Friday, October 19, 2018
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Concerto al tramonto degli Alenfado in una terrazza sul mare nella suggestiva cornice dell’Arco Azzurro di Mongerbino. Un arco naturale sospeso tra cielo, mare e roccia, reso celebre negli anni ’70 da una pubblicità dei Baci Perugina.

Sabato 7 luglio, ore 19:00

Il fado portoghese: tradizione, contaminazioni, assonanze

Geosito Arco Azzurro

Strada comunale Mongerbino-Aspra (PA)

Ingresso € 8.00

Per informazioni e prenotazioni: 3801391111

Indicazioni stradali

Per chi viene in autostrada: a Bagheria imboccare in direzione mare/Aspra il corso Baldassare Scaduto (Strada Provinciale 16bis), continuazione di Corso Butera. Alla fine del corso Scaduto girare a destra in via Francesco Paolo Perez  (Strada Provinciale 23 – litoranea). Dopo circa 1,5 chilometri girare a sinistra nella Strada comunale Mongerbino.

Per chi fa la strada via Messina Marine – Ficarazzi – via Rammacca: una volta entrati a Bagheria, girare a sinistra in  corso Baldassare Scaduto e seguire le istruzioni precedenti.

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Un viaggio musicale che dalle note malinconiche del fado, nelle magiche e intense atmosfere dei quartieri di Lisbona, ci porta alla scoperta di sonorità assonanti in altre musiche popolari, attraverso la Spagna, l’America Latina e la Sicilia.

ALENFADO

Francesca Ciaccio: voce

Toni Randazzo: chitarra acustica, guitarra portuguesa, arrangiamenti

Roberto Buscetta: chitarra flamenca, cori, testi

Fabio Barocchiere: basso acustico

Angela Mirabile: percussioni, glockenspiel, cori

Mariangela Lampasona: violino
Appassionati di musica etnica, gli Alenfado si dedicano alle ricerche, musicali e testuali, di brani della tradizione del fado portoghese e della musica iberica, per rintracciare tematiche e sonorità risuonanti con le emozioni e i sentimenti di altre musiche popolari.

Il loro repertorio comprende, tra gli altri, brani riarrangiati di Amália Rodrigues, “la regina del fado”, ma anche di coloro che hanno raccolto la sua eredità, come i Madredeus, Dulce Pontes e Mariza, e che include anche brani di Cesária Évora, Las Migas e altri, ma anche brani italiani tradotti in portoghese o in spagnolo, e brani originali scritti e arrangiati dagli stessi Alenfado.

Il nome Alenfado, che in portoghese significa “oltre il fado”, indica l’intenzione del gruppo di interpretare e riarrangiare, con la propria sensibilità personale, canzoni popolari antiche e moderne, non solo portoghesi, ma anche di altre tradizioni popolari (soprattutto spagnole e dell’America Latina), salvando però il carattere e l’anima di ogni brano.

Il Fado (dal latino “fatum”, destino), canzone urbana di Lisbona, riconosciuto come patrimonio immateriale dell’Umanità dall’Unesco, è il simbolo dell’identità della città e del Paese, che racconta i sentimenti, le pene d’amore, la nostalgia e la vita quotidiana.

Collage con Mariangela II

Lui e lei si baciano su un costolone di roccia, un ponte naturale, l’Arco azzurro di Mongerbino, non hanno l’aria di stare in precario equilibrio, anzi, dinamici, non mostrano paura alcuna di mettere un piede in fallo. Ricordo la gonna a ruota di lei, pesante, scura, pare fossero vestiti ispirandosi al famoso dipinto Il bacio di Francesco Hayez.

Sto parlando di quanto mostrava un pubblicità degli anni Sessanta, quella dei baci Perugina. A due passi da Palermo, a Santa Flavia, su quel ponte naturale – nessuno lo ha costruito, se non l’erosione del mare sulla roccia – simile nella forma a una proboscide di elefante. Questo posto si chiama Arco azzurro, un nome bello quanto il suo aspetto (lì naque anche un ristornate che porta lo stesso glorioso nome). Fra poco sarà di nuovo fruibile, spettacolare com’era allora. Per vederlo basta andare a Santa Flavia, un borgo di pescatori, a pochissimi chilometri da Palermo, percorrendo la statale 113 che va da Messina fino a Trapani.

Il Comune di Bagheria è entrato in possesso delle chiavi, ed è stato presentato alla soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Palermo il progetto che garantirà di nuovo un’agevole accessibilità all’Arco Azzurro, e che consentiranno di poter organizzare in tutta sicurezza eventi e visite guidate (e magari scambiare il famoso bacio) verranno realizzate opere a baso impatto ambientale.

Dichiara il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque, ormai quasi un anno fa, sul finire di febbraio 2015: “Sembrano operazioni semplici ma dietro invece ci sono prassi burocratiche lunghe, permessi da richiedere, verifiche da fare, oltre alle questioni del diritto di acceso ma pare che finalmente, dopo anni di immobilismo ci sia stata un’accelerata. Auspico che anche questa bellezza naturalistica possa presto essere fruita e volano di sviluppo per condurre nuovo turismo a Bagheria”. Confidiamo in quest’estate, per visite romantiche o semplici gite.