Saturday, December 16, 2017
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A Barcellona Pozzo di Gotto in quella che fu la Chiesa di San Vito il 15 ottobre 2017 inaugura la mostra personale “BAUEN” di Alessio Barchitta. La mostra è resa possibile grazie alla collaborazione e al patrocinio del Comune di Barcellona P.G. e del Progetto CRAMUM per l’arte contemporanea. La mostra è accompagnata dai testi di Vincenzo Argentieri, Sabino Maria Frassà, Maria Cristina Galli e Giulia Vasso Menestrina.

L’artista siciliano, tra i finalisti dell’ultima edizione del premio CRAMUM tenutosi al Grande Museo del Duomo di Milano a settembre, presenta in questa mostra la conclusione di una profonda ricerca incentrata sul significato di “abitare” e di “casa” oggi. “Bauen” è una parola tedesca che significa costruire e deriva dall’ormai desueto “buan”, abitare. Abitare è inteso non come comportamento simile a mille altri, ma come condizione necessaria, derivante da “bin”, essere: l’uomo costruisce, abita, perchè “è” ed “essendo” ha bisogno di abitare, quale condizione necessaria e non accessoria. L’uomo è in quanto abita.

Sabino Maria Frassà, Direttore Artistico del Premio Cramum che ha co-curato la mostra, introduce così il progetto: “La storia che Alessio raconta è quella di un giovane che va a cercare fortuna lontano da casa, nella grande città, lottando per crescere senza perdere il forte legame con le proprie origini e con le peculiarità della propria terra. Con BAUEN cerca di tornare a casa e cominciare a ricomporre la frattura. Non a caso la mostra racconta della perdita e ricomposizione di una casa. Una casa distrutta dal tempo, testimone della stratificazione del tempo e delle storie di chi l’ha abitata, viene smembrate, ricomposta e raccontata in modo diacronico.
Alessio Barchitta rappresenta così in modo esemplare l’inquietudine delle nuove generazioni: la reinterpretazione della fragilità umana e della ricerca/assenza della casa manifestano un diffuso senso di sradicamento e di difficoltà di crescere in un mondo che non offre (più) alcuna certezza riguardo al futuro. Da questa inquietudine non scaturisce alcuna forma di nichilismo, ma anzi emerge uno sprone a rinascere ad affermarsi nonostante tutto. L’inquietudine propositiva è del resto una delle peculiarità della cultura barocca siciliana, in cui l’artista è cresciuto. Se per secoli la parola barocco ha assunto una connotazione anche spregiativa per la presunta assenza di regole e il senso di sovraccarico, nelle opere di Alessio prevale la dimensione barocca del ricostruire ciò che si è rotto e di farlo in modo grandioso, con un forte senso di illusionismo scenografico”

La mostra sarà aperta tutti i giorni dal 15 al 29 ottobre dalle ore 17,00 alle 20,00.

INFO: alessiobarchitta@gmail.com