande Luigi Natoli  e perfino Goethe tramandano, è tutto concentrato anche nella visione suggestiva e misteriosa delle mura natali.

La Casa di Cagliostro, per chi ama avventurarsi tra storie e misteri, si trova a Palermo nel vicolo omonimo, nel cuore del mercato storico di Ballarò.

Il pittoresco campanile si innalza sulla sinistra della semplice facciata della chiesa di Santa Chiara. Elemento architettonico originario seicentesco sopravvissuto ai bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale, sembra dominare la piazza con la sua slanciata fisionomia. Il campanile lo vedono tutti, nel quartiere di Ballarò, è una presenza amica e costante.

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La data di fondazione della chiesa e del convento di S. Chiara si fa risalire al 1344, ad opera di Matteo Conte di Sclafani ed Adernò. La fisionomia trecentesca dell’edificio venne mutata nel 1678, secondo il progetto dell’architetto Paolo Amato. Al suo interno spiccano il prezioso altare con tele del celebre pittore Borremans.

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Domenica 3 luglio sarà possibile visitare dalle 19,00 alle 23,00 la chiesa e il campanile di Santa Chiara al costo di € 3,00 con Terradamare.
Ci saranno infatti le visite guidate pensate per conoscere la splendida chiesa barocca di Ballarò e offrire la vista inusuale dal campanile, in orario insolito e suggestivo.