Tuesday, September 17, 2019
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Scoprire la Foce del Fiume Platani, fra sabbia e bagliori naturali

Pinete, boschi di fichi d'india e poi la distesa della marna candida di Capo bianco, ecco una delle spiagge più belle dell'Isola

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La passeggiata all’interno della Riserva della Foce del Platani inizia percorrendo un viale che attraversa un fitto bosco dominato dalle conifere. All’ombra dei pini si può osservare il rigoglioso sottobosco di lentisco, mirto, palma nana e altre specie vegetali tipiche della bassa macchia mediterranea. Dopo circa un chilometro e mezzo, come la rivelazione al compimento di un percorso iniziatico, si apre l’incantevole vista sulla foce del Platani.

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Il fiume disegna due splendide anse che si ricongiungono prima di versare le acque sul mare, in un orizzonte che contiene il bagliore di Capobianco, un promontorio di marna calcarea modellata dal vento e dall’acqua.

L’ampia e splendida spiaggia di sabbia finissima si estende per tutta l’ampiezza della riserva ed è lambita dal mare cristallino. Sull’altipiano prospiciente il litorale di Capobianco sono conservate le rovine dell’antica Eraclea Minoa, colonia greca di probabile epoca Micenea, e del suo teatro, oggi martoriato dal degrado.

La città venne chiamata Eraclea in onore di Eracle mentre Minoa sembra collegarsi al mito di Minosse che avrebbe inseguito Dedalo fino in Sicilia per punirlo dell’aiuto dato ad Arianna e Teseo per salvarsi all’interno del labirinto. Minosse sarebbe poi stato ucciso proprio in questi luoghi dal re sicano Kokalos presso cui Dedalo aveva trovato rifugio. Il regno di Kocalos era infatti situato lungo le rive del fiume Platani.

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