Monday, August 19, 2019
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Appena messo piede in Sicilia, fatevi una domanda e datevi una risposta, siete cusciuti?

Approdati nell’Isola dovete imparare qualche parola di siciliano, se non volete che qualcuno vi dia della camurria impunemente.

Se avete seguito tutte le stagioni della fiction di Montalbano siete un passo avanti.

Intanto indagate dentro voi stessi, ma quanto siete cusciuti? Quanto siete disposti a cusciuliare? Cusciuto/a, nel dialetto palermitano si usa per definire quelli che vanno in giro, che amano uscire, perlustrare, e far girare le cosce. Cusciulera è la variante del termine nell’agrigentino, cusciuliari è il verbo principe di cui disquisiremo.

Perché dovete amarlo, in Sicilia, questo cusciuliare, vi salverà. Cusciuliare è l’imperativo categorico che si oppone all’universo capitalistico. Non ci credete? Cusciuliare è un vero antidoto al disservizio, da contrapporre all’efficientismo svizzero, gratuito, indolore (tolti i crampi ai polpacci) che potete procacciarvi in qualsiasi momento senza ricetta medica.

Non passa l’autobus (il famoso autobus siciliano rarissimo)? Cusciuliate. Prendete e fatevi una bella scarpinata e osservate intorno.

Il treno salta un corsa e dovete aspettare due ore in stazione?, cusciuliate, bruciate calorie, fate spazio dentro di voi a una nuova, entusiasmante cena a base di caponata da assaporare senza sensi di colpa. Affittate una bici e fate girare le gambe.

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Siete arrivati in un paesino e vi siete accorti che siete nel mezzo di qualche festa comandata e che pure qui mancano i mezzi pubblici per raggiungere un sito archeologico? Mentre cercate un passaggio, fate una cosa: cusciuliate. Cusciuliare guarisce da (quasi) tutto in Sicilia.

Ma anche se siete arrivati freschi freschi di aria condizionata di aereo e siete saltati direttamente sulla vostra bella auto affittata, noi ci teniamo a dirvi che se cusciuliate, la Sicilia la vedrete meglio, anche se le guide non lo dichiarano, noi, che siamo sinceri, lo faremo: questa è un’isola pensata per chi ama cusciuliare, è la Capitale mondiale dei cusciuti. Offre praticamente un’infinità di divagazioni, diramazioni, bivi, deviazioni, da intraprendere con curiosità cusciuta. Per non parlare dei mercati, dove cusciuliare è un dovere sociale.

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Piccolo test. Siete in auto e state procedendo sulla Palermo Sciacca. Incontrate lungo la via, Piana degli albanesi, Portella della Ginestra, Poggioreale, Santa Margherita Belice, Menfi, Sambuca di Sicilia, posti che evocano vini, cantine, dolci della tradizione, spiagge, storia, disastri e terremoti, rinascite, storie umane, indicibili bellezze naturali.

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Oppure, siete in auto (o moto) e siete sulla Statale 115 che va da Trapani a Mazara del Vallo? Qui potete decidere cosa fare, basta un colpo di sterzo per immettersi a Castellammare del Golfo, scoprire pani cunzati, Scopello e il suo baglio, oppure decidere se visitare Marsala (da mars allam, porto di Dio, e abbiamo detto tutto) Gibellina, Selinunte, posti da cusciuti al top.

Perché, confessatelo, cusciulando quanti angoli sconosciuti avete scoperto? Cantine, piccole botteghe, friggitorie, affacci sul mare. Posti che non avreste mai notato altrimenti. Quante volte avete organizzato una gita per andare a visitare una mostra o un paesino, mentre ad allietare la vostra giornata è stato il cusciuliare, la scoperta di una gelateria, la chiacchiera con un oste, il profumo di una cantina, lo scambio di punti di vista con un commensale al ristorante, con un fabbro, con un artigiano della ceramica? Pensa, se invece di cusciuliare avreste viaggiato dentro la vostra auto, con una tabella di marcia strettissima, e fermate obbligate, volete mettere? la Sicilia, con la sua lentezza, vi fa un favore, pure bello grosso.

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Se siete cusciuti, punteggerete tutte le arterie statali di soste, pit stop, trasformerete ogni cartello stradale in una scoperta e in una opportunità. Tramuterete la vostra vacanza in una ricerca esplorativa, in un campo di osservazione, fregherete disservizi, aziende di trasporto, entrerete nel mood siculo. Non temete, mentre Google maps vi indica la via, vi offre le coordinate giuste per non vagare spersi, fra un paese e l’altro, noi siciliani potremo fare di meglio: noi sapremo rendervi cusciti e cusciuleri.

Una fisarmonica in quota per il Mùfara Fest, a Piano Battaglia  Non è che sia uno strumento che si accorda con i faggi centenari e le cime innevate, piuttosto sa di lunghe sere estive e balere sul mare. Eppure il Mùfara Fest è riuscito anche in questo, a portare una fisarmonica a 1860 metri di altezza e, per giunta, farle assaggiare il jazz.

Questo il progetto di Roberto Gervasi che domenica prossima (4 agosto) alle 15,30 all’anfiteatro naturale “Massimo Accascina” proporrà il suo  “My Jazzy Accordion”, concerto che lo vede accompagnato da Gabriele Lomonte alla chitarra e Davide Inguaggiato al contrabbasso. Sarà un concerto abbastanza singolare e fuori dai canoni, in cui uno strumento smaccatamente utilizzato nel mondo popolare, si dedica invece all’ambiente colto del jazz di Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Bud Powell o Frank Marocco. Il risultato è tutto da scoprire, per chi raggiungerà l’anfiteatro in seggiovia.

PROGRAMMA Mufara 2019

Giunto alla sua seconda edizione, il RetròFest è l’unico evento del territorio dedicato alle sonorità dei tempi “trascorsi”, un viaggio, un’esperienza da vivere al Nautoscopio Arte di Palermo, per l’occasione allestito a tema grazie alla collaborazione di Caningam, l’azienda specializzata nell’allestimento di eventi.

La direzione artistica curata dall’agenzia Tiz di Tiziano Di Cara, per questo evento in collaborazione con l’Art Project dello Stupor Mundi B&B di Danilo Alongi, ha inserito quest’anno l’evento all’interno della rassegna NordSudOvestFest dedicata alle sonorità del mondo.

Dopo avere presentato, ad agosto dello scorso anno, per la prima volta in Sicilia il live del parigino Don Cavalli, stavolta toccherà alwestern swing di Rockin’ Bonnie Western Bound Combo aprire le danze del RetròFest (sabato 24 agosto). Dalla loro, i Rockin’ Bonnie Western Bound Combo hanno un repertorio che spazia dall’hillbilly boogie all’honky tonk, dal country al western swing per finire al rockabilly, un vero viaggio fra le sonorità dell’Ovest degli Stati Uniti.

I Rockin’ Bonnie Western Bound Combo nascono dalla fusione di due progetti, da una parte i The Starliters, dall’altra Rockin’ Bonnie & the Mighty Ropers. Entrambe le formazioni (la prima con una esperienza di oltre vent’anni) hanno calcato i palchi dei più prestigiosi festival come lo Screamin’ Festival (Spagna), il Rockabilly Rave (Inghilterra) ed il Rhythm Rockers Festival (Stati Uniti). Con la El Toro Records, nota etichetta discografica di genere spagnola, firmano negli ultimi dieci anni tutte le loro pubblicazioni.

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Domenica 25 al RetròFest ritorna invece il burlesque, con lo spettacolo di Wonderful Ginger e della siciliana Lady Kent (produttrice anche del Taormina Burlesque Festival) accompagnate entrambe da The Two Giants Trio, mentre Ciccio Chronic curerà il DJ set in vinile per la due giorni. Entrambe le artiste sono note al pubblico internazionale per la loro eleganza.

«Il RetròFest vuole essere un appuntamento fisso anche per gli anni a seguire – dice Danilo Alongi, di Stupor Mundi B&B – e insieme a Roberto Gorgone, Tiziano Di Cara e il Nautoscopio Arte stiamo puntando a farlo crescere costantemente, con l’obiettivo di renderlo anche un’occasione di sviluppo per l’economia turistica della città».

L’evento patrocinato dal Comune di Palermo è in partnership con: Noir Palco Room, Diadema, Anthony School, The Good Fellas Tattoo, Talco, Radio Time, Davide Currao, Twin System Citroën Autosystem Palermo, Birra Kimiya, Birra Forst, Emmerrestudio, Day Tour Sicily, Fud Bocs, The HotelSphere e Kalamonjo.

Trent’anni fa, esatti, nasceva uno spettacolo che ha segnato la svolta, e non solo nella carriera personale di Mimmo Cuticchio, ma nel mondo stesso dell’Opra: “Visita guidata all’Opera dei Pupi”, nel 1989, è stato un omaggio affettuoso e un inchino elegante, ma subito dopo il puparo rialza la testa e cerca un suo spazio autonomo, a fianco del pupo. Avvertendo la crisi del teatrino, ne ascolta la necessità della trasformazione. Caratteristica di questo spettacolo, diventata una cifra distintiva di tutti i lavori successivi, è l’uscita “in scena” del puparo che ha una doppia valenza: da un lato afferma la necessità di uno sconfinamento, da parte dell’oprante, oltre il piccolo boccascena del teatrino, per occupare spazi di rappresentazione più ampi e modulabili sulle nuove esigenze espressive; dall’altro investe il puparo di nuove responsabilità, rompendo gli schemi tradizionali e annunciando la necessità di raccontare nuove storie anche con l’ausilio di nuovi linguaggi. Insomma, ri-nasceva il Mimmo Cuticchio di oggi, con l’aiuto di un drammaturgo come Salvo Licata che aveva rivoltato il mondo dell’Opra studiandolo dal suo interno. Per raccontare questo viaggio fatto di legno e carne, corazze e anime, oggi (giovedì 1 agosto) alle 18 al Teatrino dei Pupi di via Bara all’Olivella, sarà presente Mimmo Cuticchio che introdurrà la proiezione dello storico spettacolo.

 «Un lavoro – spiega Mimmo Cuticchio – che fu il frutto di mesi di racconti scambiati fra me e Salvo. Ha rappresentato il mio primo passo verso il teatro che volevo, per partire dalle mie radici, per salvare l’ opera dei pupi di mio padre e di mio nonno, ma anche per ripensarla e farla rivivere”. In scena nella “Visita guidata”, la realtà degli anni Quaranta con una Palermo liberata dal nazifascismo sotto le bombe degli alleati.

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E stamattina, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18, si potrà partecipare alle prime visite guidate al laboratorio, sempre in via Bara all’Olivella, per scoprire come nasce un pupo, come viene sbalzata una corazza, costruito un fondale, come si muovono i fili o si fa scorrere un pianino a cilindro. Per immergersi in un museo della memoria, popolato da piccole creature di legno e stoffa, draghi fantasiosi e ippogrifi volanti. Le visite continueranno anche venerdì, sabato e domenica, con gli stessi orari. Invece alle 18,30, in replica nei tre giorni, verrà messo in scena “Il meraviglioso viaggio di Astolfo sulla Luna”, canovaccio storico dell’Opra che racconta come Orlando sia impazzito alla scoperta della passione dell’amata Angelica per il paggio Medoro. Il cugino Astolfo, in sella all’Ippogrifo, raggiungerà la Luna per ritrovare il senno perduto del paladino.

il programma

Giovedì 1 agosto

ore 18,00  Proiezione dello spettacolo “Visita guidata all’Opera dei pupi” di Mimmo Cuticchio e Salvo Licata a  30 anni dal suo debutto. Sarà presente Mimmo Cuticchio

Venerdì 2, sabato 3, domenica 4 agosto

ore 18,30 | Figli d’Arte Cuticchio (Palermo) Il meraviglioso viaggio di Astolfo sulla luna

 

da giovedì 1 a domenica 4 agosto

ore 10 – 13 e 16-18

Visite guidate al laboratorio dei pupi di via Bara all’Olivella

Sarà un mese di agosto infuocato, quello di Cefalù Summer 2019, che continuerà a regalare emozioni uniche con un programma estivo indimenticabile.

Musica, teatro e arte invaderanno la città per un mese intero, dal centro storico al lungomare, in un percorso culturale alla scoperta delle bellezze del territorio senza tralasciare l’aspetto ludico che vedrà in scena artisti di strada che doneranno il sorriso con le loro acrobatiche performance.

Ad aprire la kermesse giorno 1, il Carillon Vivente, sulle note delle melodie dei grandi maestri della musica. Il 2 inizieranno i festeggiamenti in onore del S.S. Salvatore che riunirà la comunità dei fedeli per celebrare un momento liturgico significativo.

Il 4 tutti pronti per scatenarsi al ritmo di “Bohemian Rapsody” con il concerto live dei “Breek free” la Queen Tribute Show, che si esibirà a partire dalle 22 sul lungomare Giardina. Il 5 suonatori e menestrelli della Bassa Murgia con i Terraros, sempre alle 22.

Attesissimo l’appuntamento dell’ “’Ntinna a Mari”, il 6 agosto, con tuffi acrobatici e coreografie mozzafiato. (nooooo) Una tradizione che si rinnova e si ripete dal 1783 e che a partire dalle 14:30 vedrà sul molo di Piazza Marina, migliaia di cittadini e turisti, attratti da uno spettacolo senza precedenti e che ogni anno regala emozioni uniche.

A chiudere la serata, alle 23, il concerto live di Daria Biancardi con il progetto “In Arte Daria” e un meraviglioso spettacolo di fuochi pirotecnici a cura di Vaccalluzzo Fireworks Events. Si continuerà il 7 agosto con il coro “SolMiLab” e The Bass Quartet in Morricone Project, in scena rispettivamente alle 20:30 nella chiesa di Santo Stefano Protomartire e alle 22 in piazza Duomo che ospiterà anche Opera Vibes, l’8, con il soprano Valentina Franco.

Il 10 sarà il turno del jazz con “Sunset in jazz- Toni Piscopo Duo” in piazza Sant’Ambrogio con start alle 19, e poi Davide Santacolomba giorno 11 alle 21, sempre a piazza Sant’Ambrogio. Di sera bellezze alla ribalta con la finale regionale dell’80esimo concorso nazionale di Miss Italia che si terrà alle 21:30 sul lungomare Giardina.

Tradizione e folklore in scena con la “XXII Sagra della Pasta a Taianu”, la rassegna internazionale del Folklore e la “Festa del mare”.

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Passando tra musica e animazione ci si prepara al “Cefalù Ferragosto in Fest” che vestirà di “sana allegria” tutta la città in ogni suo angolo, dal centro storico fino al lungomare, nel rispetto prima di tutto dell’ambiente, senza falò in spiaggia, riscoprendo le bellezze storiche e culturali del territorio.

Fino al 15 agosto, dunque artisti di strada, concerti per chitarra, live music e animazione con Radio One. Un progetto itinerante che dal lungomare Giardina si sposterà a piazza Spinola, passando per il Bastione, corso Ruggero, Rosa dei venti, con giocolieri, chitarristi, spettacoli di burlesque e dj set. Tutta la città che in festa per il ferragosto, aprendo le porte alle migliaia di turisti che vogliono trascorrere due giorni in armonia, relax e sano divertimento.

“Desideriamo valorizzare Cefalù sotto ogni suo aspetto – spiega l’assessore Simone Lazzara – culturale, sociale, enogastronomico e paesaggistico mettendo in evidenza le bellezze di un territorio che ha numerose potenzialità che stiamo valorizzando con questo cartellone di appuntamenti estivi. Cefalù deve diventare un luogo per le famiglie e i giovani, ed è su loro misura che abbiamo costruito questa rassegna estiva. Accontentare – conclude – i gusti di tutti”.

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Archiviato il ferragosto, il 16 si continuerà in grande stile con la tre giorni di “Appuntamenti al Borgo” che punterà i riflettori su piazza Sant’Ambrogio con il “Buskers Fest” e la sera il concerto del fisarmonicista di fama internazionale, Giuseppe Milici con “Plays Soundtracks” in piazza Duomo dalle 21:30. Contestualmente si svolgerà l’iniziativa “Castello d’Autore- Notti Culturali al Bordonaro” che porterà nell’omonima tenuta il “Quintetto a pizzico” con Francesca Adamo Sollima il 16 agosto, in prima assoluta il 17 “L’inferno di Dante in jazz” e in chiusura il 18 “Anna Bonomolo Jazz‘n progress”. Gli spettacoli inizieranno alle 21:30.

Ma l’estate cefaludese non finisce qui, dal 20 al 22 a partire dalle 10:30, tutti in spiaggia con Radio DeeJay per ballare al ritmo delle hit più belle dell’estate con il VERTICAL SUMMER TOUR 2019, con Chicco Giuliani alla Consolle.

Il 21 spettacolo in piazza Duomo alle 22 con Lollo Maier e Rares Morarescu e il loro “Caravan Tour”.

Musica live e jam session giorno 25, con il “Guitars Day” realizzato in collaborazione con Radio In. Tutti gli amanti della chitarra troveranno in Cefalù la casa della musica, dove potersi esibirsi dal vivo, davanti un vero pubblico, dando libero sfogo alla loro passione.  Non perdete tempo, se amata il suono e il pizzico delle corde, non vi resta che prendere parte ad un evento che vi permetterà di suonare con veri professionisti, come il grande Ricky Portera, storico chitarrista di Lucio Dalla, Mario Schilirò, chitarrista di Zucchero e poi ancora Matteo e Vincenzo Mancuso con la Bubas Band, per citarne alcuni.

Dal 26 al 30 agosto, si spazierà tra “Canti e cunti di Sicilia”, spettacoli teatrali con “Questa sera si recita Pirandello” per poi concludere con un omaggio a Fabrizio De Andrè e il cabaret con Sergio Vespertino.

Tutti i dettagli del programma possono essere consultati sul sito www.visitcefalu.com o cliccando nel link di seguito: https://www.visitcefalu.com/download/A3Agosto_Cefalu.pdf.

L’ appuntamento è alle ore 9:00 a Burgio, presso la rotonda sud (Bar il Mulino) e, dopo il caffè di rito, spostamento in località S. Carlo sotto il “ponte delle tredici luci” (alle ore 9:30); dopo aver riempito le borracce all’abbeveratoio, partenza del trekking fluviale attraverso le gole, le “nache” e la fitta vegetazione ripariale del fiume Sosio. Verranno effettuate varie pause per il bagno, per osservare gli abitanti del fiume (girini, carpe, bisce d’acqua e granchi d’acqua) e per le foto.

Pausa per il Pranzo al sacco presso la vecchia centrale idroelettrica.

Il ritorno alle auto e quindi l fine dell’escursione è previsto alle ore 15:30.

Info del trekking fluviale

Difficoltà: medio/bassa; durata: 4 ore circa; lunghezza: 5 km; dislivello max: 60 mt; quota partenza: 216 mt; quota d’arrivo: 276 mt.

Oltre al pranzo al sacco (ricca di frutta) ed una buona scorta d’acqua si consiglia di portare: macchina fotografica, abbigliamento comodo con costume, scarpe adatte come vecchie scarpe da ginnastica o da trekking, sandali con calzettoni, un cambio, asciugamani e cappellino.

Inoltre si consiglia di “dimenticare” il cellulare in auto: l’escursione vuole offrire ai partecipanti il lusso di essere irreperibili per alcune ore, cosa ormai impossibile nella vita quotidiana; il cellulare della guida sarà a vostra disposizione in casi di emergenza.

L’escursione sarà diretta dalla Guida GAE Giuseppe Adamo.

 

I Costi
Quota di partecipazione: per adulti € 10,00 per bambini fino ai 10 anni €  5,00.

La quota comprende: Assicurazione professionale per l’escursione, bacchette da trekking  e buste per cellulare (sino ad esaurimento).

Attenzione: Per filosofia del Gruppo l’escursione è per un numero limitato di partecipanti (max 15); questo per maggior rispetto dei luoghi e dei partecipanti (l’attenzione e la disponibilità verso gli escursionisti per noi è fondamentale!): saremo in un Parco Naturale in un’area con una ricca ma fragile biodiversità.

Per aderire bisogna contattare la Cooperativa entro le ore 20 di venerdì 2 agosto ai seguenti numeri: 0922.989805, 347.5963469, anche tramite messaggio wzz.

Si può fare, non è leggero però, dovete scegliere il punto giusto dove poggiare i piedi, non sulla sabbia troppo bagnata né su quella troppo asciutta. Preparavi a incontrare gabbiani, qualche nudista, molto bianco abbacinante, un barcone, appoggiato sulla riva, resto di un approdo di migranti avvenuto nell’aprile di quest’anno.

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Come nella vita trovare un giusto compromesso, possibilmente non andare soli (a noi è capitato un forte vento, che sembrava spellarci, lungo la via del ritorno, a furia di colpi di granelli di sabbia, tipo deserto).

Per arrivare da Bovo Marina a Torre Salsa si cammina per circa un’ora e 20, fatevi i conti per un’andata e un ritorno, e sappiate pure che per un pezzo si guada il mare perché un costolone è crollato, una baia intera dunque è interdetta al bagno (ci sono i cartelli del divieto) giusto prima di arrivare a Fungitella.

Quindi curatevi di avere uno zaino adatto, scarpe di gomma –  per passare fra gli scogli in questi frangenti -. acqua da bere, protezione solare e cappellino.  Siate avventurosi, ma non dimenticate a casa il buon senso.

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Io dico sempre che chi conosce Torre Salsa non torna più indietro. Non torna alle spiagge affollate, agli ombrelloni fitti come funghi, alle partite a racchettoni, pasta al forno e ‘u miluni al fresco in acqua. Pur riconoscendo il fascino dei lidi formato famiglia, alcune spiagge agrigentine non sono solo mare, ma costituiscono veri universi meditativi, sono modi di pensare e vivere. Sono gigli bianchi, nidi di tartarughe, argilla e dune vive.

Qualche anno è passato da quando i miei amici di Siculiana mi hanno fatto scoprire questo lembo di spiaggia incontaminata e io me ne sono innamorata perdutamente. Ci torno sempre.

Condizione imprescindibile per passeggiare da Bovo Marina a Torre Salsa è amare il mare,  infradito in mano, buona lena, disposizione d’animo per sentire cantare le sirene, assistere alla danza delle meduse, avanzare in chilometri di meraviglie.

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Io consiglio di partire da Bovo Marina che è più attrezzata, con stabilimenti e postazioni scenografiche, perché al ritorno ci sta una bella sosta aperitivo con questa vista, mentre il sole scompare fra i flutti. Ve la sarete meritata, tramortiti da questo viaggio, con l’odore di salsedine nel naso, il rumore del vento nelle orecchie e un sacco di sabbia sotto i piedi.

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Cos’è una cantina? Un cuore buio pulsante, dove le uve raggiungono il punto di maturazione, per rinascere a nuova vita, in gran segreto. Un posto dove il vino riposa in silenzio, e fa il suo corso, a volte per anni (le cose belle e buone hanno bisogno di tempo) curato amorevolmente, accudito, lontano da occhi indiscreti.

Come se fosse dentro una pancia, quella della terra.

Sono storie note, quelle dei vini, che si legano all’animo di uomini che hanno attraversato il nostro tempo. Questo il caso di Marsala, che lega il nome al territorio intero,un vino liquoroso di lenta maturazione, che da qui salpava sulle flotte delle grandi famiglie inglese e poi dei Leoni di Sicilia: i Florio.

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Sì, perché gli inglesi, dalla lunga tradizione di vini addizionati di alcol, dai sapori intensi, quasi struggenti, dove riemergono le note di vitigni, sperimentano il Marsala.

Qui l’antica impronta sopravvive, il Perpetum, si trasforma in Marsala, raggiunge allure, potenza, sapienza, un sapore che resta nella mente, la cantina che fu di Vincenzo Florio, dal pavimento in tufo, trasfonde il sapore del mare alle botti secolari.

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Attraversare la Cantina è camminare dentro un pezzo di Sicilia. Ma anche frugare nei ricordi delle nostre famiglie, chi non custodisce in casa una bottiglia di Marsala? Chi non l’ha vista nei salotti, assaggiata, nominata? Il Marsala ha un odore e un sapore che si lega alla nostra memoria comune di isolani.

Personalmente, ho respirato il profumo del mosto, riscoperto il piacere di passo attutito, ascoltato le spiegazioni attente di Maria Elena, ho concluso il giro con una carezza al palato, una degustazione di due Marsala indimenticabili: il Baglio Florio e il Donna Franca, accompagnati da due cioccolati, creati dall’antica dolceria Bonajuto di Modica.

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Uno, il Maris, è una pralina salata, che racconta di mare e di accostamenti arditi, con ingredienti inaspettati, l’alga Nori e la bottarga di Tonno.

Ecco come definirei questa visita, al fresco di una cantina: un balzo fra antico, moderno, una pasteggiata sospesa fra la tradizione un pizzico di quella coraggiosa sperimentazione che ha caratterizzato i Florio.

D’obbligo, per concludere, una tappa allo store, per un giro di bottiglie, libri, gadget ricordo di una visita memorabile.

 

“E quando mi ricapita?” Ecco la frase che vi girerà in testa. Quando mi ricapita di vedere l’alba? Sappiamo che lo spettacolo del sole in rinascita si ripete ogni giorno, e certe volte rimandiamo. Mesi, anni e anni, senza vederlo, proprio nel momento esatto in cui spunta, tempi infiniti senza mai scorgere il sole levarsi sul mare, o cominciare ad affacciarsi dopo la traversata di una notte, magari dal pontile di una nave.

Ma torniamo a noi, ad Agrigento. All’alba condivisa fra storia, archeologia e mito, un viaggio nel tempo che si compie nello spazio in cui il buio si arrende alla luce.

Dopo la levataccia, la sveglia puntata, (oppure, se preferite, dopo aver tirato fino a tardi, chiacchierando con gli amici), ci si presenta lì, alla biglietteria per le Albe di Agrigento. Si affronta con leggerezza la fila (che comunque è spedita), si passa al metal detector e si entra,  sapete dove siete? Ai piedi del tempio del Giunone. Non è roba da poco. fra sbadigli e sguardi assonnati e un’infinità di coppie innamorate, che si baciano e si bisbigliano all’orecchio, nell’attesa che le guide, distribuiscano auricolari e radiotrasmettitori, perché tutti abbiano l’opportunità di sentire e seguire le spiegazioni.

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Questo per dire che quella dell’alba è un’esperienza di un romanticismo sperticato, commovente. Rivedere il sole che arrossa le colonne dei Templi è come incontrare di nuovo un grande amore, e ricordarsi cosa ci legava e quanto ci è mancato (perché sì, ci è mancato).

L’alba di Agrigento può essere vissuta benissimo anche se non si conoscono i miti greci.  Anche se non avete “gli studi classici”. Ogni figura verrà spiegata e introdotta dalle guide. Ma si può seguire persino se si staccano auricolari per un momento, si dà un’occhiata al cellulare (o sia ha l’urgenza di condividere qualcosa sui social) perché il sole che sorge non lo puoi ignorare, è la cosa più vera, più naturale, più potente che esista, il concerto del cinguettio degli uccelli si dà il cambio con le cicale, la musica invade la via Sacra, il passo leggero delle ninfe ti saluta al ritmo di “Benvenuto comune mortale”.

E lo spettacolo che prende il via con il mito di Prometeo. Con il fuoco. Che procede con Medea, Paride, cavalli di Troia, balletti, canti, puttini, Dioniso, il bacio di Amore e psiche.

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La visita teatralizzate (così si definisce tecnicamente questo incanto) è a cura di CoopCulture creata in collaborazione con Casa del Musical. Ispirato da “Al passo coi templi”, scritto e diretto da Marco Savatteri, con coreografie di Gabriel Glorioso. Di seguito ho aggiunto i nomi di chi ha reso possibile questa magia, è un piccolo elenco, ma ci tenevo, perché meritano.

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Sono tutte astuzie umane, create ad arte per accarezzarci il cuore. Tutti bravi e appassionati. Lo senti. Poi c’è qualcosa di tenero e magico lungo la via Sacra. Qualcosa che ti resta. Gli agrigentini hanno ragione. Quello che accade in questo luogo, mentre il sole sorge e infuoca architetture che resistono ai secoli, non ha eguali. Abbiatene cura (e segnatevi in agenda la prossima Alba di Agrigento, ovunque voi siate, correte qui, le domenica di agosto e la prima di settembre). Qui trovate tutte le informazioni tecniche. Quelle emotive dovete mettercele voi. Basta attraversare una notte e sarete ripagati.

 

Costumi e accessori: Valentina Pollicino
Coreografie: Gabriel Glorioso
Direzione Corale: Ernesto Marciante
Scenografie: Nicola Puleo
Trucco: Maria Castagna / Valentina Pollicino
Musiche originali: Marco Savatteri / Ernesto Marciante
Aiuto regia: Dino Mallia
Combattimento scenico: Turi Scandura
Arrangiamenti: Matteo Prina/ Ernesto Marciante/ Graziano Mossuto
Fonico: Pro Studios Vassallo
Coordinamento progetto: Leonardo Guarnieri/ Marilena Cusenza / Valerio Ambriola
Scritto e diretto da Marco Savatteri

 

In scena: Martina Aloisio
Matteo Bertolotti
Gloria Cacciatore
Emanuele Carlino
Gerlando Chianetta
Claudia D’agostino
Oriana Fabrizio
Gabriel Glorioso
Chiara Lo Faso
Ernesto Marciante
Chiara Peritore
Angela Potenzano
Nicola Puleo
Massimiliano Rizzo
Giulio Seminerio
Turi Scandura
Martina Scorsone
Elena Sisti
Sabrina Spampinato
Vincenzo Vanadia
Claudio Vasile

Quello in programma dalle 19 alle 20 di giovedì 25 luglio in piazzetta Bagnasco si può considerare un vero e proprio evento sia perché si svolgerà in uno spazio cittadino trasformato dall’omonima associazione in salotto letterario, sia in quanto l’ospite che giungerà ad animare la piazzetta è Lorenzo Beccati per presentare Il Resuscitatore (DeA Planeta), il romanzo del Dr. Frankenstein italiano, grazie al quale potere fare un viaggio a ritroso nel tempo.

Un libro nel quale, tra realtà e fantasia, Beccati narra di Giovanni Aldini, un medico italiano che ispirò il personaggio di Victor Frankenstein di Mary Shelley. Ci si ritroverà catapultati nella Londra del 1803 tra miseria e disperazione, alla ricerca di cadaveri non mutilati. A Londra, infatti, le condanne inflitte per impiccagione e non per decapitazione offrono al protagonista ottima merce per portare avanti i suoi esperimenti e soddisfare la sua ossessione: ridare la vita ai defunti attraverso la stimolazione elettrica. Lorenzo Beccati porterà i suoi lettori davanti al patibolo e dentro le galere tra morti sospette, amore sfacciato per la scienza e davanti al più antico dilemma morale: può un uomo sostituirsi a Dio?

 

Un viaggio in epoche e luoghi lontani, quello che promette e mantiene Lorenzo Beccati grazie alla sua capacità affabulatoria che lo rende un autore unico. Non a caso raccoglie sempre consensi a piene mani. Dalla sua penna sono nati gialli storici di successo come Il guaritore di maiali e Pietra è il mio nome, in cui è riuscito a condensare fatti realmente accaduti e finzione, rigore e visioni, passione e razionalità. Sentimenti presenti in ogni sua fatica letteraria, come anche nelle sue esperienze televisive, facendolo amare sempre senza riserve.

Lorenzo Beccati

Beccati è, infatti, noto al grande pubblico come autore televisivo; da anni al fianco del suo grande amico Antonio Ricci, ha fatto ridere con i suoi testi televisivi per trasmissioni di successo come Drive-in, Paperissima e Striscia la notizia. Da 31 anni, inoltre, ogni sera intrattiene i telespettatori perché è sua la voce del Gabibbo.

L’evento di giovedì 25 luglio, quindi, va considerato imperdibile, anche in virtù di coloro dialogheranno con lui: Mario Azzolini, decano dei giornalisti siciliani della Rai, e Stefania Petyx, giornalista inviata di “Striscia la notizia”.

I Presentatori

Mario Azzolini, decano dei giornalisti siciliani della Rai è un divoratore di libri per mestiere e per passione. Vive in un mondo in cui il tempo è dilatato. Solo così si spiega come riesca a presentare, recensire e leggere centinaia di libri all’anno.

Mario Azzolini

Nella sua estensione temporale, Mario Azzolini è anche autore di testi teatrali e di cabaret e attore.

Il giornalista, però, non vive solo di belle parole, ma anche di fatti concreti. Infatti, nel 2010, è stato eletto sindaco di San Mauro Castelverde. Un piccolo comune incastonato nel Parco delle Madonie, in provincia di Palermo.

Eppure, anche lui ha un limite: avrebbe voluto scrivere un libro, ma non lo ha ancora fatto.

Il motivo? Gli ruberebbe tempo sia per leggere quello che ancora non ha letto, sia per fare quello che ancora non ha fatto.

Stefania Petyx, giornalista inviata di “Striscia la notizia” e portatrice sana di bassotto pignolo. Tra un’inchiesta e un’intervista, tra un inseguimento e un’indagine, Stefania racconta la Sicilia ogni sera su Canale 5. Riesce a farlo soprattutto grazie alla traduzione simultanea del suo inseparabile bassotto.

È la lettrice più veloce del sud Italia. Se si appassiona a una lettura non si ferma più. E per ogni libro che legge, sceglie la sua personale colonna sonora. La musica e il bassotto accompagnano sempre le sue letture e, infatti, il bassotto ormai scodinzola a tempo.

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Il luogo

L’associazione “Piazzetta Bagnasco” nasce dalle idee e dalle azioni concrete di commercianti e imprenditori che in piazzetta vivono e lavorano. L’associazione ha trasformato la storica piazzetta palermitana in un luogo di incontro e di confronto.

Cultura, con la presentazione di libri; cinema, con la proiezione nell’Arena Bagnasco; idee, con il coinvolgimento di giovani promesse palermitane. Sono queste alcune delle iniziative che stanno donando nuova vita a piazzetta Bagnasco, presieduta da Donato Didonna. La presentazione dei libri fa parte del progetto “Condividere per moltiplicare”, un incontro tra la voce creativa dello scrittore e l’orecchio curioso del lettore. La piazzetta offre uno spazio comune per discutere, comprendere, approfondire e appassionarsi ai libri e alle storie.