Sunday, July 21, 2019
Home / #cosedafare  / Naro: la “Festa Ranni” raccontata da uno scrittore

Naro: la “Festa Ranni” raccontata da uno scrittore

Salvo Di Caro, che abita a Naro, ci spiega con infinito amore, le fasi di un rito che si ripete da secoli. I pani benedetti, il pellegrinaggio scalzi, la Sicilia che partecipa al sacro e

Ph. di Roberto Lucchesi

Non basta un post per farvi capire cos’è Naro.
Non è una cittadina come le altre, trasuda storia, orgoglio e tradizione ad ogni angolo.
Una storia dalle origini lontane che si perdono nella notte dei tempi.
Ma quella di Naro non è una bellezza semplice, è una bellezza che ti prende piano piano e poi non ti lascia andare più.
E questo è il momento migliore per venirla a visitare questa nostra città.
Sono iniziati i festeggiamenti per la Festa Ranni, che finiscono il 25 giugno.
Venite a Naro e vedrete che si respira un’aria migliore, sarete immersi nei mille colori delle bancarelle e delle luminarie.
Avrete l’occasione di ammirare il cielo colorato dai fuochi d’artificio più belli della zona, di sicuro starete tutto il tempo ad aspettare un colore diverso, un effetto che vi sorprenderà o perché no vi deluderà ma in ogni caso avrà creato in voi un’emozione.
E dopo i fuochi d’artificio vedrete piano piano, incessantemente i pellegrini arrivare a piedi, scalzi, per tutta la notte.
Fino a quando il giorno non vi sorprenderà di nuovo con il suo fioccare di colori e di odore di pane, caldo nelle forme più svariate. Un piede, un braccio, un cuore o un bimbo intero ma sempre pane, benedetto e pronto a mettervi l’energia che serve a tirare la Straula.
Duecento metri di corda, intrecciata con i segni di migliaia di mani che nel tempo vi si sono appoggiate per trainare il Santo. Il nostro Santo nero, venuto dall’Anatolia a curare chi in lui ha creduto, ma anche chi non l’ha fatto perché è bene che si sappia che: San Caloriu di Naru, i grazi li fa a migliaru.
Se avete fede non potete mancare ma soprattutto dovete venire se non credete, se una fede pensate di non averla mai avuta.
E proprio voi dovete mettervi a tirare le corde, a sentire il carico emotivo che vi si scatenerà dentro, a capire cosa si è disposti a fare per una grazia, per un miracolo ma anche per una speranza o un sogno. Capirete che se si va nella stessa direzione, tutto diventa più facile, se si è uniti per un obiettivo non esiste nulla di insormontabile.
Vedrete la sofferenza di chi viene vinto dal caldo, lo vedrete cadere e subito non potrete non notare che decine di persone sono pronte a dare una mano a chi sta male, senza distinzione di paese di razza o di colore. Perché che piaccia o no, il buon Dio, queste distinzioni non le fa e tanto meno Sancalò.
Tra poco inizia la Festa Ranni e non esiste persona che sia venuta che potrà mai dimenticarla, perché Naro ti resta nel cuore, perché i suoi abitanti sono persone per bene, perché se ci venite a trovare siamo pronti sempre a darvi tutto ciò che abbiamo e se non lo abbiamo ce lo inventiamo.
Venite a Naro a gridare assieme a tutti noi: “Viva Diu e Sancalò”.
Non ve ne pentirete.

Salvo Di Caro, in libreria con Un caso qualunque, edito da Bookabook

 

Comments

comments

Review overview
NO COMMENTS

Sorry, the comment form is closed at this time.