Thursday, September 19, 2019
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Ormai è noto, Andrea Calogero Camilleri, amava questi luoghi, quella della sua infanzia, tanto da renderli protagonisti dei suoi libri. A Porto Empedocle era nato il 6 settembre del 1925. Adesso un’iniziativa originale attraverserà i posti cari alla sua memoria. E lo farà sulle mitiche 500 Fiat,  un corteo mobile di ricordi su 4 ruote.

Si stratta della “Passeggiata in Fiat 500 Vintage sulle orme del Maestro Andrea Camilleri da Agrigento a Realmonte”.

Prevista per domenica 29 settembre.

Evento organizzato da:
Fiat 500 Club Coordinamento di Agrigento
VisitAgrigento

con il patrocinio gratuito di:
Comune di Porto Empedocle

Programma ufficiale:
– 9:00 Ritrovo dei partecipanti presso il Piazzale del Porticciolo Turistico di San Leone.
– 9:30 Partenza per Porto Empedocle, la Vigata di Andrea Camilleri.
– 10:00 Passaggio a Porto Empedocle, ingresso in via Roma, sosta alla Statua del Commissario Montalbano e visita alla sala cannoniera della Torre Carlo V
– 11:00 Partenza per Realmonte
– 11:15 Passaggio da Marinella e dalla Villa Romana di Realmonte.
– 11:30 Passaggio da Realmonte
– 11:50 Arrivo e sosta auto al Belvedere Kainon
– 12:00 Passeggiata lungo il primo tratto del percorso naturalistico di Monte Rossello.
– 13:00 Pranzo presso il Belvedere Kainon, Realmonte.
– 15:30 Saluti

Dalle 12:00 alle 15:00 sarà possibile visionare e fare foto alle Fiat 500 Vintage partecipanti alla passeggiata presso la terrazza del Belvedere Kainon, Realmonte.

Per qualsiasi informazione contattare i seguenti numeri:
– 3807985180 Marcello Mira, Presidente VisitAgrigento e socio del Fiat 500 Club Italia.
– 3389703001 Dario Tabone, Presidente Fiat 500 Club Italia, Coordinamento di Agrigento

N.B. I proprietari di Fiat 500 vintage che intendono partecipare alla passeggiata dovranno contattare i responsabili entro il 26 Settembre.

Evento creato in collaborazione con:
Belvedere Kainon
Mariterra ed altri, a breve l’elenco completo.

A Palermo si studia l’evoluzione del linguaggio nei secoli

Dalle epigrafi greche a Camilleri, passando per la mafia, dal 14 al 23 novembre a Palermo il festival che racconta l’evoluzione del linguaggio

Gli antichi greci usavano le epigrafi come noi oggi usiamo i social. La mafia ha sempre usato un suo codice e un altro ne ha inventato Andrea Camilleri nel suo leggendario commissario Montalbano. Il linguaggio, infatti, cambia e il suo percorso racconta la storia dell’uomo. A quest’evoluzione è dedicato il Festival della Parola, la manifestazione promossa dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, che dal 14 al 23 novembre, si svolgerà in alcuni musei siciliani.

“I Musei sono per eccellenza le case della cultura – sottolinea l’Assessore dei Beni Culturali, Sebastiano Tusa – contenitori ideali per percorsi che siano in grado di unire tradizione e modernità e che sappiano attirare fasce sempre nuove di utenti. Il linguaggio è l’espressione culturale che ha caratterizzato la storia dell’uomo e la sua capacità di comunicare che era e resta universale”.

Il primo appuntamento sarà domani, mercoledì 14 novembre all’Arsenale della Marina Regia, in via dell’Arsenale a Palermo, con l’appuntamento dedicato ad Andrea Camilleri e al suo linguaggio che rimanda all’immenso patrimonio del dialetto siciliano e alla straordinaria rivisitazione compiuta dal papà del commissario Montalbano. La parola di Montalbano in un reading e una perfomance teatrale che vede in scena Cocò Gulotta – recente interprete di testi di Camilleri su Rai1 – accompagnato dalle sonorità mediterranee di Dario Sulis.

Il giorno 16 al Museo Salinas, alle ore 17, ci sarà un viaggio nella macchina del tempo: dalle epigrafi alle emoticon, un confronto tra il grecista e professore emerito dell’Università di Palermo, Salvatore Nicosia e il social media manager Tony Siino. Come si comunicava senza usare parole nei secoli scorsi e come si sono trasformate le epigrafi di allora nelle faccine e nei segni convenzionali della comunicazione digitale.

Si concluderà il giorno 23 a Palazzo d’Aumale, (Terrasini, ore 11) con il racconto del linguaggio della mafia. Da Luciano Liggio a Michele Greco, dai pizzini alle intercettazioni che hanno determinato i processi contro il racket del pizzo. Come è cambiata la maniera di parlare della mafia? Ce lo racconteranno i giornalisti Riccardo Arena e Riccardo Lo Verso, il direttore della sede Rai Sicilia, Salvatore Cusimano, il professore Giuseppe Paternostro, autore del libro “Linguaggio mafioso – scritto, parlato, non detto” e il Consigliere della Corte d’Appello del Tribunale di Palermo, Mario Conte.