Thursday, October 19, 2017
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L’Accademia di Belle Arti di Agrigento si apre alla città. Giovedì 10 agosto, l’Accademia Michelangelo apre i battenti ai visitatori, gli orari al pubblico saranno dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

A svelarsi davanti ai vostri occhi numerosi laboratori di Pittura, Scultura, Decorazione e Scenografia, tutte realtà attive di quest’istituzione di Alta cultura che si trova nel cuore di Girgenti.

È previsto un omaggio ai visitatori. L’appuntamento è in via Bac Bac 7.

L’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento diretta da Alfredo Prado, nella sua nuova sede inaugurata lo scorso novembre, è diventata parte del tessuto urbano della città. Attraverso i suoi percorsi formativi si possono conseguire lauree di primo livello e specialistiche

L’Accademia intende rappresentare, rivitalizzare e supportare con le sua attività un Comune importante e storicamente rilevante come Agrigento (insignita del titolo di miglior paesaggio italiano per il 2017).

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Questo estate avete sognato di dedicare più tempo alle vostre passioni?Di imparare qualcosa di nuovo o semplicemente migliorare una tecnica?
La fotografia è documento, poesia, creatività.
Scriveva Robert Doisneau:
Non mi sono mai chiesto perché scattassi delle foto. In realtà la mia è una battaglia disperata contro l’idea che siamo tutti destinati a scomparire. Sono deciso ad impedire al tempo di scorrere. È pura follia.

Se il vostro desiderio è guardare il mondo attraverso il mirino della macchina fotografica e volete esprimere l’arte per immagini, l’accademia di belle arti Michelangelo di Agrigento organizza un Master libero di fotografia che ricade nel periodo agosto / settembre 2017 , suddiviso in dodici lezioni prevede un esame e attestato conclusivo. Per iscrizioni e informazioni: accademia di belle arti di Agrigento – via bac bac 7 – www.abama.it

La foto di copertina della rivista è uno scatto di Fabio Savagnone tratta dal Calendario Pagani 2017. Punta in alto, in termini di contenuti, pur rimanendo ben salda alle realtà locali  l’esordio della rivista quadrimestrale  La camera dello Scirocco. Periodico di arte, cultura e società, edita dell’Accademia di Belle Arti “Michelangelo”. 
La conferenza di presentazione di questo primo numero si terrà martedì 27 giugno 2017, alle 11.00, presso l’Aula di Storia dell’Arte dell’Accademia, in via Bac Bac 7 – Agrigento. 
 
Sarà presente Teresa Di Fresco, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, il Direttore dell’Accademia Alfredo Prado e il Direttore Editoriale della testata Giovanni Paterna
 
Seguirà un rinfresco all’ombra della corte interna dell’Accademia, uno spazio profumato, ricco di piante del mediterraneo, intitolato ad Anselmo Prado.
 

Da quest’anno, Giufà, che dorme sepolto in files di memoria care alla mia infanzia, è protetto, è di respiro internazionale, è patrimonio immateriale dell’Unesco. Significa che è diventato parte di espressioni della cultura immateriale del mondo (come le lingue, i riti, le tradizioni) in un elenco stilato dall’UNESCO.

Sarà lui il protagonista indiscusso della Sagra del mandorlo in fiore, che con la sua anima folk colorerà come di consueto la spettacolare valle dei templi.

Mia nonna e mia madre mi cuntavano i cosi i Giufà. A Palermo quando si dice “i cosi di Giufà” ci si riferisce a un gesto sciocco, una sbadataggine ingenua, una distrazione. Giufà è un perenne bambino, dall’incanto lieve, sempre sorpreso, ingenuo, stralunato e credulone, pronto a bersele tutte e a prendere ogni parola per vera. Raccolse le sue avventure il grande etnoantropologo Giuseppe Pitrè, fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, raccogliendo in giro per l’Isola tutte le leggende, orali, che venivano tramandate da secoli sul suo conto. Per farvi capire quanto Giufà faccia parte della nostra quotidianità basti pensare che se perdi le chiavi che credevi di aver appoggiato sotto al naso, ti metti una mano in testa e dici: “mah! Cosi di Giufà! Ma se le avevo messe qua!”. Delle volte ridiamo amaro di Giufà, perché ci rivediamo nella sua genuina stoltezza.

La storia più famosa di Giufà, che chiunque avrà sentito nominare è imperniata sulla raccomandazione che gli rivolge la madre. La donna sta per andare in chiesa e mentre lo lascia solo a casa gli fa presente: “mi raccomando tirati la porta quando esci!”. Giufà la prende alla lettera, togliendo la porta dai cardini e accollandosela, fino a raggiungere la madre così: con la porta sulle spalle. Ma Giufà non è solo siciliano, è un’espressione del bacio del Mediterraneo, ancora oggi nei paesi del Maghreb esistono cicli di racconti che hanno come protagonista Djehà, un nome che si pronuncia in modo simile a Giufà: giuhà.

L’accademia di belle arti Michelangelo di Agrigento (www.abama.it) chiamata ad aderire ai percorsi culturali della sagra, dedica alla figura di Giufà un progetto in multistrato di legno e tempera acrilica, curato da uno dei docenti dell’ateneo, il professore Domenico Boscia coadiuvato dalla professoressa Alessia Contino.

Domenico Boscia al lavoro

Domenico Boscia al lavoro

“L’immagine è frutto di una ricerca che rielabora diverse rappresentazioni di Giufà: da Giufà giovane, in vesti arabe, fino a un Giufà anziano, su un asino, in abiti quasi principeschi – spiega Domenico Boscia -. Il risultato è un volto dalla pelle olivastra, un siciliano-arabo”. Fra giare,  colonne, un tamburello, ecco altri simboli isolani, Giufà infatti tiene in mano un ramoscello di mandorlo fiorito, per celebrare l’albero che con i suoi fiori punteggia la valle dei templi con un colpo d’occhio di bianco e rosa.

Il lavoro dell’Accademia diretta da Alfredo Prado che opera in città dal 1979, sarà messo in mostra a piazzetta dei Cinquecento, adiacente alla Chiesa del Purgatorio, nella centralissima via Atenea durante i giorni della Sagra del mandorlo in fiore, dal 4 al 12 marzo.

Tra vent’anni un impiego su due toccherà ai robot. La sfida? Adattarsi.

Secondo la società internazionale di consulenza McKinsey. Il cambiamento avverrà al più presto, nel 2035. Agli automi i compiti fisici, ripetitivi, di raccolta e analisi dati. Ma sparirà solo il 5% delle professioni (Fonte Repubblica)

Gli studenti dell’ultimo anno di licei ed istituti prossimi alla maturità, quanti anni avranno nel 2035? Fra poco, superato l’esame dovranno scegliere cosa fare e chhi diventare, abbandoneranno le aule più confortevoli e i compagni di banco, i professori che li hanno seguiti per cinque anni e si lanceranno nella scelta di un indirizzo di formazione universitaria.

A renderli profondamente diversi dalla macchine in grado di sostituirli (sulla carta), ci sono le emozioni e la creatività. La differenza è l’anima, la capacità di creare dialogo empatico, lavorare in gruppo, far circolare idee, l’essere capaci di condividere e amplificare le competenze.

Imparare a costruire manufatti e sperimentare, nuove app e organizzare start up.

In questi anni sempre più tecnologizzatati, bisogna prepararsi all’inaspettato,a  qualcosa che può essere registrato solo dallo spirito e dall’occhio umano, bisogna essere capaci di usare gli strumenti digitali, ma anche di intuire il cambiamento. Non a caso fra le 20 nuove professioni del futuro, compaiono mestieri legati al design,  alla programmazione di software e videogiochi, ma anche la manifattura e la stampa in 3D.

Ma anche l’artigianato, la capacità di modellare e di pensare soluzioni pratiche.

In questo senso quanto può essere importante l’arte nella vita di ognuno e nella nostra preparazione professionale? L’arte, come riporta un articolo dell’Huffington Post, serve a tamponare l’effetto della tecnologia e allenare il senso critico, preparare al successo, liberare la creatività (la capacità di ingegnarsi utile in ogni campo), migliorare l’umore e secondo studi recenti a far bene alla salute.

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Cosa significa dunque, frequentare un’Accademia di belle arti? Vivere un ambiente giovane e stimolante, acquisire competenze solide nel campo dell’arte, incontrare insegnanti di alto livello, scegliere tra tre indirizzi altamente professionalizzanti, affrontare un percorso completo di studi, fra tradizione e innovazione (spendibile in ambiti come design, pubblicità, moda, etc), avere una formazione continua, attraverso materiali, incontri, seminari. Conseguire una laurea, un titolo di studio valido sotto tutti i profili.

L’Accademia Michelangelo di Agrigento è un luogo dove sperimentare e mettersi in gioco, completa di Aule multimediali, sale di posa e di una Biblioteca. L’Abama, acronimo dell’accademia, è un istituto di alta formazione, fondata nel 1979, diretta dal professor Alfredo Prado. Animata dalla cultura della ricerca, della produzione, della specializzazione e della valorizzazione del patrimonio artistico agrigentino e siciliano. Un luogo che spinge al confronto e promuove iniziative e collaborazioni, oltre che nell’arte in senso stretto anche in ambito cinema, spettacolo e teatro.

Nell’Accademia ogni studente viene curato e seguito (il numero di iscritti è programmato).

L’Abama garantisce una formazione di livello europeo grazie ai contatti con altre istituzioni, attività extrascolastiche e grande attenzione e supporto verso le nuove tecnologie e i nuovi mezzi espressivi.

 

Una foto non è solo un’immagine scattata con il telefonino, ovvero con la fotocamera di uno smartphone, ma è una composizione visiva, un piccolo racconto, il compendio di un’emozione.

Prima di arrivare nelle nostre mani, la foto, stampata su carta, ha una storia lunghissima: la fotografia costituisce un documento unico, dai ritratti, ai paesaggi, spiega molto del territorio e delle nostre tradizioni.

La fotografia si lega alla cultura, intesa come summa di saperi e tradizioni, come risultato di esperienze, sentimentali e umane.

Utilizzando questa prospettiva l’Abama, l’Accademia di belle Arti di Agrigento, ha indetto un concorso, che conta la seconda edizione. Due le sezioni: una destinata a professionisti e semiprofessionisti, l’altra agli studenti delle superiori (ultime e penultime classi), che punta a raccontare Agrigento attraverso l’obiettivo.

Saranno proprio gli occhi dei partecipanti, a cogliere peculiarità e caratteristiche capaci di trasmettere l’anima di una città affacciata sul mare, che vanta un tesoro unico come la Valle dei templi.

Volete partecipare? Allora impugnate la vostra macchina fotografica, stampate (scegliete voi la misura) la vostra immagine più rappresentativa, che sia a colori o in bianco e nero. Il concorso è organizzato dall’Accademia, con il patrocinio del Comune  dell’Ufficio scolastico provinciale. la partecipazione è gratuita. Scade il 28 febbraio, le opere vanno spedite, o recapitate, direttamente alla sede dell’Abama, l’accademia di belle arti, in via Bac Bac 7, 92100, Agrigento.

Previsti premi in denaro, targhe e riconoscimenti. ma non è finita qui: per la sezione dedicata agli studenti in palio borse di studio per iscriversi e frequentare l’accademia Abama.

Info www.abama.it

(foto accademia)

 

Le sedi saranno tre, da adesso, un lavoro encomiabile, veloce  e immediato, l’Abama, ovvero l’Accademia di belle Arti Michelangelo, apre i battenti in via Bac Bac, affiancando le sedi di via Cimarra e via Crispi.

L’Accademia si aggiunge a un polo di attrattive artistiche che si delinea con naturalezza da via Atenea, piazza Luigi Pirandello, e oltre,  con l’attiguo Palazzo dei Filippini con la sontuosa pinacoteca – con cui l’Accademia condivide perfino il chiostro –  e il teatro Pirandello, distante solo alcuni passi.

Beniamino Biondi, assessore alla cultura dell’attuale giunta, spiega che “lo stabile era infruttuoso” adesso è a pieno regime operativo, con tanto di giardino esterno che aspetta di vedere la primavera con intarsi in ceramica e lavori degli studenti.

A fare gli onori di casa, di una struttura che ormai è un riferimento per la città da quasi 40 anni,  il direttore Alfredo Prado, che ha fortemente voluto l’ampliamento degli spazi.  Prado ha condotto per i corridoi e e le aule dei nuovi locali Davide Faraone, sottosegretario al  MIUR, il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca.

Durante l’incontro aperto, a cui hanno partecipato docenti e studenti, Davide Faraone ha fatto sapere che esiste “la delega sul made in italy, una struttura normativa che attende approvazione dal  Consiglio dei ministri” la delega viene nominata in Accademia, perché “pone al centro materie che veicolano il genio italiano nel mondo, come pittura, arte, cucina. Tutti i temi che ci rendono riconoscibili. Adesso, a scuola, considerati quasi insegnamenti di serie b. Pensate all’educazione artistica e musicale, tutti elementi che invece servono per  sottolineare la bellezza del luogo – Davide Faraone ha chiuso così il suo intervento – : dobbiamo investire sulla bellezza senza bisogno di assistenzialismo, puntare su quello che già possediamo. Considerateci punto di riferimento”.

Dello stesso avviso Alfredo Prado, che ha prospettato “un processo di rinnovamento della comunicazione dell’Accademia di Belle arti Michelangelo con conseguente ampliamento dell’offerta formativa”. Anche qui si investe sulla bellezza.

Nella Gallery alcuni momenti della visita e la consegna della matrangela in ceramica, uno dei simboli della ceramica di Santo Stefano di Camastra opera dell’artista e docente dell’Accademia Domenico Boscia.