Wednesday, November 14, 2018
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A Palermo si studia l’evoluzione del linguaggio nei secoli

Dalle epigrafi greche a Camilleri, passando per la mafia, dal 14 al 23 novembre a Palermo il festival che racconta l’evoluzione del linguaggio

Gli antichi greci usavano le epigrafi come noi oggi usiamo i social. La mafia ha sempre usato un suo codice e un altro ne ha inventato Andrea Camilleri nel suo leggendario commissario Montalbano. Il linguaggio, infatti, cambia e il suo percorso racconta la storia dell’uomo. A quest’evoluzione è dedicato il Festival della Parola, la manifestazione promossa dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, che dal 14 al 23 novembre, si svolgerà in alcuni musei siciliani.

“I Musei sono per eccellenza le case della cultura – sottolinea l’Assessore dei Beni Culturali, Sebastiano Tusa – contenitori ideali per percorsi che siano in grado di unire tradizione e modernità e che sappiano attirare fasce sempre nuove di utenti. Il linguaggio è l’espressione culturale che ha caratterizzato la storia dell’uomo e la sua capacità di comunicare che era e resta universale”.

Il primo appuntamento sarà domani, mercoledì 14 novembre all’Arsenale della Marina Regia, in via dell’Arsenale a Palermo, con l’appuntamento dedicato ad Andrea Camilleri e al suo linguaggio che rimanda all’immenso patrimonio del dialetto siciliano e alla straordinaria rivisitazione compiuta dal papà del commissario Montalbano. La parola di Montalbano in un reading e una perfomance teatrale che vede in scena Cocò Gulotta – recente interprete di testi di Camilleri su Rai1 – accompagnato dalle sonorità mediterranee di Dario Sulis.

Il giorno 16 al Museo Salinas, alle ore 17, ci sarà un viaggio nella macchina del tempo: dalle epigrafi alle emoticon, un confronto tra il grecista e professore emerito dell’Università di Palermo, Salvatore Nicosia e il social media manager Tony Siino. Come si comunicava senza usare parole nei secoli scorsi e come si sono trasformate le epigrafi di allora nelle faccine e nei segni convenzionali della comunicazione digitale.

Si concluderà il giorno 23 a Palazzo d’Aumale, (Terrasini, ore 11) con il racconto del linguaggio della mafia. Da Luciano Liggio a Michele Greco, dai pizzini alle intercettazioni che hanno determinato i processi contro il racket del pizzo. Come è cambiata la maniera di parlare della mafia? Ce lo racconteranno i giornalisti Riccardo Arena e Riccardo Lo Verso, il direttore della sede Rai Sicilia, Salvatore Cusimano, il professore Giuseppe Paternostro, autore del libro “Linguaggio mafioso – scritto, parlato, non detto” e il Consigliere della Corte d’Appello del Tribunale di Palermo, Mario Conte.

Nel gergo della musica rap, Swag identifica una persona che ha stile. La Swag Revolution di Felipe Cardeña, “misterioso artista in stile Banksy”, di origine ispanica ma dall’attitudine al vagabondaggio permanente (il cui lavoro è tenuto vivo da gruppi di ragazzi che ne realizzano collettivamente i lavori e le installazioni, come in una sorta di laboratorio transnazionale permanente), è un coacervo di elementi differenti: stoffe multietniche, collane, fiori, gioielli, quadri a collage che rappresentano personaggi mitologici, santi prelevati dai più diversi credi religiosi, supereroi, antieroi, ribelli, rivoluzionari, fuorilegge, vecchie e nuove icone pop, inserite sullo sfondo pop-floreale caratteristico dell’artista.

Nel cuore di Palermo, nella bellissima cornice dell’oratorio di Santo Stefano Protomartire, un gruppo di ragazzi appartenenti alla crew di Felipe Cardeña realizzerà un laboratorio-happening con stoffe, collage, tessuti e gioielli, per trasformare lo spazio dell’Oratorio in uno “spazio meticcio”, a metà tra sacro e profano, improntato all’idea di spiritualità, libertà, caos, gioco e sperimentazione, in un folle remix di elementi provenienti da culture, storie, religioni e tradizioni differenti.

Ultima in ordine di tempo tra le tappe del progetto collettivo di creazione di una “Repubblica anarchica e sovratemporale dell’immaginazione, della psichedelia e del desiderio” da parte dell’artista trotamundos y niño de flor (“giramondo e figlio dei fiori”: così lo ricorda una targa posta sul muro esterno della sua casa-laboratorio a Cuba), Swag Revolution vuole essere insieme una mostra e un’esperienza di vita: immersiva, totalizzante, fortemente spirituale, seppure in una logica trasversale rispetto ai canoni delle diverse religioni esistenti, dove il dio indiano Ganesh, simbolo di buon augurio e di prosperità, abbraccia idealmente santi e martiri cristiani, dove madonne con bambino, maschere africane e icone pop contemporanee convivono in maniera giocosa, stralunata, paradossale e a tratti vagamente surreale.

Al centro dell’Oratorio, sarà posta la “tenda hippie”, realizzata da gruppi di studenti e giovani di vari paesi e già presentata da Felipe nei Giardini dell’Isola di San Servolo alla 56° Biennale di Venezianel 2015, come opera invitata al Padiglione della Repubblica Araba di Siria, e l’anno successivo nella Napoli Sotterranea.

Una parte dei “santini pop” di Felipe saranno affissi in giro per le strade di Palermo da un progetto di arte pubblica curato da Christian Gangitano. “Un’operazione site specific”, scrive Gangitano, “in una città come Palermo, dove la cultura popolare sia alta che bassa è protagonista costante di ogni vicenda estetica e del quotidiano”.

Special projects

Domenico Pellegrino: Light Connection con Felipe

Sulla facciata dell’Oratorio, campeggerà la riproduzione di una grande raffigurazione di Santa Rosalia immersa nel classico sfondo floreale dell’artista, resa lucente dalle luminarie dell’artista palermitano Domenico Pellegrino. Si tratta della prima tappa di un progetto più ampio, intitolato Light Collection, nel quale Pellegrino collaborerà con altri artisti contemporanei, in diverse città italiane ed europee, per portare la luce nelle opere di arte pubblica, così come il Serpotta aveva portato la lucentezza dell’oro nelle sculture all’interno delle chiese.

 

Laboratorio Saccardi, una “autobomba d’arte” in giro per Palermo

Grazie alla collaborazione con Laboratorio Saccardi, il gruppo più irriverente e anticonformista dell’arte contemporanea italiana, una speciale automobile, decorata in occasione della Targa Florio coi colori e gli stilemi dei lavori di Felipe, ospiterà per la serata dell’inaugurazione e nelle settimane successive le opere di decine di altri artisti palermitani, come una sorta di “galleria itinerante permanente”. Un messaggio d’arte, di condivisione e di speranza per la città.

L’opera rimarrà visitabile fino al 13 gennaio 2019.

Un altro importante traguardo per Palermo, nell’anno che vede la città Capitale Italiana della Cultura 2018.

Per la prima volta, infatti, è stato portato a termine con successo l’assemblamento

del torso del kouros di Lentini e della Testa Biscari, appartenuti a un’unica statua di età greca e ricongiunti grazie al sostegno di Fondazione Sicilia, presieduta da Raffaele Bonsignore.
Le due parti erano state rinvenute in epoche diverse a Lentini in provincia di Siracusa e, successivamente, esposte separatamente a Siracusa al Museo archeologico Paolo Orsi e a Catania al Museo civico di Castello Ursino.

Nasce quindi dalla ritrovata integrità della statua la mostra Il kouros ritrovatopromossa e curata dall’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Sebastiano Tusa, e nata dalla proposta lanciata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi e dal Comune di Catania nel 2017.

Con il sostegno a questa iniziativa – osserva il Presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore – abbiamo contribuito a riportare in vita un’opera di straordinaria bellezza. Valorizzare una testimonianza del passato importante come è il kouros, a cui finalmente è stata restituita l’integrità, rientra nella nostra idea di promuovere l’arte e la cultura, anche attraverso il sostegno a iniziative scientifiche, come questa. Fondazione Sicilia non si fa soltanto promotrice dell’organizzazione di mostre ed eventi culturali, ma agisce in prima persona, dialogando con le diverse realtà coinvolte ed estendendo la fruizione dell’arte a un pubblico sempre più ampio”.

Il kouros, statua greca raffigurante solitamente un giovane, era una forma d’arte con funzione funeraria o votiva molto diffusa nel periodo arcaico e classico, tra il VII e il V secolo avanti Cristo.

Quella esposta a Palermo è una scultura arcaica, ricavata da un unico blocco di marmo bianco proveniente dalle isole Cicladi. Sarà esposta all’interno della Sala della Cavallerizza, in un ideale dialogo con collezione archeologica, esposizione di punta della Fondazione Sicilia, custodita nell’allestimento di Gae Aulenti, autore del progetto di recupero del palazzo. Per rendere possibile questa delicata operazione di ricostruzione, è stata messa in campo un’équipe di esperti che ha permesso di raggiungere la certezza sull’unitarietà della statua, portando a compimento il meticoloso intervento conservativo, condotto nei laboratori del Centro Regionale Progettazione e Restauro della Regione Siciliana.

Le evidenze scientifiche confermano l’appartenenza dei due reperti a un’unica scultura – dichiara l’ assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Sebastiano Tusa – e il loro ricongiungimento costituisce a tutti gli effetti un vero e proprio nuovo ritrovamento archeologicoche arricchisce il patrimonio culturale della Sicilia. È per me motivo di orgoglio potere affermare con certezza che si tratta di un’unica opera d’arte. Gli studiosi di livello internazionale che hanno collaborato a questa impresa, sono la garanzia scientifica del progetto. La multidisciplinarità con la quale abbiamo operato è stata l’arma vincente: il meglio delle conoscenze scientifiche messe in campo per un risultato straordinario”.

Dopo l’esposizione di Palermo, l’opera continuerà a essere concepita come una realtà unitaria, non più come due distinti reperti conservati in musei diversi. 

Il kouros ritrovato sarà infatti esposto, già da febbraio 2019 al Museo civico di Catania per poi essere trasferito a Siracusa, al Museo archeologico Paolo Orsi, dove un convegno internazionale concluderà l’evento.

 

Alla luce della luna il Palazzo della Zisa sembra immenso; e di notte, i mosaici della Cappella Palatina splendono di più; persino il Ponte dell’Ammiraglio appare diverso e la  Cattedrale  balza fuori dai secoli. Un’esperienza camminare lungo i viali dei Giardini Reali, scoprendo le scenografie delle aiuole; come anche passeggiare lungo i chiostri perfetti immaginando monaci lontani, ritrovando i loro silenzi, e da lì entrare nel duomo immenso. Ritorna la Notte Bianca dell’UNESCO a Palermo, Monreale e  Cefalù, che già lo scorso anno attirò oltre 50 mila visitatori, degno corredo all’ultimo weekend de Le Vie dei Tesori. Venerdì prossimo (9 novembre) sarà possibile visitare gratuitamente e in notturna, dalle 19 a mezzanotte (ultimo ingresso alle 23,30), i siti palermitani che fanno parte del percorso arabo normanno protetto dall’UNESCO: la Cattedrale; la chiesa di San Giovanni degli Eremiti; la bizantina Santa Maria dell’Ammiraglio (La Martorana) e la purissima San Cataldo; il sollazzo normanno della Zisa e il Ponte dell’Ammiraglio. Sempre dalle 19 a mezzanotte (ultimo ingresso alle 23) visite anche alla Cappella Palatina e al Palazzo Reale, voluto da Ruggero II, dove si potranno visitare eccezionalmente i giardini reali. A cura della Fondazione Federico II.

Ph. Igor Petyx

San Cataldo. Ph. Igor Petyx

Sabato (10 novembre), la Notte Bianca si sposterà a Monreale e aprirà il chiostro benedettino e il duomo normanno (sempre dalle 19 alle 24, ultimo ingresso alle 23,30); alle 19,30, sarà possibile partecipare ad una visita guidata e ad un concerto nel duomo. Domenica (11 novembre), dalle 20 a mezzanotte (ultimo ingresso alle 23,30) la Notte Biancaavvia il suo terzo capitolo a Cefalù dove saranno aperti gratuitamente duomo e chiostro, e proposte visite guidate. Ma è proprio la cittadina normanna ad ampliare l’offerta: dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 18,30 sarà aperto alle visite anche il Teatro “Salvatore Cicero” dove, alle 19,30, è in programma il concerto “La musica della Grande Guerra tra storia e memoria” a cura dell’associazione culturale musicale Santa Cecilia di Cefalù, sul podio Giuseppe Testa; la storia del teatro verrà raccontata da Vincenzo Garbo.

Capitelli del Duono di Cefalù. Ph. Igor Petyx

Capitelli del Duono di Cefalù. Ph. Igor Petyx

Nello stesso weekend saranno programmate anche le passeggiate de Le Vie dei Tesori saltate lo scorso finesettimana per il maltempo. Info su www.leviedeitesori.it

Cattedrale, tomba di Costanza d’Altavilla, particolare del baldacchino. Ph. Igor Petyx

Cattedrale, tomba di Costanza d’Altavilla, particolare del baldacchino. Ph. Igor Petyx

A Palermo Le Vie dei Tesori è la più grande manifestazione dedicata alla promozione del patrimonio culturale della città, sotto l’egida di Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, ministero dei Beni Culturali. Quest’anno il Festival è inserito nelle manifestazioni a massimo richiamo turistico dell’assessorato regionale al Turismo, è iniziativa direttamente promossa dell’assessorato regionale ai Beni culturali, incluso nelle manifestazioni dell’Anno europeo del Patrimonio culturale e nel programma ufficiale di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.

Leardo è alto 1016 metri, Rossella 1029, sono due monti contigui che si specchiano sul Lago della “Piana dei Greci”. Leardo è anche il nome di un mantello equino, quello grigio formato da peli bianchi e neri. A “rusedda”, in siciliano, è la pianta del cisto, arbusto mediterraneo molto profumato. “Russello” è anche una delle più antiche cultivar di grano duro coltivate in Sicilia (vedi link sotto). Leardo e Rossella sono due punte della stessa catena orientata est-ovest che chiude a sud l’altopiano dei monti di Palermo e Piana degli Albanesi. Formano una cresta arrotondata, morbida d’erba, molto panoramica, circondata dalle cime di Pizzuta, Kumeta, Parrino, Moarda e Busambra. Qualche lembo di bosco sempreverde si conserva sul versante settentrionale. Il percorso è semplice e adatto a tutti.

Programma:
Alle ore 8.45 appuntamento a piazza John Lennon (piazzale Giotto) e partenza con automezzi propri per Piana degli Albanesi e contrada Quarto Giuhai. A piedi verso le cave abbandonate e poi lungo stradelle e sentieri verso Mandra Chiarchiano Giuhai e in cima a Monte Leardo; discesa verso la portella di quota 636 m e poi su per Monte Rossella. Pranzo al sacco e poi discesa verso el macchine. Sosta “cannolo” a Santa Cristina Gela e dopo rientro a Palermo, previsto per le ore 17 circa

Scheda tecnica:
Dislivello: circa 400 m.
Tempo di cammino: circa 3 ore
Lunghezza del percorso: 9 km
Difficoltà: escursionistica facile

Equipaggiamento: scarponi da montagna, zaino con indumenti di scorta in caso di vento, pioggia o freddo, acqua e pranzo al sacco.

Quota Artemisia: € 8.00.
Condivisione spese di viaggio (per chi fruisce di passaggio): € 3.00
Per prenotazione e informazioni telefonare a Luigia 3286655656

Artemisia, società cooperativa a r.l. per il turismo sostenibile e l’educazione ambientale. Via Serradifalco, 119 – 90145 Palermo. 340/3380245 E-mail: artemisianet @ gmail.com www.artemisianet.it

Note:
https://it.wikipedia.org/wiki/Russello

L’Accademia di BB AA di Agrigento si arricchisce di nuove prestigiose collaborazioni, infatti nell’anno accademico 2018/19 conterà tra i propri docenti anche Salvatore Lazzaro. Attore di teatro, cinema e televisione, oltre la lunga filmografia, Lazzaro ha proseguito con Sikelia, società di produzione co-fondata con Rossana Danile, il suo percorso di regista con il medio metraggio Aadil, che si è aggiudicato la Targa Aif al Festival del cinema di frontiera di Marzamemi.

Il cinema, quindi, entra a pieno titolo nell’offerta formativa dell’Accademia di BB AA “Michelangelo” di Agrigento, con l’obiettivo di sviluppare le azioni previste del Piano delle arti (istituito ai sensi dell’articolo 5, con decreto legislativo del 13/7/ 2017), che prevede “Una nuova concezione della scuola in cui trova piena cittadinanza la dimensione della conoscenza delle manifestazioni e l’espressività artistiche”, con un vasto programma di seminari, master e incontri.

Lazzaro e Danile in Accademia, ph. Carmelo Capraro

Lazzaro e Danile in Accademia, ph. Carmelo Capraro

L’Accademia mette a disposizione la sua quarantennale esperienza al servizio del territorio e soprattutto degli istituti scolastici della provincia, in un’ottica di orientamento e di valorizzazione della professionalità dei docenti, divenendo, sempre più, luogo di costruzione, sperimentazione e divulgazione di buone pratiche, garantendo un’Alta Formazione sia in campo artistico, sia attraverso percorsi didattici innovativi per nuove professioni.

Info https://www.facebook.com/abamaforma/?modal=admin_todo_tour

Un rinnovato piano di studi, con attività diversificate che verranno rese note nel corso della Giornata della creatività e del talento, manifestazione aperta alla città e agli studenti, prevista in occasione dell’apertura dell’anno accademico 2018/19.

Ulteriori dettagli verranno esposti durante la conferenza di venerdì 9 novembre, attesa per le 10,30, in via Bac Bac 7 ad Agrigento, sede dell’Accademia Michelangelo. Saranno presenti, insieme al direttore Alfredo Prado, la produttrice Rossana Danile e il regista e attore Salvatore Lazzaro

Il lavoro di recupero, fra sperimentazione cura delle tradizioni, che l’Associazione Gammazita fa in centro storico, a Catania, è sotto gli occhi di tutti. Promozione della lettura, della condivisone, dell’amore per la cultura, sono alla portata di tutti. La bellezza c’è, bisogna mostrarla, è importante che si capisca quanto ci appartiene, quanto ne siamo bisognosi.

Presentazioni di libri, proiezioni, concerti, solo lacune della attività che “scendono in piazza”, atti di rivoluzione quotidiana e resistenza sul territorio, pacifici, colorati. gioiosi. Domenica 4 novembre alle 12, si comincia un tour, fra storia e leggenda, in Piazza Federico di Svevia davanti la sede dell’associazione Gammazita, nel cuore del Quartiere del Castello Ursino, per iniziare una nuova avventura insieme alla Compagnia #Malerba.

Il Pozzo di Gammazita è un bene culturale del XII secolo, inaccessibile da decenni, a cui è legata l’omonima leggenda. Per secoli è stato uno dei luoghi simbolo della città da molto tempo lasciato all’incuria e all’abbandono. Da anni gli attivisti dell’associazione “Gammazita” in collaborazione con #Malerba si impegnano affinché il Pozzo possa ritornare ad essere un “bene comune” dei catanesi organizzando passeggiate, incontri e iniziative culturali tese alla valorizzazione e alla promozione del bene culturale. L’appuntamento è per il 4 novembre.

Ogni visita dura 40 minuti circa, non è necessaria la prenotazione ed è gratuita.

Ma non finisce qui, ad aspettarvi, dopo il tour, un pranzo, il menu prevede:
1) Lasagne con crema di zucca, Funghi (cremini), asparagi e provola affumicata.
2) Zuppa di ceci con ortaggi, rosmarino e crostini.
3) Sformato di patate al gratini, cavolfiore affogato e pepato fresco.
4) ispirazione del momento. Suggerimenti?

Che aspettate, se siete a Catania, andate.

Il primo fu Goethe: che nel suo “Viaggio in Italia” raccontò del principe illuminato che collezionava reperti archeologici, ma che venticinque anni prima aveva aperto le porte dei suoi granai agli affamati decimati dalla carestia del 1763. Ignazio Paternò Castello, quinto principe di Biscari, desiderava ardentemente il più bel palazzo di Catania. C’è riuscito e la dimora è lì, straordinaria, di un rococò quasi impalpabile, con le sue statue “mostruose” per scacciare la paura: sarà il cuore del terzo ed ultimo weekend catanese de Le Vie dei Tesori, da domani (venerdì 2 novembre) a domenica. Si entrerà di soppiatto, guidati del proprietario, il nobile Ruggero Moncada, per scoprire il salone delle feste, lungo 20 metri e largo 11, stucchi a profusione su tre livelli.  Al terzo, la loggia della musica, guardata a vista dal dio Vulcano, dove i musicisti arrivavano salendo un’ardimentosa scala a forma “di fiocco di nuvola” in stucco bianco, che pare sospesa e ha sfidato ogni legge della fisica nei secoli. Una curiosità arriva dalla storia: Seconda Guerra Mondiale, gli inglesi arrivano dal mare e Palazzo Biscari sorge ancora proprio a ridosso del porto: per montare le batterie dei cannoni, da Londra giunse l’ordine di demolire il secondo piano. Ma anche gli ufficiali britannici hanno occhi e cuore e, quando entrarono nelle sale rococò, fecero marcia indietro. Tornarono dopo pochi giorni, però, con secchio e pennello, due racchette da tennis e una pallina. E fu così che, sotto gli occhi esterrefatti dello stesso dio Vulcano (sempre lui), tra un camino intagliato e uno specchio appassito, una doratura e uno stucco, dipinsero sul pavimento antico con la vernice bianca, il primo campo da tennis indoor che Catania ricordi. Sabato (3 novembre) alle 19 si potrà anche partecipare ad una visita d’autore con degustazione finale di vini Planeta. Su prenotazione  www.Leviedeitesori.it

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E se volete proseguire nella scoperta della Catania nobiliare, ecco Palazzo Asmundo di Gisira, costruito nel 1704, dopo il terremoto del 1693, tra i primi edifici a essere eretto nella piazza, all’epoca di San Filippo, oggi Mazzini., su cui si affaccia. Nato su progetto dell’architetto Giuseppe Palazzotto e per volere di Adamo Asmundo, oggi è stato trasformato in albergo di alto profilo. Ospita in questi giorni una personale pop di Max Ferrigno.

Ogni famiglia nobiliare aveva la sua monaca, certo, ma si distinguevano per lignaggio: Gravina e Moncada rinchiudevano le loro fanciulle a San Giuliano, le altre venivano poi accolte a San Placido o tra le Clarisse, ultime (più povere) le monache di santa Chiara, chiamate “le biscottare” perché producevano dolci e accoglievano borghesi e popolane. Per Le Vie dei Tesori aprono anche questo weekend (su prenotazione e a gruppi) i camminamenti segreti delle monache a Santa Chiara e a San Giuliano. Chi invece vuole percorrere il camminamento sopra Porta Uzeda, può farlo sabato dalle 9,30 alle 13. Un ultimo posto da riscoprire (aperto venerdì, poi sabato, solo la mattina fino alle 13) è la cappella romana all’interno della caserma “Santangelo Fulci” nell’ex convento carmelitano di Maria Santissima dell’Annunziata: è il più grande edificio funerario antico della città, per tradizione indicato come il sepolcro consacrato al poeta greco Stesicoro. Ha una storia controversa, per parecchio tempo è stato inaccessibile perché occupato come magazzino dai commercianti della vicina a fera ‘o luni.

Le Vie dei Tesori lavora a Catania in sinergia con il Comune, la Diocesi, la Soprintendenza, l’Università e il Polo museale regionale, l’Esercito, e con l’aiuto della Wondertime, partner del progetto, delle guide di Etna ‘Ngeniousa, degli studenti dell’Istituto Concetto Marchesi di Mascalucia, e del gruppo Disum. Si acquista  un unico coupon – da 10 euro per 10 visite guidate; da 5 euro per 4 visite guidate, un solo ingresso costa 2 euro – . Ai sei luoghi su prenotazione si accede con un  coupon da 3 euro su www.leviedeitesori.it

Sarà Alberto Barbera, Direttore della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, ad aprire con la presentazione del volume “Cinema e letteratura. 40 anni dell’Efebo d’Oro” (Silvana Editoriale) la 40. edizione del Premio internazionale Efebo d’oro, organizzato dal Centro di ricerca per la narrativa e il cinema, presieduto da Egle Palazzolo e diretto da Giovanni Massa.

Tra i numerosi appuntamenti di uno dei più longevi e prestigiosi premi di cinema, la masterclass condotta dal grande artista britannico Peter Greenaway, cui è assegnato il Premio Efebo d’oro per i nuovi linguaggi (consegna il 10 novembre) e il riconoscimento a Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini cui sarà assegnato il 3 novembre il Premio alla carriera della Banca Popolare S. Angelo. Una ricca rassegna delle opere dei premiati è in programma nell’arco dell’intero festival.

#Efebo40 propone, dal 3 al 10 novembre, due concorsi con 21 lungometraggi, 5 cortometraggi, 12 prime visioni, incontri con autori, registi, scrittori, attori, saggisti, giornalisti e critici in varie sedi: il Cinema De Seta, il Centro sperimentale di cinematografia ai Cantieri culturali alla Zisa, il Teatro Garibaldi. Tutte le mattine, al cinema De Seta, saranno effettuate proiezioni per le scuole.

Dal 4 novembre, al cinema De Seta dei Cantieri culturali alla Zisa, saranno proiettati i 7 film tratti da opere letterarie e le 4 opere prime sottoposte al vaglio delle due Giurie. In programma anche 3 proiezioni speciali.

In occasione della quarantesima edizione del Premio il Centro di ricerca per la narrativa e il cinema e la Banca Popolare S. Angelo hanno realizzato un volume dal titolo Cinema e letteratura sotto il segno dell’Efebo curato da Alberto Barbera e pubblicato da Silvana Editoriale, con i saggi di Nicola LagioiaEmiliano MorrealeOscar Iarussi, Giorgio Tinazzi, Emanuela Martini, Mauro Gervasini, Alberto Pezzotta, Giulia D’Agnolo Vallan, Egle Palazzolo, Giovanni Massa e Laura Busetta e con uno straordinario repertorio fotografico tratto dall’Archivio storico del Premio.

“Il volume – evidenzia Alberto Barbera – non si limita a celebrare l’unica manifestazione che, con accortezza e originalità, premia annualmente gli autori che hanno saputo trarre il meglio dal rapporto fra il cinema e la letteratura. La raccolta di testi inediti, realizzata con il contributo di alcuni dei maggiori critici italiani, offre un’articolata occasione di approfondimento su alcuni aspetti decisivi nel mettere in luce la centralità di un rapporto fra due forme espressive unite sin dall’origine della Settima Arte”.

Peter Greenaway

Peter Greenaway

L’artista britannico Peter Greenaway incontrerà il pubblico venerdì 9 novembre alle 20,00 al Cinema De Seta prima della proiezione del film The Greenaway Alphabet diretto da Saskia Boddeke, moglie del regista, presente all’incontro insieme alla figlia Zoe co-protagonista del documentario in cui il suo universo umano e poetico viene percorso e sviscerato lungo le lettere dell’alfabeto. Riceverà il premio nel corso della cerimonia conclusiva di premiazione al cinema De Seta dei Cantieri culturali alla Zisa sabato 10 novembre alle 18. Alle 20,30 seguirà la proiezione del film Efebo d’oro 2018, scelto dalla giuria composta da Egle Palazzolo, Presidente del Centro di ricerca per la narrativa e il cinema, il regista tedesco Volker Schlondorff, il regista e direttore della fotografia Daniele Ciprì, la fotografa Letizia Battaglia e Nicoletta Vallorani, docente di letteratura inglese e angloamericana, scrittrice e traduttrice. La Giuria Efebo speciale per il miglior regista esordiente è formata da Daniela Tornatore, giornalista, Daniela Gambino, scrittrice e Francesco Romeo, docente, scrittore ed editore.

Il riconoscimento per il miglior saggio di cinema va a Giannalberto Bendazzi per il libro in due volumi “Animazione. Una storia globale” (UTET).

La 40^ edizione dell’Efebo d’oro, organizzata dal Centro di ricerca per la narrativa e il cinema è realizzata con il contributo della Regione Siciliana, Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo – Ufficio speciale per il Cinema e l’Audiovisivo / Sicilia Film Commission nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei – Cinema e Audiovisivo, Città di Palermo, nell’ambito di Palermo 2018 – Capitale italiana della cultura. Main Sponsor Banca Popolare Sant’Angelo. In collaborazione con Fondazione Sicilia, Manifesta 12, Centro Sperimentale di Cinematografia-sede Sicilia, InstitutFrançais Palermo, Goethe Institut, Istituto Cervantes di Palermo, Liceo artistico statale Ragusa Kiyohara. Con il sostegno di Amat, Mazda-Isvautodue, Sallier de la Tour, Ferribotte film, Rotary Club Palermo Sud, Ande Palermo, Lions Palermo dei Vespri, St’orto, ZetaPrinting, Casa Stagnitta, Garajo, Kalòs, Cisam, Cappadonia.

Info
Premio Internazionale Efebo d’Oro
Centro di Ricerca per la Narrativa e il Cinema
www.efebodoro.it | efebodoro@gmail.com | facebook.com/efebodoro/