Friday, September 20, 2019
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Lanterne dette anche mongolfiere di carta. La lanterna è simbolo della guida e dell’intuito e indica una via di ricerca.

Accendere una piccola fiammella e lasciarla andare è un rituale per offrire luce all’oscurità. Per ricordare Angelo D’Arrigo, principe del volo che ci lascia troppo presto, a soli 45 anni in un incidente, nel decennale della sua scomparsa, si leveranno in volo centinaia di lanterne di carta al tramonto del 26 marzo prossimo dall’Etna e da tutte le montagne che lui amava e conosceva,  dall’Everest all’Aconcagua,

Angelo d’arrigo, aviatore, recordman, aveva volato per la prima volta dal vulcano più alto d’Europa in piena eruzione: l’Etna. Lui era nato a Catania, vissuto a Parigi, quella Muntagna probabilmente faceva parte dell’immaginario della sua infanzia.

Ed è proprio sul vulcano di Catania, nella zona dei Monti Silvestri, che si svolgerà una cerimonia in onore dell’Icaro siciliano, con la scopertura di un grande monumento in suo onore, scolpito nella pietra lavica dallo scultore Luca Zuppelli. Oltre ai familiari di D’Arrigo, saranno presenti autorità e decine di associazioni culturali, sportive e di tutela ambientale che saluteranno così il campione di volo. L’evento è organizzato dalla Fondazione Angelo D’Arrigo – con la collaborazione de Parco dell’Etna, dell’Area Metropolitana di Catania, del Comune di Nicolosi e della Funivia dell’Etna – . Se volete seguire sui social le immagini del lancio delle lanterne seguite l’hashtag #angelodarrigo (Instagram/Twitter/Facebook).

“Saremo in contatto – ha detto Laura Mancuso, moglie di d’Arrigo – attraverso il web e i social media, con tutti coloro i quali, in ogni parte del mondo, hanno conosciuto e apprezzato Angelo. A ciascuno di loro abbiamo chiesto di far volare una lanterna al tramonto del 26 marzo. Le migliaia e migliaia di luci nel cielo della sera saranno un simbolo di ciò che mio marito ha lasciato a tutti noi: la consapevolezza della necessità di superarsi, di scoprire, di studiare, di essere curiosi del mondo”.