Monday, May 27, 2019
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Favignana, 24 maggio 2019 – Favignana diventa il centro di discussione e sviluppo di progetti per la circular economy delle isole Egadi. Il prossimo 28 e 29 maggio 2019 si tiene a Favignana il meeting di Greening the Islands Observatory.

Durante la due giorni verranno analizzati in dettaglio di progetti di sviluppo per le Egadi che coinvolgono in particolare i settori energia, acqua, mobilità e rifiuti. Durante i lavori sarà presentata e discussa una panoramica della legislazione, degli strumenti di policy, della regolamentazione e dei processi autorizzativi. In particolare saranno presentati modelli di applicazione del Decreto Isole minori che prevedono una tariffa incentivante per la realizzazione di progetti a fonti rinnovabili. Durante il meeting sarà illustrato in anteprima il progetto Sailcargo Brigantes, per il trasporto a vela delle merci nel Meditarraneo.

“Siamo onorati di ospitare ancora una volta a Favignana un convegno di tale importanza e di lavorare in sinergia con Greening the Islands su tematiche che riguardano l’ambiente, la sua tutela e la salvaguardia dal degrado che sembra progressivo – dice il sindaco delle isole Egadi, Giuseppe Pagoto -. Continuiamo a essere impegnati a favorire un confronto costante e fattivo tra competenze diverse che nella valorizzazione delle isole trovano un ideale comune”.

All’evento parteciperanno, oltre al Sindaco delle isole Egadi Giuseppe Pagoto e i tecnici comunali, il team di esperti del Greening the Islands Observatory, Conference of Peripheral Maritime Regions (CPMR), Regione Sicilia, i sindaci delle Isole siciliane, ENEA, GSE e le aziende Hitachi, Enel X, Axpo e Terna.

In occasione dell’evento sono previste visite tecniche per valutare concrete opportunità di sviluppo di progetti affinché le isole Egadi possano diventare un laboratorio di circular economy.

“Le isole Egadi hanno un grande potenziale di sviluppo di progetti di economia circolare e possono diventare un modello replicabile non solo a livello italiano ma per molte isole europee. La presenza delle isole Egadi nell’ambito dell’Osservatorio Greening the Islands rappresenta un importante e concreto passo avanti per dare avvio alla transizione delle isole verso un modello sostenibile che abbracci tutti i settori, dall’energia all’acqua, dalla mobilità ai rifiuti, senza tralasciare il turismo”, ha commentato Gianni Chianetta direttore scientifico di Greening the Islands.

Greening the Islands Observatory, lanciato nel 2018 in occasione della V conferenza internazionale Greening the Islands in Minorca, è un think tank che mira ad analizzare le esigenze delle isole in tema di energia, acqua, rifiuti e mobilità, ma anche eco-turismo, agricoltura, cultura e tradizioni per individuare soluzioni innovative per sostenere la definizione e l’attuazione di strategie e piani di governi e imprese. Il primo anno di attività interessa in particolare le soluzioni su energia, acqua, mobilità e rifiuti applicate a un gruppo selezionato di isole. Ad oggi le isole che hanno aderito all’osservatorio sono: l’arcipelago delle Egadi (Favignana, Levanzo e Marettimo – Italia), Creta (Grecia), Helgoland (Germania), Minorca (Spagna) e Boracay (Filippine). Altre isole hanno in corso il processo di adesione.

“L’idea del festival prende spunto e ispirazione da “Une semaine de bonté”, famoso romanzo pubblicato nel 1934 dall’artista surrealista Max Ernst, composto nel 1933 durante un viaggio che l’artista fece in Italia.  Dopo la pubblicazione dell’opera, l’ascesa del nazismo costringe alla fuga Ernst, rendendolo profugo e perennemente straniero.

Una settimana di bontà. Immagini, pensieri, suoni” è il festival che si terrà a Lipari dal 28 maggio, ideato e diretto da Emanuele Lo Cascio e Paola Nicita, con la presenza di ospiti – scrittori, registi, docenti, artisti – che si intratterranno con il pubblico, nella speciale dimensione dell’isola, per una narrazione che punta sulla dimensione dell’incontro.

Il sottotitolo del festival, che cambierà ogni anno e per questa sua prima edizione ha scelto Vivere da stranieri, per una riflessione sui temi dell’accoglienza, del dialogo, dell’incontro: riflettendo sul fatto che si può vivere da stranieri anche nella propria città.

 

Un piccolo festival sfaccettato, con la realizzazione di conferenze, proiezioni cinematografiche, mostre, concerti, presentazioni di libri, con i vari appuntamenti dislocati in luoghi pubblici e privati, come piazze, strade, attività commerciali, abitazioni, con un forte coinvolgimento del territorio.

 

Lipari, dal 25 al 28 maggio, sarà palcoscenico quotidiano per artisti, filosofi, musicisti, registi, architetti, studiosi, creativi d’eccellenza.

 

Saranno realizzate due mostre: Serena Giordano, una delle più importanti illustratrici italiane, esporrà un lavoro dedicato alla musica.

L’altra esposizione sarà dedicata a “I Futuristi di Santa Lucia”, opere di Futuristi siciliani provenienti da una collezione privata di Lipari.

 

Dopo le presentazioni e gli incontri, gli ospiti rimarranno ancora in contatto con Lipari, in un approccio semplice  e diretto, davanti ad un bicchiere di vino, passeggiando, durante un concerto all’alba, in una visione quotidiana dell’incontro e del confronto, capace di lasciare un segno forte.

 

Gli ospiti del Festival: Serena Giordano, artista, docente Accademia di Belle Arti di Venezia; Alessandro Dal Lago, sociologo, saggista; Costanza Quatriglio, regista, Direttrice del Centro Sperimentale di cinematografia documentario; Evelina Santangelo, scrittrice, editor Einaudi, insegna alla Scuola Holden, collabora con L’Espresso; Giovanni Francesco Tuzzolino, architetto, professore Università di Palermo; Maria Clara Martinelli, archeologa, Museo Luigi Bernabò Brea, Lipari, Marcello Carriero, docente Accademia Belle arti, Palermo; Marcello Faletra, saggista.

 

Le associazioni Nèsos e Idee insieme al Polo Regionale delle Isole Eolie per i Siti Culturali – Parco Archeologico e Museo Luigi Bernabò Brea hanno organizzato il Festival Una settima di bontà con il sostegno di:

Comune di Lipari; Federalberghi Isole Eolie; Birra Caulier; Caffè La Vela; Fly Families Travels; Hotel Carasco; Libreria L’Aleph; Mouloud Bottega Tessile.

 

Festival Una Settimana di Bontà – immagini, pensieri, suoni

 

LIPARI,  25-28 maggio 2019

 

PROGRAMMA

 

Sabato 25 maggio

 

Castello di Lipari, ex chiesa di Santa Caterina

18,00 – Presentazione del festival “Una settimana di bontà”.

18,30 – Marcello Carriero, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo, “Lo spazio figurativo dal Rinascimento al web”.

20,30 – Costanza Quatriglio, regista e direttrice artistica del Centro Sperimentale di Cinematografia      Documentario di Palermo, presenta il suo film “Sembra mio figlio” (2019, 103′ min).

 

Domenica 26 maggio

 

Museo di Lipari, Aula didattica

11,00 – Marcello Faletra, saggista, presenta la rivista “Cyberzone: Cremeacide”.

Giardino di Villa Santa Lucia

18,00 – Alessandro Dal Lago, saggista e scrittore, presenta il suo libro di racconti “Controstorie”

19,00 – Serena Giordano, artista e docente dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia, presenta il suo libro “Il dentista di Duchamp, 12 racconti sull’arte contemporanea”.

20,00 – Inaugurazione mostra “I Futuristi di Santa Lucia”.

 

Lunedì 27 maggio

 

 

Libreria L’Aleph 

Mouloud Bottega Tessile

17,00 – Inaugurazione mostra “Illustrazioni musicali” di Serena Giordano

 

Hotel Carasco

19,00 – Evelina Santangelo, scrittrice, editor di Einaudi, presenta il suo libro “Da un altro mondo”.

 

Martedì 28 maggio

 

Libreria L’Aleph

11,30 – Evelina Santangelo, firmacopie del libro “Da un altro mondo”.

 

Ex chiesa di Santa Caterina

18,00 – Maria Clara Martinelli, archeologa Museo Archeologico regionale Luigi Bernabò Brea, e Giovanni Francesco Tuzzolino, architetto e professore di composizione architettonica Università di Palermo, “Sul perdersi e sull’abitare”. Dialogo a due voci tra archeologia e architettura

 

Spazio aperto al Castello

 

19,30- Concerto al tramonto: Pietro Lo Cascio, chitarra

 

Conclusione del festival

Decorare un viale, o un lungomare, con vasi e piante, senza passare per lunghe trafile burocratiche e amministrative, ma come? Trasformare una balconata in un terrazzo fiorito è possibile attraverso una iniziativa civica.

Succede lungo il viale, il salotto della città dei Templi, con vista sulla via Sacra. Gli agrigentini hanno adottato le piante. Ma non solo, le hanno dedicate, firmate. Se leggi, ai piedi del vaso in elegante ceramica, trovi nomi di figli e genitori. Si riassumono così, in un gesto di bellezza, in quei fiori che sbocciano, gli intenti amorevoli di intere famiglie.

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Cresceranno sempre e comunque. Con un po’ di cura (ci sono anche accordi con esercenti che custodiscono innaffiatoi e li mettono a disposizione). Perché quel verde è loro, personale, ne sono responsabili.

L’idea è di Alfredo Prado, direttore dell’Accademia di Belle arti di Agrigento.

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Si ripete pure sul lungomare Le Dune di San Leone. Altro luogo caro all’immaginario dei cittadini, che così cambia veste e torna a nuova vita. Partecipazione civica e bellezza alla portata di tutti, una cifra simbolica di 80 euro per adottare una pigna (simbolo antico, presente già in Egitto, Babilonia e Grecia quale immagine del divino e dell’immortalità. La pigna, frutto generato da un sempreverde, rappresenta la forza vitale e l’eternità) o un vaso di fiori. “Una pigna del Lungomare delle Dune di San Leone ricorda il carissimo amico archeologo Sebastiano Tusa –  scrive Alfredo Prado -, collocata proprio davanti al mare Mediterraneo che ha immensamente amato”.

Un’iniziativa che dimostra quanto partecipazione civica e bellezza, siano alla portata di tutti.

Nel Quaternario l’intero sistema dei Monti di Palermo, nel quale ricade la grotta, era lambito dal mare.

Nello spazio antistante la grotta sono stati rinvenuti, nei primi del Novecento, resti di insediamenti umani risalenti al Paleolitico: resti di pasto composti da frammenti ossei di mammiferi e molluschi nonché utensili in selce e ossidiana, custoditi oggi in parte al Museo Geologico Gemmellaro dell’Università di Palermo.

Negli anni sessanta la grotta Conza ha rischiato di essere compromessa dalle cave per l’estrazione di materiali da costruzione.

Nel 1985 l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente ha inserito l’area nel Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve Naturali, quale emergenza naturalistica meritevole di protezione. Nel 1995 è stata formalmente istituita la Riserva e affidata in gestione alla sezione siciliana del C.A.I.

La riserva è alle pendici della dorsale formata da Monte Gallo, Pizzo Manolfo e Monte Raffo Rosso, in prossimità della borgata di Tommaso Natale, al confine nord della Conca d’Oro.
Un ambiente naturale unico per il modo in cui si sviluppa il fenomeno carsico, cioè quell’insieme di fenomeni chimico-fisici di erosione che l’acqua esercita su alcuni tipi di rocce, dando luogo a caratteristiche forme del paesaggio superficiale e del sottosuolo. Grotta Conza è Riserva Naturale Integrale.

(Fonte wikipedia)

Questo il programma della giornata del 12 maggio

h. 10 incontro da Elementi via T. Natale 78e
illustrazione della Passeggiata a cura del Cai
h.11 Passeggiata
h.14 pranzo in riserva o pranzo condiviso Elementi Creativi
Prenotazioni cell. 3296509941

Secondo il numero di richieste potrà essere organizzata anche il 19.5.19
questa attività è frutto di collaborazione tra Elementi e Riserve CAI.

Primavera inoltrata, temo di gite fuoriporta, perché non andare a Marsala, coniugare il tutto con un giro per cantine o una bella visita alle saline? Se volete un motivo in più, ve lo diamo noi, un festival dove il buon cibo della tradizione è protagonista assoluto.
Si chiama “Gustissimo” il Festival del cibo da strada e delle birre artigianali siciliane, che si svolgerà a Marsala il 10, l’11 e il 12 maggio all’interno di Villa Cavallotti, e che arricchirà le Giornate Garibaldine con un villaggio gastronomico dove le migliori proposte di cibo da strada della tradizione e dell’innovazione, con interessanti e ricercati abbinamenti di gusto e prodotti tipici d’eccellenza, si accoppieranno a una nutrita rappresentanza dei migliori birrifici regionali, per offrire ai visitatori stuzzicanti possibilità di abbinamenti. Durante le tre giornate, musica e intrattenimento si susseguiranno con altrettanti spettacoli secondo questo calendario:
venerdì 10 maggio alle ore 20, musica live con i B. Jeans;
sabato 11 maggio alle ore 20, l’evento curato dall’Associazione ‘Ciuri’ dal titolo ‘Una Citta per Cantare’;
domenica 12 maggio alle ore 20, sempre a cura dell’Associazione ‘Ciuri’ il concerto live “The song of the hearth” di Ouim El Mrieh e Toty Lo Faso.
Tra le altre, queste, alcune delle proposte del Villaggio gastronomico:
Panino con Porchetta di Suino nero dei Nebrodi dell’azienda Oriti di Caronia (Me), già premiata da Gambero rosso;
Arancino Nero, con riso venere, suino dei Nebrodi, emulsione di zafferano e pistacchio di Bronte dell’Antica Polleria di Acquedolci (Me);
Panino di Capocollo Sicano con crema al basilico e cipolla di Partanna, del Road House caffè di Partanna;
Arancina ai frutti di mare dell’azienda Bonomo di Salemi;
Cous cous africano alle verdure della Chef Mamma Africa, già premiata al Cous cous fest;
Il Pane ca meusa e quello con le panelle di Ninu u ballerino da Palermo, pluri premiato in diversi festival nazionali;
La Pizza gourmet sia dolce che salata della Pizzeria la Pergola di Marsala.
All’interno del Villaggio anche un momento dedicato alla lettura:
venerdì 10 maggio, alle ore 19 , si terrà la presentazione del libro “Pani ca meusa, la cucina di strada siciliana”, di Rosario Ribbene. Una passeggiata letteraria sul variopinto universo della cucina di strada siciliana attraverso un itinerario tratteggiato con un linguaggio giornalistico, semplice e immediato.
Sabato 11 maggio, alle ore 19, è in programma la presentazione del libro “La Cucina dei Monsù nel regno delle due Sicilie”, di Mario Liberto. Un saggio che regala al lettore parole non banali sulla storia – e le singole storie – del Monsù, la figura che ha molto influito sull’evoluzione del gusto delle famiglie alte del Meridione e a cascata di tutta la società.
Domenica 12 maggio, alle ore 19, la presentazione del libro  “Guida alle birre artigianali siciliane” di Maurizio Artusi e Lidia Caracausi. Una “Guida alle birre artigianali di Sicilia che in ben 240 pagine è di facile ed intuitiva consultazione, con una breve presentazione di ogni birrificio e le foto di tutte le bottiglie recensite.
Orari:
Il Villaggio gastronomico si potrà fruire già a partire dalle ore 12:00 di venerdì: l’inaugurazione con la presenza delle Autorità è fissata alle ore 18:00.
Sabato e domenica apertura degli stand anche a pranzo. L’evento si concluderà domenica alle 24.

Dal 26 al 28 aprile si è svolto a Danisinni il primo festival del neonato Collettivo Chapitô Danisinni.
Danisinni è un quartiere palermitano fra tra le vie Cappuccini, Cipressi, Colonna Rotta e piazza Indipendenza.
Si tratta di un quartiere in cui la città e la natura si incontrano (qui scorreva il fiume Papireto), per posizione geografica e fattori socio culturali, il rione è ad alto rischio di emarginazione, un luogo in cui fino a ieri prosperavano sterpaglie, ma soprattutto una grande vivacità umana, che ne ha fatto simbolo di rinascita, dove adesso si allevano idee, insieme a progetti, animali e colture (è nata una orto-fattoria), in cui gli elementi di distanza dalla città, sono stati convertiti in opportunità, ne hanno fatto un’oasi.
All’ombra di un grande tendone, si sono celebrati  tre giorni di eventi adatti a grandi e bambini, con spettacoli, laboratori, musica e dj set. Con l’occasione si presenterà il progetto del Collettivo, come fucina artistica insieme alle altre due realtà nate nel quartiere: Museo Sociale Danisinni e il laboratorio di teatro di relazione e di comunità diretto da Gigi Borruso. Tutti nascono dal progetto Rambla Papireto dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.

 «Il tendone da circo è il simbolo arcaico e universale della condivisione, dell’incontro immediato tra artista e pubblico – spiega Daniele Nash, artista circense tra i fondatori di Circ’All e del Collettivo –. Le arti performative e circensi creano comunità, utilizzano i propri strumenti per attivare un processo di rigenerazione artistica, culturale e sociale, come quella che è in atto a Danisinni. Per realizzare tutto questo è stato necessario progettare la creazione di un collettivo di artisti che condividano le stesse visioni artistiche e sociali, che siano capaci di dialogare con le tante anime che esistono nel quartiere, che siano pronti a investire la propria professionalità e le proprie idee per dar vita a una fucina artistica e umana in città unica nel suo genere».

Daniele Nash

Per seguire tutte le attività e scoprire curiosità e informazioni sui protagonisti di Chapitô Festival basta collegarsi alla pagina facebook ufficiale del Collettivo: Chapitô Danisinni / Circ’All

Il circo sociale permanente senza animali è nato infatti circa un anno fa dal crowdfunding avviato come fase finale del progetto Rambla Papireto, che ha avviato un percorso di rigenerazione urbana e sociale in chiave artistica ancora in fermento nel quartiere. I laboratori di arti circensi e giocoleria avviati sono stati una maniera per entrare in contatto e comunicazione con un quartiere caduto negli anni in un pericoloso autoisolamento.
Collettivo Chapitô Danisinni
Le foto e le info sono di Rossella Puccio.
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Una Madonna nera fra due vele dispiegate, ha anche un salvagente, a simbolizzare l’accoglienza. Il colore si staglia contro l’azzurro del cielo. Una serie di Santi, Miti e leggende, mosaici attenti, figure ricavate da semi e cereali.

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Se ci passi sopra una mano, il tatto rivela migliaia e migliaia di semi. Miglio, lenticchie, grano. Ogni dettaglio è un colore della natura che torna a noi in una nuova forma. L’arte è questa; dare nuova vita, usare l’ingegno per regalare forme familiari. Come non riconoscere i semi, quelli che usiamo per alimentarci, con cui prepariamo minestre e cibi? Come non riconoscere poi,  i volti di un Santo?

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Le colombe sono biscotti glassati di zucchero bianco con le ali dispiegate. Taglia il Corso l’opera di Carmelo Navarra, il Naufragio di Icaro. Perché bisogna innalzarsi in volo, ma senza la presunzione di tagliare le radici.

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La primavera e la rinascita hanno la meglio sul freddo inverno e i frutti della terra ci donano tutto, per il sostentamento spirituale e reale. Un intero racconto, antichissimo, che risale alla metà del Seicento, alla fondazione dello stesso paese, è sintetizzato in questo rito, dove il pane, da protagonista della tavola, diventa materiale di scultura.

 

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Ogni angolo riassume il lavoro attento di ragazzi e ragazze, che si protrae per mesi, come mi spiega Salvatore Navarra. Sculture di pane, a ricordare il cibo dell’anima e della vita semplice, potrete ammirarli, dalla  Pasqua, fino al 2 giugno.
Non è una semplice passeggiata su Corso Umberto I, a San Biagio Platani, è una tradizione che si affaccia al futuro, che vuole fare festa, senza dimenticare l’attualità. Lo testimonia il tema della sacralità, della religione, che si apre ai fatti di cronaca, con tanto di bandiera della pace. Le due confraternite,  Madunnara e Signurara, lavorano fianco a fianco per assicurarci uno spettacolo di valore umano e culturale.

 

leggera1Dopo aver raggiunto San Biagio, da una serie di tornanti che procedono fra campi di sulla e orchidee selvagge, ecco lo spettacolo, ma anche la riflessione.
Da oggi, domenica 28 aprile, per visitare si pagherà un piccolo biglietto, simbolico, di un euro. Dovuto. Sono cose belle, sono lavori lunghi. Buona visita

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Visite serali all’ultima dimora dei Florio, la famiglia di imprenditori che ha lanciato Palermo nel jet set europeo.
Insieme a Terradamare e la famiglia Paladino Florio, dalle 18 a mezzanotte, all’Arenella, borgo di mare palermitano, si assisterà e alle visite alla Palazzina dei Quattro Pizzi,  in stile neogotico, così chiamata per le quattro guglie che la sovrastano.
Casa Florio, progettata dall’architetto Carlo Giachery è l’ultima dimora di Vincenzo Florio III
Sarà possibile ammirare gli affreschi in stile revivalistico realizzati dai pittori Salvatore Gregorietti e da Emilio Murdolo, Maestro di Renato Guttuso, la mostra “Vincenzo Florio, l’artista”, alla scoperta di Vincenzo Florio Pittore del ‘900″, e un piccolo museo con affascinanti cimeli appartenuti alla famiglia che rese grande Palermo.
Dopo il tramonto: accensione del Faro del Pellegrino, installazione dell’artista Domenico Pellegrino, composta da 1600 lampadine che illumina il quarto pizzo della storica dimora dei Florio. Evento su prenotazione

Casa Florio, Discesa Tonnara, 4b – Arenella, Palermo. Durata visita: 40 min. Contributo: € 7

Sabato 13 aprile 2019: Turni disponibili: ore 17:20 – 18 – 18:40 – 19:20 – 20 – 20:40 – 21:20 – 22 – 22:40
Prenotazione obbligatoria: 329.8765958 – 320.7672134- https://www.terradamare.org/infoline

CASA FLORIO
Il complesso della Tonnara dell’Arenella fu acquistato nel 1830 da Vincenzo Florio, che ne commissionò la trasformazione all’amico e collaboratore Architetto Carlo Giachery.  Unico edificio neogotico, questo, costruito da Giachery, i cui interessi erano rivolti piuttosto a progetti funzionali di architettura industriale nonché allo studio di nuovi materiali.
L’inusuale progettazione richiama un Gotico inglese, addolcito da una romantica scenografia mediterranea. Allo stesso Giachery nel 1852 fu commissionato il mulino a vento per la macina del sommacco, sempre inserito nel complesso dell’Arenella, da cui si estraeva il tannino, allora oggetto di fiorente commercio in Sicilia. Una parte del complesso veniva adibita ad abitazione per i fine settimana e molte personalità illustri vi furono ospitate, non ultima la Zarina di Russia, durante il suo soggiorno a Palermo.

Quest’ultima se ne innamorò talmente da fare riprodurre fedelmente i ” Quattro Pizzi ” a Snamenka, vicino a San Pietroburgo, sulle rive del golfo di Finlandia, nel parco della sua residenza estiva di Peterhof che, in memoria di Palermo, chiamò “Renella”. La costruzione è tuttora esistente. Finito il periodo aureo, Vincenzo Florio si ritirò nella Tonnara dell’Arenella con la sua famiglia, eleggendola a propria dimora. La Tonnara rimase in funzione sino ai primi del Novecento: essendo poi cambiata la rotta dei tonni, chiuse definitivamente l’attività di pesca.

Dopo il grande successo delle scorse edizioni, anche quest’anno l’associazione Asadin in collaborazione in collaborazione con Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, con il sostegno del Witness Journal, dell’Associazione Peppino Impastato e famiglia Orlando, organizza il concorso dedicato a Guido, fondatore dell’associazione e compagno di Peppino Impastato, scomparso ormai da 7 anni.

Il tema scelto è Ri-scatti Umani.

La giuria composta da Tano D’Amico, Franco Seggio, Pino Manzella è riconfermata, valuteranno le foto e saranno presenti durante la premiazione che si svolgerà il 8 Maggio a Cinisi, durante i giorni del Quarantunesimo Anniversario dall’uccisione di Peppino Impastato e del 40° anniversario della prima manifestazione nazionale antimafia che si svolse proprio a Cinisi il 9 maggio 1979.

Le foto selezionate saranno esposte nella Mostra “Ri-scatti Umani” presso il bene confiscato ex Casa Badalamenti a cento passi da Casa Memoria, dove migliaia di persone, partecipando al 41°, ed anche dopo, avranno l’opportunità di visitarla.
Verranno inoltre pubblicate sulla rivista Witness Journal, sostenitrice del concorso, e sul sito di Casa Memoria.

L’iscrizione scade entro giorno 22 aprile ed è gratuita. Si possono inviare 3 foto.

Il concorso anche quest’anno promuove la fotografia sociale, una fotografia che racconti la realtà ed abbia come protagonisti soprattutto i più deboli, osservati focalizzando l’attenzione sulla dignità e la bellezza umana, con uno sguardo etico che rispetti il dolore. Il concorso è comunque aperto ad ogni tipo di fotografia che sappia raccontare bellezza, umanità e riscatto. La fotografia può avere un ruolo culturale di informazione, comunicazione, sensibilizzazione, strumento di lotta e di verità, racconto. (Leggi bando art 1)

 

Ecco il link dove si trova il bando http://www.casamemoria.it/…/449-ri-scatti-umani-concorso-fo…

Come rinasce un luogo? Come si cura il centro storico di una città? Un’operazione a cuore aperto quella del Farm Cutlrual Park, che mischia l’anima, il desiderio di rimanere e coltivare i sentimenti, con la poesia senza tempo dell’arte e del pensiero. Platform for Change non è solo un libro, è un osservatorio sul mondo dell’arte, dell’architettura e del design filtrato dallo sguardo attento di uno dei centri culturali indipendenti più influenti del mondo artistico contemporaneo. Un luogo aperto alle contaminazioni, curioso, dove confluisce un progetto di rinascita concreto, che diviene un format esportabile, di buone pratiche:  il Farm Cultural Park in Sicilia.

Tutto condensato in libro: Platform for Change. Una piattaforma del cambiamento che spoglia e dilata le possibilità offerte dall’arte. Come strumento reale di cambiamento, che si attesta oltre le teorie.

Un libro che è anche una bussola per orientarsi nella costruzione delle traiettorie necessarie. Quelle inusitate, utili per immaginare e stimolare visioni ampie, che necessitano di un racconto. Un libro che offre e spiega i modelli ispiratori di Farm e i processi che Farm stesso ha innescato.

Platform for change è la narrazione corale di un viaggio tra i paesaggi della rigenerazione urbana globale e locale, delle strategie intelligenti di costruzione della comunità, delle città in cui cittadini si prendono cura degli spazi pubblici. Città dove gli investimenti pubblici e privati sono concentrati nello sviluppo dei luoghi per la cultura, musei, gallerie, biblioteche, teatri, cinema e in attività culturali: eventi performativi, mostre, presentazioni, talk, festival.

Il libro è un’esplorazione dentro gli spazi pensati per l’educazione, dove si sperimentano nuovi modelli per le attività ricreative, dove è sempre più prioritario ripensare la mediazione tra popolazioni di etnie, culture, tradizioni diverse. Platform for change è un libro che si legge con tempi, velocità e modalità diverse, dove il contenuto saggistico più scientifico si intreccia a diagrammi elementari e i testi più didascalici commentano immagini cariche di significato; un libro organizzato in 5 capitoli: 1) Start with culture and joy. How to create an atmosphere, 2) Take care of people. How to build a community, 3) Say “Yes we can”. How to spread trust and enthusiasm, 4) Think happiness is everywhere. How to storytell your city, 5) Move! Do something. How to change the world.

La narrazione è scandita da paragrafi che si ripetono alternandosi e costruiscono il ritmo del libro – preface, Introduction, inspirations, inside, capitals, global, local, display, essay – attorno a cui si costruisce la storia di Farm Cultural Park, narrata attraverso inserti speciali.

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