Monday, August 19, 2019
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Appena messo piede in Sicilia, fatevi una domanda e datevi una risposta, siete cusciuti?

Approdati nell’Isola dovete imparare qualche parola di siciliano, se non volete che qualcuno vi dia della camurria impunemente.

Se avete seguito tutte le stagioni della fiction di Montalbano siete un passo avanti.

Intanto indagate dentro voi stessi, ma quanto siete cusciuti? Quanto siete disposti a cusciuliare? Cusciuto/a, nel dialetto palermitano si usa per definire quelli che vanno in giro, che amano uscire, perlustrare, e far girare le cosce. Cusciulera è la variante del termine nell’agrigentino, cusciuliari è il verbo principe di cui disquisiremo.

Perché dovete amarlo, in Sicilia, questo cusciuliare, vi salverà. Cusciuliare è l’imperativo categorico che si oppone all’universo capitalistico. Non ci credete? Cusciuliare è un vero antidoto al disservizio, da contrapporre all’efficientismo svizzero, gratuito, indolore (tolti i crampi ai polpacci) che potete procacciarvi in qualsiasi momento senza ricetta medica.

Non passa l’autobus (il famoso autobus siciliano rarissimo)? Cusciuliate. Prendete e fatevi una bella scarpinata e osservate intorno.

Il treno salta un corsa e dovete aspettare due ore in stazione?, cusciuliate, bruciate calorie, fate spazio dentro di voi a una nuova, entusiasmante cena a base di caponata da assaporare senza sensi di colpa. Affittate una bici e fate girare le gambe.

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Siete arrivati in un paesino e vi siete accorti che siete nel mezzo di qualche festa comandata e che pure qui mancano i mezzi pubblici per raggiungere un sito archeologico? Mentre cercate un passaggio, fate una cosa: cusciuliate. Cusciuliare guarisce da (quasi) tutto in Sicilia.

Ma anche se siete arrivati freschi freschi di aria condizionata di aereo e siete saltati direttamente sulla vostra bella auto affittata, noi ci teniamo a dirvi che se cusciuliate, la Sicilia la vedrete meglio, anche se le guide non lo dichiarano, noi, che siamo sinceri, lo faremo: questa è un’isola pensata per chi ama cusciuliare, è la Capitale mondiale dei cusciuti. Offre praticamente un’infinità di divagazioni, diramazioni, bivi, deviazioni, da intraprendere con curiosità cusciuta. Per non parlare dei mercati, dove cusciuliare è un dovere sociale.

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Piccolo test. Siete in auto e state procedendo sulla Palermo Sciacca. Incontrate lungo la via, Piana degli albanesi, Portella della Ginestra, Poggioreale, Santa Margherita Belice, Menfi, Sambuca di Sicilia, posti che evocano vini, cantine, dolci della tradizione, spiagge, storia, disastri e terremoti, rinascite, storie umane, indicibili bellezze naturali.

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Oppure, siete in auto (o moto) e siete sulla Statale 115 che va da Trapani a Mazara del Vallo? Qui potete decidere cosa fare, basta un colpo di sterzo per immettersi a Castellammare del Golfo, scoprire pani cunzati, Scopello e il suo baglio, oppure decidere se visitare Marsala (da mars allam, porto di Dio, e abbiamo detto tutto) Gibellina, Selinunte, posti da cusciuti al top.

Perché, confessatelo, cusciulando quanti angoli sconosciuti avete scoperto? Cantine, piccole botteghe, friggitorie, affacci sul mare. Posti che non avreste mai notato altrimenti. Quante volte avete organizzato una gita per andare a visitare una mostra o un paesino, mentre ad allietare la vostra giornata è stato il cusciuliare, la scoperta di una gelateria, la chiacchiera con un oste, il profumo di una cantina, lo scambio di punti di vista con un commensale al ristorante, con un fabbro, con un artigiano della ceramica? Pensa, se invece di cusciuliare avreste viaggiato dentro la vostra auto, con una tabella di marcia strettissima, e fermate obbligate, volete mettere? la Sicilia, con la sua lentezza, vi fa un favore, pure bello grosso.

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Se siete cusciuti, punteggerete tutte le arterie statali di soste, pit stop, trasformerete ogni cartello stradale in una scoperta e in una opportunità. Tramuterete la vostra vacanza in una ricerca esplorativa, in un campo di osservazione, fregherete disservizi, aziende di trasporto, entrerete nel mood siculo. Non temete, mentre Google maps vi indica la via, vi offre le coordinate giuste per non vagare spersi, fra un paese e l’altro, noi siciliani potremo fare di meglio: noi sapremo rendervi cusciti e cusciuleri.

Una fisarmonica in quota per il Mùfara Fest, a Piano Battaglia  Non è che sia uno strumento che si accorda con i faggi centenari e le cime innevate, piuttosto sa di lunghe sere estive e balere sul mare. Eppure il Mùfara Fest è riuscito anche in questo, a portare una fisarmonica a 1860 metri di altezza e, per giunta, farle assaggiare il jazz.

Questo il progetto di Roberto Gervasi che domenica prossima (4 agosto) alle 15,30 all’anfiteatro naturale “Massimo Accascina” proporrà il suo  “My Jazzy Accordion”, concerto che lo vede accompagnato da Gabriele Lomonte alla chitarra e Davide Inguaggiato al contrabbasso. Sarà un concerto abbastanza singolare e fuori dai canoni, in cui uno strumento smaccatamente utilizzato nel mondo popolare, si dedica invece all’ambiente colto del jazz di Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Bud Powell o Frank Marocco. Il risultato è tutto da scoprire, per chi raggiungerà l’anfiteatro in seggiovia.

PROGRAMMA Mufara 2019

Giunto alla sua seconda edizione, il RetròFest è l’unico evento del territorio dedicato alle sonorità dei tempi “trascorsi”, un viaggio, un’esperienza da vivere al Nautoscopio Arte di Palermo, per l’occasione allestito a tema grazie alla collaborazione di Caningam, l’azienda specializzata nell’allestimento di eventi.

La direzione artistica curata dall’agenzia Tiz di Tiziano Di Cara, per questo evento in collaborazione con l’Art Project dello Stupor Mundi B&B di Danilo Alongi, ha inserito quest’anno l’evento all’interno della rassegna NordSudOvestFest dedicata alle sonorità del mondo.

Dopo avere presentato, ad agosto dello scorso anno, per la prima volta in Sicilia il live del parigino Don Cavalli, stavolta toccherà alwestern swing di Rockin’ Bonnie Western Bound Combo aprire le danze del RetròFest (sabato 24 agosto). Dalla loro, i Rockin’ Bonnie Western Bound Combo hanno un repertorio che spazia dall’hillbilly boogie all’honky tonk, dal country al western swing per finire al rockabilly, un vero viaggio fra le sonorità dell’Ovest degli Stati Uniti.

I Rockin’ Bonnie Western Bound Combo nascono dalla fusione di due progetti, da una parte i The Starliters, dall’altra Rockin’ Bonnie & the Mighty Ropers. Entrambe le formazioni (la prima con una esperienza di oltre vent’anni) hanno calcato i palchi dei più prestigiosi festival come lo Screamin’ Festival (Spagna), il Rockabilly Rave (Inghilterra) ed il Rhythm Rockers Festival (Stati Uniti). Con la El Toro Records, nota etichetta discografica di genere spagnola, firmano negli ultimi dieci anni tutte le loro pubblicazioni.

rockin bonnie western bound combo - retro fest

Domenica 25 al RetròFest ritorna invece il burlesque, con lo spettacolo di Wonderful Ginger e della siciliana Lady Kent (produttrice anche del Taormina Burlesque Festival) accompagnate entrambe da The Two Giants Trio, mentre Ciccio Chronic curerà il DJ set in vinile per la due giorni. Entrambe le artiste sono note al pubblico internazionale per la loro eleganza.

«Il RetròFest vuole essere un appuntamento fisso anche per gli anni a seguire – dice Danilo Alongi, di Stupor Mundi B&B – e insieme a Roberto Gorgone, Tiziano Di Cara e il Nautoscopio Arte stiamo puntando a farlo crescere costantemente, con l’obiettivo di renderlo anche un’occasione di sviluppo per l’economia turistica della città».

L’evento patrocinato dal Comune di Palermo è in partnership con: Noir Palco Room, Diadema, Anthony School, The Good Fellas Tattoo, Talco, Radio Time, Davide Currao, Twin System Citroën Autosystem Palermo, Birra Kimiya, Birra Forst, Emmerrestudio, Day Tour Sicily, Fud Bocs, The HotelSphere e Kalamonjo.

Trent’anni fa, esatti, nasceva uno spettacolo che ha segnato la svolta, e non solo nella carriera personale di Mimmo Cuticchio, ma nel mondo stesso dell’Opra: “Visita guidata all’Opera dei Pupi”, nel 1989, è stato un omaggio affettuoso e un inchino elegante, ma subito dopo il puparo rialza la testa e cerca un suo spazio autonomo, a fianco del pupo. Avvertendo la crisi del teatrino, ne ascolta la necessità della trasformazione. Caratteristica di questo spettacolo, diventata una cifra distintiva di tutti i lavori successivi, è l’uscita “in scena” del puparo che ha una doppia valenza: da un lato afferma la necessità di uno sconfinamento, da parte dell’oprante, oltre il piccolo boccascena del teatrino, per occupare spazi di rappresentazione più ampi e modulabili sulle nuove esigenze espressive; dall’altro investe il puparo di nuove responsabilità, rompendo gli schemi tradizionali e annunciando la necessità di raccontare nuove storie anche con l’ausilio di nuovi linguaggi. Insomma, ri-nasceva il Mimmo Cuticchio di oggi, con l’aiuto di un drammaturgo come Salvo Licata che aveva rivoltato il mondo dell’Opra studiandolo dal suo interno. Per raccontare questo viaggio fatto di legno e carne, corazze e anime, oggi (giovedì 1 agosto) alle 18 al Teatrino dei Pupi di via Bara all’Olivella, sarà presente Mimmo Cuticchio che introdurrà la proiezione dello storico spettacolo.

 «Un lavoro – spiega Mimmo Cuticchio – che fu il frutto di mesi di racconti scambiati fra me e Salvo. Ha rappresentato il mio primo passo verso il teatro che volevo, per partire dalle mie radici, per salvare l’ opera dei pupi di mio padre e di mio nonno, ma anche per ripensarla e farla rivivere”. In scena nella “Visita guidata”, la realtà degli anni Quaranta con una Palermo liberata dal nazifascismo sotto le bombe degli alleati.

 Cuticchio 2

E stamattina, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18, si potrà partecipare alle prime visite guidate al laboratorio, sempre in via Bara all’Olivella, per scoprire come nasce un pupo, come viene sbalzata una corazza, costruito un fondale, come si muovono i fili o si fa scorrere un pianino a cilindro. Per immergersi in un museo della memoria, popolato da piccole creature di legno e stoffa, draghi fantasiosi e ippogrifi volanti. Le visite continueranno anche venerdì, sabato e domenica, con gli stessi orari. Invece alle 18,30, in replica nei tre giorni, verrà messo in scena “Il meraviglioso viaggio di Astolfo sulla Luna”, canovaccio storico dell’Opra che racconta come Orlando sia impazzito alla scoperta della passione dell’amata Angelica per il paggio Medoro. Il cugino Astolfo, in sella all’Ippogrifo, raggiungerà la Luna per ritrovare il senno perduto del paladino.

il programma

Giovedì 1 agosto

ore 18,00  Proiezione dello spettacolo “Visita guidata all’Opera dei pupi” di Mimmo Cuticchio e Salvo Licata a  30 anni dal suo debutto. Sarà presente Mimmo Cuticchio

Venerdì 2, sabato 3, domenica 4 agosto

ore 18,30 | Figli d’Arte Cuticchio (Palermo) Il meraviglioso viaggio di Astolfo sulla luna

 

da giovedì 1 a domenica 4 agosto

ore 10 – 13 e 16-18

Visite guidate al laboratorio dei pupi di via Bara all’Olivella