Monday, October 22, 2018
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Sapevate che la Sicilia dedica una sagra alla zucca rossa? Sì, proprio alla protagonista di Halloween, un’occasione per gustare questo ortaggio in una infinità di variazioni. Buona, versatile e ricca di vitamine. Questa è la sua stagione.

Sabato 17 novembre a Casalvecchio Siculo (ME) a pochi chilometri da Taormina: prende il via la IV Edizione della Sagra della Zucca, quest’anno arricchita da tante altre prelibatezze della tradizione culinaria casalvetina: da provate abbinamenti di zucca rossa e porchetta al forno,  salsiccia arrosto,  frittole, maccheroni al sugo, la cuzzola il tutto bagnato da buon vino locale.
Qui la locandina con il programma e a seguire le informazioni per arrivare alla sagra.

zucca
Soluzioni di sosta  (gratuita) per chi arriva in camper. 
Indicazioni stradali per giungere a Casalvecchio:
Per chi proviene da Catania:
Uscita Autostradale consigliata Taormina,proseguire in direzione Messina,arrivati a S.Teresa di Riva dirigersi sul lungomare e a metà circa del litoraneo svoltare all’incrocio direzione Savoca e proseguire per Casalvecchio Siculo seguendo apposita segnaletica.
Per chi proviene da Messina:
Uscita Autostradale consigliata Roccalumera,proseguire in direzione Catania lungo la ss.114, dirigersi sul lungomare di S.Teresa di Riva e a metà circa del litoraneo svoltare all’incrocio direzione Savoca e proseguire per Casalvecchio Siculo seguendo apposita segnaletica.
Per maggiori info sull’evento: https:https://www.facebook.com/events/2078507305516572/permalink/2086239284743374/

Una visita guidata alla scoperta delle carceri del Tribunale della Santa Inquisizione e del complesso monumentale di Palazzo Chiaramonte (detto Steri), uno dei luoghi simbolo della città, sito nel cuore di pazza Marina.

Universalmente conosciuto dapprima come “Hosterium”, poi semplicemente “Steri”, l’edificio, dall’aspetto di una grande e imponente fortezza militare, custodisce al suo interno opere di grande valore artistico come il prezioso soffitto ligneo che, con il suo intreccio narrativo, rappresenta un vero e proprio trattato di storia medievale per immagini.
Teatro di congiure, cospirazioni e lotte politiche è sede, dal 1600 al 1782, del Tribunale e delle carceri della Santa Inquisizione, luogo di morte e sofferenza, dal fascino tetro, al cui cospetto vengono eseguiti i roghi dei penitenziati e di cui lasciano testimonianza i disegni, i graffiti e le pitture parietali ancora oggi visibili.

Sabato 20 ottobre, dalle 17 alle 19.
Dalla Sala delle Armi a quelle delle Capriate, in un tripudio di bifore e trifore, un viaggio affascinante, lungo sette secoli, su una delle pagine più importanti dell’arte e della storia di Sicilia.

N.B: la data e l’orario indicati sono suscettibili di variazione. L’evento sarà effettuato al raggiungimento di un minimo di 20 partecipanti. In caso di mancato raggiungimento del numero e/o altre ragioni organizzative, lo staff si riserverà di annullare e/o posticipare l’evento in programma, comunicando tempestivamente eventuali modiche telefonicamente a tutti gli iscritti.

• RADUNO: Piazza Marina, 61 (davanti l’ingresso dello Steri)
• CONTRIBUTO: €8 Soci | €10 Non tesserati (comprensivo di ticket d’ingresso e guida)
• PRENOTAZIONI: 3202267975

Venerdì 21 settembre dalle ore 20: visite serali alla splendida dimora nobiliare voluta dal Principe di Palagonia, conosciuta come la “Villa dei Mostri” per le misteriose statue di cui è circondata.
Come in un percorso iniziatico, si ammireranno: lo scalone monumentale a doppia rampa in marmo di Billiemi, le tante sale della Villa, tra cui l’enigmatica “Sala degli Specchi” con il suo gioco di sovrapposizioni tra magia e realtà e gli affreschi settecenteschi raffiguranti le Fatiche di Ercole.
Prenotazione obbligatoria, chiamando i numeri 329.8765958 – 320.7672134 o scrivendo a eventi@terradamare.org

La storia di Villa Palagonia si inserisce su più livelli di narrazione, conosciuta come splendida dimora nobiliare, costruita a partire dal 1715 per conto di Ferdinando Francesco I Gravina Cruyllas, principe di Palagonia, ad opera dell’architetto Tommaso Maria Napoli e, altrettanto celebre, per le storie connesse alle misteriose statue raffiguranti figure mostruose che circondano la villa.
Quest’ultima aggiunta, cosi suggestiva ed emblematica, causa della denominazione della villa come Villa dei mostri, si deve all’omonimo nipote Ferdinando Francesco II, detto Il negromante.
Ma al di lá dell’alone di mistero, resta eccezionale il patrimonio artistico della dimora bagherese.
Difatti, dall’impressionante facciata principale, animata da uno scenografico scalone a doppia rampa, si giunge al piano nobile.
Come un percorso iniziatico, il visitatore resta incantato dal vestibolo di forma ellittica fatto affrescare alla fine del Settecento con scene raffiguranti le Fatiche di Ercole.
Questo spazio è il proscenio dell’eccezionale Sala degli specchi, un grande salone di forma quadrangolare con il soffitto ricoperto da specchi posizionati con angolature varie in modo da, in un gioco di sovrapposiozioni tra magia e realtà, riflettere e deformare i presenti e contemporaneamente rendere unico questo spazio di altri tempi.

Beati Paoli, è il nome con cui viene indicata una setta segreta nata in Sicilia – di origine incerta – formata da individui che si definivano vendicatori-giustizieri-sicari,[4] nata presumibilmente a Palermo, con il nome di vendicosi, intorno al XII secolo circa.[5]Non ci sono però certezze circa la sua esistenza.

L’unica fonte a riportarla è data da quanto scritto da Francesco Maria Emanuele marchese di Villabianca. A ritenere che sia realmente esistita è Francesco Paolo Castiglione nel saggio Indagine sui Beati Paoli[6]

Da Wikipedia

Bellissima e intrigante passeggiata culturale e di socializzazione.

L’itinerario prende spunto dal romanzo di Luigi Natoli e si snoda attraverso vie e vicoli del Mandamento Monte di Pietà.
Percorreremo insieme (e ne ascolteremo la narrazione) i luoghi dove ebbe origine la più segreta delle sette e finiremo il percorso visitando i cunicoli delle Catacombe D’Ossuna.

N.B.: In caso di condizioni meteo avverse o altre cause impreviste, ci riserviamo di modificare e/o annullare l’evento dandone comunicazione tempestiva ai partecipanti.
Oltre la visita ai cunicoli delle Catacombe D’Ossuna, tutto il resto del percorso si svolgerà in esterno.

Appuntamenti:

Fascino e mistero dei Beati Paoli
Sabato 3 novembre, ore 17,00
Domenica 4 novembre, ore 17,00
Venerdi 9 novembre, ore 21,00
Sabato 24 novembre, ore 17,00

Contributo:
8 euro i soci Promofestival – 10 euro i non tesserati
L’evento è a numero chiuso, max 50 persone.
(leggi in basso come prenotare)

INFORMAZIONE SUL PERCORSO
Durata evento: circa due ore e mezza.
Lunghezza: Circa 1,5 Km

Punto di ritrovo:
Ore 17,00 presso la sede dell’Associazione Promofestival, in via Dei Candelai 75, Palermo

Come fare per prenotare:
Inviare un sms oppure un messaggio whatsapp al 3317189910 scrivendo semplicemente l’evento e il nome e cognome dei partecipanti.
Esempio:
Beati Paoli. Annalisa Rossi, Tizio Bianchi, Loredana Verde

Organizzazione:
Associazione Culturale Promofestival
sede: Via Dei Candelai, 75, Palermo.
Cod. Fisc. 93074640843
Mail: info@promofestival.it
Infomazioni telefoniche:
091.329008
331.718.99.10
Sito: www.promofestival.it
Pagina Facebook: Promofestival Palermo

La barca solca il mare increspato a largo delle Isole Eolie, mentre il timone cerca di governare le correnti. La vela bianca, gonfia di vento e di ricordi, si spiega verso l’orizzonte quasi a voler raggiungere quella meta, prima lontana, che finalmente darà inizio a un nuovo percorso di vita.

Sono gli ultimi momenti di navigazione di “Viva”, l’imbarcazione del progetto “Vento da Sud” promosso da Centro Koros ed Eterotopia Laboratorio Navigante con l’Unione italiana Vela Solidale, prima di approdare al porto di Palermo e terminare così il lungo viaggio di circumnavigazione della Sicilia. Martedì 23 ottobre alle 21.30, si svolgerà nello spazio sociale di Moltivolti (nel quartiere di Ballarò, in via G. M. Puglia 21, a Palermo) lo spettacolo aperto al pubblico “I Cunti del Mare – Storie di pescatori siciliani” prodotto da Area Teatro e con la partecipazione di Alessio Di Modica, che segnerà la conclusione dell’iniziativa nata per recuperare minori del circuito penale minorile.

I ragazzi mentre studiano la mappa 

L’evento darà voce a quel mare di parole e di emozioni così autentiche che i ragazzi siciliani a bordo di “Viva”, hanno imparato ad ascoltare e conoscere in questi venti giorni di viaggio (iniziato il 3 ottobre), attraverso incontri, conoscenze e confronti con le numerose iniziative associative e imprenditoriali dell’Isola. Il loro diario di bordo è stato giorno dopo giorno arricchito di esperienze uniche, di regole, valori e consapevolezze. Nuove visioni che, con il supporto di psicoterapeuti, skipper e operatori di vela solidale, hanno permesso di segnare una nuova rotta nella mappa della loro vita. «Vento da Sud ha rappresentato un’opportunità di crescita per i ragazzi – spiega Francesca Andreozzi, presidente Centro Koros e vicepresidente Fondazione Fava – il mare è un contesto positivo per attivare concretamente un percorso di inclusione sociale, e la barca, con il suo clima di complicità, offre la possibilità di acquisire le regole per non perdere la “rotta” e raggiungere, non senza fatica e sacrificio, il proprio obiettivo».

Dopo aver imbarcato il secondo gruppo a Siracusa sabato scorso (13 ottobre), “Vento da Sud” ha continuato il suo viaggio in direzione di Catania (14 ottobre) dove è stato ospite del Giardino di Scidàbene confiscato alla mafia, dell’associazione GAPA, dell’Arci e della Fondazione Giuseppe Fava. Momenti di riflessione con la vista sullo Stretto di Messina, hanno scandito invece la tappa di Reggio Calabria (15-16 ottobre), mentre a Lipari (17 ottobre) – dopo aver avvistato stenelle e delfini – il giovane equipaggio ha potuto respirare l’atmosfera e la tranquillità di un’isola che vive ancora nel passato grazie alle sue tradizioni. In compagnia dei ragazzi dell’associazione Magazzini del Mutuo Soccorso, hanno visitato i luoghi simbolo di Lipari e partecipato alla lettura del romanzo vincitore del Premio Strega “L’isola di Arturo” di Elsa Morante. «È stato un modo per sperimentarsi insieme ai propri compagni di equipaggio – afferma il comandante dell’imbarcazione Antonio Sciabica dell’associazione Eterotopia Laboratorio Navigante ASD – hanno potuto confrontarsi sia in mare e sia in terra, sui temi della condivisione, della convivenza, della gestione delle risorse, vivendo a pieno l’esperienza della navigazione».

Dopo il giro alle Eolie, “Viva” ormeggerà a Cefalù (19-20 ottobre) in compagnia dello scrittore Fabio Giallombardo, autore del libro “La bicicletta volante”. L’ultima tappa prima dell’evento conclusivo è prevista a Termini Imerese (21 ottobre).

Il progetto Vento da Sud è un’iniziativa finanziata dal Centro per la Giustizia minorile per la Sicilia ed è realizzato in collaborazione e con il supporto di: Capitanerie di Porto della Sicilia, Addiopizzo, Fondazione Giuseppe Fava, Libera, Libreria del Mare, Il Giardino di Scidà, Arci Sicilia, Coop, Moltivolti, Agenzia I Press.

In Sicilia i morti non solo si ricordano ma si festeggiano. È questo lo spirito di Notte di Zucchero, l’evento che punta a restituire la “festa dei morti” mantenendo in vita una tradizione dall’eco tutta siciliana che, con l’avvento del “dolcetto o scherzetto” oltreoceano, si stava perdendo. Dopo le edizioni palermitane, il 2 novembre la manifestazione arriva a Catania con laboratori, attività, reading, artisti di strada e video contributi dedicati ai bambini. Per tutta la mattina, dalle 10 alle 13, tra piazza dell’Università e il Teatro Machiavelli si snoderanno tante attività dedicate ai più piccoli nel segno della tradizione. Ma anche sull’autobooks, una biblioteca itinerante su quattro ruote posteggiata in piazza. E la partecipazione agli spettacoli e alle attività è assolutamente gratuita.

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Una festa non solo palermitana dunque. Perché è in tutta l’Isola, unica regione in Italia, che si celebrano i morti con una festa dai contenuti originali e caratteristici. Una festa per adulti, ma soprattutto per bambini che, per un unico giorno, ricevono dai propri cari doni e dolcetti tipici. Così, la festa che rivive nelle case dei siciliani ogni anno il 2 novembre, viene portata proprio nel cuore di Catania da Notte di Zucchero. Una manifestazione che ha come obiettivo non solo la riscoperta della tradizione, ma anche la memoria e il ricordo dei morti. Per questo il programma si apre a laboratori creativi con animazioni, realizzazioni di giocattoli in legno, narrazione, e poi letture e spettacoli di artisti di strada.

Una prima edizione catanese che punta tutto sui bambini e sul loro mondo. Ma è a Palermo che Notte di Zucchero nasce ed è proprio nel capoluogo siciliano che l’appuntamento, che negli anni ha avuto un’offerta culturale importante anche per gli adulti con momenti di teatro, musica, arte e video, torna con un evento speciale in un luogo inedito. Inserita all’interno del programma ufficiale di Palermo Capitale Italiana della Cultura, il 2 novembre, a partire dall’alba, Notte di Zucchero entrerà in punta di piedi al cimitero dei Rotoli – è la prima volta in assoluto che un evento culturale si trasferisce all’interno di un camposanto – con performance e monologhi d’autore, recitati da attori della scena teatrale siciliana secondo il filo conduttore della memoria.

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Una festa aspettata e celebrata da tutti che mescola, proprio come il Natale, profonde motivazioni religiose a elementi decisamente pagani. L’ideatrice di Notte di Zucchero è Giusi Cataldo, direttore artistico dell’evento con il coordinamento di Dora Argento. Fondamentale per l’edizione catanese il contributo di Bianca Caccamese, ideatrice e presidente di KidsTrip, portale di riferimento per il mondo “bambini” nella città dell’elefante. L’evento ha il patrocinio del Comune di Catania e dell’Università di Catania, insieme al sostegno del Teatro Machiavelli, FilFest, Libò, Zammù TV e CityMap.

La scrivania su cui Boris Giuliano stette chino per giorni, a “studiare le carte”: il Capo della Mobile, ucciso nel 1979 da Leoluca Bagarella che gli sparò sette colpi alle spalle, era un grande investigatore, puntiglioso e attento. E amava passare ore nel suo studio per collegare minuziosamente uomini e fatti. La Polizia di Stato ha deciso di partecipare a Le Vie dei Tesori aprendo per la prima volta il chiostro ottocentesco della Questura (piazza della Vittoria) dove sarà ricostruito lo studio di Giuliano, con la sua scrivania, i faldoni e i fascicoli delle inchieste. Sullo sfondo, una sagoma del poliziotto in compagnia del figlio bambino. Un’operazione di grande valore civile, che entra di getto nel circuito del festival e a cui si potrà accedere – da domani, venerdì (19 ottobre) a domenica dalle 10 alle 15.

Palermo 26102017 ( FOTO PETYX PALERMO) Banca D'italia

Palermo 26102017 ( FOTO PETYX PALERMO) Banca D’italia

Ma questa sarà soltanto una delle sorprese di questo nuovo weekend palermitano che conta di superare ancora i suoi numeri già eccezionali: lo scorso fine settimana, infatti, nonostante il maltempo, sono stati oltre 52 mila i visitatori nei luoghi del festival che, sommati ai precedenti 36 mila, porta i primi dati a sfiorare le 90 mila presenze, a Palermo, negli stessi giorni in cui debuttano sia la città di Catania con 32 siti – dall’alto al basso, dagli sconosciuti camminamenti “aerei” delle monache alle terme romane, dalle collezioni universitarie ai palazzi barocchi – che un’edizione pilota nel Nord Italia: 30 luoghi spalmati tra Milano, Mantova e la Valtellina.

Ma torniamo a Palermo e alle novità del weekend: apre i battenti su prenotazione l’imponente Banca d’Italia, il cui progetto – marcatamente Liberty – è firmato da uno degli allievi prediletti del Basile, Salvatore Caronia Roberti. La costruzione iniziò nel 1925 e terminò cinque anni dopo, giusto in tempo per la guerra. Rimase miracolosamente in piedi, anche quando una bomba inesplose si incastrò nel solaio e il 22 marzo 1943, all’esplosione della nave portamunizioni “Volta” ferma al porto, un’ancora, di diversi quintali, venne catapultata e colpì il palazzo. Che conserva ancora un bel mobilio Liberty, marmi pregiati e vetrate policrome, gli arredi originali realizzati dalle officine Ducrot e numerose opere d’arte. (visite venerdì dalle 15 alle 17.30, sabato e domenica dalle 10 alle 16.30, solo su prenotazione www.leviedeitesori.it)

Quintetto-Sikelikos

Quintetto-Sikelikos

Già sold out le visite su prenotazione allo straordinario monastero di clausura di Santa Caterina che circa sei mesi fa ha aperto al pubblico un’altra ala, le celle delle monache e le cucine. È facile immaginare percorrendo i lunghi corridoi, le suorine timide che nelle lunghe giornate estive cercavano refrigerio sui piccoli terrazzini abbelliti con qualche fiore. Una vita silenziosa, tutta preghiera e lavoro, tra ricami, uncinetto, studio e cucina, visto che le monache erano famose per i dolci di mandorla venduti attraverso una ruota. Oggi le suore domenicane non ci sono più, in compenso il monastero ospita una bellissima mostra sui preziosi arredi ritrovati. Ma se da un lato le visite al convento sono già tutte prenotate, dall’altro è disponibile alle visite la chiesa di santa Caterina: rococò, bellissima, un tripudio di stucchi dei Serpotta e marmi mischi, decorazioni ed affreschi, a cui nel ‘700 fu aggiunta la cupola e nel 1863, il coro. Sono ancora visibili le grate da cui le monache seguivano la messa senza essere viste. Sarà aperta sabato e domenica, dalle 10 alle 17.30 ma attenzione, si può entrare solo con visite singole (contributo di 2 euro) non con i coupon multipli. Per chi vuole esplorare gli immediati dintorni, consigliamo di raggiungere la minuscola Chiesa dei Tre Re, altra novità di quest’anno, costruita nel 1578 da alcuni confratelli della Compagnia dei Tre Re, venditori di frutta secca, su  sulla preesistente chiesa di San Giorgio lo Xheri. La chiesetta ebbe alterne vicende, perse persino uno dei portali originali e si è vista sparire gli affreschi di Vito D’Anna con le storie dei Re Magi realizzati nel 1751; ma oggi rinasce dopo anni di abbandono.

Marmi mischi, affreschi, trompe l’oeil, stucchi, decorazioni: nell’oratorio delle Dame (o del Giardinello) si riunivano le nobili signore caritatevoli delle Dame dell’Aspettazione del Parto della Vergine, che esiste tuttora e si occupa ancora delle partorienti disagiate dell’Albergheria. L’oratorio è aperto solo questo weekend e il prossimo (venerdì e sabato, nel prossimo finesettimana anche la domenica) dalle 9 alle 12.30.

Un altro consiglio che Le Vie dei Tesori offre al suo pubblico: non perdete  gli incunaboli e le cinquecentine conservate, tra oltre centomila volumi, nella bibliotecadell’Istituto Gonzaga, fondato nel 1919 dalla Compagnia di Gesù. Da scoprire in questa occasione, la cappella dedicata a San Giuseppe negli anni Venti, e la biblioteca che conserva, tra i suoi 32 mila volumi del fondo moderno e i 24 mila del prezioso Fondo librario antico, la memoria storica della  Compagnia dì Gesù. Venerdì e sabato aperto dalle 10 alle 17.30, domenica dalle 10 alle 13.

Ultimo, ma non per importanza, ecco il silenzioso e poco sconosciuto (soprattutto ai palermitani) Mulino di Sant’Antonino nell’ex convento secentesco di Sant’Antonio da Padova, a pochi passi dalla stazione centrale che divenne “caserma della sussistenza” a fine Ottocento, dopo aver degnamente servito l’intero quartiere per secoli, e lo testimoniano i macchinari artigianali enormi, veri esempi di  archeologia industriale e dove è allestita una mostra curata da Maurizio Carta per Manifesta.

Domani sera, venerdì, dalle 19 si potrà anche partecipare a una delle gettonatissime “visite guidate d’autore seguita da una  degustazione di olio Planeta. Su prenotazione su www.leviedeitesori.com. Contributo 7 euro. Sono anche da prenotare, a palazzo Asmundo, ogni sabato, le cene da “gattopardi” per sole 40 persone.

Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami (per un problema di infiltrazioni d’acqua), la chiesa degli Agonizzanti, l’Oratorio di Santa Maria La Savona tra i luoghi di Itinerario contemporaneo. Riapre il Miqveh ebraico ma solo su prenotazione; restano invece chiusi, solo per questo giro, le sorgenti del Gabriele, il giardino di Villa Tasca e, la domenica, Villa Whitaker. A Palazzo Sant’Elia è in corso la mostra sui cento capolavori dalle residenze imperiali russe: chi entra con i coupon de le Vie dei Tesori, otterrà un biglietto ridotto per l’esposizione.

DICIOTTO LUOGHI SU PRENOTAZIONE. Difficile ormai trovare posto, soprattutto in alcuni siti: oltre al Monastero, è sold out dalla prima ora, il carcere Ucciardone. Si riesce a partecipare al secondo itinerario dentro l’aeroporto di Boccadifalco, ma non ci sono più posti per le visite aeree sul Piper; aperti la catacomba di San Michele Arcangelo, sotto Casa Professa, dove nicchie e cappelle raccontano storie inverosimili; Palazzo Branciforte con il suo Monte di Pietà restaurato da Gae Aulenti; Palazzo Utveggio, nel cuore elegante della città, disegnato dal Basile; la collezione di ceramiche Athena (solo sabato dalle 16 alle 18); lo Stand Florio (solo domenica), i depositi della GAM (sabato e domenica, mattina e pomeriggio); il Grand Hotel Piazza Borsa (solo la domenica, dalle 10,45 alle 17,30), la fabbrica di Anice Tutone (sabato e domenica).

 

LE NOTE PER SALVARE L’AFFRESCO. Dopo Mosca, Catania, Ragusa Ibla e Parigi, il Grand Tour” del quintetto Sikelikos tocca Palermo. Con un intento sociale: il ricavato dai biglietti (costo 10 euro), sarà utilizzato per il restauro dell’affresco di Santa Rosalia, all’interno della chiesa del Santissimo Salvatore, dove si svolgerà il concerto, sabato (20 ottobre) alle 21. I quintetto è nato in seno al Teatro Massimo Bellini di Catania ed è composto da Alessandro Cortese e Antonio D’Amico ai violini, Aldo Randazzo alla viola, Gerardo Maida al violoncello e Giuseppe Giacalone al contrabbasso. Brani tratti dai diari dei più famosi viaggiatori del Grand Tour, ovvero ispirati agli appunti di Goethe, Maupassant, Dumas, Brydone e Vullier, interpretati da Valentina Ferrante sulle musiche di Marinuzzi, Laporte, Eliodoro Sollima, Casella, Mascagni e Musumeci.

ITINERARIO CONTEMPORANEO. L’Itinerario Contemporaneo, curato da Paola Nicita, si arricchisce della nuova mostra di Minimum Studio: saggi e romanzi sull’amore che raccontano “I Never Promised You a Rose Garden. Archipelago”, collettiva che racchiude installazioni, testi e opere di Ange Leccia,  Brian Kuan Woo, Dora García, Jean-Philippe Toussaint, Joanne McNeil, Jocelyn Allen, Leah Clements; Lee Mckinnon; Minna Pöllänen. A cura di Magali Avezou e archipelago project. Tra gli altri quattro siti, si possono visitare  i Magazzini di Tessuti Parlato con un progetto  di Isabella Ducrot; dalle 18 alle 22, i tre piani più il sotterraneo di Palazzo Oneto di Sperlinga, con i giovani studenti dell’Accademia di Belle Arti, e le opere degli ospiti della Casa Terapeutica assistita (CTA) Karol che si occupa di pazienti psichiatrici. Casa Spazio accoglie le proposte dei colleghi marchigiani di Casa Sponge e Le Mosche continua nelle sue “indagini”.

 

LE PASSEGGIATE. Questo weekend le passeggiate de Le Vie dei Tesori scopriranno gli immediati dintorni della città: dalla Moarda, le colline a sud, verso il bacino del fiume Oreto, al santuario di Montepellegrino, a grotta Conza, alle pendici di Monte Gallo. Per chi invece vuol restare in città, può dedicarsi alle statue di piazza della Vergogna (raccontate ad una ad una) oppure al vecchio corso del Papireto… le passeggiate sono tutte sabato e domenica, si prenotano sul sitowww.leviedeitesori.it

KIDS… con la family card. Se si hanno dei bambini, allora si deve avere la family card, che si acquista in tutti gli hub, ma anche online e nei cinque luoghi – chiesa dell’Origlione, Palazzo Asmundo, Teatro Biondo, Archivio comunale ed ex Mulino di Sant’Antonino – dedicati alle famiglie. La card non segue un circuito obbligatorio e non scade, ognuno può seguire l’itinerario che decide e spezzettarla nei tre weekend ancora a disposizione. I luoghi chiudono alle 18, tranne il Teatro Biondo che serra le porte alle 15. Nelle piazze Castelnuovo, Marina, Bellini e Verdi, ci saranno 4 gazebo dove bambini e ragazzi potranno partecipare a laboratori su Teatro dei Pupi, palazzi del ‘700, la scuola dei Serpotta e le maioliche.

Le Vie dei Tesori è la più grande manifestazione dedicata alla promozione del patrimonio culturale della città, sotto l’egida delle più alte istituzioni dello Stato (Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, ministero dei Beni Culturali). Quest’anno il Festival è inserito nelle manifestazioni a massimo richiamo turistico dell’assessorato regionale al Turismo, è direttamente promosso dell’assessorato regionale ai Beni culturali, incluso nelle manifestazioni dell’Anno europeo del Patrimonio e nel programma ufficiale di Palermo Capitale Italiana della Cultura.

Per la prima volta sul palco del Tatum art, il nuovo Jazz Club di via dell’università 38 a Palermo, sale Anna Bonomolo, che insieme ai suoi grandi artisti e amici di sempre, ripercorrerà con arrangiamenti originali, un viaggio nei migliori standars Jazz con un’interpretazione unica che ha fatto la sua storia nella scena musicale siciliana. Sarà Jazz in Progress Quartet quello di giovedi25 ottobre composto da

ANNA BONOMOLO
DIEGO SPITALERI pianoforte
FABIO LANNINO basso
SEBASTIANO ALIOTO batteria

Biglietti in prevendita €12 + 2 prev.
Infoline (+39) 3890035290 Valentina Frinchi

Sono aperte le iscrizioni dirette, senza test, all’Accademia di Belle Arti di Agrigento, per la laurea triennale (di primo livello) e specialistica (di secondo livello) in Arti Visive: una grande novità nel panorama delle moderne università, per italiani e stranieri.

Si chiuderanno il 31 ottobre. Ecco una breve panoramica della attività che l’Accademia di Bella Arti di Agrigento Michelangelo svolge sul territorio siciliano, in particolare in una città, Agrigento, ricca di storia e di un patrimonio culturale riconosciuto dall’Unesco.

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L’Accademia di Belle Arti Michelangelo di Agrigento, esiste da 40 anni, è una struttura in pieno centro storico, disposta su quattro piani, che conta inoltre un’ampia corte interna.
Oltre a essere un luogo che scommette sulla bellezza come strumento di conoscenza e indagine del territorio e del singolo individuo, offre un iter formativo di alto livello, titoli di studio validi sotto tutti i punti di vista, e un’infinita serie di appuntamenti stimolanti, attività culturali come seminari, incontri e scambi internazionali.
Per una scelta consapevole sul vostro futuro, ecco una breve lista di cose da sapere sull’Accademia di Belle Arti Michelangelo di Agrigento.
Per iniziare, sapete cos’è un’Accademia di Belle arti?

Si tratta di un luogo in cui il territorio, con la sua ricchezza, le competenze  dei docenti e la molteplicità degli appuntamenti artistici, creano un humus adatto alla crescita e alla preparazione dei talenti.

Sappiamo bene che per intraprendere mestieri nell’ambito artistico bisogna avvalersi di una formazione seria e concreta.

La parola Accademia e Academy, viene utilizzata spesso nel linguaggio comune e sui social, ci sono accademia di danza, per esempio, luoghi dove si svolgono corsi e altro, ma non hanno nulla a che vedere con le Accademia di Belle Arti che sono un’istituzione completamente diversa:

L’Accademia di belle arti, in Italia, è una tipologia di istituzione di alta cultura (istituto universitario), parte del comparto universitario dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), dedicato all’arte visiva, all’arte applicata e alla storia dell’arte. Le accademie possono rilasciare diplomi accademici di primo livello (laurea) e di secondo livello (laurea magistrale) mentre, il previgente ordinamento, ai fini dei pubblici concorsi e dell’insegnamento è equiparato sia ai diplomi accademici di 2º livello sia alle attuali lauree magistrali universitarie.
La prima accademia d’arte del mondo fu quella istituita a Firenze da Lorenzo il Magnifico, nel suo giardino di San Marco. (Fonte wikipedia)

Dopo aver sostenuto tutti gli esami avrò una laurea?
Sì, certo, si consegue un titolo in ARTI VISIVE E DISCIPLINE DELLO SPETTACOLO, che ha la validità di una laurea a tutti gli effetti, permette di partecipare a concorsi, bandi pubblici, per esempio, e di accedere alla fasi di abilitazione all’insegnamento.
Per iscriversi in Accademia bisogna provenire da studi artistici?
Non necessariamente, ci si può iscrivere sia avendo maturità di licei scientifici o classici, per esempio, che provenendo da un tecnico commerciale, l’Accademia aiuta a trovare (e raffinare) il modo di vedere l’arte e offre i mezzi per imparare a esprimere concetti e idee.
La capacità manuale è fondamentale, ma non occorre più saper disegnare, esistono strumenti alternativi di espressione, come i programmi digitali
Per iscrivermi devo fare un test di ammissione?
L’Accademia di Belle Arti Michelangelo di Agrigento ha deciso di saltare questo step: tutti hanno diritto di frequentare l’Accademia se lo desiderano, sarà la passione la vera selezionatrice dei loro sogni.
Quali sono gli indirizzi?
L’Accademia di Belle Arti Michelangelo offre 4 indirizzi: Pittura, Scultura, decorazione e scenografia.
Che professione posso intraprendere con una laurea dell’Accademia di Belle Arti Michelangelo?
Lunghissima la lista (vi stupirà) attraverso i nostri indirizzi oltre a diventare pittore, scultore, scenografo o decoratore…

Complici i social e internet, che veicolano immagini e contenuti in tempo reale, l’arte, l’illustrazione grafica e la foto digitale – e tutti i mestieri legati alla creatività – stanno vivendo un momento di grande espansione.
Sul web ci si mette in mostra, si ha l’opportunità di divulgare le proprie opere. Si creano pagine virtuali che possono servire da vetrine per un vero lavoro.
Adesso più che mai gli studi artistici offrono interessanti opportunità di occupazione, che coniugano il saper fare tipico della tradizione con le evoluzioni del gusto e della tecnologia.

Si può insegnare o lavorare presso teatri, atelier, gallerie d’arte, e soprattutto studiando materie come storia dell’arte, psicologia dell’arte, beni culturali, disegno informatico, e altre, si acquisiscono le basi di conoscenza per fare mestieri come il curatore d’arte, il videomaker, il fumettista, il pubblicitario, lo stilista, il fotografo, il web designer, l’illustratore, il designer di oggetti e di gioielli (abbiamo un corso in arte orafa). E tantissimi mestieri legati allo spettacolo e al multimediale.
L’Accademia di Belle arti Michelangelo ha un bassissimo tasso di dispersione: significa che il 98% degli iscritti conclude con successo l’iter formativo e si laurea entro i tempi previsti.

Piani di studio e maggiori informazioni direttamente sul sito www.abama.it o direttamente in Accademia, in via Bac Bac, 7 – telefono 0922 604366

 

Un villaggio di pescatori, un piccolo borgo, fiorito, che la sera si accende di luci, aperitivi, cieli stellati. In Sicilia, di questi angoli, dove varcata una soglia sembra di entrare in n mondo fatato, esistono altri esempi, mi viene in mente Scopello, nella provincia di Trapani, dove la vita si concentra attorno  a un tipico baglio isolano.

Qualcuno, mi suggerisce, che parte della fama di Marzamemi è legata al film Sud di Gabriele Salvatores, di cui risultava assoluta protagonista. Ma è davvero così? Qui, in questa frazione si Pachino (sì, dove crescono i famosi e succosi pomodorini) la meraviglia è una vera inclinazione dell’animo.

Ho conosciuto il festival del cinema di frontiera di Marzamemi grazie alla mia amica Rossana a e al suo contatto con Umberto Iacono, persona di rara cordialità e disponibilità. Il logo di questo festival che trasforma la cittadina, nella sala cinema a cielo aperto più a sud d’Europa. è un geco, capace di mutare, e di avere una visione del mondo a testa in giù. Come sottolinea il regista Nello Correale, ideatore e direttore artistico del festival si tratta di: «…un Cinema di Frontiera inteso non come cinema di periferia o marginale, cascame di un cinema dominante, centripeto; bensì un cinema che si interroga, che guarda all’altro da sé, aperto al nuovo. Un cinema che sia punta avanzata verso l’esterno, avamposto e non retroguardia. Cinema di frontiera inteso nel suo valore simbolico, oltre che geografico nell’accezione più ampia del termine. Frontiere territoriali, culturali, ma anche dell’anima e dei linguaggi; punto d’incontro tra passato, presente e futuro.
Frontiera non come limite, confine, ma finestra sull’universo, sugli universi circostanti e opposti. Cinema interculturale che cerca più i caratteri congiungenti tra i popoli che quelli divisori. È questo il Cinema di Frontiera…».

Per me il festival è una manifestazione semplice, raffinata, piena di idee e di spunti, senza sensazionalismi, in cui l’evento davvero straordinario è il piacere di chiacchierare insieme. Infatti, questo chiacchierare, si fa, si pratica. Si indugia sotto il fico, nella sala dell’ex tonnara. Si indugia insieme a Pif, invitato a inaugurare il festival con Donatella Finocchiaro, e seduti in circolo si parla di cinema, di vita, di esperienze e soprattutto di incontri fra culture e linguaggi differenti (compresa una finestra sullo storytelling delle aziende di cui torneremo a parlare) fa gli onori di casa, come madrina, Elit Iscan, talentuosa e giovanissima attrice turca. A Marzamemi, saranno i numerosi tavolini che invadono a piazza, ma si parla. Davanti a un drink, un cocktail, davanti una cassettina di pesce e di fritti, davanti al tramonto, davanti allo scorcio di mare.

È un posto dove fare piccoli acquisti sfiziosi e portarsi a casa le conserve di Campisi, che sta trasformando le risorse locali in un piccolo brand da condurre in giro per il mondo.

Il turismo infatti è fare questo: creare una sorta di sistema virtuoso in cui la visita diventa esperienza sensoriale. I tavolini di legno e le sedie impagliate che scelgono l’azzurro, infatti, raccontano questo: Marzamem si sa raccontare.

Quel colore è perfetto per i social (ma di sicuro, sarà una reminiscenza greca, i social non c’entrano molto) la calma resta, i prezzi non impressionano. Una sorta di patto fra i ristoratori fa sì che ogni angolo sia curato e porti le tracce, in un certo senso, di un linguaggio comune. Si sta scrivendo una storia tutta insieme, insomma, e il festival del cinema di frontiera dà un segnalo forte, di apertura, di saperi condivisi.