Saturday, August 18, 2018
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Nel suo alternarsi di vicoli, piazzette e cortili che impreziosiscono il tessuto urbano medievale, tra evocazione di ambienti contadini, fede, tradizioni e mitologia a Gangi, entra nel vivo la 54 esima edizione della Sagra della Spiga. Una kermesse promossa da Pro-Loco e Comune di Gangi, con il contributo di Bcc ed Enel Green Power.

Per oggi (martedì 7 agosto) è prevista, tra canti e balli tradizionali, l’esibizione del gruppo Folk locale Engium, l’appuntamento è per le 21,30 in piazza del Popolo. Stesso orario e luogo mercoledì sera quando si terrà “A Zuccatina da Zita” commedia in vernacolo, una rievocazione dell’antica usanza di portare la serenata alla futura sposa e chiederne la mano, a curarla l’associazione filodrammatica “il Minotauro. Giovedì sera a calcare il palco di piazza del Popolo, alle 21,30, il gruppo “Nkantu d’Aziz. Il clou della kermesse è previsto per il prossimo fine settimana si inizia venerdì sera con l’esibizione dei gruppi folcloristici internazionali. Sabato(11 agosto) alle 9,30 piazzetta Bongiorno ospiterà il convegno dal titolo: “L’alimentazione nel tempo”, dalla preistoria ad oggi, nel pomeriggio, alle ore 16, escursione guidata a Monte Alburchia e alle 22, in Viale delle Rimembranze, “a manciata di novi cosi”, degustazione di una mistura di nove legumi cotta in enormi pentoloni.

Il Clou della 54esima Sagra della Spiga sarà domenica 12 agosto: alle 11 ad animare la kermesse, tra Piazza del Popolo e Corso Umberto, sarà il locale gruppo folk Engium e i carretti siciliani e alle 11,30 in Viale delle Rimembranze “I stravuli a vista” esposizione degli addobbi delle “stravule” gli antichi carri, simili a slitte, trainati da buoi, simbolo della Sagra della Spiga.

“Il momento centrale, della 54esima edizione della Sagra della Spiga – dichiarano il sindaco Francesco Migliazzo e l’assessore al turismo, sport e spettacolo Giuseppe Ferrarello – si terrà domenica (12 Agosto) con il corteo di Demetra, sarà un tripudio, una festa dove gli oltre 200 figuranti rievocheranno una tradizione quella di una civiltà contadina e non solo a spettacolarizzare il tutto la sezione mitologica con le stravule, carri simili alle slitte trainate da vacche o buoi”.

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Alle ore 17,30 si muoverà il corteo, diviso in sezioni, con figuranti in abiti d’epoca a rappresentare la vita contadina e nobiliare: il Corteo di Ziti, che rievoca un tipico cerimoniale adottato dalle famiglie dei promessi sposi prima delle nozze; “u Bagliu du Baruni“ con i personaggi legati alla vita e all’attività della nobiltà contadina, a chiudere il corteo, la sezione Mitologica con le figure legate al culto di Demetra: Artemide, Apollo, la divinità dalle sembianze Caprine Pan e il dio del vino Dionisio e ancora le Meteres (dee madri), Persefone e sua madre Demetra(Cerere per i latini), quest’ultime maestose trovano posto sulle “stravule” antichi carri simili a delle slitte e trainate da vacche o buoi. Ad accompagnare il corteo la musica festosa del gruppo folk Engium.

Alle 22 in contrada Santa Caterina a concludere la cinquantaquattresima sagra della spiga: “U pisatu” commedia in vernacolo a cura di Cataldo Sorrentino. Prevista anche la donazione dell’opera “La benedizione di Demetra” di Grazia Pizzillo.

“La Sagra della Spiga nasce nel 1964 – dice il presidente della Pro Loco Marco Li Pira –una kermesse che si realizza ogni anno grazie al lavoro di tanti volontari, alla collaborazione con il Comune di Gangi e al contributo degli sponsor”.

La forza di un murale. Riassume uno stato d’animo, riqualifica, colora, dona e rafforza l’identità. Il murale è una pittura immediata, pensata insieme all’ambiente. Dialoga con gli intonaci, racconta di sé, si fonda col quartiere. Non a caso, il Comunicato che annuncia l’inaugurazione delle pitture urbane, prevista mercoledì primo agosto, in fondo recita ” Si ringraziano i condomini residenti degli stabili coinvolti per aver accolto il progetto. Si ringraziano inoltre tutti coloro che con entusiasmo hanno supportato gli artisti in questi caldi giorni di lavoro”.

Ma cosa è accaduto a Ballarò?  Il progetto Cartoline da Ballarò è nato da un’idea di Igor Scalisi Palminteri e Andrea Buglisi, ha visto coinvolti 5 artisti della scena pittorica palermitana: Alessandro Bazan, Andrea Buglisi, Angelo Crazyone, Fulvio di Piazza e Igor Scalisi Palminteri che hanno affrontato altrettanti grandi muri dislocati nel quartiere storico di Ballarò/Albergheria.

Mercoledì 1 agosto a Ballarò, saranno inaugurate le cinque pitture urbane che nei giorni scorsi sono state realizzate nel quartiere Ballarò/Albergheria di Palermo, attraverso un itinerario gratuito esplicativo, a cura della cooperativa Terradamare e degustazione finale.

Il progetto è un atto di trasformazione possibile, immediata, gioiosa. Un mercato dove la vita brulica, con la frutta, i pesci vivi sul ghiaccio, dove le emozioni si condensano, rimbalzano, con forza, a volte prepotente.

Opera di Bazan

Opera di Bazan

Appuntamento alle 18:00 in Vicolo Gallo (in fondo a Via Mongitore) sotto al ritratto di Franco Franchi opera di CRAZYoNE, per poi proseguire alla scoperta degli altri murales e dell’affascinante quartiere di Ballarò/Albergheria. L’itinerario si concluderà nello spiazzale dell’ex Arena Tukory (Corso Tukory 205) dove si trova il muro dipinto da Alessandro Bazan e dove si potranno gustare alcune specialità palermitane di cibo di strada, a sostegno del lavoro dei venditori ambulanti della zona.
Saranno presenti tutti gli artisti, che racconteranno agli intervenuti il lavoro che li ha impegnati contemporaneamente nella settimana tra  il 21 e il 27 luglio e le loro opere murali.
Evento facebook: www.facebook.com/events/492431327850753

 

Il progetto si pone come obiettivo la riqualificazione urbana attraverso l’arte, motivo per il quale si sono scelte delle piazze che presentano segni di degrado nonostante le loro grandi potenzialità estetiche e storico/culturali. Gli artisti si sono avvalsi della collaborazione di alcuni cittadini residenti del quartiere che hanno fatto da collante e da supporto in tutte le fasi dell’iter realizzativo. I lavori sono stati svolti dal 21 al 27 luglio 2018.

Il progetto si inserisce in un clima storico di rinascita culturale della città di Palermo già nominata capitale della cultura italiana e città ospitante la Biennale internazionale di Arte contemporanea MANIFESTA 12.

Il progetto è sostenuto da ELENK’ART da sempre promotrice di eventi artistici innovativi.

Le vernici sono state donate da Tommaso Piazza colori. Il regista Salvo Cuccia sta lavorando a un documentario insieme ad Antonio Bellia, che racconterà l’intera operazione.

 

 

Ambiguità a confronto nell’opera di teatro-danza di Melissa Zuccalà e Davide Garattini Raimondi Taormina, Teatro Antico – 23 agosto 2018, ore 21.30 Ingresso posto unico numerato 22 euro (ridotto under 10, 11.50 euro) Biglietti in prevendita sui circuiti Box Office Danza, canto lirico, recitazione. Tre discipline si intersecano e si fondono per narrare e approfondire l’ambiguità sessuale attraverso le figure di Don Giovanni di Mozart e Baal di Brecht. Sono questi gli ingredienti di Amara satira omnia- ambiguità a confronto, grande opera di teatro danza della compagnia SBAM Sicily ballet around movement che, con la regia del milanese Davide Garattini Raimondi e le coreografie della valguarnerese Melissa Zuccalà, andrà in scena al Teatro Antico di Taormina giovedì 23 agosto. «Amara Satira Omnia – dice Melissa Zuccalà – è l’unico spettacolo di balletto in programmazione questa estate al Teatro Antico di Taormina e per noi tutto questo coincide con la realizzazione di un sogno. Sono davvero soddisfatta del connubio artistico con il maestro Garattini, che ha creduto nelle potenzialità e nell’originalità del progetto e dal quale mi sono lasciata guidare senza alcuna esitazione. Sono convinta che la collaborazione tra le discipline sia linfa vitale per il mondo dell’arte e dello spettacolo».

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«Quando Melissa Zuccalà – racconta Davide Garattini – mi ha proposto di collaborare con lei alla drammaturgia e curare la regia di questo progetto titanico sull’ambiguità, sono stato conquistato dal suo accostamento così naturale eppure mai azzardato tra Mozart e Brecht. Siamo partiti lavorando sulle musiche del compositore e sul testo del drammaturgo e alla fine ne è venuto fuori un lavoro in cui le parole di Brecht sembrano parlare di Don Giovanni e le musiche di Mozart quasi evocano Baal. Due mondi esagerati che ci hanno davvero fornito una fonte inesauribile di materiale per un lavoro corale che mette insieme tre discipline e svariate tematiche». Dopo il grande successo della prima nazionale, avvenuta il 5 aprile al teatro Garibaldi di Enna, l’opera – prodotta da SBAM Sicily Ballet around movement, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura Comune di Valguarnera (dove è nata la Compagnia) e con lo speciale contributo del Goi-Grande Oriente d’Italia – sarà proposta a Taormina in una forma ampliata e rafforzata, che vedrà il soprano Miriam Žiarna (già protagonista del debutto) e i danzatori Giorgia Altabella, Chiara Arena, Adriana Aprile, Benedetta Cannolo, Kenia Conti, Cristiana De Gaetano, Noemi Mulé, Asia Scuderi e Fabio Gambuzza affiancati da tre guest artist di grande fama: il ballerino Branko Tesanovic, l’attore Massimo Zannola e i due baritoni Salvatore Grigoli e Francesco Cascione. Inoltre, proprio nell’ottica di portare in scena diversi linguaggi artistici, sono previste le live performance dei creativi Elisa Morales, Totò Denaro e Dara Siligato e del maestro pianista Vincenzo Indovino. «Quella che proporremo a Taormina – sottolinea il regista – sarà un’evoluzione dello spettacolo già andato in scena. Non si tratta solo di aggiungere artisti o ampliare la drammaturgia, ma di lavorare a una maturazione reale di questo grande progetto che può davvero contenere di tutto ed è in continua ebollizione. E questa ebollizione si nutre anche del forte senso ludico che ha accompagnato l’intera gestazione dell’opera. Abbiamo sempre giocato molto con la materia prima fornita dai due autori, creando un progetto che può andare in tante direzioni e che evolve e cresce in modo concentrico». Un grande contenitore, nato a partire dalle similitudini del comportamento di due maschere che sono oggi stereotipi, che offre uno spunto di riflessione sull’ambiguità.

«All’orientamento drammatico – conclude la coreografa – si sostituisce la libertà epica di indugiare e riflettere, proprio attraverso la satira che è una “pillola” per addolcire una verità, una pratica dall’intento moraleggiante che suscita straniamento e riso. L’universo che ruota attorno al lavoro creativo che il maestro Garattini ha intessuto e cui abbiamo lavorato in un collegamento instancabile e originale tra Sicilia e Lombardia, spazia tra molteplici tematiche e differenti linguaggi espressivi che portano in scena, non solo l’ambiguità sessuale, ma anche squilibri sociali, vizi, prepotenze, etica e moralità». Amara Satira Omnia Una produzione SBAM – Sicily Ballet around movement in collaborazione con assessorato alla Cultura Comune di Valguarnera. Con lo speciale contributo del GOI Grande Oriente d’Italia Regia di Davide Garattini Raimondi Coreografie di Melissa Zuccalà Musiche tratte da Don Giovanni di W. A. Mozart Testi liberamente ispirati a Baal di B. Brecht Concept e drammaturgia: Davide Garattini Raimondi e Melissa Zuccalà Assistente alla regia: Anna Aiello Costumi: Valmoda soc. coop. Sound&Lithing: Francesco Noé Guest artists: Branko Tesanovic, Massimo Zannola, Salvatore Grigoli, Francesco Cascione Performing live artist: Elisa Morales, Totò Denaro, Dara Siligato Al piano: Vincenzo Indovino Dancers: Giorgia Altabella, Chiara Arena, Adriana Aprile, Benedetta Cannolo, Kenia Conti, Cristiana De Gaetano, Noemi Mulé, Asia Scuderi e Fabio Gambuzza Opera singer: Miriam Žiarna Ticket: posto unico numerato 22 euro (ridotto under 10, 11.50 euro) Biglietti in prevendita sui circuiti Box Office Info: FB SBAM Sicily ballet around movement

 

Proposte per una tutela partecipata. Appuntamento il 27 luglio ad Agrigento. Succede all’Accademia di Belle Arti, in via Bac Bac 7 alle 18.30.

A tessere una mappa di luoghi, tracciare un percorso, e fornire alcuni spunti, la lectio magistralis sulla tutela e la gestione dei beni culturali in Sicilia di Paolo Giansiracusa, storico e critico d’arte, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Catania.

“Questi momenti di aggiornamento, in cui focalizziamo l’attenzione su argomenti principali, legati alla fruizione della bellezza e del patrimonio comune, sono parte integrante della nostra offerta formativa – spiega Alfredo Prado, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Agrigento – un’attività continua, che investe anche la sfera sociale e umana dell’arte. Abbiamo ospitato altre volte Paolo Giansiracusa, sempre con grande successo, sappiamo quanto sia importante ribadire questi concetti. L’arte è centrale nella vita di ognuno, non solo di studiosi e allievi. Per questa l’Accademia è a disposizione della comunità agrigentina”.

Nel corso della lectio saranno esposti gli ultimi numeri dei Quaderni del Mediterraneo, Rivista Nazionale su Beni Culturali.

Ricordiamo che l’incontro è aperto a tutti.

 

Quaderni

 

Un pellegrinaggio. Di uomini e di narrazioni. Né più né meno. Alla ricerca del rapporto tra gli uomini, al di là delle differenze di pelle, di razza, di lingua. Una sorta di ideale ricongiungimento tra Oriente ed Occidente, oltre ogni battaglia. Il puparo e cuntista Mimmo Cuticchio, nell’anno in cui ha compiuto settant’anni, ha chiamato gli amici artisti – poeti, narratori, attori, cantanti, musicisti – e li vuole condurre a Roncisvalle, sulla piana dove, leggenda vuole, caddero Orlando e settanta paladini, trucidati dai saraceni. E a fianco del pubblico che seguirà gli artisti – saranno tanti, riempiranno di voci, suoni e musiche il tragitto che da Saint-Jean-Pied-de-Port porta verso Ibañeta, nella piana sui Pirenei, al confine tra Francia e Spagna – si schierano dodici Pari, uomini di cultura che hanno voluto segnare il cammino. I dodici Pari sono: Lara Albanese (astrofisica), Giuseppe Barbera (agronomo), Giuseppe Bucaro (sacerdote),  Corrado Bologna (filologo), Mimmo Cuticchio (oprante/cuntista), Caterina Greco (archeologa), Valeria Patrizia Li Vigni (antropologa), Beatrice Monroy (scrittrice), Gianni Puglisi (professore), Giuliano Scabia (poeta), Marino Sinibaldi (giornalista) e Sebastiano Tusa (archeologo del mare).

Un progetto grandioso, un Cammino che incrocia quello di Santiago de Compostela, e continua verso il teatro della battaglia, dove Cuticchio affronterà “La canzone di Orlando”. Il viaggio inizierà il 26 luglio alle 11 con la parata degli attori/narratori da porta San Giacomo al mercato di Saint-Jean-Pied-de-Port; “Tra pupi figure e cunti” raccoglie spettacoli nello spazio del mercato. Il 27 luglio il gruppo si metterà in cammino dal rifugio Orisson verso Roncisvalle, tra valli, sentieri, alberi, ruscelli; qui gli artisti racconteranno storie tratte dalla “Chanson de geste” con un unico obiettivo: la convivenza pacifica tra i popoli e l’annullamento di ogni frontiera. Si continuerà sabato 28 verso il Monastero Itzandegia e negli spazi esterni attorno al piano della Collegiata; l’ultima tappa domenica 29 luglio, per raggiungere Ibañeta (Puerto de Ibañeta in spagnolo o Col de Roncevaux in francese), ovvero il passo sui Pirenei in territorio spagnolo, dove avvenne la battaglia e dove è l’unica lapide che ricorda la caduta di Orlando, 1240 anni fa. Con Cuticchio, il pupo Francesco, che richiama il santo poverello, e che Papa Francesco ha benedetto poche settimane fa, affidandogli idealmente il suo messaggio di pace.

“La leggendaria battaglia di Roncisvalle, la cui realtà storica è stata trasfigurata in Occidente dalle Chansons des geste e trasmessa dalla tradizione orale. Il nobile gesto del paladino Orlando, devoto al suo imperatore Carlo Magno, che decide di sacrificare la propria vita in una battaglia che non può vincere, ma che va combattuta comunque per senso del dovere: tutto questo rappresenta per noi l’ideale della “Straziante meravigliosa bellezza del creato”, sottotitolo del nostro festival di teatro di figura, preso in prestito da Pasolini. Nel cammino da Saint-Jean-Pied-de-Port verso Roncisvalle, gli spettatori si uniranno alla nostra carovana in una sorta di pellegrinaggio teatrale, che avrà dei momenti di spettacolo lungo la strada principale del comune francese, nello spazio meglio conosciuto come “il mercato” e poi lungo il sentiero che sfocerà in aperta campagna, tra alberi, ruscelli, salite e discese. Come in un puzzle che si compone, tappa dopo tappa, si ascolteranno i racconti degli attori-narratori che hanno partecipato al laboratorio sulle pratiche del narrare cominciato a Palermo. Alla fine del loro pellegrinaggio, gli attori/narratori giunti al Monastero Itzandegia della Coleggiata incontreranno “Dodici pari”: uomini e donne di cultura che in questi anni si sono cimentati in un esemplare percorso di tutela dell’ambiente e del patrimonio dell’umanità. Gli artisti e gli intellettuali lavoreranno in sinergia, in modo da stabilire un contatto autentico con il territorio e con il pubblico, fuori dai modelli e dai luoghi canonici dello spettacolo. Il senso profondo di questa esperienza, racchiuso nella fede di un ideale, coincide con la bellezza della natura, con il mistero dell’universo, della vita stessa e rifugge dai motivi che alimentano le guerre e da tutte le etichette, anche religiose, che limitano il benessere e la crescita spirituale degli uomini”. Mimmo Cuticchio

 

La Macchina dei Sogni è inserita nel cartellone di Palermo Capitale Italiana della Cultura.

ARTISTI

Mimmo Cuticchio – oprante e cuntista

Nino Cuticchio – oprante e puparo

Giacomo Cuticchio – oprante e puparo

Luì Angelini – narratore con oggetti

Giovanni Guarino – attore/narratore

Bruno Leone – narratore con guarattelle

Salvino Calatabiano – narratore con burattini

Nadia Parisi – narratrice con figure

Margherita Abita – racconto e canto

Giulia Angeloni – attrice/narratrice

Corinna Bologna – attrice/narratrice

Francesca Camilla D’Amico – attrice/narratrice

Clara De Rose – attrice/narratrice

Maria Teresa De Sanctis – attrice/narratrice

Nunzia Lo Presti – attrice/narratrice

Marika Pugliatti – attrice/narratrice

Josefina Torino – attrice/narratrice

I DODICI PARI

Lara Albanese – astrofisica

Giuseppe Barbera – agronomo

Giuseppe Bucaro – sacerdote

Corrado Bologna – filologo

Mimmo Cuticchio – oprante/cuntista

Caterina Greco – archeologa

Valeria Patrizia Li Vigni – antropologa

Beatrice Monroy – scrittrice

Gianni Puglisi – professore

Giuliano Scabia – poeta

Marino Sinibaldi – giornalista

Sebastiano Tusa – archeologo del mare

Brilla la devozione dei palermitani, ha il colore dell’oro e dell’argento. Ed è finalmente riportata alla straordinaria magnificenza del passato. Dopo un restauro minuzioso sotto l’occhio attento della Soprintendenza, il Tesoro di Santa Rosalia è tornato in vita. Restituito alla città. L’esposizione, nucleo fondante del nuovo museo di santa Rosalia nel santuario di Montepellegrino, sarà inaugurata venerdì 13 luglio, alle 18. Curatori scientifici sono Maria Concetta Di Natale, Maurizio Vitella e

Salvatore Mercadante, il progetto museografico è della sovrintendente Lina Bellanca e la cura dell’allestimento di Santo Cillaroto. I pezzi sono stati restaurati da Gaetano Correnti e dal maestro argentiere Benedetto Gelardi.

La collezione, costituita principalmente da preziose suppellettili liturgiche e significativi ex-voto, giunge ai nostri giorni incompleta perché dispersa nel corso dei secoli. L’originaria ricchezza del Tesoro è tuttavia nota grazie agli inventari periodicamente redatti dalla Deputazione della Venerabile Grotta e Chiesa di Santa Rosalia.

 “Il tesoro è documentato da dettagliatissimi inventari conservati all’archivio Diocesano, che un nostro dottorando di ricerca ha studiato con attenzione – spiega Maria Concetta Di Natale – alcuni pezzi li conoscevamo, ed erano stati già esposti in una mostra in cattedrale, oltre vent’anni fa. Siamo tornati a cercare e nel santuario abbiamo ritrovato pezzi straordinari: la famosa galea rovinata, i vasi a pezzi, ma conservati con grande amore”.  Da qui l’idea di restaurare interamente tutte le opere, quelle esposte e quelle conservate, e dar nuova vita al tesoro. Che diventa il nucleo più antico del nuovo museo dedicato alla devozione per Santa Rosalia, che da venerdì sarà disponibile alle visite.

L’esposizione permanente del tesoro del Santuario di Santa Rosalia è una iniziativa promossa dal Comune e dalla Fondazione Sant’Elia nell’anno di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. E’ un progetto comune che vede l’apporto dell’Arcidiocesi e del Santuario di Santa Rosalia, dell’Università – Dipartimento Culture e Società, dell’Osservatorio per le Arti decorative in Italia “Maria Accascina”, della Soprintendenza BB.CC.AA e dell’Opera Don Orione.

“Un regalo della città alla città. Un atto d’amore per la Santuzza ma certamente qualcosa che va oltre, ben oltre la devozione per la Santa – dice il sindaco Leoluca Orlando -. Perché Rosalia rappresenta l’anima vera e profonda di Palermo, l’anima della carità e della solidarietà, ma anche l’anima dell’impegno per la liberazione da ogni peste materiale e morale. Questo tesoro oggi riscoperto ci ricorda e rafforza il legame di Palermo con Rosalia”.

La realizzazione del museo contribuirà a dare nuovo impulso alla conoscenza del contesto culturale che, fin dagli inizi del XVII secolo, ruota attorno alla Santa eremita, restituendo ai palermitani ciò che è sopravvissuto di un grande segno di intensa devozione.

Impreziosiscono l’esposizione museale, la superba galea d’argento donata nel 1667 da Don Pietro Napoli e Barresi, principe di Resuttana; e la serie di vasi d’altare con “pampini di Paradiso” (foglie che somigliano all’edera) donata, sul finire del XVII secolo, dal vicerè Juan Francisco Pacheco, duca di Uzeda, come si scopre dall’insegna araldica. Queste opere in particolare, come pure le altre esposte, sono state sottoposte ad un accurato e delicato restauro, che in molti casi è riuscito a recuperare  esemplari ridotti in pessime condizioni.

Pezzi unici che raccontano la devozione per la “Santuzza” non solo da parte di alti prelati e nobili blasonati, ma soprattutto dalla gente comune, non solo palermitana: come il celebre reliquiario con un angelo che sovrasta un drago, opera dell’argentiere Andrea Memingher, su un disegno di Antonino Grano e Giacomo Amato custodito all’Abatellis; l’ultimo gioiello seicentesco dei Cavalieri di Malta, con smalti policromi tipicamente siciliani, accompagnato da un dipinto della Madonna del Trionfo, e da un leggio d’argento, sempre dei Cavalieri; statue d’argento, calici in filigrana, ceroplastiche affascinanti. E proprio il santuario nasconde un ultimo segreto: una “cassaforte” seicentesca ovvero un piccolo ambiente con porta corazzata dentro cui si conservavano i pezzi preziosi. Qui l’allestimento – curato da Santo Cillaroto – ricostruisce lo stato originale con bauli e arredi.

“Il recupero del tesoro ha fatto scattare una sorta di nuova devozione – interviene ancora Maria Concetta Di Natale -: i restauratori hanno offerto la loro opera, alcuni collezionisti hanno donato o prestato pezzi bellissimi”.

Il santuario, retto da Don Gaetano Ceravolo, è aperto ogni giorno dalle 7,30 alle 19,30.

Far conoscere l’isola attraverso traiettorie insolite e coinvolgenti: è questo l’intento del libro Borghi di Sicilia, curato da Fabrizio Ferreri ed Emilio Messina, e pubblicato da Dario Flaccovio editore, che sarà presentato sabato 14 luglio alle 19 al Castello Rufo Ruffo di Scaletta Zanclea. Modera l’incontro con gli autori Fulvia Toscano. A seguire concerto dei Lucky Strike Quartet e degustazione di prodotti tipici locali e prosecco

I Borghi di Sicilia sono come scrigni dimenticati in fondo ai forzieri: se si ha la ventura di scovarli svelano sorprendenti tesori che l’ombra del tempo e l’oblio degli uomini hanno mantenuto nel loro sincero e incontaminato splendore.

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Una guida originale in grado di descrivere un’Isola differente, una Sicilia lontana dagli stereotipi, unica e misteriosa, costellata di realtà insospettabili e sorprendenti, che lascia a bocca aperta anche chi, l’isola, pensa di conoscerla bene. Il libro raccoglie le descrizioni di 58 borghi, divisi per provincia, che accompagnano il lettore, attraverso degli itinerari ideali, alla scoperta di luoghi poco conosciuti e dalla straordinaria bellezza.

Ciascuno dei borghi descritti nel volume contribuisce a definire il volto poco conosciuto e non sufficientemente esplorato della nostra terra. Il libro è stato infatti costruito come progetto corale e collettivo grazie ad autori – tutti rappresentanti competenti e riconosciuti delle relative comunità locali – che li narrano da una “prospettiva interna” con un forte coinvolgimento emotivo.

“Nella composizione del libro – spiega Fabrizio Ferreri, nell’introduzione, abbiamo utilizzato “borgo” in un’accezione piuttosto libera, non vincolata necessariamente a qualcuna delle formulazioni presenti in letteratura. Non abbiamo dunque rinunziato a includere nel volume luoghi come Castania, Poggioreale Antica, Noto Antica, non “borghi” in senso stretto, ma suggestivi ruderi di insediamenti preesistenti, oggi naturalmente non abitati. Alcune caratteristiche fondamentali hanno però orientato la nostra selezione, operata soprattutto con l’obiettivo di rendere noto ai lettori, ai curiosi, ai viaggiatori, un volto della Sicilia ancora poco conosciuto e non sufficientemente esplorato”.

Tra i “borghi” più noti, ritroviamo infatti Sambuca di Sicilia, Santa Margherita Belice, Mussomeli, Zafferana etnea, Sperlinga, e ancora Gangi, Polizzi e Castelbuono, solo per citarne alcuni. Tra le mete meno conosciute, anche dai siciliani, troviamo ad esempio Ferla, Novara di Sicilia, Aidone, Agira o Assoro.

L’estate entra nel vivo anche alla Drogheria di Licata: da venerdì prossimo, e per tutta la bella stagione, numerosissimi artisti calcheranno il palco del noto locale di corso Roma.

“Nel programma – spiegano gli organizzatori – abbiamo inserito alcuni tra i progetti musicali siciliani più interessanti degli ultimi anni, ma non mancheranno i musicisti che ci verranno a trovare da oltre lo Stretto”. A breve sarà pubblicato il calendario completo: aspettatevi anche qualche grossa sorpresa!

Gli appuntamenti sono organizzati da Lebowski Music Network e sono suddivisi per genere, in modo alternato: ci saranno serate dedicate al mondo del reggae e della dance hall, e altri appuntamenti improntati invece sulla musica dal vivo più energica e “estiva” della scena attuale.

Si inizia venerdì 6 con Francesco & Rampuya del collettivo Leeska Project, organizzazione che ormai da anni calca i palcoscenici reggae del ragusano, e di tutta la Sicilia in generale. Lo spettacolo inizierà alle 22.00.

Appuntamento, quindi, a venerdì 6 luglio, a partire dalle 22.00 alla Drogheria, in corso Roma 22 a Licata.

Luoghi, volti, tradizioni, arte e spettacolo protagonisti della mostra fotografica “Interpretazioni del Fuoco”. Da sabato 7 luglio sarà infatti possibile visitare l’esposizione della Sezione Teatro del Fuoco Focus nell’ambito delle manifestazioni dell’XI edizione del Teatro del Fuoco, International Firedancing Festival. Una rassegna voluta e immaginata dal direttore artistico, Amelia Bucalo Triglia, per raccontare attraverso la qualità dell’immagine la forza dirompente della bellezza dei territori vulcanici.

Focus, fuoco è immagine per narrare i tesori delle isole del Mediterraneo e della Sicilia attraverso gli occhi dei suoi abitanti, i paesaggi rigogliosi e lussureggianti e la forza dei vulcani, ed i protagonisti assoluti delle acrobazie e delle danze del Teatro del Fuoco. Una selezione unica di scatti per emozionare i visitatori e per far conoscere la ricchezza delle identità locali e la varietà del patrimonio culturale del circuito arabo-normanno che anticipa gli spettacoli del Teatro del Fuoco del 31 luglio allo Spasimo con gli Agricantus, lo show Future dell’1 e il 2 agosto a villa Filippina con replica a Gibellina del 5 agosto.

Da sabato 7 luglio la mostra coinvolgerà prima di tutto le Librerie del Cassaro di Palermo per avvicinare i turisti alla cultura imprenditoriale palermitana, per poi spostarsi nei locali del Berlingeri Resort di Campobello di Mazara (Trapani) e presso la sede dell’associazione Elementi Creativi, bene confiscato alla mafia e concesso dal comune di Palermo, fino al 7 settembre.

La Mostra fotografica “Interpretazioni del Fuoco” del Teatro del Fuoco Focus intende cristallizzare la percezione e mettere in relazione le connessioni del patrimonio storico e la potenza dell’identità locale – spiega Amelia Bucalo Triglia – di Palermo e della Sicilia per un racconto rivolto ai turisti ed alla popolazione siciliana”.

L’ appuntamento del Teatro del Fuoco da sempre conquista e affascina il pubblico con i colori dell’unico spettacolo internazionale di danza ed acrobatica che ha nel fuoco il suo elemento propulsore di energia, creatività, speranza ed eleganza. La mostra “Interpretazioni del Fuoco®” è un’occasione imperdibile per ammirare da vicino le acrobazie  degli artisti internazionali dello show, i dettagli delle loro pose e le fantastiche evoluzioni nel Teatro del Sole, nucleo dei Quattro Canti di Palermo.

Il Teatro del Fuoco, dopo 10 anni di successi e riconoscimenti internazionali, si preannuncia ancora una volta da sorprese da togliere il fiato. Dal 2008, data della prima edizione nell’isola vulcanica di Stromboli, il Teatro del Fuoco affascina gli spettatori con un viaggio magico attraverso i significati primordiali del fuoco. Il Festival nel corso delle sue edizioni è stato premiato per ben due volte dal Presidente della Repubblica Italiana (nel  2009 e nel 2017) in quanto espressione di marketing culturale innovativo ed è stato indicato dalla rivista americana Forbes come uno dei 12 Festival internazionali più cool al mondo per cui vale la pena fare un viaggio (2015). Alla sua ideatrice, la giornalista ed organizzatrice di eventi Amelia Bucalo Triglia, è stata recentemente conferita l’onorificenza di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

LUOGHI DELL’ESPOSIZIONE

Librerie del Cassaro di Palermo – da sabato 7 luglio al 7 settembre 2018

– “Libreria Alaimo” di Alaimo Salvatore
– “Libreria del Cassaro” di Ganci Fabio
– “Libreria Zacco” di Zacco Maurizio
– Libreria Luigi Portinaio
– “Libreria del Politecnico Siciliano” di Vaccaro Susan

Elementi Creativi, via Tommaso Natale 78e ( Palermo)

‘Berlingeri Resort’, Campobello di Mazara (TP)

Per gli spettacoli i biglietti sono in vendita su www.circuitoboxofficesicilia.it e www.fondazioneorestiadi.it

Domenica 8 luglio prenderà il via dal porticciolo della Cala, raduno ore 10, il progetto di vela solidale “Pronti alla vira”, promosso dall’associazione LiscaBianca e rivolto ai bambini dell’oncoematologia pediatrica di Palermo.

“Pronti alla vira” prevede un corso di avviamento alla vela per 16 ragazzi di età superiore ai 14 anni con una storia di patologia cronica grave (malattie oncoematologiche, neurologiche), in fase di controllo. Alla fine del percorso i giovani avranno l’opportunità di partecipare in equipaggio a una regata d’altura.

Ogni corso sarà rivolto a 8 ragazzi alla volta e avrà la durata di 6 mesi. Le uscite saranno a cadenza settimanale e si svolgeranno in collaborazione con la Lega Navale sez. Palermo Centro.

Le lezioni sia pratiche che teoriche si svolgeranno sempre a bordo, preferibilmente nei fine settimana. Ogni lezione avrà una fase di briefing e preparazione dell’imbarcazione, uscita in barca a vela, rientro a terra e debriefing.

Il progetto nasce su iniziativa del gruppo #8maggioèpersempre che raccoglie fondi al fine di realizzare progetti destinati agli adolescenti dell’oncoematologia pediatrica. In particolare, “Pronti alla Vira” è sostenuto grazie al ricavato della serata che si è tenuta a Palermo l’8 maggio al teatro Golden dedicata alla giovane palermitana Costanza Orobello, detta Cocò e ammalatasi di leucemia all’età di 14 anni.

L’idea di promuovere il progetto “Pronti alla Vira” nasce perché Cocò amava il mare ed è frutto del desiderio di un piccolo gruppo spontaneo di persone vicine alla giovane adolescente Costanza.  “I compagni, da quelli delle elementari a quelli del liceo – afferma la mamma di Costanza, Luisa Umiltà – hanno cercato un modo per celebrarla formando un gruppo musicale e uno teatrale, all’interno dei quali ogni anno si aggiungono altre persone/artisti mossi dallo stesso intento di esibirsi ogni 8 maggio, il giorno del suo compleanno, in uno spettacolo chiamato “8maggioèpersempre”. All’evento, patrocinato dal Comune di Palermo, hanno già aderito anche altri importanti sostenitori come Gesap, Banca Popolare Sant’Angelo, Siciliando.

Oltre il corso di vela è possibile prevedere anche momenti di convivialità a bordo di Lisca Bianca: colazioni, merende, pranzi, letture dei brani de “Le Isole Lontane” di Sergio Albeggiani al tramonto.

“Costanza amava molto il mare e la sua famiglia ha una lunga tradizione nella nautica – afferma il Dott. Ottavio Ziino, anima pulsante del progetto – è stato immediato immaginare una corrispondenza tra le vicende di alcuni ragazzi con storie di patologia e la straordinaria storia di Lisca Bianca: una prima parte di vita felice, poi una fase di sofferenza e di abbandono e successivamente la ri-nascita.”

Elio Lo Cascio, presidente dell’associazione Lisca Bianca, sottolinea come “la vela possa costituire un utile supporto a percorsi terapeutici grazie al cambiamento del setting; un nuovo ambiente con nuovi stimoli sensoriali, un’esperienza fortemente emotiva, personale e di gruppo che consente di sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, del proprio corpo e del senso di auto-efficacia”.

LiscaBianca, è la barca storica che fece il giro del mondo dall’84 all’87 con a bordo i coniugi Albeggiani, restaurata grazie ad un progetto di inclusione sociale che ha coinvolto giovani adulti in situazioni di fragilità sociale (minori dell’area penale, ragazzi della comunità terapeutica Sant’Onofrio, giovani richiedenti asilo segnalati dai circuiti SPRAR e infortunati sul lavoro segnalati dall’INAIL): pronta a mollare gli ormeggi per una nuova avventura.

Per chi volesse visitare Lisca Bianca e conoscere più da vicino le attività sociali dell’associazione, la barca è ormeggiata presso il pontile della Lega Navale Italiana, di fronte alla Chiesa della Catena.

Lisca Bianca organizza anche delle veleggiate di turismo sostenibile che contribuiscono a finanziare le sue attività di vela solidale.

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