Sunday, September 22, 2019
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Il ritratto fotografico come “luogo geometrico di un’esistenza”, immagine che condensa nella testuale “scrittura di luce” tutto il senso e la singolarità della vita di una persona. O di un personaggio.

A questi ultimi è dedicata alla FAM Gallery di Agrigento “Un mondo in salvo”, mostra fotografica di Angelo Pitrone [28 ottobre – 2 dicembre 2018] che, in una intensa, silenziosa e singolare collezione di ritratti in bianco e nero, cattura e restituisce ai visitatori tutto il misterioso carisma di alcuni fra gli intellettuali – artisti, scrittori, registi, fotografi – dell’ultimo Novecento in Italia.

Nel testo che introduce l’esposizione, Salvatore Ferlita, docente di Letteratura alla Kore di Enna e critico letterario, si spinge a una indovinata e arguta lettura metaforica degli scatti di Pitrone, che ai ritratti affianca una lunga esperienza nel campo dei beni culturali. E’ così che “Moravia – scrive Ferlita – diventa una delle colonne del tempio greco: la sua espressione seria, composta rimanda alla compostezza e alla serietà dei classici, di quegli autori che ancora hanno qualcosa da dire; ma col rischio di trasformarsi oggi in un rudere, in una impronta del passato prossimo della nostra letteratura. Camilleri, davanti alla macchina per scrivere, sembra in preda a un processo di levitazione: come se fosse sospeso sui tasti. Lo scatto diventa in qualche modo il correlativo oggettivo della leggerezza dello scrittore empedoclino, della levità della sua scrittura. E Bufalino? È impressionante: assomiglia al calco di se stesso (…). Per non dire di Sciascia: sembra un impiegato del catasto, chino sui suoi quaderni di appunti, poggiati su una pila di libri e, si immagina, vergati con una grafia minuta e chiara (…) Il cipiglio arcigno di Vincenzo Consolo, una sorta di metonimia del suo guardare al degrado, allo scempio dei luoghi e delle coscienze. ‘Fotografare – scritto Susan Sontag – significa appropriarsi della cosa che si fotografa’. Angelo Pitrone – conclude Ferlita – custodisce questo mondo oggi sull’orlo della sparizione, l’ha messo in salvo per noi”.

Ai visitatori il privilegio di accostarsi ai singoli personaggi nella dimensione privata e confidenziale che Pitrone suggerisce con i suoi ritratti. In mostra sono i volti di Simonetta Agnello Hornby, Michelangelo Antonioni, Maria Attanasio, Ugo Attardi, Giuseppe Bonaviri, Sonia Braga, Gesualdo Bufalino, Andrea Camilleri, Bruno Caruso, Matteo Collura, Vincenzo Consolo, Nino De Vita, Natalia Ginzburg, Piero Guccione, Claudio Magris, Dacia Maraini, Alberto Moravia, Mario Monicelli, Gaetano Savatteri, Ferdinando Scianna, Leonardo Sciascia, Enzo Sellerio, Mario Soldati, Mario Tobino. “Un mondo in salvo” di Angelo Pitrone è visitabile alla FAM Gallery, via Atenea 21, dal martedì alla domenica, dalle 17 alle 20. Chiuso il lunedì. Info www.famgallery.it.

Angelo Pitrone, bio

Agrigento 1955, già fotografo presso la Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento, Angelo Pitrone ha insegnato Storia e Tecnica della Fotografia presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo. Si occupa di fotografia da oltre trent’anni, interessandosi soprattutto al paesaggio e ai segni dei luoghi. Da sempre collabora col Centro Culturale Pasolini di Agrigento per la cura delle mostre di fotografia. Ha pubblicato numerosi libri fotografici tra cui: Viaggio nella Sicilia di Pirandello, Palermo Bandita, Pirandello e i luoghi del Caos, I luoghi del romanzo, Solarium, Migranti, Convivio, Linea di terra. Ha esposto in diverse città in Italia e all’estero. Sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. Ha seguito, come fotografo, numerose campagne archeologiche in Sicilia e in Nord-Africa per conto dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Sicilia, e ne ha curato la documentazione fotografica di numerosi cataloghi ed esposizioni scientifiche.

Subito in marcia immersi nella natura. Ormai un modo sano e lento di godersi il paesaggio e l’ambiente. Si moltiplicano le offerte di percorsi e vie slow, capaci di coniguare veri e propri viaggi, in lunghissime passeggiate che collegano città e centri abitati. L’ultimo, in ordine di nascita (e riscoperta) ma non certo d’importanza, si chiama “Cammino dei Nebrodi” ed è il nome di un percorso che arricchisce la Sicilia di una nuova possibilità di turismo naturalistico lungo i sentieri della famosa Dorsale. Un nuovo logo e una sentieristica che tocca alcuni dei centri più interessanti del Parco dei Nebrodi che verrà inaugurata domani con la prima edizione del Cammino (dal 1 al 4 novembre). Gambe in spalle e via. 

Nato dalla collaborazione di due fra le associazioni naturalistiche più note dell’Isola e delle rispettive guide, Attilio Caldarera di VaicoltrekkingSicilia e Alessandro Licciardello de I Nebrodi, il progetto è finalizzato non solo allo sviluppo del trekking più puro ma anche della possibilità di esplorare i borghi e di vivere le tradizioni insieme alla gente del luogo.

gruppo dorsale 1

“Collaboriamo da anni lungo questo tracciato – spiegano le guide – così abbiamo deciso di unirci per creare un’iniziativa unica che possa davvero essere a fruizione degli amanti della natura incontaminata, all’insegna del turismo sostenibile”

Il percorso del Cammino dei Nebrodi segue in parte il vecchio tracciato della Dorsale, ma anche il Sentiero Italia, con nuove vie trasversali che arricchiscono il trekking con bretelle di collegamento, servizi di ospitalità e una mappa interamente dedicata al percorso.

parco dei nebrodi (1)

Quasi 70 km in prossimità della cresta dell’area protetta più grande della Sicilia con una varietà infinita di paesaggi : boschi maestosi e fittissimi (faggete di Pizzo Fau, Mangalaviti, Serra del Re), rarità botaniche (bosco della Tassita), zone umide di grande interesse e fascino (Lago Maulazzo, Lago Biviere, Laghi Cartolari e Trearie) e spettacolari punti panoramici.

Il tutto partendo da Case Badessa (Tortorici/Floresta) e arrivando presso l’Urio Quattrocchi (Mistretta). Oltre i comuni citati si passa nei territori di Tortorici, Maniace, Randazzo, Galati Mamertino, Longi, Alcara Li Fusi, Militello Rosmarino, Cesarò, San Fratello, Caronia, Capizzi e Santo Stefano di Camastra.

Il depliant con il percorso e le informazioni saranno disponibili sui siti tematici vaicoltrekkingsicilia.cominebrodi.it o ai seguenti numeri telefonici delle guide Attilio Caldarera 3497362863, Alessandro Licciardello 348 5431229.

Torna dal 9 all’11 novembre all’ex Fiera del Mediterraneo, Fa’ la Cosa Giusta! Sicilia, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, giunta quest’anno alla quinta edizione e inserita tra gli eventi di Palermo Capitale Italiana della cultura 2018.  La tre giorni è promossa dal Comitato di “Fa’ la cosa giusta! Sicilia” e dal Comune di Palermo. Obiettivo: divulgare modalità di consumo e produzione per la tutela dell’ambiente e della salute umana, valorizzare la filiera corta, creare reti imprenditoriali e sociali quanto più attente al benessere dell’individuo e della società, lavorare alla costruzione di comunità eque, solidali e accoglienti.

Finalità ambiziose che nell’anno in cui Palermo è capitale italiana della cultura allargano lo sguardo al Mediterraeo e all’Europa, ospitando leGiornate Europee dell’economia sociale e solidaleorganizzate in collaborazione con Euromed Carrefour – Antenna Europe Direct di Palermo, RIPESS  (Rete Intercontinentale dell’Economia Sociale e Solidale), Refugees WelcomeSolidarius International. Una serie di dibattiti e confronti che porteranno in città rappresentanti della Commissione europea, esperti di numerose Università italiane, esponenti di  gruppi di acquisto solidale e associazioni provenienti da varie parti d’Europa.

Il programma  delle Giornate e della Fiera sarà presentato il 6 novembre alle 10,00 a Villa Niscemi dal sindaco Leoluca Orlando, dal coordinatore di Fa’la Cosa giusta! Sicilia Nino Lo Bello e dai componenti del Comitato organizzatore Silvia Coscienza, Salvatore Cacciola, Giuseppe Notarstefano Giusi Tumminelli.

C’è la bottega della prima donna che in Sicilia si è laureata in Farmacia, a fine Ottocento; e c’è l’ex maresciallo che ha messo a frutto la passione per l’orologeria. Dalla torrefazione che sembra essere immobile nel tempo, all’artigiano che fa nascere mobili di vimini, al laboratorio dove accanto ai mobili veri, se ne costruiscono altri in miniatura; c’è chi sbozza le teste dei pupi come si faceva una volta e chi cuce abiti e intanto suona il mandolino; chi crea borse eccentriche e chi abiti talari…

Bottega Trapani ai calderai

Nascosti nei vicoli del centro o nelle ex borgate fuori dalla città antica. Negozi e botteghe artigiane che da secoli tramandano il mestiere e nuovi creativi che sono tornati a popolare i vecchi quartieri riprendendo e innovando tradizioni che sembravano scomparse. Sarti, ceramisti, cesellatori, tabaccai, erboristi, panifici, pupari, rivenditori di artigiani del cuoio, del tessuto, della carta, cioccolatieri, pupari, ultime osterie e gelaterie familiari: sono il patrimonio commerciale e artigianale, fattivo e senza tempo, di Palermo. Una ricchezza che si affianca a monumenti e siti, né più né meno, e come tale, viene raccontata tramite lo storytelling che è diventato il marchio de Le Vie dei Tesori. Che ha composto una guida cartacea e on line – affidandosi a un comitato di giornalisti e operatori culturali innamorati della propria città – che esprime profondamente l’identità della città, e la rende diversa dalle altre.

 Borsa del Pellegrino

La guida verrà messa on line durante il quinto ed ultimo weekend de Le Vie dei Tesori – il prossimo, dal 2 al 4 novembre: chiunque potrà costruirsi il proprio itinerario, cercando la bottega nascosta accanto al museo, il laboratorio artigianale ai piedi di un antico palazzo. Alcuni dei luoghi saranno aperti anche domenica prossima per partecipare a questo ultimo weekend di festa della città e altri offriranno sconti ai visitatori. Tesori monumentali e tesori umani, insieme, per raccontare la città, mettendo insieme gli occhi e le mani. Subito dopo, stampata, sarà distribuita gratis nei luoghi coinvolti e nella sede de Le Vie dei Tesori.

 trattoria Ferro di cavallo

Una guida in progress – che racchiude i primi cento luoghi scelti liberamente dal comitato formato da Antonella FilippiAlessia FrancoLaura GrimaldiAntonella LombardiPaola NicitaMario PintagroAlli Traina e Alessandra Turrisi, fotografie di Tullio Puglia, con il coordinamento di Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – che è diretta tanto al cittadino quanto al visitatore; una mappa che tralascia le grandi imprese commerciali che, pur se antiche e di qualità, hanno profondamente innovato sedie stili di vendita, per censire invece luoghi dove si possa fare ancora un’esperienza: tra insegne e arredi storici, personaggi e artigiani con i quali è ancora possibile stringere un rapporto; veri “tesori viventi” – vecchi e giovani – portatori di sapienze e competenze, che diano al visitatore (appassionato o curioso) la possibilità di conoscere una storia attraverso un oggetto o una pietanza. Posti dove puoi vedere, incontrare, conoscere, fare qualcuno o qualcosa di davvero tipico. Luoghi antichi e nuovi dove il tempo scorre ancora lento, scandito più dai tocchi degli scalpellini che dai rombi delle macchine. I vecchi sono gli ultimi che hanno resistito alla crisi, agli anni ciechi della guerra alle pedonalizzazioni, all’arrivo delle grandi catene. I giovani sono tornati in quella città antica che faticosamente ha trovato un nuovo respiro e una nuova vitalità. “Un tour ideale dove un palermitano porterebbe un amico per fargli conoscere i suoi luoghi “segreti”, lontano dai souvenir dozzinali e dalle esperienze standardizzate per turisti”, spiega Laura Anello, presidente dell’associazione le vie dei Tesori. “Un tesoro di artigianalità che anche noi come Museo contribuiamo a conservare”, interviene Emanuela Palmisano a nome del Museo Salinas. Un occhio poi alle insegne storiche: tante, troppe, quelle che sovrastano saracinesche ormai chiuse, ma qualcuna rivive con un’identità commerciale diversa.

Alla guida hanno lavorato:

Antonella Filippi

Alessia Franco

Laura Grimaldi

Antonella Lombardi

Paola Nicita

Mario Pintagro

Alli Traina

Alessandra Turrisi

Progetto e coordinamento: Laura Anello

Segreteria: Viola Vitale e Costanza Ricciardi

Il 31 Ottobre torna quello che ormai è un appuntamento fisso per gli amanti della cultura a Catania: la Giornata Nazionale del Trekking Urbano, iniziativa organizzata dal Comune di Catania e dall’Associazione Culturale e Naturalistica Etna’ngeniousa, giunta quest’anno alla quindicesima edizione, e che coinvolge oltre 50 città su tutto il territorio nazionale.
Nata da un’idea di Siena, questa giornata Giornata ha come obiettivo far riscoprire ai cittadini la propria città con delle passeggiate culturali,  seguendo degli itinerari costruiti anno dopo anno in base ad un tema generale dato dalla città promotrice.
Il tema del 2018 è “Raccontami come mangi e ti dirò chi sei” e Catania per l’occasione ha deciso di farsi in 4, o meglio, in 5: “Catania a 5 sensi”. Un percorso di scoperta del centro storico attraverso i sensi per guardare, respirare, sentire, toccare e soprattutto assaporare Catania tra cultura e tradizione, folclore e conoscenza.
Un Trekking Urbano in cui se ne vedranno delle belle e se ne gusteranno delle buone. Ogni tappa sarà infatti accompagnata dalla degustazione di un dolce tipico della storia etnea gentilmente offerti da alcune attività che hanno deciso di sostenere l’iniziativa.

Per la giornata del 31 Ottobre sono previsti ben 4 tour di “Catania a 5 sensi”, per informazioni e prenotazione contattare
– asso.etnangeniousa@gmail.com
– trekkingurbano.ct@gmail.com
– 338.1441760

SI RINGRAZIANO PER LA COLLABORAZIONE
• Polo Regionale per i Siti Culturali – Catania
• Alessandro Marchese Frutta Martorana
• Myda Scuola di Cucina
• Acqua Fontalba
• Tomarchio – Pasticceria Siciliana
• Coldiretti Catania
• Chiosco Castello Ursino Tino’s – Drink’s & Food
• I Dolci Sapori Antichi – San Giovanni La Punta CT
• Panificio La Pagnotta – Pedara CT
• Cinzia Caminiti Nicotra
• Associazione Mascalucia DOC

COMUNICAZIONE E MARKETING: Loredana Giacolla
FOTO & MEDIA: Salvo Puccio

Associazione Naturalistica e Culturale ETNA ‘NGENIOUSA
recapiti telefonici: 338.1441760 / 333.9119648
www.etnangeniousa.it
www.cataniasotterranea.it
cataniagiovani.wordpress.com

Un’arte che continua a parlare con forza alla realtà contemporanea, quella  dei  pupi, e che unisce nel dialogo e nel confronto tradizioni e  linguaggi sperimentali, ma anche differenti luoghi della città.

Il programma completo del Festival di Morgana – tra gli eventi finanziati da Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 – verrà presentato lunedì 29 ottobre alle  10, al Museo Pasqualino (piazza Antonio Pasqualino, 5). 

Un viaggio lungo ben 43 edizioni (iniziò nel 1975 con il nome di Rassegna di opera dei pupi), che di anno in anno ha assunto un carattere internazionale, coinvolgendo con sempre maggiore intensità compagnie provenienti da tutto il mondo ed eventi collaterali collegati al teatro dei pupi.

Quest’anno, il Festival di Morgana si svolgerà dal 7 all’11 novembre: cinque giorni che ospiteranno oltre trenta spettacolidue prime nazionalisette compagnie di opera dei pupi provenienti da tutta la Sicilia e quattro compagnie internazionali di teatro d’immagine contemporaneo da Francia, Spagna e Irlanda.

Insieme agli spettacoli, all’interno del Festival sono previsti una mostra multimediale sull’opera dei pupi, che integra 5 progetti artistici di innovazione tecnologica con il coinvolgimento di grandi artisti e giovani talenti e Petits Malins, e un ciclo di proiezioni di film di animazione in collaborazione con l’Institut Français di Palermo.

Un’edizione speciale, quest’anno, aperta anche nei luoghi: Palermo diventerà un vero e proprio teatro diffuso, che, insieme al Museo delle marionette Antonio Pasqualino, include altri sette luoghi-simbolo della presenza del teatro dei pupi in città: la Chiesa S.S. Euno e Giuliano, Palazzo Alliata di Villafranca, Palazzo Riso, Palazzo delle Aquile, Palazzo Butera, il Teatro Carlo Magno, il Teatro Ditirammu.

La brouille 1

“Questa edizione del Festival di Morgana è stata concepita, alla luce dei tempi che viviamo, come un abbraccio virtuale che racchiude diverse realtà – dice il direttore, Rosario Perricone – in nome del dialogo, della tradizione e della sperimentazione di cui da sempre il teatro dei pupi e il museo che dirigo si fanno portatori”.

Organizzata dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, la XLIII edizione del Festival di Morgana è realizzata in collaborazione con: Comune di Palermo; Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018; Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo; Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana; Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, Direzione generale Spettacolo dal Vivo; Instituto Cervantes di Palermo; Institut français Palermo; Fondazione Arte e Cultura.

Direttore Rosario Perricone; Organizzazione Maria Fasino e Floriana Sciumè; Promozione e comunicazione Monica Campo e Chiara Vaglica; Amministrazione Maria Teresa Gnoffo e Daniela Casamento; Allestimenti tecnici Francesco Cutrona, Giusi Seggio e Paolo Benfante; Service audio/luci Gano Scancarello e Francesco Scancarello; Riprese audio video foto Francesco e Giancarlo La Bruna; Progetto grafico Cristina Stassi.

Anno di grazia, 1891: Ignazio Florio veste i panni del mecenate e dona 200 mila lire – una somma ingente per i tempi – e un fabbricato di sua proprietà alle falde di Montepellegrino, alla Scuola Municipale per Ciechi, nata dalle ceneri dell’ex Confraternita dei Ciechi dell’immacolata Concezione, fondata dal gesuita padre Francesco Drago alla fine del 1600. I nobili, lo dice la storia, promettono e spesso non mantengono: non fu così per Ignazio Florio che tre anni dopo, donò Villa del Pigno – prima industria chimica, avviata dal francese Agostino Porry con gli industriali Ingham e Vincenzo Florio; poi, fabbrica di candele, poi filanda e tessoria, come si scopre dagli antichi lavatoi –  alla Scuola, a cui si aggiunse una monumentale eredità dalla mecenate (cieca) donna Francesca Salamone da Mistretta,  prozia dello storico ed etnologo Pasquale Salamone Marino. Nasceva così l’Istituto per Ciechi Florio-Salamone, che poteva contare su un’ampia villa con diversi fabbricati attorno, e un giardino di 15 mila metri quadrati. All’interno, una sala concerti con foyer e palco reale, una cappella e dei saloni eleganti; particolarmente interessante, è l’organo che, da come è sistemato, permette la diffusione della musica in due sale contemporaneamente.

L’Istituto Florio Salamone è una vera scoperta, ed è uno dei luoghi inediti del percorso di quest’anno de Le Vie dei Tesori che avvia domani (venerdì 26 ottobre) il suo quarto e penultimo weekend: le visite alla scoperta delle foto sbiadite dei Florio, della biblioteca con i libri in Braille e i locali, è condotta anche da un gruppo di ospiti dell’Istituto.

Sempre fuori dal centro cittadino, e poco lontano dall’Istituto, riapre i battenti questo fine settimana Villa De Gregorio a due passi dall’Arsenale: in questi salotti, fiorì l’amore tra l’ammiraglio Nelson e la giovane lady Hamilton, ma passarono anche a personaggi come il maestro di cappella Benedetto Baldi e il compositore Richard Wagner, quando non era rinchiuso in una delle stanze dell’Hotel des Palmes. E’ aperto solo sabato dalle 10 alle 17,20. Questo weekend riapre anche il giardino di Villa Tasca (solo su prenotazione www.leviedeitesori.it) che ha disseminato viali e bordure con i cloni pop ecologici del Satiro Danzante creati da ArtFicial in pasta di mais.

Un altare barocco in una struttura di inizio ‘900: si trova all’Istituto Gonzaga dove saranno gli stessi studenti a raccontare ai visitatori de Le Vie dei Tesori come mai la Cappella San Giuseppe, costruita dal 1921, per volere del superiore dei Gesuiti padre Pasquale Borrello, abbia accolto tre altari barocchi in marmo policromo della chiesa di Santa Maria della Grotta, parte del Collegio Massimo dei Gesuiti in via Toledo (oggi corso Vittorio Emanuele) che, a causa delle leggi anticlericali borboniche (1767) e sabaude (1866), venne prima confiscata alla Compagnia e poi gradualmente smantellata per diventare l’accesso all’ attuale Biblioteca regionale. Per fortuna gli altari barocchi si salvarono dalla demolizione: sono visitabili con lo straordinario Fondo Antico di 24 mila volumi della Compagnia di Gesù, composto da preziosi incunaboli, antifonari/manoscritti, itinerarium Rosaliae.

palazzo Oneto di Sperlinga

Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami (per un problema di infiltrazioni d’acqua), la chiesa degli Agonizzanti, l’Oratorio di Santa Maria La Savona tra i luoghi di Itinerario contemporaneo. Riapre il Miqveh ebraico ma solo su prenotazione; riaprono anche le sorgenti del Gabriele e, la domenica,Villa Whitaker. A Palazzo Sant’Elia è in corso la mostra sui cento capolavori dalle residenze imperiali russe: chi entra con i coupon de le Vie dei Tesori, otterrà un biglietto ridotto per l’esposizione.

UNA TRISTE “FARFALLA DI MORTE”. Sangue e passione nella Palermo cinquecentesca, dove il vicerè Marcantonio Colonna si innamorò perdutamente di donna Eufrosina Siragusa Valdaura, baronessa del Miserendino. La nobile società dei tempi mormora sui due amanti – che avevano un’alcova a Porta Nuova – ma approva, Colonna taglia corto e fa uccidere sia il suocero che il marito della bellissima amante, a cui dona persino una fontana a forma di sirena con le sue fattezze, andata perduta durante i moti rivoluzionari; fino a quando il vicerè non viene pugnalato durante un viaggio verso la Spagna. Donna Eufrosina cerca riparo dalla vedova del vicerè che le fa sposare in quattro e quattr’otto il nobile romano Lelio Massimo. Ma i figli di primo letto di lui non accettano la matrigna scandalosa e la uccidono a colpi di archibugio la seconda notte di nozze. Lelio Massimo, innamorato da sempre di Eufrosina, morirà di crepacuore poco dopo. A distanza di oltre mezzo millennio, un pro pro nipote del nobile romano, l’artista italolondinese Cesare Massimo, espone in quella che fu la casa paterna  di Eufrosina – palazzo Siragusa Valdaura, oggi Oneto di Sperlinga – un’opera che rappresenta una figura femminile di grande potenza e drammaticità, in ricordo della nobile baronessa di Miserendino, definita da Sciascia “farfalla di morte”. L’inaugurazione dell’opera “Multititled” – piccolo light box, poggiato a terra, che diffonde una gradazione di luci e ombre e ospita un disegno che fonde elementi iconografici classici della cultura indù a richiami contemporanei –  sarà domani (venerdì) alle 18,30, all’interno dell’”Itinerario contemporaneo” che Paola Nicita ha costruito per Le Vie dei Tesori. Grazie a Roberto Bilotti e a Cesira Palmeri, palazzo Oneto di Sperlinga è stato sottoposto ad un impegnativo restauro ed è diventato uno dei luoghi dell’arte contemporanea della città. All’interno dell’Itinerario, i lavori degli studenti dell’Accademia di Belle Arti, e degli ospiti della Casa Terapeutica assistita (CTA) Karol che si occupa di pazienti psichiatrici. Nello stesso circuito – aperto dalle 18 alle 22 nei weekend del festival e visitabile con i coupon – anche la collettiva di Minimum Studio su saggi e romanzi sull’amore, a cura di Magali Avezou e archipelago project; il progetto di Isabella Ducrot ai Magazzini di tessuti ParlatoCasa Spazio che accoglie le proposte dei colleghi marchigiani di Casa Sponge e Le Mosche che continua nelle sue “indagini” sul corpo.

DICIOTTO LUOGHI SU PRENOTAZIONE. Difficile ormai trovare posto, soprattutto in alcuni siti: è sold out dalla prima ora, il carcere Ucciardone. Si riesce a fatica a partecipare al secondo itinerario dentro l’aeroporto di Boccadifalco, ma non ci sono più posti per le visite aeree sul Piper; aperti la catacomba di San Michele Arcangelo, sotto Casa Professa, dove nicchie e cappelle raccontano storie inverosimili; Palazzo Branciforte con il suo Monte di Pietà restaurato da Gae Aulenti; Palazzo Utveggio, nel cuore elegante della città, disegnato dal Basile; lo Stand Florio (solo domenica), i depositi della GAM (sabato e domenica, mattina e pomeriggio); il Grand Hotel Piazza Borsa (solo la domenica, dalle 10,45 alle 17,30), la fabbrica di Anice Tutone (sabato e domenica).

 

Domani sera (venerdì) dalle 19 si potrà anche partecipare ad una delle gettonatissime  “visite guidate d’autore” seguita da una  degustazione di vino Planeta, stavolta ospitata nel bellissimo Palazzo Asmundo, nei saloni affacciati sulla Cattedrale, tra arredi d’epoca e nobili collezioni. Contributo 7 euro. Sempre Palazzo Asmundo ospita, ogni sabato, le cene da “gattopardi” per sole 40 persone. Su prenotazione su www.leviedeitesori.com.

 

LE PASSEGGIATE. Questo weekend le passeggiate de Le Vie dei Tesori scopriranno l’antico fiume della città, quel Kemonia che una storia tutta da raccontare; poi si camminerà lungo il Cassaro per scoprire  i “Cappidduzzi” o le “Marunnuzze”, le minuscole edicole votive curate dagli abitanti dei quartieri; sabato sera, alle 21, si verrà invece a sapere che Palermo spagnola aveva un sacco di porte… quella del carbone, quella dei pesci, quella del legno … Le passeggiate si svolgono tutte sabato e domenica, solo su prenotazione sul sito www.leviedeitesori.it

KIDS… con la family card. Se si hanno dei bambini, allora si deve avere la family card, che si acquista in tutti gli hub, ma anche online e nei cinque luoghi – chiesa dell’Origlione, Palazzo Asmundo, Teatro Biondo, Archivio comunale ed ex Mulino di Sant’Antonino – dedicati alle famiglie. La card di Palermo Babyplanner.it non segue un circuito obbligatorio e non scade, ognuno può scegliere l’itinerario che preferisce e spezzettarla nei tre weekend ancora a disposizione. I luoghi chiudono alle 18, tranne il Teatro Biondo che serra le porte alle 15. Nelle piazze Castelnuovo, Marina, Bellini e Verdi, ci saranno 4 gazebo dove bambini e ragazzi potranno partecipare a laboratori su Teatro dei Pupi, palazzi del ‘700, la scuola dei Serpotta e le maioliche.

Le Vie dei Tesori è la più grande manifestazione dedicata alla promozione del patrimonio culturale della città, sotto l’egida delle più alte istituzioni dello Stato (Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, ministero dei Beni Culturali). Quest’anno il Festival è inserito nelle manifestazioni a massimo richiamo turistico dell’assessorato regionale al Turismo, è direttamente promosso dell’assessorato regionale ai Beni culturali, incluso nelle manifestazioni dell’Anno europeo del Patrimonio e nel programma ufficiale di Palermo Capitale Italiana della Cultura.

Ogni nobile famiglia aveva la sua monaca: spesso la fanciulla prendeva il velo per lasciare integra l’eredità di casa per il primogenito o la sorella maggiore. La cerimonia che la voleva “sposa in Cristo” era molto commovente e da quel momento iniziava per la giovane, una vita da reclusa. Uno dei pochissimi svaghi delle religiose era seguire la festa di Sant’Agata. Le monache benedettine di San Giuliano salivano sul loggiato che abbracciava la cupola e si affacciava su via Crociferi e da lassù aspettavano la processione che procedeva da via Sangiuliano. Domenica prossima (28 ottobre) e quella successiva, soltanto dalle 10 alle 13 (turni di 20 visitatori ogni mezz’ora, solo su prenotazione www.leviedeitesori.it), sarà possibile salire all’inaccessibile cantoria della chiesa di San Giuliano e da lassù, sulla cupola, seguendo l’antico percorso delle religiose.

Sarà soltanto uno dei bellissimi viaggi narrati de Le Vie dei Tesori – dopo il successo dello scorso weekend catanese con 3500 visitatori – ritorna questo fine settimana ad aprire 32 luoghi della città etnea, in sinergia con il Comune, la Diocesi, la Soprintendenza, l’Università e il Polo museale regionale, l’Esercito, e con l’aiuto della Wondertime, partner del progetto, delle guide di Etna ‘Ngeniousa, degli studenti dell’Istituto Concetto Marchesi di Mascalucia, e del gruppo Disum. Si acquista  un unico coupon – da 10 euro per 10 visite guidate; da 5 euro per 4 visite guidate, un solo ingresso costa 2 euro – . Sono stati anche scelti sei luoghi cui si potrà accedere su prenotazione (coupon da 3 euro) su www.leviedeitesori.it.

Ritorniamo ai siti: chi invece vuole percorrere il camminamento sopra Porta Uzeda, può farlo sia questo sabato (27 ottobre) che il prossimo dalle 9,30 alle 13. E non tralasciate il Museo Diocesano che racconta la storia della Chiesa etnea, tra argenti, paramenti, pitture, sculture e preziosi documenti, pezzi intarsiati e cesellati, gli ex voto per Sant’Agata, ma anche oggetti assolutamente laici, come lo spadaccino trovato nel sarcofago di Ludovico II d’Aragona. Anche in questo caso si visita su prenotazione, ogni 45 minuti, www.leviedeitesori.it. Sin da domani sarà invece possibile entrare nelle cucine e nelle dispense dell’antico monastero di San Nicolò L’Arena, gestito da Officine Culturali, un complesso dell’Ordine tra i più grandi d’Europa, oggi riconosciuto Patrimonio dell’Umanità. Par di vedere i cuochi affaccendati attorno all’enorme piano cottura decorato con vivaci ceramiche … Visitabile soltanto questa settimana, venerdì e sabato, un solo turno di visita, alle 16. Sempre su prenotazione.

CT - Monastero dei Benedettini @Salvo Puccio e Claudia Cantale

CT – Monastero dei Benedettini @Salvo Puccio e Claudia Cantale

I FALSI D’AUTORE E LE CARTE GEOGRAFICHE DI SARTORIUS ALL’UNIVERSITA’.

Anno di grazia 1939: a Mussolini giungevano da un mecenate, sette ritratti su tondi di terracotta in stile ellenistico che il povero e inconsapevole donatore aveva acquistato sul mercato antiquario, pagandoli anche una cifra considerevole. Ma si sa, il Duce in quegli anni era nel cuore di chi voleva mettersi in prima fila, e il mecenate non rivelò che i pezzi erano giunti in maniera abbastanza accidentata. Mussolini dopo pochi mesi intimò al ministro dell’Educazione nazionale Bottai di donare i reperti al Museo di Napoli: ma gli archeologi insorsero  e, da lì ad un anno e dopo numerose analisi, si scoprì che i pezzi erano sicuramente non autentici, dovuti all’abile mano di tal Antonino Biondi, di professione, appunto, … falsario e ricettatore. E alla sua celebre abilità nel riprodurre, si devono anche altri “falsi d’autore” di proprietà del Museo dell’Università di Catania, copie di reperti da cui venivano tratte numerose riproduzioni perfette con la tecnica del “surmoulage” e che oggi sono inseriti nella collezione “Libertini”. Vedere questi ed altri pezzi “falsi” sarà un’opportunità straordinaria da non perdere. L’Università di Catania soltanto domani (venerdì 26) e sabato apre infatti le porte dei suoi siti, dalle 10 alle 17,30: il palazzo Centrale, le collezioni di Scienze della Terra, il Museo di rappresentazione di Villa Zingali Tetto, l’Orto Botanico e l’Archivio storico. Con una sorpresa, costruita proprio per i visitatori de Le Vie dei Tesori: al Palazzo Centrale saranno condensati pezzi dalle collezioni universitarie di solito raccolte in altre sedi: e tra questi, appunto, i “falsi d’autore” del Museo di archeologia, che ingannarono gli esperti di Mussolini (ma non i tombaroli di Centuripe); esposte anche alcune gemme straordinariamente “false”; strumenti antichi dalla collezione di Fisica; le tavole anatomiche, occultate durante la Seconda guerra mondiale per evitare che venissero trafugate, e riscoperte negli anni ‘60, oggi parte della sezione di Biologia e anatomia umana “Lorenzo Bianchi”. Saranno anche esposte per la prima volta quattro stampe di Wolfgang Sartorius von Waltershausen, geologo tedesco innamorato dell’Etna che a fine ‘800 passò quarant’anni a studiare il vulcano e ne realizzò la prima carta geologica in assoluto. Altre sette stampe – ma la collezione universitaria ne corta in tutto un’ottantina che saranno esposte in un futuro – faranno parte delle collezioni di Scienze della Terra. Siete appassionati di mineralogia, petrografia, vulcanologia, paleontologia, geofisica o geochimica? o soltanto curiosi? Queste collezioni fanno per voi. Saranno raccontate dagli stessi ricercatori del dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Ateneo. Scoperte e rivelazioni, non solo per studenti e addetti ai lavori: tra rocce, ambre  e reperti, affiora la storia dell’Isola. E, a sorpresa, appaiono i resti fossili dei mammiferi quaternari siciliani e un esemplare intero dell’elefantino nano Elephas falconeri.

Il percorso all’interno dell’Università può quindi proseguire con il Museo di Rappresentazione di Villa Zingali Tetto, gioiello del Liberty catanese, progettato dall’architetto Paolo Lanzerotti. L’edificio, a più piani e con terrazze che si affacciano lungo tutta la via Etnea, era stato voluto da un ricco e solitario avvocato che abitava da solo, ma da alcuni decenni è passato all’Ateneo. Espone una collezione, gestita dal dipartimento di Ingegneria civile e Architettura, con i progetti dell’architetto catanese Francesco Fichera, e le incisioni settecentesche di Giovan Battista Piranesi. Se invece vi volete perdere nell’hortussiculus, tra le piante spontanee siciliane, alcune veramente molto rare, non potete perdere la visita all’antico Orto Botanico, pensato sin dal 1788 ma allestito ad inizio ‘800 su un’area di circa 16 mila metri quadrati. Chiudiamo con l’Archivio Storico dove rivive la storia dell’Università etnea, che vanta il primato di essere la più antica di Sicilia. La sua costituzione ufficiale si fa risalire al 1444 e l’anno successivo iniziarono le prime lezioni di Teologia, Diritto, Medicina, Filosofia, Logica, Matematica e Arti liberali. Sempre in concorrenza con le Università di Messina e Palermo, l’Ateneo riuscì sempre, nel corso dei secoli, a conservare un ruolo importante. Sugli scaffali sono riposti antichi libri e documenti, stampe e testimonianze, dal XVII al XX secolo.

 

VISITE D’AUTORE CON DEGUSTAZIONE. Cultura è un’esperienza “sensoriale, olfattiva, di gusto”. Ne è convinta Planeta, l’azienda vinicola  partner quest’anno de Le Vie dei Tesori con il progetto “Planeta e i tesori”, che ha già ottenuto un successo bellissimo, sia nelle altre province siciliane, sia a Palermo dove è tuttora in corso. Il venerdì – domani a Palazzo Asmundo di Gisira e il prossimo a Palazzo Biscari –  alle 19,  quando le code saranno terminate e il pubblico pian piano scemato, si potrà partecipare prima a una visita guidata speciale condotta da un esperto o dal padrone di casa, e poi alla degustazione di vini Planeta guidata da un enologo. Contributo: 7 euro.

Porta Uzeda

Porta Uzeda

A Palermo Le Vie dei Tesori è la più grande manifestazione dedicata alla promozione del patrimonio culturale della città, sotto l’egida negli anni delle più alte istituzioni dello Stato (Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, ministero dei Beni Culturali). Quest’anno il Festival è inserito nelle manifestazioni a massimo richiamo turistico dell’assessorato regionale al Turismo, è iniziativa direttamente promossa dell’assessorato regionale ai Beni culturali, è incluso nelle manifestazioni dell’Anno europeo del Patrimonio culturale e nel programma ufficiale di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. A marzo il festival è stato scelto dai giornalisti della stampa turistica come esempio di creatività: e ha vinto così i #Winning Ideas Outdoor Awards, assegnati durante l’Outdoor Expo di Bologna.

CT - san Giuliano via Crociferi

CT – san Giuliano via Crociferi

Un mini viaggio alla scoperta di uno dei territori più belli della cuspide occidentale della Sicilia, il trapanese. Dal punto di vista naturalistico e paesaggistico si presenta come tra i più ricchi e diversificati territori della nostra regione con un susseguirsi di lunghi tratti costieri, profondi litorali sabbiosi, aspre scogliere, zone palustri, lagune, saline, isole e isolotti, ondulate vallate e aspre vette.

Territori sui quali la mano dell’uomo si è posata con insolita discrezione, spesso conferendovi ulteriori elementi di bellezza. Questo sarà il paesaggio che farà da cornice al nostro mini viaggio. Alle escursioni di Monte Cofano Riserva dello Zingaro ed Erice abbineremo la visita dei luoghi più caratteristici di questa terra come lo Stagnone di Marsala, l’isola di Mothia, la Grotta Mangiapane, Erice e il centro storico di Trapani al fine di cogliere tutte le peculiarità di un territorio ricco di storia e cultura. Alloggeremo tra Marsala e Custunaci . Non mancherà la degustazione di piatti tipici di pesce e vini sinceri…Quattro giorni tra natura, cultura e sapori “arabeggianti”…

PROGRAMMA

Giovedì 1 Novembre

Luoghi di appuntamento:
ore 6,00 a Ragusa presso parcheggio di Via Zama, accanto Terminal Autobus

ore 6.30 presso distributore LUKOIL SS 514 C.da Coffa

ore 10.30 Imbarcadero storico di Marsala

(Vi preghiamo di specificare il luogo d’appuntamento al momento della prenotazione)

Visita all’Isola di Mothia e alle Saline di Marsala

Sistemazione in struttura

Giroingiro a Marsala

Cena e pernotto

 

Venerdì 2 Novembre

Ore 7,30 sveglia e colazione

Ore 9 partenza per Custonaci

Escursione a Monte Cofano e Grotta Mangiapane.

(Escursione ad anello, adatta a tutti, della lunghezza di circa 12 km su sentiero, dislivello max in salita 250 mt.)

Rientro in struttura

Cena e pernotto

 

Sabato 3 Novembre

Ore 7,30 sveglia e colazione

Ore 9 partenza per San Vito lo Capo

Escursione Riserva dello Zingaro

(Escursione in linea a/r, adatta a tutti, della lunghezza di circa 14 km su sentiero, dislivello max in salita 50 mt).

Cena e pernotto

 

Domenica 04 Novembre

Ore 7,30 sveglia e  colazione

ore 9 partenza per Erice

Raggiungeremo il borgo medievale percorrendo il sentiero di S. Anna, un percorso panoramico che ci condurrà sino alla Porta Trapani.

(escursione in linea, per camminatori abituali, della lunghezza di circa 5 km su sentiero, dislivello max in salita 350 mt).

Rientro in Ovovia per poi spostarci a Trapani dove visiteremo il caratteristico centro storico.

Partenza da Trapani ore 17,00 circa

Rientro previsto a Ragusa per le ore 21,00 circa.

n.b: Il programma può subire delle variazioni dovute ad eventuali cambiamenti climatici o per esigenze del gruppo.

Per le escursioni consigliamo sempre il classico equipaggiamento da escursione giornaliera autunnale: scarponi da trekking a collo alto, zaino piccolo (capacità max consigliata 25 lt.), berretto e fascia collo , mantellina per la pioggia o giacca a vento impermeabile, acqua …

Quota di partecipazione € 260,00

La quota, così suddivisa, comprende:                                                                                        € 60,00 servizio guida, segrateria e assicurazione                                                                     € 200,00 3 pernottamenti, 3 colazioni, 3 cene – biglietto Ovovia Erice – biglietto Riserva dello Zingaro

La quota non comprende:
–  spese di viaggio

–  pranzi a sacco

–  biglietti per musei, barca, parcheggi…

 N.B. Si può partecipare alle escursioni, anche giornalmente.

Richiesta la prenotazione. Le prenotazioni dovranno pervenire alla segreteria di Kalura entro e non oltre lunedì 29 ottobre 2018

Per motivi organizzativi legati alla prenotazione della struttura ricettiva al momento dell’adesione si dovrà versare il 50% della quota di partecipazione per singolo partecipante, pari a € 130,00, con le modalità insieme concordate in base alle vostre esigenze di versamento. In caso di disdetta dopo la prenotazione non è possibile il rimborso dell’acconto.

Per maggiori info e prenotazioni:
Prenotazioni: segreteria Kalura 327.0069217   info@kalura.org   Info: Maurizio Roccuzzo 335.485743

Domenica 28 ottobre 2018, alle ore 18, all’Oratorio di Santa Chiara, in piazza Santa Chiara 1 a Palermo, si inaugura la mostra dal tema “Voglio il mio mare”, frutto di un progetto di design partecipato sperimentale, ideato dall’architetto Angelo Dolcemascolo, al quale hanno partecipato gli studenti del Laboratorio di Disegno Industriale I del professore Angelo Pantina (C.d.S. Disegno Industriale) dell’Università degli Studi di Palermo, con il prezioso contributo degli studenti con disabilità dell’I. S. “E. Majorana” di Palermo, Dirigente scolastico Melchiorra Greco. Un grande team che ha progettato e realizzato piccoli manufatti di design con i materiali provenienti dall’imbarcazione egiziana Retag SZ-860, utilizzata per il trasporto dei migranti.

L’iniziativa è promossa dall’Università degli Studi di Palermo, dall’associazione Sant’Erasmo Nautilus Onlus di Palermo col suo Presidente Santi Gatto, e vede la partecipazione del documentarista Luca Capponi; inoltre, è inserita nel programma di I-Design, manifestazione a cura di Daniela Brignone, a Palermo dal 25 ottobre al 4 novembre, quest’anno patrocinato da Manifesta 12.

Il-Narghilè-dettaglio-Angelo-Dolcemascolo.

Il-Narghilè-dettaglio-Angelo-Dolcemascolo.

La mostra, ad ingresso gratuito, aprirà al pubblico dal 29 ottobre al 2 novembre e, oltre a presentare alcuni oggetti progettati e realizzati da Angelo Dolcemascolo, esporrà una serie di prototipi autocostruiti dagli studenti universitari. La produzione, in piccola serie, di alcuni progetti degli studenti è stata affidata alla struttura della Comunità “Missione di Speranza e Carità” di Biagio Conte, ed è riservata a un crowdfunding on-line per la raccolta di fondi, da destinare al finanziamento di un’imbarcazione, progettata nello studio degli architetti Benedetto Inzerillo e Attilio Albeggiani, su iniziativa del Presidente dell’associazione Sant’Erasmo Nautilus. Il nome di questo progetto è “Il mare per tutti”, e si propone di favorire ai disabili l’accesso al mare per brevi escursioni giornaliere. Il documentarista Luca Capponi ha invece effettuato le riprese per produrre un documentario che racconti l’evolversi dell’intero Progetto.

Venerdì 2 novembre, alle ore 18:30, alla presenza del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, avrà luogo una conferenza stampa di presentazione del Progetto, ed un’asta di beneficenza, il cui ricavato sarà destinato alla realizzazione dell’imbarcazione.

Cipriano

Cipriano

VOGLIO IL MIO MARE

Si tratta di un progetto sperimentale di design sociale e partecipato, quale mezzo per conoscersi e conoscere l’altro,  volto sì alla realizzazione di prodotti, ma soprattutto si pone l’obiettivo di educare e sensibilizzare ad una coscienza del sociale, quindi dell’altro. L’altro che, in questo particolare momento storico, è il disabile, a cui è destinata l’imbarcazione dell’associazione Sant’Erasmo, ed è anche l’ospite a Palermo, nell’Italia e nel mondo, ossia il migrante. Ai giovani partecipanti, come materiale, è stato fornito il legno ed altri componenti di recupero provenienti dalla rottamazione dei “barconi della speranza” e, attraverso il loro lavoro, si è cercato di stimolare una grande collaborazione tra i ragazzi progettisti ed i ragazzi destinatari, che a sua volta sono diventati realizzatori anch’essi del progetto. La produzione degli oggetti, diventa quindi complementare ad un’iniziativa che va a concretizzarsi nelle intenzioni sociali, poiché, contribuisce a far nascere un prodotto, ed aiuta ad apprezzare di più l’altro, ma anche la propria città e la società nella quale si vive.

Geraci

Geraci

Indispensabile al progetto è stata la partecipazione del medico ed esperto velista Gianluca Giorgi che, in poche lezioni, ha trasmesso i fondamenti dell’arte marinaresca agli studenti e agli alunni liceali con handicap, stimolando loro lo sviluppo di competenze specifiche, ed una partecipazione attiva e complementare al lavoro progettuale degli studenti universitari della scuola di design che, in alcuni dei loro progetti, si sono avvalsi di questo prezioso contributo. Nella realizzazione di queste opere, all’uso di collanti artificiali e chiodi, presenti nei frammenti dei materiali, sono state sostituite le corde, come elemento di chiusura che, oltre a decorare i manufatti, sono volti alla salvaguardia dell’ambiente.

Guerrera

Guerrera

Voglio il mio mare si inserisce in ausilio al progetto “Il mare di tutti” dell’associazione Sant’Erasmo che ha come obiettivo far vivere il mare a giovani svantaggiati che, difficilmente, potrebbero avervi accesso. Pertanto, l’Associazione sta dedicando loro un’imbarcazione, opportunamente progettata, proprio per ospitare ragazzi con disabilità.

In questa fase, l’idea è pertanto quella di coinvolgere attivamente questi giovani, per contribuire al reperimento dei fondi da destinare alla realizzazione dell’imbarcazione, inserendoli all’interno di un progetto pilota che prevede la collaborazione con gli studenti universitari della Scuola di Design e di quelli diversamente abili dell’Istituto Majorana. I primi sono stati seguiti dal professore Angelo Pantina, mentre il lavoro degli alunni disabili è stato coordinato dalla docente Rosa Bevilacqua e dal referente Francesco Lo Vullo. Barbara Arrigo, Mariangela Sammartino, Paola Salamone, Iosè Linda Pace, Samuela Cirrone e Francesco Napoli, sono invece gli altri insegnanti di sostegno che hanno operato in supporto agli alunni con handicap.

«Palermo si è attivata come Capitale della Cultura – commenta l’architetto Angelo Dolcemascolo – e vanta a livello internazionale un primato non indifferente per il riconosciuto stile dell’architettura Arabo Normanna. Bizantini, arabi e normanni, provenienti da varie zone del mondo, si sono concretizzati, fusi ed integrati nel capoluogo siciliano e, ad una prima fase di inclusione, era seguita poi quella di integrazione, attraverso cui il nuovo si rendeva partecipe. E tutto ciò, a Palermo, è diventata una realtà concreta culturale. La fusione e l’accettazione della cultura dell’altro, viene qui portata all’interno della propria, così questa integrazione dà un nuovo prodotto che nasce da questa collaborazione. Per dare quindi vita ad una nuova espressione culturale, è giusto che si abbiano dei riferimenti esterni, e non chiudersi in se stessi, perchè la cultura cresce, ma necessita di stimoli esterni, ovvero si sviluppa con l’altro».

Titolo Mostra: Voglio il mio mare

Dove: Oratorio di Santa Chiara (piazza Santa Chiara 1, Palermo)

Quando: dal 29 ottobre al 2 novembre (inaugurazione 28 ottobre, ore 18)

Orari: dalle ore 10 alle 18. Giovedì 1 novembre dalle ore 10 alle 13

Conferenza stampa | Asta di beneficenza: venerdì 2 novembre, ore 18:30

Ingresso: gratuito

Info: 349.1427381 – angelo.dolcemascolo@gmail.com (architetto Angelo Dolcemascolo)

Link evento Facebook: https://www.facebook.com/events/175635800034015/